i racconti di Milu
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Indice
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Gli anni passati in Liguria, nella casa al mare che ho descritto nel racconto precedente sono stati sicuramente tra i più piacevoli della mia vita.
Dopo la parentesi londinese avevo deciso di non buttarmi subito nel lavoro.
Qualche consulenza qua e la mi bastava.
Del resto la casa mi era arrivata attraverso l’eredità del fratello di mio padre e la spiaggia e il bar di cui ero socio rendevano molto bene.
Certo in inverno in Liguria ci sono soprattutto pensionati. Ma ci stavo bene.
Le donne non mi mancavano certo.
E dalla primavera in poi diciamo che …. bastava scegliere.
L’offerta era ampia: le ragazzine ventenni in cerca dell’avventura della vacanza, quelle un po’ più avanti negli anni che magari oltre a quello cercavano anche un fidanzato, le straniere che avevano inserito l’avventura col maschio italiano nel loro programma estivo …
Diciamo che non mi sono fatto mancare proprio nulla in quel periodo.
Ma la cosa che più mi prendeva erano le mogli e le mamme insoddisfatte.
Mi piaceva il gioco, la provocazione prima leggera e poi più audace, vedere i loro buoni propositi piano piano cedere sotto la voglia di un ragazzo dal fisico sportivo, sempre abbronzato e…con un grosso pacco sotto i pantaloncini.
Riconoscevi facilmente quelle che “erano in cerca” di avventure: più sfrontate, decise, praticamente te la offrivano. Ma non erano loro le mie mete più ambite.
Mi divertivo molto di più nel gioco della conquista.
Anche con Cinzia in fondo è stato così.
Anche se è stata una conquista facile. Durata una sola mattina.
In altri casi ci è voluto molto di più …e sicuramente è stato più divertente.
Solo in un paio di occasioni il cornuto di turno ha scoperto la cosa.
Ed è stato decisamente meno piacevole di quando a scoprire la tresca è stata Elisabetta, la figlia di Cinzia.
Mi divertivo così.
Poco lavoro. Tanto sport. Sole mare e donne di altri …
Tante e sempre diverse visto che la permanenza al mare per una vacanza di solito durava due massimo tre settimane.
Spesso le mogli venivano al mare sole. Con un amica. O con i figli piccoli.
Mentre i mariti le raggiungevano da Torino o da Milano per i fine settimana.
“La discesa dei cornuti” la chiamavamo.
Angela e Carla arrivavano regolarmente tutti gli anni il primo sabato di luglio e si fermavano per tre settimane.
Milanesi quarantenni entrambe.
Entrambe mogli di mariti “in carriera” che arrivavano il venerdì sera con la macchina bella e grande e ripartivano il lunedì mattina.
Niente figli intorno.
Shopping, sole e mare come unico passatempo.
Entrambe curate nell’aspetto. Le unghie smaltate e i capelli ben agghindati.
Carla era più alta dell’amica: un caschetto nero faceva da cornice a due occhi scuri molto grandi. Labbra carnose e un seno importante. Un corpo statuario nonostante forse qualche chilo di troppo e i primi segni del superamento dei 40 anni. Il culo alto di quelli che invitano … a farci un salto
Angela era minuta. Bionda e magra ma molto carina. Di lei mi faceva impazzire soprattutto il culetto.
Le puntai dal primo anno che vennero da noi. Ma noi riuscii ad andare oltre le chiacchere.
Carla era la più distaccata delle due. Sembrava non le importasse nulla di un avventura estiva.
Angela era più sciolta e più disponibile alle mie chiacchere.
Ma non riuscii a superare il muro eretto intorno a loro dalle due belle amiche milanesi.
Il secondo anno dissi a me stesso che non dovevo farmele scappare.
E cominciai la corte dal primo giorno che si presentarono alla spiaggia.
Ovviamente puntai tutto su Angela, anche se Carla era decisamente più bella.
Diversamente dall’anno precedente il rapporto si sciolse e quando proposi loro una gita in barca, Angela convinse l’amica che ne valeva la pena.
La mattina fissata si presentarono entrambe, anche se si percepiva il diverso stato d’animo delle due donne. Angela allegra come non mai, Carla più riservata, quasi infastidita durante i preparativi.
Sapevo cosa fare. Sapevo di dover regalare loro una giornata di sole e di mare come non avevano mai provato prima.
Il bagno al largo, la vista di una grotta, risate e allegria.
