i racconti di Milu
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Isha aveva paura. Si stava avvicinando il momento che aspettava da molte delle sue 18 primavere e la tensione la divorava.
Rinchiusa nella grande capanna delle donne, al centro del campo primaverile, ascoltava i consigli delle più anziane e parlava fittamente con le altre ragazze che come lei avrebbero stretto il legame di lì a poco.

Come ogni anno i clan si erano ritrovati in riva al grande fiume a primavera, quando il ghiaccio e la neve allentano il loro morso, per commerciare e rinsaldare le amicizie, per celebrare i riti del legame che avrebbero sancito l’unione di giovani dei diversi clan.
Isha era la più “vecchia” del gruppo; per ben due anni aveva dovuto rinunciare al raduno per una grave malattia che aveva impedito a suo padre di viaggiare, una malattia che l’aveva quasi strappato alla sua famiglia, era facile morire in quei tempi duri, superata solo grazie alla coesione ed all’aiuto dell’intero clan. Ora attendeva con impazienza di essere unita al bel Mud, del clan dell’Alce Nero, il cacciatore a cui era stata promessa in precedenti incontri tra i clan. L’aveva intravisto nei raduni precedenti, quando era lì solo per festeggiare amiche o parenti, e le piaceva. Le piaceva per il suo fisico forte ed agile insieme, per la sua fama di bravo cacciatore, per il suo sorriso che spuntava da una barba rada tenuta appositamente corta contrariamente agli altri cacciatori. Ora toccava a lei.

Impazienza e paura, soprattutto insicurezza: della sua età, quando altre sue amiche erano già unite e con uno o due bambini da crescere; della sua bellezza, che nonostante le rassicurazioni raffrontava continuamente con le altre ragazze. Il timore che Mud non venisse, o che avesse già stretto il legame con un’altra stanco di attenderla, era la sua principale preoccupazione. L’avrebbe saputo a breve, già i tamburi chiamavano i clan intorno al grande fuoco dove gli sciamani danzavano per cercare la benevolenza degli spiriti.

Il rito fu lungo e festoso: le varie coppie si allinearono davanti al capo sciamano e ricevettero la sua Benedizione. Isha era felice al fianco di Mud che era venuto pronto a mantenere la sua promessa. La sua mano, unita con un legaccio di erbe profumate a quella di lui, sudava per l’emozione.
Canti e balli, cibo in abbondanza ed una bevanda speciale, frutto della fermentazione del latte di giumenta, accompagnarono tutti i clan nella festa fino al momento in cui le coppie appena unite si ritirarono nelle capanne costruite appositamente per loro ai margini del campo.

Isha si incamminò nel buio ancora stringendo la mani di Mud. Insieme entrarono nella loro capanna illuminata da un fuoco al centro il cui fumo si perdeva nell’apertura del soffitto. Insieme ristettero alcuni secondi, incerti sul da farsi perché Isha si basava solo sui racconti delle donne anziane ed esperienze clandestine che non avrebbe confessato mai e che, comunque, non potevano prepararla a questo. Mentre Mud……… beh Mud aveva una certa esperienza, acquisita con vedove e mogli compiacenti, che il “tabù” della verginità valeva per le donne e non per gli uomini, però era lo stesso emozionato. Infatuato di Isha aveva atteso anche lui con ansia questo momento ed ora che era arrivato……. era insicuro.

- Moglie –

- Marito –

Lo scarno scambio di parole parve sciogliere la coppia. Entrambi iniziarono a spogliarsi lentamente. Le pelli morbide che li coprivano caddero al suolo simultaneamente, quattro occhi percorsero i corpi ora nudi brillando di soddisfazione e, quelli di Isha, anche un po’ di paura vedendo il membro semiturgido di Mud spuntare da un folto cespuglio di peli. Le pareva enorme.
Mud fece un passo avanti e fece stendere la sposina sul terreno coperto di pellicce che avrebbe costituito il loro talamo. Con le mani iniziò l’esplorazione di quel corpo sconosciuto, saggiando la morbidezza dei seni, la rotondità dei fianchi, giungendo alla caverna del piacere che, sotto la pressione delle sue dita, cominciò ad inumidirsi.

