i racconti di Milu
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[ - ] Stampante Capitolo or Storia
Indice
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Stavamo ad un festa. Stavo seduto su un mureto del giradino a fumare.
- Che hai Nello? ti vedo triste.
Era Emilia, mia cognata. Si era seduta vicina a me e mi aveva messo un braccio sulle spalle.
- Emy, niente....
- Dai, dimmelo. Noi siamo cognati ma siamo sempre stati amici. E poi io ti sono affezionata. Su, parla con me.
- Mi sento deluso, Emy....mi capisci? Mi manca qualcosa di importante...devo dirtelo?
- No ho capito, Chiara, mia sorella. Non ti dà quello che desideri, vero?
- Emy, mi raccomando, mi sono confidato con te perchè ti voglio bene, ma....
- Non temere, sarà un segreto tra noi due... allora, vuoi dirmelo o no?
- Emy, lei non reagisce, è un manichino nel letto e non mi viene neppure voglia...scusami, ma me lo hai chiesto.
- Ma no, Nello, siamo adulti ed intelligenti ed il sesso è una cosa molto importante. Ma tu hai provato..... a stimolarla...magari a baciarla...lì.
- Emy, scusa, glielo faccio sempre, a me piace da morire, ma lei non risponde. Vedi, non puoi aiutarci.
- Si, non posso aiutarvi, ma posso aiutare te. Prenditi un amante, a lei non importerà. Se vuoi ti faccio conoscere......tu sei un bell'uomo..... ....pensaci e poi me lo dici. Ed anche questo è un segreto solo nostro. Lei...è frigida, il sesso le dà fastidio, ma tu ne hai bisogno.
Emilia era più grande di mia moglie di 10 anni. Aveva 62 anni. Io mi ero sposato tardi con una donna più grande di me, avevo 49 anni. Emilia non era bellissima, ma era molto simpatica e comunicativa; magari avessi sposato lei. Era bruna, aveva il naso aquilino, un corpo asciutto, tette quasi niente, cosce belle, però. Il viso non era bello, era un pò maschio, ma stranamente mi ero sempre accorto della vena sottile di sensualità che mi trasmetteva. Le volevo bene perchè lei mi accolse in famiglia sempre con grande affetto.

Mi chiamò due giorni dopo:
- Nello, se passi da me oggi, verso le cinque, ti faccio conoscere una mia amica...molto disponibile.
- Emilia ! Ma tu cosa hai detto a questa tua amica?
- Lei ti ha visto qualche volta e le ho chiesto se le piacevi. Ora noi abbiamo molta confidenza e mi ha detto: "Vorrei farmelo davvero". Vieni da me, la vedi, la conosci. Lei ha solo quattro anni più di me e mi ha confidato che il marito non lo fa più da sempre ma che lei vorrebbe farlo. Non è bellissima, ma può piacerti.
- Emy, tu mi hai fatto pensare ed ho capito cosa vorrei.
- Pensi a qualcuna?
- Si.
- La conosco?
- Si, la conosci.
- Dai, Nello, dimmi chi è.
- Sei tu, Emilia, è te che vorrei.
- Nello, ma io.....
- Beh te l'ho detto, a te ho sempre detto tutto.
- Ma non mi hai mai detto che mi volevi.
- Da quanto non lo fai ?
- Anni, molti.
- Allora anche tu hai bisogno di fare sesso; perchè non insieme?
- Tu vorresti? Ti senti attratto da me? Nello, voglio pensarci e non vorrei che facessimo uno scandalo. Dammi tempo. Ho avuto qualche amante, ma tu sei troppo impegnativo, siamo troppo legati. Anche tu mi attrai, da sempre, lo hai sempre capito. Ma voglio pensare perchè se io e te cominciamo poi non vorremo più tornare indietro. Ti chiamo io, stasera.

