i racconti di Milu
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Passavamo le giornate a parlare ed a prendere il sole fino a pomeriggio inoltrato, poi ci ritrovavamo a sera ed, allontanandoci dalla folla, trascorrevamo ore a parlare ed a scambiarci effusioni. Aveva tre anni più di me, non so se avesse anche più esperienza ma quel che mi piaceva di più di lei era il suo fisico naturale con un pò di ciccia sui fianchi e tutto il resto proporzionato. Accadde che quella notte ci appartammo sulla spiaggia, lontani dalle luci e dai falò che qui e lì illuminavano la notte. Ci scambiammo baci e carezze poi, presi dall'eccitazione, ci spogliammo e continuammo a toccarci. Non era mai successo fino ad allora ma non fui in grado godermi nulla perché proprio in quel momento mio fratello precipitò su di noi. Sì, ho detto proprio “precipitò” perché in effetti cadde su di noi nel buio, inciampò sui nostri corpi distesi sulla sabbia e si ritrovò su di noi. "Scusatemi", fu la sua prima affermazione, "non vi avevo visto. Stavo andando al falò laggiù ma qui non si vede nulla", continuò e provando ad alzarsi schiacciò una mano sui miei seni e un piede sulla caviglia di Clara. Distinsi subito la sua voce. Con un goffo tentativo di rimettersi in piedi mi provocò pure dolore ad un braccio. "Attento! Aspetta un attimo...", gli dissi e fu allora, purtroppo o per fortuna, che anche lui riconobbe me.

"Tania sei tu?", chiese. "Sì che sono io e per poco non mi spezzavi un braccio", furono le mie parole. "Chi è amore?", intervenne Clara. "Mio fratello", sbottai io. "Che! Una ragazza? Uuu", farfugliò. "Una ragazza? cioè due ragazze!", continuò come un imbecille. "Si Luca, lei è Clara l'hai conosciuta...", cercai di spiegargli ma presto mi interruppe: "Che schifo! Ma sei lesbica!". Restai di sasso. Improvvisamente mi resi conto della gravità della situazione. Mio fratello mi aveva beccato con una ragazza ed ora andava giù di matto. "Ti rendi conto! Sei lesbica!", continuava a ripetersi. Clara dovette trovarsi in grande imbarazzo ma restò calma come nel suo carattere. "Aspetta Luca non ti agitare", dicevo ma Luca continuava: "Sei lesbica! Sei lesbica!". Provai a correre ai ripari: "Ma no che non lo sono...". Avrei voluto seguitare a dire che stavamo lì ad aspettare dei ragazzi, tanto ormai mi aveva beccata e sarebbe stato meglio passare per una etero piuttosto che per una lesbica, ma fu Clara stavolta a prendersela. "Come non sei lesbica!?", gridò rabbiosa. "Clara stavo solo dicendo che...", cercai di spiegarmi. "Sei lesbica o no? Che c'è? Hai vergogna?", disse lei ed in quel momento mio fratello, seduto tra di noi, fece luce col suo cellulare. Ebbi la sensazione che guardasse i nostri corpi con stupore misto ad eccitazione ma non ne sono sicura perché istintivamente, con la mano, gli spostai il braccio ed il cellulare, per la spinta brusca, gli cascò dalle mani.

"Insomma amore... cerca di capirmi", ripresi con Clara perché a me a questo punto interessava più preservare il rapporto con lei che non inventare scuse per far star buono mio fratello. "Cerca di capire la situazione", insistevo provando a non ferirla. "La capisco perfettamente...", disse lei e mio fratello continuava a dire che ero lesbica e come uno stupido aggiungeva che l'avrebbe detto a casa. "Luca diamine, non fare il cretino! Sono bisex ok? Mi piacciono gli uomini e mi piacciono le donne. Non ci trovo nulla di male in questo", dissi mossa dalla disperazione.

"Tania ma te chi sei?", sbottò inaspettatamente Clara. "Come scusa?", feci io. "Te veramente chi sei? Sei lesbica o sei bisex e poi avevi detto che i tuoi sapevano tutto ed invece... Insomma la reazione di tuo fratello è normalissima, non se l'aspettava", disse Clara. "Ascolta io ci tengo a te, se ho detto qualche bugia è solo per...", provai ancora a spiegarmi ma mi interruppe: "Ascoltami tu, c'è un percorso da compiere perché prima di tenerci a me tu devi tenere a te stessa, capisci? Se hai le idee chiare devi parlare con i tuoi genitori e soprattutto stasera devi parlare con tuo fratello", si alzò e andò via mentre io la chiamai disperatamente più volte.