Mud sapeva di dover avere pazienza e sfruttò tutto ciò che aveva imparato per far rilassare ed eccitare Isha. Con le labbra le percorse il collo, l’incavo dei seni, i capezzoli inturgiditi, la pelle tesa del ventre fino a raggiungere le proprie dita, sostituirsi ad esse, assaporare l’odore ed il sapore intimo di lei.

Isha fremeva sotto il tocco di lui, si illanguidiva, si apriva per accogliere prima le dita e poi la lingua, stringendogli i capelli, carezzandogli le spalle forti. Le piaceva quel che lui le stava facendo, era una cosa totalmente nuova per lei e sentiva il proprio scrigno stillare umori, pronto per essere aperto.

Non era ancora il momento: Mud si tolse da sopra lei e si stese sulle pellicce. Isha capì subito che voleva essere ricambiato e, in ginocchio, ripeté passo passo le mosse di lui. Baciò le sue labbra per la prima volta, giocando brevemente con la lingua, poi scese sul collo, sul torace possente; mordicchiò i capezzoli duri, lasciò una scia umida sul ventre teso di lui fermandosi al limite del cespuglio di peli, la mano che stringeva e muoveva il palo di carne ora totalmente eretto.
Non sapeva cosa fare, di questo non le avevano parlato le anziane, che nei clan il sesso orale non era conosciuto o, se lo era, era tenuto ben nascosto da chi lo praticava.
Eppure la lingua di Mud sul suo fiore le aveva donato piacere, perché non ricambiarlo?

Le mani di lui che spinsero con forza verso il basso ruppero ogni indugio e riflessione.
Le labbra sfiorarono i peli, scesero alla base dell’asta:

- Vuoi che io………? -

La voce esitante scosse Mud, che aveva imparato quelle pratiche con donne di clan distanti incontrati durante i suoi viaggi per la caccia e per la sua iniziazione ad uomo. Si ricordò che anche altre donne del clan erano rimaste sorprese dalla sua richiesta.

- Solo se lo vuoi anche tu –

Isha esitò solo un istante: era tutto nuovo per lei ma la sua curiosità la spinse a far uscire la lingua passandola sulla liscia cappella scoperta. Un mugolio di Mud le disse che era la strada giusta. Leccò ancora l’asta e la punta turgida, la sacca delle palline poco sotto, ripeté il tutto sentendo il membro vibrare tra le sue dita. Mentre stava leccando ancora la punta e la curiosa fessura alla sommità la mano di Mud le premette sulla nuca.

- Lo voglio –

Disse a voce alta prima di aprire le labbra e far scomparire la punta e metà dell’asta nella propria bocca. Le rispose un forte gemito ma era troppo per lei, non abituata. La sensazione di sentirsi soffocare, un conato che la colse di sorpresa. Lestamente si tolse il membro di bocca leccandolo ancora tutto intorno. Con più cautela riaprì le labbra, le fece scivolare fin sotto la testa gonfia, le serrò succhiando forte e Mud si scosse sotto di lei come colpito da un fulmine.
Piano piano, seguendo le indicazioni di lui, imparò a fare attenzione con i denti, a scivolare su e giù per l’asta riempiendola di saliva, a leccare i punti in cui a lui più piaceva.
Era una sensazione strana ma piacevole per lei, i gemiti sempre più frequenti di lui le facevano capire quanto l’apprezzasse, l’asta liscia che le scivolava in bocca pareva dominarla ed essere dominata.

All’improvviso le mani di lui le fecero alzare la testa lasciandola sconcertata.
Mud si era sentito vicino al piacere ed aveva interrotto quella carezza prelibata. Ci sarebbe stato tempo per insegnarle ancora, adesso era il momento di unirsi.
Rimase steso, per la prima volta preferì fosse lei a salire sopra, a decidere e graduare la deflorazione.
Isha puntò le ginocchia di lato al corpo di lui, sentì la presenza del membro sulle sue labbra più intime, si sentì aprire delicatamente e indugiò a far scorrere la testa dentro e fuori per pochi centimetri, sentendosi dilatare ed inumidire sempre più.
Poi si lasciò cadere di schianto, urlando per il dolore che provò al ventre, la fitta improvvisa le fece rimpiangere di non aver continuato la dilatazione, ma ora lui era dentro di lei, piantato quasi totalmente.
Mud restò immobile per permetterle di abituarsi alla presenza invasiva ed Isha, passata la fitta iniziale, prese a muoversi istintivamente; prima piano, poi sempre più velocemente, sentendo la sua carne abituarsi al membro di lui, accoglierlo, anzi desiderarlo.
Gemettero assieme nella notte quando il seme di lui spruzzò dentro di lei.

