i racconti di Milu
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Da un po' di tempo a letto ogni notte mi masturbavo. Accadeva sempre, anche quando facevo sesso con mio marito, prima e dopo. Succedeva pure che mi destavo nel bel mezzo della nottata ed iniziavo senza freno alcuno. Mi svincolavo dalla biancheria e prendevo stuzzicarmi la figa, mi titillavo il glande, lo sfregavo, poi massaggiavo, strofinavo e giocavo con le dita; senza darmi pace, solleticavo il clitoride e lo frizionavo fino allo sfinimento. Era diventata la mia più sfrenata passione. Mi lasciavo andare all'autoerotismo e non nascondevo nulla a mio marito. Ero vittima di me stessa, della mia irrefrenabile cupidigia, della mia fame di piacere. Facevo tutto lentamente ma con un movimento prolungato e costante, a volte ero morbida altre mi infilavo dentro le dita o addirittura mi schiaffeggiavo la figa. Raggiungevo così i miei silenziosi e torrentizi orgasmi. Tenevo questa abitudine anche nelle notti in cui, nella nostra casa troppo grande per una coppia senza figli, ospitavamo mio nipote Paolo, diciannovenne educato e di bell'aspetto, universitario fuori-sede. Continuavo a logorarmi la figa masturbandomi, risvegliandomi al mattino tutta sozza con le mani e la figa impasticciate dei miei stessi umori, tanto mio nipote era nella sua camera e non avrebbe potuto scoprirmi.

Quella notte, credo verso le tre, Paolo non riusciva a dormire. Aveva acceso la luce della sua cameretta da circa un'ora ed io e mio marito ne eravamo disturbati. Ci stava davvero infastidendo perché risultava abbagliante per i suoi occhi, che chiedevano il buio totale, ed accecante per me, che solo nell'oscurità riuscivo a supportare la mia masturbazione fantasticando senza deconcentrazioni. "Ma quando spegne quella stupida luce", brontolò mio marito. "Tra poco la spegnerà", provai a placarlo. Eppure attendemmo ancora una mezz'ora e nulla da fare, mio nipote quella luce non la spegneva. Mio marito intanto si girava e rigirava nel letto, seccato e indispettito. La luce innervosiva anche me, certo, ma quei movimenti continui mi irritavano maggiormente perché disturbavano la mia masturbazione costringendomi a continue interruzioni.
Non ce la feci più, mi rassegnai all'idea di dover troncare la mia masturbazione per andare da mio nipote a fare spegnere la luce, feci anima e coraggio e mi alzai dal letto. Giusto in tempo mi ricordai di essere nuda, ma mi scocciavo di rivestirmi completamente, mi limitai a trovare il perizoma tra le lenzuola e lo indossai.
Aprii la porta della camera di Paolo e ci ficcai dentro solo la testa. Mio nipote non era certo abituato a vedermi in topless, se ciò fosse accaduto non credevo ci sarebbero stati problemi, tuttavia sarebbe stato preferibile evitarlo. Dunque fui attenta a mostrargli solo il mio volto. "Tesoro non dormi?", furono le mie prime parole sottovoce rivolte a lui che leggeva un fumetto. "Non mi viene sonno", fu la sua risposta. "E' tardi e ci dà fastidio questa luce", spiegai e lui fu gentilissimo: "Va bene ora spengo". Sorrisi dinanzi a tanto dolce garbo esibito senza neppure un’ombra di insofferenza. Avevo sempre apprezzato la gentilezza di mio nipote, mia sorella l'aveva tirato su davvero educato ed ossequioso. Mi crogiolavo in questi pensieri di zia e stavo quasi per richiudere la porta quando, abbandonando le lenzuola ed alzandosi dal letto per riporre il fumetto, Paolo si palesò ai miei occhi con addosso solo i boxer.

