i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

| Sexy Video Chat | Gay Cam | Messenger - NEW |

[ - ] Stampante
Indice
- Text Size +
Di frequente, il mio modo di raccontare, talvolta brusco, crudo e diretto può anche indisporre e irritare, però io non amo né prediligo le mezze verità addolcite, preferisco e scelgo la nuda, schietta e sguarnita cronaca. Questo messaggio a maniera di lettera, è infatti diverso dalle solite, poiché è inusuale, dato che l’ho tenuto a mente come per percepire riconoscendolo distintamente da chi proviene. Il comunicato è curato e ben rifinito, con dei piccoli disegni che sembrano come quei biglietti per le lettere che si usavano anni fa, per capirci quelle che le adolescenti scrivevano alle amiche o ai fidanzati, perché era infatti molto tempo che non comparivano più, adesso qui di sotto comincio a leggere il contenuto del messaggio esponendovi il testo:

(“…Caro Idraulico, ti scrivo questo messaggio a modalità di lettera per raccontarti la mia storia. Io sento il bisogno e il dovere d’aprire il mio cuore, di comunicare con qualcuno e ho scelto te, perché dal tuo modo di scrivere io ne ricavo una direzione morale e un’apertura mentale fuori dalla media. E’ un momento complesso e peraltro difficile della mia vita quello che sto al presente attraversando, dove la confusione annebbia fondendo perfino la ragione, però spero che raccontare m’aiuti finalmente a capire meglio le mie angosce. Mi chiamo Leopolda, ho da poco compiuto trentasette anni e sono fidanzata con un ragazzo per bene. A detta di tutti sono molto graziosa e piacevole. Io lavoro come addetta alle vendite in una grande azienda calzaturiera, mentre la mia vita scivolava serena fino a qualche mese fa, precisamente fino a nove mesi fa, poi è successo qualcosa che ha mandato in subbuglio e in totale tilt il mio piccolo mondo ordinato, ma andiamo per ordine.

Sono fidanzata da cinque anni. Come ti dicevo lui è un bravo ragazzo, ha due anni più di me, mi coccola e mi vizia, poiché è dolcissimo e paziente. Non dimentica mai una ricorrenza, i suoi fiori e i suoi regali sono l’invidia delle mie amiche e poi a letto ci sa proprio fare. Immagino tu ti chieda che cosa io possa volere di più, e hai ragione, io me lo chiedo tutti i giorni, eppure mentre ti scrivo nella mia mente echeggiano queste parole: voglio il brivido, voglio la follia e il fremito, perché voglio vivere fuori dagli schemi. Tutto è iniziato a novembre, una sera io ero al computer, navigavo su internet alla ricerca di racconti da leggere. Io adoro leggere, la rete è una miniera di talenti che regalano sempre dei piccoli capolavori, sennonché girovagando qua e là per la rete sono incappata sbucando alla fine all’interno d’un luogo di narrativa pornografica, io essendo abbastanza carnale e impicciona mi sono messa a interpretare quelle letture, e alla fine mi sono trovata catapultata in un mondo d’emozioni nuove, dal momento che con uno spropositato sbigottimento ho captato che il mio organismo prontamente reagiva rispondendo a quelli stimoli e che quel bizzarro languore densamente mi avvolgeva, a quel punto le mie gambe si sono socchiuse e in conclusione mi sono masturbata con reale piacere leggendo. Ho avuto un orgasmo eccezionale, oserei dire raro e strepitoso, perché m’ha lasciato euforica e frastornata, a dire il vero non che non mi fossi mai masturbata in passato, al contrario, eppure mai prima d’ora mi ero sentita così coinvolta, interessata e partecipe.