I giorni successivi al rito del legame li passarono ancora nel campo primaverile ed Isha ebbe modo di parlare e confrontarsi con le altre ragazze, scoprendo di essere tra le fortunate poiché alcune di loro avevano incontrato un marito sbrigativo e poco paziente che le aveva aperte con dolore senza preoccuparsi minimamente del loro piacere.
Frasi sussurrate lontano da madri e anziani, condite da risatine maliziose e la notte, ancora, nella capanna con il proprio uomo. Anche le “sfortunate” iniziarono ad apprezzare le attenzioni del marito e quando si lasciarono, ognuna per tornare al proprio territorio, si abbracciarono tristi dandosi appuntamento per il campo autunnale.

Isha viaggiò con Mud e la sua gente verso il territorio del Clan dell’Alce Nero. Diversi giorni di viaggio verso le montagne innevate videro i due giovani a volte sparire durante la giornata, per appartarsi dietro una roccia o un albero e tornando dopo poco tra i commenti osceni e le risate grasse di quelli più anziani i quali, ben prima di loro, avevano fatto la medesima cosa.
Al campo dell’Alce Nero Isha si ambientò facilmente inserendosi nel gruppo delle raccoglitrici che ogni giorno vagavano nel territorio del Clan in cerca di erbe, frutti e radici.

La capanna sua e di Mud era stata costruita, in previsione del Legame, ai margini del campo verso un fiumiciattolo che serpeggiava allegro giù da una collina. Così potevano evitare la promiscuità della capanna comune ove vivevano alcune famiglie ed avevano tutta la privacy che potevano desiderare.
La capanna fu teatro di incontri infuocati la notte, quando i cacciatori rientravano dalle battute di caccia e, consumato il pasto comune al centro del villaggio, si ritiravano per riposare. La stanchezza vinceva a volte i più anziani che crollavano subito addormentati, non Mud la cui giovane età, per la felicità di Isha, gli consentiva di godere delle grazie della altrettanto giovane moglie che cercava in continuazione.

Col passare del tempo l’intimità e la conoscenza tra i due ragazzi aumentò. Isha non si sentiva più imbarazzata a praticargli la dolce carezza delle sue labbra come lui le aveva insegnato. Prendendola come un'usanza della sua nuova gente, aderiva entusiasticamente alle richieste di lui, talvolta precedendole, e in breve era giunta ad un buon grado di maestria che comprendeva l’accogliere il suo seme nella bocca e deglutirlo. Aveva avuto qualche difficoltà all’inizio ma ora, a distanza di una stagione dal Legame, era pratica comune dei loro incontri, anche occasionalmente all’aperto per donargli e donarsi un breve piacere.

Pregustava il momento in cui, al campo autunnale, avrebbe rivisto amiche e parenti, giovani come lei, e avrebbe forse insegnato loro qualcosa di nuovo poiché Mud le aveva alla fine rivelato che l’usanza era sconosciuta alla Gente dei Clan…… a parte quelle donne a cui l’aveva insegnata lui apprendendola da altra Gente, e coloro a cui esse l’avevano diffusa.
Isha si sentiva perennemente “calda”. Le piaceva fare l’amore con Mud, che contraccambiava con ardore i suoi slanci, e ricordava come le erano pesati i due anni di ritardo nello stringere il Legame, anni impazienti in cui l’unico sollievo arrivava dal piacere solitario, praticato di nascosto per quanto le anziane fossero comunque tolleranti verso l’esuberanza delle più giovani, raramente confessato anche alle amiche più strette se pur con una di esse, Mula, era andata oltre le confidenze, masturbandosi insieme i primi tempi e poi reciprocamente nei rari momenti in cui si sentivano sicure di non essere osservate.
Con Mud era tutta un’altra cosa, un altro modo di provare piacere, ben più appagante. Inoltre………… il pensiero degli anni trascorsi nel suo Clan ed in particolare con Mula le fece venire un’idea: forse poteva essere lei ad insegnare qualcosa a Mud.