Nessuna provocazione se si esclude il mio stare tutto il giorno in slip, ampiamente giustificato dalla situazione.
Funzionò.
Da quella giornata la frequentazione divenne abituale. Anche Carla iniziò a lasciarsi andare e ad accettare la nuova amicizia.
La seconda volta che uscimmo insieme in barca decisi che potevo osare di più.
Buttata l’ancora in un posto tranquillo le raggiunsi sul prendisole della barca
“Posso sdraiarmi in mezzo a voi bellezze?”
Non c’era più una sola ragione al mondo perché non mi facessero posto in mezzo a loro.
La conversazione fluiva sciolta.
I miei pensieri provocavano qualche movimento dentro ai miei slip ma nulla che non riuscissi a controllare.
Le due donne si stavano divertendo e accettavano la mia presenza “tentatrice”
Fu dopo un bel bagno al largo che la scintilla scattò.
In barca c’era una riserva di acqua dolce per farsi la doccia dopo il bagno.
Raggiunsi Carla mentre stava per farsi la doccia e presi in mano io la pistola che spruzzava l’acqua.
“Vieni …dai …fatti fare la doccia da me….”
Dopo poco cominciai a dirigere il getto sui suoi seni. I capezzoli ora spingevano sotto il bikini bianco e si vedevano distintamente. Continuai.
“Ora tocca a te… tieni….”
Angela guardava aspettando il suo turno.
Mentre Carla mi faceva la doccia, mi girai dando loro la schiena.
Mi sfilai lo slip bagnato.
Il mio lungo cazzo era chiaramente visibile da entrambe ma mi limitai a un
“Angela mi passi quell’asciugamano e un costume asciutto…”
Lo fece. Guardò meglio quello che c’era da vedere.
Ora l’intimità era decisamente maggiore.
Quando fu il suo turno di farsi la doccia anche Angela fece la cosa più naturale del mondo.
Sfilarsi il costume per cambiarselo.
Ci sdraiammo al sole.
Fu Angela a fare la mossa decisiva.
“Beh ormai nuda mi hai vista… ne approfitto per prendere il sole nuda … tanto qui non ci vede nessuno oltre a te…”
Si sfilò il costume e si sdraiò al mio fianco, invitando Carla a fare lo stesso.
Con un po’ di ritrosia in più l’amica fece altrettanto e io le imitai sfilandomi lo slip.
Guardavo il loro corpo ma mi limitai a giudicare la loro abbronzatura.
“Beh non è certo la prima volta che prendete il sole integrale..”
“Ma è la prima volta che lo facciamo davanti a un uomo….”
“Imbarazzata Claudia?”
“Beh …diciamo che non potremo certo raccontarlo ai nostri mariti…”
“Non c’è ragione per farlo….”
“Vedi Carla… Angela ha ragione …siamo solo noi tre qui… e nessuno saprà mai quello che è accaduto….”
Dicendo questa frase mi girai verso di lei fissandola.
I sui seni pieni e sodi mi facevano decisamente effetto. Aveva grossi capezzoli scuri che come prima sotto la doccia erano già turgidi.
Il cazzo reagì subito a quella vista.
“Certo che tu non ti imbarazzi proprio….”
“Dovrei essere imbarazzato?”
“Beh …. Diciamo che dovresti stare più ….tranquillo la sotto….”
“E’ difficile in mezzo a due donne così belle …”
Ancora una volta fu Angela a fare la prima mossa.
“Beh Carla …. Almeno lui ha qualcosa di veramente grosso da mettere in mostra ….”
“In effetti … “
Presi la mano di Angela e la portai sul mio cazzo ormai quasi pienamente eretto.
“Senti come è grosso ….”
Iniziò a segarmi dolcemente mentre mi girai a cercare le labbra carnose di Carla.
La vista dell’amica che mi segava e del mio cazzo che cresceva tra le sue mani la aiutarono a vincere le sue paure.
Le infilai la lingua in bocca proprio mentre Angela scese con la testa a succhiarmi il cazzo.
Mi gustai il pompino baciando l’altra donna e giocando con le sue tette fino a che lei decise che era il momento anche per lei di gustarsi il mio cazzo.
Se lo divisero da brave amiche. Passandolo da una bocca all’altra.
Capii all’istante che l’intimità tra loro era più forte della semplice amicizia.
Ma quando vidi le loro lingue intrecciarsi in un bacio avido cappi che quell’estate mi sarei davvero divertito.

mrgeorgemilano@gmail.com