Quella pagina web, quella scrittura, quel racconto intrigante e maneggione m’aveva integralmente e irrimediabilmente trainato nel modo di vivere radicale della protagonista, in tal modo come un insetto che sragiona agitandosi in modo forsennato di fronte a un chiarore che lo affascina attirandolo, successivamente io ho intrapreso nell’assegnare buona parte del mio tempo libero, beninteso quando possibile, alla ricognizione di portali erotici con dei racconti dalle trame lascive e scurrili. Ogni sera, regolarmente, l’appuntamento con un racconto nuovo, dato che ogni sera la mente persa e le mani immerse nel mio sesso bagnato e pronto a un nuovo e appagante orgasmo, poi ho scoperto in un sito la chat e qui ho conosciuto lui. Io non so il suo nome, non conosco il suo aspetto, non so dove vive né che lavoro faccia, non conosco nulla della sua vita, solamente la sua età, lui ha poco più di cinquant’anni e il suo nome di fantasia è “Sesamo”. È uno degli scrittori del sito, un individuo che compone narrazioni che innegabilmente mi fanno sussultare, inizialmente m’ha incuriosito assai il suo modo distinto ed elegante di porsi, giacché pensavo che uno che scrive in modo così chiaro e sottinteso di sesso, fosse anche uno che dopo due parole porta il discorso trascinandolo irrimediabilmente su quell’argomento, sennonché m’ha perciò strabiliato il suo modo di conversare di tutto, il suo interessarsi alle mie idee, ai miei concetti e ai miei pensieri di donna, il raccontarmi i suoi punti di vista su tanti ragionamenti normali, senza mai però affrontare né esaminare l’argomento eros. In quel modo è nata così una sintonia particolare, lentamente ho iniziato ad aprirmi verso di lui come un amico reale, perché spesso gli confidavo svelandogli i miei piccoli segreti, a volte gli parlavo del mio ragazzo raccontando addirittura alcuni episodi piccanti e maliziosi, senza mai esagerare, sempre restando tuttavia nei limiti della battuta e dell’ironia. Una sera ero molto stanca, arrabbiata e nervosa per un problema di lavoro, a quel punto io mi sono sfogata aprendomi e raccontandogli tutto, lui m’ha lasciato scrivere senz’interrompere, quindi ha scritto una frase che è stata l’inizio della mia follia:

“Tu hai bisogno di liberarti in maniera definitiva dall’energia negativa che hai accumulato, lasciati guidare, fidati”.

Io pensavo a una specie di rilassamento mentale, di distensione psicologica, una di quelle tecniche della nuova era che vanno tanto di moda di questi tempi, cosiffatto mi sono lasciata trainare immancabilmente dalle sue parole:

“Mettiti senza fretta in libertà, escogita meditando di trovarti di fronte alla mia persona, ecco sì, così, brava, comportati come se tu desiderassi conquistarmi”.

Un sorriso, un gioco fiducioso e innocente fatto di sole parole scritte, però mentre mi spogliavo io immaginavo lui che mi guardasse, nel tempo in cui un’originale corrente di lieve e di sottile eccitazione mi pervadeva in maniera coinvolgente intrigandomi e scuotendomi oltremisura:

“Adesso sei nuda, io ti vedo, sei bellissima piccola”.

Un brivido lungo la colonna vertebrale, la sensazione reale dei suoi occhi che percorre la mia nudità:

“Metti una musica che più ti piace e balla per me”.

Come in un’inedita estasi, guardando le parole formarsi sullo schermo, piroettavo nella mia stanza da letto movenze audaci e maliziose, con la mente inebriata dalla musica e le cosce coperte da piccole gocce di piacere:

“Molto bene, adesso siediti, allarga le gambe e senti la mia lingua che penetra nella tua dolce fica perché sta per assaggiare la tua rugiada”.

Come faceva lui a sapere che io ero già bagnata? Non lo so, io sentivo soltanto che lui mi vedeva, io in silenzio obbedivo, dato che avvertivo davvero la sua lingua:

“Che buon sapore che hai. Io amo leccarti piccola, perché voglio bere ogni goccia del miele che tu mi doni”.