Sapevo che il tempo avrebbe giocato a mio favore perchè quanto più Emilia ci pensava tanto più le aumentava il desiderio e tanto più si convinceva a farlo.
La sera Emilia mi chiamò, sul tardi.
- Nello, mi hai sconvolta. Ma da quanto hai questo desiderio di me?
- E' tantissimo tempo, Emy, mi sei sempre piaciuta. Se avessi sposato te sarei un uomo felice.
- Non dirmi così. Io avvertivo qualcosa ma credevo fosse affetto, amicizia, non desiderio del mio corpo.
- Emy, io ho rischiato nel dirtelo, non sapevo quale sarebbe stata la tua reazione, ma dopo l'altra sera eri troppo nei miei pensieri.
- Nello, e se ci innamoriamo? poi non vorremmo essere solo amanti, vorremmo vivere insieme, lo capisci?
- Emy, lo farei anche subito. Tenerti vicina sarebbe la cosa più bella che possa avere.
- Se mi dici così mi fai innamorare, se non lo sono già da tanto tempo senza accorgermene. Devo dirtelo, spesso ti ho pensato e desiderato. Ma tu sei il marito di mia sorella.
- Io e lei siamo sposati solo all'anagrafe e non a letto; che matrimonio é? una finzione, Emy che adesso ostacola la nostra felicità. Allora viviamo ciò che sentiamo, insieme, io e te, come amanti, come innamorati, in segreto.

Il giorno dopo la chiamai.
- Ciao Nello, sono qui ti ascolto.
- Emy, non c'è l'ho una scusa per telefornarti, desideravo sentire la tua voce.
- Chiamami ogni volta che vuoi. Mi fai felice con questa telefonata. Domenica venite qui a pranzo?
- Si, ma voglio chiederti una cosa che desidero molto.
- Dimmela.
- Voglio che domenica troviamo il modo e l'occasione...voglio un bacio da te.
- Ci proveremo, lo voglio anch'io.

Fu molto di più di un bacio. Dopo pranzo il marito di Emilia andò a dormire e mia moglie chiese ad Emilia di riposare.
Lei mi prese per mano e mi portò alla scaletta stretta che dava in soffitta. E quando chiuse la porta ci baciammo come disperati. Al secondo bacio le passai la mano sul vestito sul pube, la tocccai mentre la baciavo e sentìi sotto le dita le grandi labbra, spesse e rigonfie della sua fica.
- Nello, non possiamo farlo qui adesso anche se io lo vorrei tanto. Scendiamo, le tue mani sul mio corpo mi fanno impazzire.
- Emy, te l'ho detto che ti amo?
- Voglio che me lo dici sempre, in ogni circostanza, voglio sentirtelo dire perchè anch'io ti amo tanto da sentirmi male se tu mi baci come adesso. Ah, quanto lo desidero stare in un letto con te.

E poi il destino ci aiutò. Mia moglie era ammalata, un brutta bronchite, ed Emilia venne a casa nostra ad assisterla. Ci scambiammo sguardi di fuoco e di desiderio quando venne. Assistette mia moglie fino a sera, poi l'ammalata si addormentò profondamente e lei si sedette sul divano del salotto. Le andai vicino e lei si alzò e mi baciò con una passione che mi faceva sentire stordito e felice. Ma mentre mi baciava le toccai la fica lei mi sussurrò:
- Si, toccamela, fammi sentire le tue dita che mi cercano.
- Emy, voglio chiavarti, ti voglio troppo. Voglio il tuo corpo nudo contro il mio, voglio i tuoi baci e voglio baciarti dappertutto.
Lei per risposta si tolse le mutandine si sollevò la gonna e mi disse:
- Adesso, qui, subito: fammi tua,
Si sedette sul divano con le ginocchia larghissime e la fica esposta alla mia penetrazione; ma mentre mi abbassavo lei tirò fuori i suoi seni; erano piccoli e duri ma glieli succhiai con grande passione mentre glielo mettevo nella fica.
- Vieni, amore mio, vieni dentro di me, dammelo tutto, sei mio adesso-

