i racconti di Milu
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Quell'estate fu memorabile. Non era facile tenere a bada mio fratello. Non perdeva occasioni per allungare le mani. Devo dire che anche mio marito non si tratteneva dal fare il porco con mia cognata. Come avremmo potuto tenere mio nipote Marco fuori dai nostri giochi erotici non lo so. Oltretutto mia cognata mi invitava a richiamare mia figlia che, coi suoi ormoni impazziti di ventenne, gli ronzava sempre attorno. Fatto sta che il ragazzo non poteva non notare le nostre strane effusioni e solo un cieco non si sarebbe accorto delle improvvise scomparse di mia figlia con suo padre, di mia cognata con mio marito, delle mie lunghe passeggiate in pineta con mio fratello o del fatto che, senza problemi, noi ci spogliavamo assieme nella stessa cabina. Insomma eravamo una famiglia bella affiatata, io, mio marito e mia figlia, mio fratello e sua moglie. Mancava il loro figlio, Marco, tra l'altro davvero un bel ragazzotto di 22 anni, per poterci definire anche uniti ma quella volta a mare le cose cambiarono.

L'ennesima sera in cui noi restammo a casa e il ragazzo invece volle uscire, prendemmo a giocare poker. Come avremo potuto immaginare che Marco, insospettito per la nostra pigrizia, sarebbe venuto a sbirciare dalle finestre quel che facevamo? Bene, ci vide nudi, sì completamente nudi, giocare a carte e pagare i nostri strani pegni. Sentì tutti i commenti, le risate, le volgari esclamazioni di noi che, senza alcun pudore, senza alcuna timidezza, ci lasciavamo andare un po' alla volta nella nostra orgia quotidiana. Chissà se era già alla finestra quando suo padre mi disse che gli dovevo due minuti di pompino o quando mi toccò baciare sua madre sulla figa. Sicuramente però era presente alle fasi finali di quella strana partita di poker, quando vidi la sua sagoma appiccicata alla finestra con gli occhi sgranati e la bocca spalancata per lo stupore. Mia figlia leccava la figa di sua madre, mio marito mi chiedeva se poteva dare un paio di botte in culo a nostra figlia nonostante le regole lo vietassero ed io che gli rispondevo di "no" mentre facevo un pompino a mio fratello, cioè a suo padre. Non dissi nulla agli altri e continuai a guardare Marco di nascosto con la coda degli occhi. Era parecchio eccitante sapere che ci spiava. Scommetto che la prima cosa a stupire Marco fu il vederci nudi. Credo proprio che non ci aveva mai visto così. I seni, i culi e le fighe, i cazzi erano in bella mostra alla portata di tutti ora che la serata era entrata nel vivo. Mia figlia Sara strillò dalla gioia per aver fatto poker e per potere, in premio, scegliere il suo cazzo. Rapidamente finì tra le braccia di suo zio, mentre mio marito inculava mia cognata. Io presi a sgrillettarmi mentre loro prendevano a scopare. La cosa più eccitante era comunque vedere Marco alla finestra che ci spiava. Mi sembrava così allettante! Aprii le gambe per bene verso la finestra per mostrargli la mia figa e continuai a masturbarmi. La sua presenza mi fece raggiungere subito un orgasmo delizioso, sollevai la mano verso la finestra in modo che la vedesse sporca dei miei umori, poi aprii le dita, tra le quali pendevano fili di pastosi umori, e attraverso esse guardai il suo viso eccitato. Assisteva alla scena travolto dallo stupore, allibito, con il viso sconvolto come se non credesse a ciò che vedeva. Mi apparve tenero e adorabile. Ripresi a masturbarmi mentre nella stanza salivano i gemiti degli altri che scopavano. Dopo poco mi fermai. Non ne potevo più, volevo Marco. Rimproverai tutti a voce alta affinché lui, fuori, mi sentisse: "Se avessimo introdotto anche Marco ora eravamo pari ed io potevo divertirmi!". Mia cognata puntualizzò: "Lo sai come la penso. Deve studiare e se lo iniziamo a certe cose si distrae". "Vabbè ma anche Sara deve studiare ma non vi dispiace averla qui vero?", replicai mentre mia figlia aggiungeva: "Io studio e porto anche buoni voti". Mia cognata ostinata ancora interveniva: "Sara, lo so che tu hai puntato gli occhi su mio figlio, bella mia". Era inutile. Con mia cognata non avremo mai ottenuto nulla. Mi alzai decisa ed uscii di casa completamente nuda catapultandomi alla ricerca di Marco.

