i racconti di Milu
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Mi trovavo ad una conferenza sullo scioglimento dei ghiacciai. Il professore parlava di un graduale aumento del livello dell’acqua e del pericolo che alcune zone fossero completamente sommerse in un futuro non molto remoto. Qualcosa di tutto quel discorso mi aveva gettato in uno stato d’ansia tale che la vibrazione improvvisa del telefono mi fece sussultare.
Guardai la notifica del messaggio.
Sorrisi.


Ho sempre avuto un sogno ricorrente nel corso della mia vita, turbava le mie notti e faceva in modo che mi svegliassi in preda al panico, stanca e tremante.
Si svolgeva sempre nello stesso modo: un'enorme onda mi travolgeva e mi sentivo soffocare, annaspavo, urlavo e infine riaprivo gli occhi terrorizzata.
Da un po’ di tempo a questa parte quell'incubo ha smesso di tormentarmi, qualcosa, o qualcuno, subentrato nella mia vita, aveva calmato la marea nel mio cuore e, finalmente, la notte aveva smesso di essere causa di paura.
Come finii nel suo letto la prima volta me lo dimenticai presto, ma ricordo ancora distintamente come mi svegliai nuovamente in preda agli incubi e la tenerezza con cui lui mi prese tra le braccia sussurrando: “calmati, la tua paura è data dall'ignoto, ma posso assicurarti che questo non è negativo. Lasciati trasportare da me, dalla mia marea, ti guiderò io”
Quelle parole mi avevano scossa, affidarmi del tutto ad una persona quasi sconosciuta? Cosa significava?
“Voglio che tu dipenda da me, voglio che tu sia solo mia” Continuo lui iniziando piano piano a riempirmi di baci sulle guance, sul mento, scendendo fino al collo.
Le sue mani scivolarono teneramente sulle mie spalle, scostando le spalline della vestaglia da notte che portavo.
Un senso di calma si impossessò di me, quell'uomo riusciva, attraverso i suoi tocchi, a donarmi sollievo, a scacciare il terrore dell'onda insormontabile che si avvicinava pericolosa nei miei pensieri, immobilizzandomi e rendendomi incapace di vivere pienamente le sensazioni che provavo.
Chiusi gli occhi assaporando la sua bocca vorace, avida del mio corpo, che si spostava lentamente verso i miei seni.
Iniziò un lento massaggio con le mani, mentre la sua bocca mordeva teneramente prima l’uno e poi l’altro capezzolo facendomi scappare dei gemiti che cercavo di trattenere.
“Ti stai trattenendo o sbaglio?” esordì lui fermandosi e facendomi scuotere dal torpore nel quale ero caduta.
“Dobbiamo lasciarci andare giusto? Scacciare la paura! Non devi vergognarti delle tue sensazioni!”
“Hai..hai ragione, scusa” stavo di nuovo sbagliando tutto!
Sentivo l’onda avvicinarsi sempre di più, sempre di più, mi inseguiva anche al di fuori dei sogni...finché lui non riprese, scacciandola di nuovo, come per magia, nei meandri della mia mente.
“non..non staccarti” cercai di balbettare mentre i suoi movimenti si facevano sempre più decisi e violenti.
Non rispose, ma sentivo premere energicamente il suo corpo contro il mio, sentivo distintamente l’erezione tra le gambe e le sue mani che scivolavano sempre più in basso a cercare il mio sesso.
La marea mi stava portando via, ma era così piacevole, così piacevole che ne ero felice e speravo non mi lasciasse più andare.
Sentii il suo tocco delicato sulla mia intimità e fui come svegliata da una scossa di piacere. Volevo di più, volevo essere amante e complice, volevo che anche lui si abbandonasse completamente a me. Feci per allungare le mani verso di lui ma queste vennero bloccate saldamente dalle sue.
“questo giorno lo dedichiamo solo a te, ma sappi che domani sarà il contrario!”
Cosi dicendo riprese il suo lavoro e iniziò a penetrarmi velocemente con le sue dita, aumentando progressivamente la velocità.
Non avevo nemmeno avuto il tempo di replicare che mi ritrovai con la testa abbandonata al cuscino, gli occhi chiusi per assaporare ogni momento e i gemiti che ormai scivolavano dalle mie labbra senza alcun pudore.
Ebbi il primo orgasmo della mia vita, una scossa bollente che si propagò per tutto il mio corpo donandomi piacere ma, soprattutto, ridandomi quella carica erotica che mi mancava ormai da tempo.
Appena mi fui ripresa iniziai a baciarlo con fervore, passione, dedizione.
“Mi dispiace, ma non posso aspettare a domani” esordii con un tono di voce che non ammetteva obiezioni, guardandolo dritto negli occhi, sorridendo.
Era come se mi fossi trasformata: le insicurezze, le paure, erano così lontane che mi sentivo leggera come una piuma.
Da quella notte l'onda non tornò più, ero libera, ero viva, mi sentivo al sicuro fintantoché c’era lui a scacciarla.
Non era amore, non era dominazione, era pura complicità, mi lasciavo guidare da lui attraverso le onde, lo seguivo alla cieca e cercavamo entrambi di seguire l'uno la corrente dell'altro.


Un’altra vibrazione improvvisa mi fece tornare alla realtà.
La conferenza era quasi finita, il led del telefono lampeggiava, sullo schermo due messaggi:
“ho voglia di te e scommetto che ne hai anche tu”
“ti sto aspettando”
La marea era tornata a prendermi.
Note finali:
Ciao!
Per commenti e contatti scrivetemi a: mimaracconti@gmail.com , mi farebbe molto piacere ^^