Mio fratello nel frattempo aveva ritrovato il cellulare ed ancora fece luce sul mio corpo, indugiò sui seni ed il bacino, stavolta posso dirlo con sicurezza, poi la luce si spostò sul mio viso e mi costrinse a chiudere gli occhi. "Ma che fai piangi?", disse lui. Non risposi. "Ti ho fatto male al braccio? Accidenti speriamo che non si è rotto", asserì ed io replicai avvilita: "No Luca, non mi fa male niente, è solo che ho una cotta per Clara". "Ma come fai a dire certe cose, è una femmina come te, come può essere?", quelle parole ingenue mi sembrarono così rozze e ignoranti. "Smettila di fare lo stronzo Luca!", lui ammutolì. Poco dopo la luce del suo cellulare si spense automaticamente. Lui riprese: "Dovevo andare ad un falò, c'erano i miei amici ad aspettarmi. Solo che qui non si vedeva niente, che ne sapevo che c'eravate voi". "Vacci Luca, va al tuo falò e divertiti con i tuoi amici, lasciami in pace", gli urlai affranta. Lui tacque ancora poi mi disse: "Scusami, non volevo farti stare male". Apprezzai quelle parole, sembrarono subito sincere e istintivamente mi sciolsi: "E' facile per te trovare una ragazza e farci sesso, ma io non sono così fortunata, forse non piaccio manco altrimenti non mi mollava qui da sola". "Hey ma scusa cosa ti fa pensare che sia facile per me trovare una ragazza? Siamo da due settimane qui e sto a zero. E poi non sei brutta, anzi... a dirla tutta sei una strafiga", mi disse stendendosi accanto a me. Io risi, lui pure. "Una strafiga?", ripetei. "Sì una strafiga. Non ti avevo mai vista nuda, che tette che hai", fece lui.

In quel momento mi ricordai di essere completamente nuda, allungai le mani nel buio per trovare i miei vestiti e coprirmi. "Sta calma, tanto è buio non vedo, però hai dei bei seni", mi tranquillizzò Luca e rise, ma senza volgarità. Tirai un sospiro e poi dissi: "comunque ho davvero sbagliato con Clara". Mi misi quindi le mani dietro la testa lasciando il mio seno nudo verso il cielo notturno. "In cosa scusa?", chiese lui. "Nel non dirle la verità", replicai.

Ero distesa sulla sabbia completamente nuda, ma accanto a me non c’era più la mia ragazza. Mi era tutto sfuggito dalle mani in pochi attimi. "Ah certo, ma a proposito allora non ho capito sei lesbica o bisex?", riprese Luca. "Ancora? Sono bisex!", affermai. "Sicura?", insistette. "Ma certo, mi piacciono anche i ragazzi, anzi se proprio lo vuoi sapere trovo che anche tu sia strafigo" dissi ridendo. "Non prendermi in giro", fece lui. "No che non lo faccio, sei davvero un bel ragazzo", gli risposi. "Sul serio?", mi chiese. "Bhe sì", confermai. Passarono pochi attimi di silenzio poi Luca riprese a parlare con un tono scherzoso: "Insomma facciamo il punto della situazione. Una strafiga come te che mi dice che le piaccio, e me lo dice nuda mentre siamo isolati su una spiaggia. Cosa dovrei fare?". "Scoparmi, no?", risposi io per scherzare con lui.