Lo vidi nascondersi dietro una siepe. "Marco sei tu?", dissi ma lui, fermo al buio, taceva. Mi avvicinai e con una voce oscenamente distorta dalla voglia di sesso gli dissi: "Dai non farmi spaventare sei tu vero?". Allora sentii la voce smorta di Marco: "Si stavo rientrando". "Ti ho visto mentre ci spiavi", precisai subito avvicinandomi a lui sorridente e smaniosa. "Ti piace?" e gli misi una mano sui pantaloncini. Lo guardavo, lo tastavo all'altezza del cazzo con la mano sporca dei miei umori e spingevo contro il suo petto le mie tette nude, lui era super eccitato. "Zia come è possibile. Cosa fate…", provò a parlarmi incredulo e rapito dalla mia nudità. "Ogni tanto ci piace divertirci un po', tutto qui. Tu vuoi divertirti?", gli risposi talmente cupida ed intemperante che la sua risposta gli si strozzò in gola perché subito gli tirai fuori il cazzo. Acceso dal desiderio Marco mi guardava a bocca aperta mentre glielo segavo facendogli tanti volgarissimi complimenti. Era un bel ragazzo e bello era anche il suo cazzo in tiro. Lo tenevo in pugno gustandomi il suo spessore. Era carnoso, turgido, succoso. Dovevo fargli un pompino lì? No forse sarebbe stato più bello portarlo in casa! Mia cognata mi avrebbe di sicuro ammazzata ma non potevo starmene buona, attizzata come ero. Alla fine mi decisi, strinsi il cazzo di mio nipote e lo tirai a me, costringendolo a seguirmi verso la finestra da cui fino a poco prima ci spiava.

Mi appoggiai lì con le mani, dandogli le spalle e lo inviati a montarmi: "Su scopa la zia, spaccami!". Davanti a noi la finestra mostrava tutto quello che accadeva in casa. Mia cognata e mia figlia con mio marito e mio fratello ci davano dentro senza tregua, si scatenavano. Avevo sempre preso parte a quelle orge, non ero mai stata semplice spettatrice ed ora che lo ero mi resi conto di quanto fosse eccitante e stuzzicante quel bel quadro familiare. Aveva un altro gusto spiare quel sesso concitato e senza regole, ingordo e folle. Quando il cazzo rovente di mio nipote mi attraversò la figa scoppiai immediatamente in un nuovo orgasmo. Contorsi il corpo, tremai sulle ginocchia e sospirai. Sentii la sua cappella varcare le labbra ed insinuarsi in profondità, continuò e mi ritrovai con la sua asta polposa nella figa. Marco iniziò immediatamente a fottermi con irruenza e rozzezza, del resto si sa i ragazzi alla sua età come sono fatti ed è sempre un piacere farsi sballottare da un puledro infoiato così. Le sue mani mi stringevano i fianchi ed i colpi si ripetevano frenetici senza darmi un attimo di respiro, mi sentivo come perforata dall'esuberante voglia di mio nipote. Mi scopava insaziabile e venni ancora ed ancora, colai i miei fluidi lussuriosi sul suo arnese che continuava a martellarmi. Era così veemente! Spinta dai suoi colpi, resistevo con le braccia alla sua irruenza cercando una posizione più comoda, ma lui era così potente che più di una volta finii col cozzare con la testa contro il vetro. Gli altri, dentro, disturbati da quelle botte ripetute alla finestra, ci videro. Furono sorpresi, mia cognata imprecò, poi mi guardò inviperita. La fissai e feci spallucce investita da un altro orgasmo che mi deturpò il viso di lussuria. Lei si tranquillizzò o forse si rassegnò, fatto sta che prese per mano mia figlia e ci raggiunse alla finestra. Entrambe si adagiarono coi visi contro il vetro dando il culo agli uomini che non tardarono a prenderle da dietro. Finimmo faccia a faccia, separati dalla finestra. Mia figlia leccò il vetro, io feci lo stesso, mia cognata pure ci seguì. Sembravamo delle gatte in calore, fu eccitante ed animalesco. Miagolammo tra un orgasmo e l'altro sotto i colpi ossessivi ed irruenti degli uomini di famiglia. Le nostre teste battevano ripetutamente contro il vetro in una scena lasciva e invereconda in cui il dolore non fu mai pari al piacere. Con le sue stoccate Marco mi sfasciò la figa lasciandomi continuamente in preda a fremiti burrascosi di godimento. Ero decisamente sorpresa, me lo aspettavo più timido ed invece... Cavolo che porco che era! Quando lo sentii pronunciare il mio nome mi affrettai a rassicurarlo: "Sisì puoi venirmi nella figa senza problemi, amore, riempimi pure". Lui continuò a fottermi ancora per un poco poi sussultò ed esplose in un fiume di fremiti e caldo piacere. Io compiaciuta lo presi per mano, lo baciai, lo riportai in casa sgocciolando sborra ovunque.

Fu accolto da abbracci, baci ed acclamazioni di tutti noi, l'unica a tacere era sua mamma che subito s'era messa a lavoro inginocchiata sul suo cazzo.
Note finali:
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