Sbalordii. Gli calzavano stretti ed attillati perché custodivano una erezione straordinariamente gonfia e dura. Sì quei boxer racchiudevano un fantastico inturgidimento degno delle mie fantasie erotiche. Guardavo senza parole le fattezze di quel cazzo che emergeva come un prepotente altorilievo. Lo fissavo ammaliata, ammiravo meravigliata le dimensioni di quella erezione. "Ehm zia…", proferì Paolo ed io destandomi sollevai lo sguardo: accipicchia! Ero ad un passo da lui! Per un attimo mi sentii persa. Rapita da quella visione non mi ero accorta di essere entrata nella cameretta. Proprio quello che volevo evitare si era realizzato, avevo istintivamente mosso dei passi per andare in contro a quel meraviglioso cazzo ed ora mi ritrovavo davanti a mio nipote con le mie tette nude. L'imbarazzo fece salire la temperatura del mio corpo e sicuramente tinse di rosso il mio viso. Guardai Paolo che intanto dissimulava il suo impaccio: "Io allora provo a dormire", mi disse e si rimise a letto. Bhe non so dirvi che mi prese ma, come se qualcosa si fosse impossessata di me, richiusi la porta alle mie spalle, guardai mio nipote, i suoi occhi indagatori, la sua bocca conquistata dallo stupore, poi fissai i suoi boxer ed in quel momento credo proprio di essermi leccata le labbra: aggrottai una ciglia e mi sfilai il perizoma. Paolo restò in silenzio, io mi misi a letto accanto a lui ed allungai la mano sull'interruttore spegnendo la luce.

Nel suo letto le mie mani tastarono il suo corpo, ne sperimentarono le forme, scandagliarono i muscoli delle braccia, saggiarono le fattezze delle spalle robuste e del petto ampio. Passarono poi a dare una controllata a quel meraviglioso cazzo varcando l'elastico dei boxer.
Mio nipote era teso, tratteneva il respiro, pensai di dirgli qualcosa ma meglio d'ogni parola poteva tranquillizzarlo la mia gola. Mi chinai sul suo cazzo, addentrai la cappella tra le mie labbra, e mi lasciai invadere la bocca. Il suo cazzo si incuneò nel profondo della mia gola e così presi a succhiarglielo. Feci tutto delicatamente, senza scosse, sinuosa e morbida, andando su e giù ed ancora su e giù, accorta a non procurargli pulsioni e fuoriuscite di sborra. Volevo solo calmarlo, pensavo ad altre destinazioni per quel cazzo. Qualche minuto e mi sollevai col busto. Mi adagiai sul suo corpo a cavalcioni. Tenni il suo cazzo ritto con le mani, ci puntai sopra la vagina e, con gradualità, lo incastrai nella mia figa. Mi lasciai scivolare la sua asta dentro lentamente, con premura, gustandone la costituzione. Distinsi ogni curva, ogni venuzza, ogni aspetto di quella turgidità. Fui così avveduta perché volevo che mi durasse a lungo, tanto mio marito era sicuramente piombato nel sonno profondo. Facevo tutto con lentezza e già pensavo a quanto fosse amabile mio nipote, così perbene e rispettoso da non scatenarsi con fretta sul corpo di sua zia, quando lui mi afferrò le tette con inaspettato trasporto. “Paolo…”, gli dissi stupita e lui in silenzio strinse la sua morsa impugnandomele rozzamente. Affondava le dita nella pelle quasi a stritolarmele. Io guaii dinanzi a questo assalto inatteso. Pochi attimi e mi schiacciò prepotentemente l'asta dentro da sotto. "Oh Paolo", biascicai e lui prese a fottermi con fervore. Sentii tutta la sua giovanile solidità razziarmi la figa, mi sfondava con colpi durissimi, io gemevo, lui insisteva con movimenti più rapidi ed arditi del bacino. Mi fracassava il suo cazzo prorompente nella figa fino a farmelo sentire nello stomaco. Avvertivo il martellante rumore del suo corpo che si scontrava col mio fottendomi. Chi si aspettava che mio nipote a letto avesse tanta esplosività, tanta aggressività! Sembrava indomabile e selvaggio. La mia figa eruttò rudemente, e venni poi venni di nuovo. Si ripeterono orgasmi continuati, i miei umori straripavano, colavano sul suo corpo ed insozzavano le lenzuola. Ero in balia di un piacere tremendo. Fu un istante e con un movimento risoluto Paolo mi mise sotto. Mio nipote era determinato a spaccarmi, me ne accorsi da come mi montò ferocemente, senza tregua, sbatacchiandomi il cazzo in una figa che traboccava di liquidi. Tenevo le cosce sollevate per godermi al meglio quello scettro di carne che mi batteva dentro con sempre maggiore foga. Mi scopava così bene, di tanto in tanto si spingeva a baciarmi i seni ma non cessava mai di fottermi con virulenza. Il letto cigolava ed io mi abbandonavo ad una tempesta di nuovi orgasmi. Poi ansimò caldo: "Zia... zia..". Gli miagolai: "Vieni, vienimi dentro amore...".

Indovinate un po'?! Da quella notte ridussi notevolmente il mio ricorso alla masturbazione.
Note finali:
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