Iniziò così la nostra relazione. Il fatto è che lei mi arrapava tantissimo. Non era bella ma quando chiavava mi faceva innamorare. Il marito ebbe un ictus, rimase inebetito sulla sedia a rotelle e noi avevamo molta più libertà. E una volta che mia moglie andò fuori città andai da lei la sera.
- Ho preparato il letto matrimoniale. Lui dome in un'altra stanza. Adesso finalmente...
- Emy, voglio guardarti, spogliati.
- Io non sono bellissima, lo sai.
- Hai una fica bellissima che mi dà tanto piacere. Fammela vedere.
- Si amore, aspetta.
- Si spogliò e si mise sul letto con le cosce aperte. Era una fica grande, circondata da un cespuglio di peli neri e lucidi. La baciai sulle grandi labbra. Lai capì cosa volevo farle.
- Si, Nello si. Fammelo, ti prego.
Leccare un fica grande è affascinante. Aveva grandi labbra davvero grosse e gonfie, che sporgevano su ventre, le piccole labbra erano allungate, forse perchè lei se le tirava quando si masturbava. Il clito era enorme, grosso quanto il mio pollice e sporgeva fuori dalle grandi labbra. Le succhiai forte le piccole labbra; poi la penetrai con due dita e presi il clito tra le labbra, glielo succhiai e mordicchiai; pareva un piccolo cazzo ed era durissimo per l'eccitazione di lei. Non ci volle molto perchè venisse la prima volta, ma io non mi fermai: il sapore dei suoi umori mi avevano eccitato ancora di più, volevo farla venire di nuovo. Ma ci volle molto più tempo e succhiotti e piccoli morsi ancora più forti per portarla di nuovo all'orgasmo. E poi lei mi baciò nella bocca bagnata dai suoi umori.
- Che bello che sei; mi fai morire, ti amo troppo. Vieni dentro di me adesso, voglio il tuo sperma nel mio corpo.
La chiavai nella sua fica caldissima, quasi bollente e lei era felice di essere chiavata, nuda, soto il mio corpo. E prima che io venissi lei ebbe un altro orgasmo, molto forte. Poi le venii nella fica che era un lago dei suoi umori.
MI prese per mano e mi portò nel bagno.
- Aspettami, voglio lavarti io.
Si lavò nel bidet davanti a me, si alzò, mi prese per mano e mi fece sedere sul water; lei si sedette su di me e sentii la sua orina calda che mi scorreva sul cazzo e sulle cosce. Mi aveva emozionato con quella cosa. Dovetti farmi una doccia.
Tornai nella stanza e lei mi chiamò, mi abbracciò, mi baciava con enfasi, continuamente, succhiandomi il labbro inferiore.
- Sai, amore, con mio marito non sono mai riuscita a venire, con qualche amante una o due volte. Tu sei fortissimo, mi hai fatto venire fino a svuotarmi, tre volte. Ti amo, ti amo da morire. Aspetto che ti riprendi, ti voglio ancora...chissà quando potremo rifarlo di nuovo così, pelle a pelle.

Suo marito morì dopo qualche mese. Lei era rimasta sola nella grande casa.
- Sai caro - mi disse mia moglie - Emilia soffre troppo la solitudine. Le ho chiesto di venire ad abitare da noi, non posso abbandonarla. Tu sei d'accordo?
- Lo hai già deciso tu. Comunque sono d'accordo, lei è la tua sola sorella e non può vivere da sola in quella casa enorme. Per me va bene.
Emilia si sitemò nella mansarda. Era un appartementino molto grazioso anche se piccolo. La arredò con mobili della sua casa, vendette il resto e fittò l'appartamento. Lei era molto ricca, aveva altre proprietà, una forte pensione del marito.
Quando vene lei mi sussurrò.
- Amore, ci vedremo tutti i giorni.
Le risposi sussurrando;
- Anche di notte, vengo da te.
Con mia moglie dormivamo in stanze separate. Lei si imbottiva di sonniferi e di notte aveva un sonno di piombo. Aiutai Emy a sistemare i suoi mobili e mentre lo facevo ci scambiavamo baci e contatti, ci toccavamo.
- Emy voglio una cosa. Se venisse qualcuno lo sentiremmo. Togliti le mutandine , mettiti su quella poltrona ed apri le cosce: voglio vedertela.
La mia passione per lei la esaltava. La prima notte che dormì da noi andai da lei: non aveva chiuso la porta a chiave, ma era stanca dormiva. La scoprii, le abbasai le mutandine e lepassai la lingua sul clito. Ebbe un sobbalzo di piacere nel sonno, ed allora io glielo succhiai e leccai. Lei godeva nel sonno, la sua fica si bagnava. Ma non volli svegliarla. Aveva 61 anni e la voglia di una ragazzina.
- Stanotte ho fatto un sogno bellissimo - mi disse - qualcuno che mi baciava nel sonno, mi baciava lì, come fai tu.
- Emy, non era un sogno, ero io.
- Ah, sapere che mi vuoi fino a questo punto mi fa impazzire. Ti amo. Ma come fa quella scema di mia sorella a rinunciare ad un uomo come te? Noi siamo fatti l'uno per l'altra perciò siamo felici quando ci amiamo. Toccamela sul vestito, solo un attimo.
- E tu volevi che lo facessi con la tua amica.
- Beh, se vuoi fartela, lei ci sta di sicuro. Ha 65 anni ed a quella età un uomo come te è un sogno. Ti piaceva un pò, vero?