Quella sera, ritiratisi dopo il pasto comune, Isha si inginocchiò davanti a Mud, alzandogli il gonnellino di pelle e prendendogli il membro in bocca, prima ancora che lui avesse anche solo accennato a congiungersi con lei.
In breve lo portò al massimo dell’erezione e quando l’urgenza di lui si fece sentire si sdraiò sulle pellicce aprendo le cosce. Lui la penetrò di slancio trovandola ricettiva, bagnata. Non era una sorpresa per lui, aveva scoperto da tempo che Isha non gli si rifiutava mai, che era contenta come e più di lui, sempre pronta a concederglisi.
Si mosse su quel corpo morbido con lentezza, muovendo i lombi per far toccare al proprio membro i punti che, istintivamente, sapeva avrebbero provocato più piacere a lei e, di riflesso, a lui. Sentirla gemere sotto di sé fu il suo premio e lo stimolo a muoversi più in fretta, senza remore.
Il rumore dei corpi che sbattevano insieme, il suono acquoso dei sessi che si congiungevano, le mani di Isha che lo tiravano a sé. Mud era pronto per il primo piacere: quello veloce, urgente, che una volta appagato permette di godere maggiormente delle sensazioni successive, quando il membro torna ad ergersi e la natura della donna ricettiva.
Isha si mosse sotto di lui divincolandosi e cercando di girarsi. Come altre volte Mud accettò il cambio di posizione; gli piaceva prenderla da dietro, afferrarla per i fianchi, spingere con forza per poi abbattersi sopra di lei, schiacciarla al suolo nel piacere comune.

Questa volta Isha resistette. Dopo pochi minuti in cui, gemendo, gli si faceva incontro per farsi penetrare più a fondo, scattò in avanti liberandosi di lui che, sorpreso, la vide girarsi ancora e guardarlo, gli occhi lucidi al riflesso del piccolo fuoco acceso.

- Aspetta Mud. Tu mi hai insegnato il piacere che possono dare labbra e lingua….. ora forse posso insegnare qualcosa io a te, qualcosa che non penso conosci visto che non me l’hai mai chiesto –

Mud ristette sorpreso da quelle parole, eppure il tono usato da Isha sembrava promettergli mille delizie. Non immaginava cosa potesse insegnargli ma annuì prestandosi al gioco della giovane.

- Tu mi hai trovata intatta come è giusto che l’uomo trovi la donna la prima notte, però sai anche che uomini e donne, quando ancora non sono uniti nel legame e troppo giovani per essere raccoglitrici o cacciatori, hanno…… curiosità sui misteri dell’unione tra uomo e donna. –

Mud l’ascoltava attento. L’aveva in effetti trovata intatta, segno che nessun uomo l’aveva avuta prima di lui, però conosceva le sensazioni e gli stimoli di cui parlava Isha. Lui stesso, ben prima di diventare cacciatore, aveva “giocato” con i suoi coetanei e coetanee: masturbazioni reciproche, nulla di più, indifferentemente con ragazzi o ragazze, più difficilmente con le seconde, tenute sotto controllo dalle madri per il timore che venisse violato il tabù della verginità, se pur venivano compresi ed accettati gli impulsi dei ragazzi ed i loro sfoghi quando innocui.
Isha proseguì:

- Nel mio clan c’è una usanza, un modo che permette ai giovani di sfogarsi mantenendo intatto il fiore delle ragazze. –

Pensando alla masturbazione, poiché Isha non conosceva il sesso orale, Mud si mise a ridere.

- Intendi usare le mani? Ma è una cosa che conosco bene, come tutti l’ho praticata. Ora non ce n’è bisogno…… ci sei tu. –

Toccò ad Isha ridere per l’incomprensione. Decise di fargli comprendere con la pratica. Gli occhi brillanti per l’eccitazione di poter stupire il suo uomo Isha si distese a terra alzando le cosce aperte.