Luca restò zitto poi si voltò e la sua bocca si schiacciò sulla mia, la sua mano fu sul mio seno, lo lasciai fare stordita e la sua lingua schiuse le mie labbra. Mi sentii smarrita, improvvisamente avvampò dentro di me una confusione impetuosa. Lui continuò a baciarmi ed a tastarmi i seni, il mio corpo invece prese a palpitare dalla voglia veemente di sesso. Non riflettei più di tanto, sentivo solo che la cosa mi eccitava terribilmente ed allora con le mani gli sfilai la polo e cercai subito la patta dei suoi pantaloni. Lo tirai su di me. Quando perdo la testa sono così. Lui era determinato, io pure. Aprii le gambe e mi penetrò col suo cazzo caldo, evidentemente eccitato dalla situazione. Sentii tutto il suo vigore, il calore e la sua durezza pervadermi. Mi attraversava la figa e martellava senza sosta dentro di me. Ma quanto era gustoso il cazzo di mio fratello! Chi l'avrebbe mai detto! Gemevo in continuazione, mi sentivo troia e ne ero felice. Lui mi dava quella bella ripassata ed io venivo, venivo a ripetizione, venivo senza ritegno. Capì bene le volte in cui raggiunsi l'orgasmo. I suoi colpi sembravano affondarmi nella sabbia, mi piantava il suo cazzo dentro e mi rendeva schiava del piacere. Non cambiammo posizione, restammo così a fare sesso, credo per dieci minuti, non di più. La sua asta si insaccava dentro di me, si inzuppava nei miei umori, pressava e mi lasciava palpitare nella lussuria di cui eravamo sbronzi. Scopammo senza tabù, godendo l'uno dell'altra fino a quando lui raggiunse il suo orgasmo educatamente fuori dal mio corpo. Si liberò tra le mie cosce, insudiciandomi l’addome con spruzzi che zampillarono come pioggia, poi si stese accanto a me e respirò a polmoni pieni. Qualche attimo di silenzio e poi esclamò: "Cazzo che scopata". "Te l'avevo detto che sono bisex", replicai in ritardo di qualche secondo, confusa ed accaldata ma decisamente soddisfatta. Restai lì ferma in silenzio con la mente vuota da pensieri ed il corpo che si rilassava travolto dal piacere. Toccai un po’ la mia figa, era tutta zuppa. Non potevo credere di aver scopato con mio fratello, che sensazione strana. Procedetti a riprendere i miei panni ed a rivestirmi ma il piacere mi mandava ancora in ebollizione la testa. Guardavo nel buio, giravo su me stessa e percepivo sesso ovunque come se si trattasse di un profumo che inebriava l’aria. Non saprei spiegarmi meglio ma, credetemi, ero davvero scombussolata. "Ci vediamo a casa", dissi a Luca e percepii quanto la mia voce fosse ancora carica di sesso. Lui rialzandosi per vestirsi fece: "Ok, vado al falò. Ci vediamo a casa". Chissà cosa pensava, chissà se era disorientato come me. Avevo la mente davvero in subbuglio. Avevo litigato con Clara, forse l'avevo persa per sempre ed in più avevo pure fatto sesso con mio fratello, che oltretutto aveva scoperto che a me piacciono anche le ragazze.