Quella notte andai da lei. Mi stava aspettando.
- Aspetta, amore, voglio farti venire io, voglio darti tanto piacere.
Si inginocchiò davanti a me.
- Godi, godi quello che ti fa la tua Emy.
Un pompino così appassionato che risucchiò ogni mia energia per scaricarla nell'orgasmo. Mi aveva commosso: la baciai in bocca mentre aveva ancora il mio sperma in bocca.
- Emy, come sei stata brava.
- E' l'amore che ti fa fare le cose in questo modo. Desideravo farti godere, desideravo che avessi questa sensazione per qualche giorno nei tuoi sensi.
E la notte successiva andai ancora su da lei.
- Che vuoi di me adesso?
- Voglio prenderti da dietro.
- Vuoi incularmi, amore? Non l'ho mai fatto, mi farai male.Ma se lo desideri, fammelo.
Le passai il gel tra le natiche e le misi il dito unto nel culo. Pressai lentamene, non volevo che sofrisse. Lei gemeva, sudava, ma resisteva nel sopportare quella penetrazione. Ebbe solo un sobbalzo quando forzai per fare entrare il glande oltre lo sfintere. Poi mi fermai, aspettai che si calmasse.
- Continua amore. Se ti fermi adesso non lo farò mai più. Fammelo.
Aveva il culo vergine, stretto e dovetti spingere forte per farglielo entrare e qando glielo avevo messo tuto mi fermai.
- Emy, ti fa male?
- Si, tanto, ma voglio che godi. Dai, sbattimi.
Fu bellissimo chiavarla nel suo culo vergine e venirle dentro. Nella libidine dimenticai che lei soffriva e spinsi forte, con brutalità colpi violenti finchè non venni.
- Emy.....
- Sapessi come tu mi fai rimpiangere il fatto che non sei stato tu a sverginarmi.
- Chi fu?
- Mio padre. Chiavò prima tua moglie e lei ci stava. Poi chiavò me, mi sverginò ma non mi diede nessun piacere.
- Dici che lei ci stava?
- Lo cercava per farsi chiavare, le piaceva farsi chiavare dal padre.
- E adesso invece....
- E' frigida...con gli uomini....ma solo con gli uomini, capisci? Allora avevamo una donna di servizio, una contadina. Quella donna la viziò, le insegnò il lesbo, e una volta vidi tua moglie inginocchiata davanti a lei che si era sollevata la gonna: la stava leccando. Lei ha provato a smettere il lesbo, ma non può, oramai è la sua natura. Cominciò dopo che nostro padre ci lasciò, quella donna le fece scoprire la sua natura lesbica, la penetrava con le dita e la leccava. La faceva venire anche due volte in un giorno e a notte sempre. Lo ha fatto così per anni. Ha provato a sposarti, ma non ce l'ha fatta a cambiare. Credo che lei sappia che noi lo facciamo; vuole ricominciare a farlo e ti lascia libero in modo che anche tu la lasci libera. Mi ha voluto qui per questo.
- Emy, se è così, perchè non dormiamo insieme?
- Le apparenze, la servitù, la gente. Ma fatte salve le apparenze, lei non ci ostacolerà mai, anzi...
- Mi ha usato, profittando che è molto bella.
- Non puoi farci niente adesso, se non prenderti la rivincita con me. Amore, sono stata anni a vivere con quell'uomo impotente, a masturbarmi in silenzio. Ora abbiamo la nostra felicità , sono solo tua e tu sei solo mio. Adesso mi hai avuta completamente, voglio che me lo fai ancora nel culo. con me non trattenere i tuoi desideri, nessuno. sono tua. Dimmeli ti faccio e ti faccio fare tutto quello che vuoi.
- Emy, aspetto un altro pò per riprendermi mentre tu vai a lavarti. Voglio chiavarti ancora e ancora.
- Si, amore mio, facciamolo fino a sfinirci.
(continua)