- Vieni –

Mud si inginocchiò incerto e meccanicamente accostò il membro alla fessura di Isha.
Questa lo bloccò stringendolo forte, muovendolo per farlo irrigidire ancora di più. Quando fu soddisfatta della durezza lo tirò a se. Mud aspettava che lei lo posizionasse tra le labbra semiaperte, pronto a spingere per entrare ancora una volta in quella fonte di delizie umida ed aperta, ma Isha lo spostò poco sotto, a contatto con l’anello bruno che Mud aveva sempre considerato solo come mezzo per i bisogni corporei.
Stava per protestare quando si sentì stringere forte dall’anello di muscoli. La sensazione fortissima gli entrò nel cervello come una freccia.
Isha fece una smorfia di dolore.

- Fai piano, non sono più abituata –

Cautamente Mud spinse vincendo la resistenza dell’anello, entrando per metà in quell’anfratto sconosciuto e sentendo vivissime le sensazioni che gli venivano dal membro.
Poco dopo gli parve di potersi muovere più liberamente. Il volto di Isha non era più contratto e, anzi, la sua voce lo incitava a entrare ancora, più a fondo, di muoversi liberamente.
Mud lo fece ed ogni affondo lo avvicinò sempre più a un orgasmo completamente nuovo che lo colse di sorpresa, facendolo fiottare con gusto nel buchino accogliente di lei.
Rilassandosi fianco a fianco Mud la interrògò:

- Come conosci questa…. cosa? Io mai avrei pensato che fosse possibile, mai ho sentito che qualcuno lo facesse tranne forse dei cacciatori lontani per lungo tempo dal campo. –

- E durante le tue assenze non hai mai avuto la tentazione di provare? –

- Mai, era solo una cosa sentita nei racconti di caccia, e poi non è una cosa di cui si parli molto tra noi cacciatori, però non ho mai pensato di provare. Non mi interessava se altri lo facevano, a me non piaceva –

- E ora? Ti è piaciuto? –

- Sì, è stato…….. bellissimo, diverso. Mi sentivo stretto e accarezzato allo stesso tempo. Tu però hai provato dolore, non piacere –

- è il prezzo che dobbiamo pagare noi donne, ma non è sempre così. Ho provato dolore perché era molto che non lo facevo, ed i membri dei ragazzi erano più piccoli, affusolati, non……. enormi come il tuo. –

Il complimento per le dimensioni del membro inorgoglì Mud che però si rabbuiò.

- Però significa che……. degli uomini ti hanno avuta prima di me –

- Non uomini ma ragazzi, come i giochi con le mani che facevi tu. Non ti sarebbe piaciuto conoscere questa cosa quando eri più giovane? Non avresti provato più piacere così che con le mani? L’importante è che il fiore è rimasto intatto per te……… -

La logica di Isha rasserenò Mud. Sì, magari avesse conosciuto quella cosa anni prima, era diversa nei fatti ma non nello spirito dai giochi di mano fatti anche da lui, e nessuna delle ragazze con cui aveva giocato si era considerata, o era stata considerata, impura.
Il fatto che lei l’avesse fatto per lui, per fargli conoscere quel piacere squisito, accettando di provare dolore, lo emozionò e gli fece guardare Isha con occhi innamorati.

- Grazie Isha, hai sacrificato il tuo piacere per me, però ora che l’ho provato non so se riuscirò a farne a meno in futuro –

Ridacchiò solleticandola, certo che lei non si sarebbe negata ma deciso a non imporglielo, almeno non troppo spesso.

- Non ne dovrai fare a meno. Il dolore passa e poi anche io riesco a provare piacere –

- E’ diverso come lo è stato per me? –

- Non lo so……. Sì, è diverso, mi fa sentire……. più tua. Il tuo piacere dona piacere anche a me –

- Vuoi che ora…… -

Mud sentiva il suo membro ergersi nuovamente, i seni di Isha distesa sulle pellicce, che si alzavano e abbassavano al ritmo del respiro, lo eccitavano ancora.

- No, non ora, proverei solo dolore…… però se vuoi…….. nel fiore…….. –

Con un sospirò deliziato Mud si stese sopra di lei, le cercò la fessura trovandola ancora un po’ umida. L’umidità aumentò mentre la cavalcava. Abbracciati stretti si amarono ancora e ancora e Isha raggiunse l’estasi sotto i forti colpi di Mud. Per due volte si agitò e si contorse mugolando prima che anche lui raggiungesse l’acme e spandesse il suo seme caldo dentro di lei dando forse inizio ad una nuova vita.