Pensavo e ripensavo a tutto questo groviglio di novità e problemi e nel frattempo attraversavo la pineta per raggiungere il nostro alloggio. I miei pensieri furono interrotti quando mi sentii dire: "Che sorpresa che sei Tania", era la voce di Clara. "Hey sei qui?", dissi ansiosa di fare pace con le. Era poggiata ad un pino nel buio cupo. La sua voce e la sua presenza mi riempirono il cuore. "Ho visto tutto", disse lei, e mentre mi avvicinavo alla sua voce, seguitò a parlarmi titubante: "Sai io in realtà non ho mai provato a fare sesso con un uomo". Restai sorpresa, mi scappò un sorriso. Meno male che lei era una lesbica convinta! Poi le dissi: "Bhe ora mio fratello è al falò con gli amici, ma magari domani puoi provare lui". Lei mi venne incontro, mi baciò con passione. Quel contatto mi rincuorò perché capii che eravamo ancora una coppia ma ebbe anche un altro effetto: liberò la voglia impazzita di sesso che ancora avevo. "Clara ho voglia di te", le dissi ed allungai una mano lentamente. Distesi le dita sul suo seno nudo sotto la t-shirt. Richiusi le dita e le strinsi. L'altra sua mano si mosse rapida conquistando il seno libero. Spinsi in avanti il collo e, guardandola negli occhi, le sollevai la maglietta afferrandole subito in bocca un capezzolo. Sentii i suoi sospiri ed un'ondata di piacere attraversarle il corpo, risvegliare la sua pelle. Palpavo le sue tette, le succhiavo, ci giocavo, le leccavo, le baciavo, fingevo di morderle il capezzolo e poi tornavo a succhiarlo. Lei si sfilò la maglia e si liberò anche dei pantaloncini e del perizoma, io feci altrettanto e fummo di nuovo nude. Mi scagliai sul suo corpo spingendola contro un albero, ero divorata dal piacere. Mi chinai e pensai a dedicarmi alla sua figa. Leccavo e lei si agitava, leccavo e si contorceva dalla voglia di sesso, leccavo ed assaporavo i suoi liquidi. Avvertimmo però dei passi alle nostre spalle. Mi voltai impaurita, ero terrorizzata e, immobile, non sapevo se era meglio rivestirmi o fuggire. Clara pure finì in preda al panico ed afferrò i suoi vestiti agitata. Poi risentimmo la voce di mio fratello: “Tania sono io”, mi tranquillizzai di botto. “Ragazze sono Luca, tranquille”, mi sembrò di riacquisire le forze, sorrisi, anche Clara si calmò mentre Luca si avvicinava a noi. “E’ che avevo ancora voglia così ti stavo cercando…”, disse ancora poi salutò Clara con un amichevole “Ciao”. Io ne approfittai, allungai le mani tra le sue gambe e glielo tirai fuori. Dovetti sembrargli rapace, avida di sesso, in effetti lo ero ma soprattutto volevo che si desse alla mia ragazza, che ci facesse sesso, che le facesse provare la stessa ingorda felicità che aveva fatto provare a me. Glielo afferrai, ritto e gonfio, lo accarezzai, il suo profumo penetrò nelle mie narici, sorrisi e lo condussi da Clara. Lui fu conquistato dalle sue tette. Come se già sapesse quello che voleva fare, tastò i seni con morbidezza, poi ficcò il suo cazzo lì in mezzo ed iniziò ad usarle con decisione. Io gliele stringevo tra le mani, lui si muoveva col bacino masturbandosi e Clara sospirava con quel cazzo che gli scivolava tra le tette. Lei guardava la cappella spuntare tra i seni in direzione della bocca e, chinando la testa, la fece sua. I movimenti di Luca divennero più duri ed impetuosi, voleva quella bocca. Clara lo capì e le sue labbra afferrarono il cazzo, provava con voracità a succhiarglielo mentre lui continuava a masturbarsi servendosi dei suoi seni. Gustata la bocca però, Luca si decise a lasciarli perdere, e si fece succhiare tranquillamente. Io, mollate le tette di Clara, assistevo alla scena sgrillettandomi come una pazza. Vedevo la mia ragazza impugnare il cazzo di mio fratello e succhiarlo mentre con l'altra mano si massaggiava la figa. Scommetto che era venuta già almeno un paio di volte! Lei mi guardo, si sollevò, mi raggiunse e finimmo in uno splendido “69” mentre raccomandavo Luca di trattarmi bene Clara. Pochi attimi ed eravamo immersi nell’oblio della lussuria, io e Clara guaivamo travolte dal piacere che ci scambiavamo, ma lei era anche sballottata e piena in figa del cazzo di mio fratello. Le leccavo la figa finendo di proposito anche sulle palle di Luca ed all'incrocio dei loro sessi. Mi sentivo una porca, lo ero. Quel godimento così voluttuoso e insaziabile ci scompaginava i sensi. Clara venne copiosamente. La sua vagina traboccava. Luca vi inzuppava il cazzo e gli umori di Clara tracimavano colandomi sul viso densi e pastosi. Lui era sudaticcio per l'intenso sforzo, teneva le mani sui fianchi di lei e la scopava con movimenti di bacino notevoli e convulsi. Clara aveva la sua erezione tutta dentro e lui sembrava profondersi sempre in un maggiore impegno per darle il piacere integrale. Manovrò afferrandole le braccia e drizzandole la schiena. Le strinse poi i seni. Così i fluidi della vagina precipitarono come un torrente su di me. Continuò a fotterla. Lei venne e rivenne, io pure, senza più la sua bocca sulla figa, raggiunsi l'orgasmo con le mani. Quando Luca la allontanò da se per venire, Clara era satura di sesso. Avrei voluto guardarla ma mio fratello fece il porco piantandomi il cazzo nella gola e sborrandoci dentro. Ingoiai, bevvi tutto. Si svuotò poi si sollevò, io mi precipitai da Clara a baciarla, a stringerla, a coccolarla. Le era piaciuto da matti, si vedeva, non ci fu bisogno di parole.

Luca disse qualcosa ma non gli detti retta e scomparve, forse se ne andò al falò. Clara invece mi aiutò a rivestirmi, feci lo stesso io con lei poi mi riaccompagnò a casa, tra abbracci e carezze, più innamorata di prima.
Note finali:
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