i racconti di Milu
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"Hai fatto di nuovo buca", disse suo padre mentre mio figlio Luca festante segnava su un foglio il nuovo punteggio della carambola. "E tu quando fai buca!" pensai tra me, insofferente al lungo periodo di astinenza cui mi stava costringendo mio marito. Io e lui quel sabato sera finimmo a letto senza neppure darci la buona notte ed al mattino ecco subito l'ennesimo litigio e l'ennesima volta in cui mi abbandonava nuda senza neppure avermi sfiorato. Quella volta però avevo alzato un po' troppo la voce, trascinata da quel mix di rabbia, delusione e voglia spasmodica di essere scopata, così mio figlio s'era svegliato.

"Buongiorno, tutto bene?", disse entrando nella nostra camera da letto, assonnato. Io e mio marito tacemmo.

Luca è un ragazzo di diciannove anni, moro e ben piantato, ritrovarselo in intimo con una dura eccitazione mattutina nei boxer è davvero un belvedere. Mio marito colse il momento per affrettarsi a vestirsi, io invece… Bhe, c'è tutta la domenica libera perché alzarsi così presto dal letto?

"Luca buongiorno, svegliato presto oggi?", accolsi mio figlio con una voce calda e solare. "Vi ho sentito gridare", fece lui strofinandosi gli occhi. "Ma no chiacchieravamo solo, scusaci, non intendevamo svegliarti" gli risposi e, mirando al suo pacco, continuai: "Dai vieni sotto il piumone che fa freddo". Senza dire nulla accolse il mio invito e con passi brevi e celeri raggiunse il letto infilandosi sotto le coperte. Fissai mio marito che neppure ricambiò il mio sguardo. Rivestitosi si precipitò fuori dalla camera intenzionato ad abbandonare presto casa. Che stronzo, neppure si poneva il problema di sapermi nuda a letto con nostro figlio. "Allora io vado, ci vediamo verso pranzo", fece lui. "Dove vai papà?", chiese Luca sbadigliando. "Esco, ho un impegno", fu la risposta di mio marito. "Vai pure caro, vai pure...", furono le mie parole che accompagnarono la sua uscita dalla camera.

"Ma che avete? Ultimamente litigate sempre", disse mio figlio a letto con me. "Ma no che dici, non litighiamo affatto", risposi avvicinandomi a lui: "Dai abbracciami un pò". Luca lo fece ma impietrì tastandomi, fui io a stringerlo a me ed a spiaccicargli i miei seni sul petto. Restò zitto mentre io levavo la mia gamba attorno al suo fianco. Sentimmo la porta di casa chiudersi. Finalmente eravamo soli. Cercai la sua bocca, la baciai ma lui era come imbalsamato. Io ero preda della mia eccitazione e non sapevo come farlo sciogliere. Feci solo una cosa, gli abbassai i boxer con una mano ed impugnai il suo cazzo. La mia coscia lo avvinghiava, la mia mano lo masturbava lasciando pasturare la sua eccitazione, e lui chiudeva gli occhi ingoiando e sforzandosi di trattenere mugolii di piacere. "Lasciati andare tesoro", gli sussurrai. Luca schiuse le labbra liberando l'eccitazione in versi gutturali. Pochi istanti ancora, fui sopra di lui e mi sistemai il suo cazzo nella vagina incastrando la cappella nelle labbra. Indugiai per un momento. Guardai mio figlio negli occhi, li aveva spalancati, incredulo per quanto stava vedendo. Per un solo istante transitò nella mia mente il pensiero dell’aberrazione che stavo compiendo, ma non resistetti, mi ci schiacciai sopra prendendo il suo cazzo dentro di me di colpo. Che sensazione travolgente. Da quanto tempo desideravo un cazzo in figa. Mi bastò quel solo colpo per vivere un orgasmo che mi scompaginò i sensi. Gli calcai le mani sul petto e iniziai a cavalcarlo con movimenti d’anca e spingendo il sedere. "E' tutto ok piccolo mio, sta andando tutto bene, sii, tutto bene", dicevo e mi impadronivo del suo cazzo scuotendo i fianchi su di lui. Dipendevo dal suo cazzo polposo, da quell'asta tumida, rigonfia, compatta che mi regalava un depravato appagamento.
Venni ancora poi accadde qualcosa di inaspettato. Non avevo mai pensato di vivere un momento del genere: un altro cazzo mi puntava la figa, poi penetrava dentro. Assistetti stupefatta. Mi sentii spalancare la figa, fu forzata in una dilatazione che non aveva mai raggiunto. Fu strabiliante, sbalorditivo, direi fenomenale.

"E così ti scopi Luca? Se non fossi ritornato a prendere le chiavi dell'auto non l'avrei mai neppure sospettato...". Sì era proprio mio marito. Presa dai fatti non l’avevo sentito rientrare ed ora, alle mie spalle, mi infilzava con la sua pertica proprio dove anche nostro figlio aveva il suo cazzo.
Prese a scoparmi come un toro. Mi teneva i seni e mi fotteva mentre i suoi coglioni scampanavano sotto di me, scontrandosi con quelli del figlio. Mi fotteva selvaggiamente come faceva un tempo. Era improvvisamente tornato quello di una volta. Mi teneva per i fianchi e usava il mio corpo con foga e irruenza, mi sballottava violentemente costringendomi a sbatacchiare i seni contro Luca che invece era fermo e muto tra le mie cosce, inerme col suo palo. “Su ragazzo su!”, prese ad incitarlo il papà: “Finiamo il lavoro”. A poco a poco mio figlio si sciolse, impugnò i miei seni e iniziò a spingere sotto di me, abbandonando la sua timidezza ora che riceveva pure il consenso paterno. Era fantastico, mi scopavano come desideravo, come una troia. Gemevo, ansimavo, urlavo dal piacere. Mi bersagliavano di botte di cazzo vogliose. Mi si scatenò dentro una tempesta di sensazioni lascive. Finii in estasi, persi il controllo, restai in balia dei loro colpi soggiacendo a ripetuti orgasmi. Il cazzo di mio marito entrava dentro di me e mi fotteva sfregandosi con quello di mio figlio. Ero sconquassata dal piacere, lacerata dentro, mi sentivo smontare. Le aste si muovevano nella mia figa con un ritmo conturbante. Ero la loro troia e ne ero fiera. Venivo di continuo. Si generò un vortice di sospiri e lussuria, avevo due cazzi in figa, trasalivo dal piacere. Mio marito e mio figlio nella mia vagina insieme. Che sensazione incredibile! Venni di nuovo poi fu il loro turno. Quando Luca rilasciò i suoi schizzi dentro di me gemendo in preda alla sua bramosia, anche mio marito volle seguirlo e fui un lago, un vero lago di sborra e umori vaginali.

Restammo a letto, sazi ed ebbri di sesso, tra respiri e gemiti, ci coccolammo e fummo uniti. Abbracciai mio marito, poi baciai sulla bocca Luca. Lo guardai teneramente. Non smetterò mai di ringraziarlo. A lui devo l'aver completamente recuperato il rapporto con mio marito.
Note finali:
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