Con le gambe spalancate, la testa reclinata di lato e lo sguardo dentro il monitor io mi lasciavo scopare dalla sua lingua, quella lingua illusoria e irreale che mi penetrava fino al cervello. Io facevo al mio corpo di tutto, eseguivo e tremavo in un salendo furioso e impetuoso di sensazioni indescrivibili e straordinarie:

“Il mio cazzo smanioso esige la tua polposa apertura. Io voglio entrare, voglio riempirti dappertutto, voglio saziarmi, perché voglio scoparti fino a farti urlare facendoti godere a più non posso”.

Io avvertivo e captavo distintamente il suo corpo sopra il mio, intercettavo il suo membro compatto che penetrava nella mia carne e muovevo i fianchi per accoglierlo, la vista al momento era aggrovigliata e confusa dal desiderio, la mente frastornata e ubriaca dal piacere. Le gambe erano invece oscenamente spalancate davanti a lui, che io intravedevo realmente dentro la mia testa. Io ho goduto, un avuto un orgasmo consolante e dilaniante che m’ha fatto fremere e gridare, provando un’intensità del piacere mai vissuta. Io ero stordita, con il respiro affrettato e la mente annebbiata e sconvolta, in seguito ho spento il computer senza scrivere una sola parola, dato che per alcuni giorni non mi sono più collegata, perché dentro di me c’era un’alternanza d’emozioni avversarie e contrastanti: desiderio e ira, pazzia e ragione, rabbia e sdegno per un amico che si era trasformato in un amante. Sconcia e vergognosa del piacere provato e vogliosa di rifarlo, timorosa dei suoi pensieri su di me, curiosa di scoprire le sue sensazioni e imbarazzata per aver chiuso senza il coraggio d’affrontarlo.

Io ho resistito tre giorni prima di tornare in chat, però lui era lì, tenuto conto che m’ha salutato normalmente, successivamente abbiamo parlato come se non fosse accaduto nulla. Io temevo e nel frattempo desideravo che lui parlasse di quello che era successo, però lui non lo ha fatto, per il fatto che soltanto alcune sere dopo ne abbiamo anche parlato.

“Leopolda cara, tu non devi vergognarti se ti sei lasciata andare, per il fatto che questo è un modo d’esprimere esternando la nostra sessualità. Tu non devi provarne imbarazzo alcuno, visto che è tutto naturale e giusto” - parole queste che lenivano placando il mio senso di colpa, che mi davano una nuova visione ampia, dettagliata e perfino insolita dell’accaduto.

“Se non vuoi, non succederà più, lo faremo soltanto se tu lo desideri” - eppure mentre lo diceva io volevo gridargli di ricominciare subito, perché la sua voglia e il suo modo d’amarmi fatalmente mi consumava, mi divorava irrimediabilmente. Io non sono riuscita a frenarmi, perché rapide le mie dita hanno digitato prima che la ragione potesse fermarle:

“Ti voglio” - ho esordito io impulsivamente.

Da quel momento le nostre parlantine si sono trasformate, a volte erano amichevoli e gioviali discorsi, però sempre più spesso amplessi focosi di menti accoppiate da parole che segretamente e silenziosamente accendono bruciando un erotismo che io non credevo di possedere. In quel folle mondo possibile e potenziale, io mi sento pienamente sua, dato che attendo con il batticuore e la trepidazione d’arrivare a casa per accendere il computer. Durante il giorno sono spesso con il pensiero rivolto alla sera passata assieme, visto che il suo desiderio è insaziabile, perché è la mia droga, è effettivamente la mia pazzia. Io non so più chi sono e che cosa voglio, malgrado ciò so soltanto che non voglio privarmi né rinunciare a lui. Lui mi è entrato dentro, vive nella mia anima, tanto che è diventato parte di me. Adesso io immagino il tuo viso prescelto “Idraulico”, penso al tuo stupore nel leggere quest’inconsueta storia, immagino il sorriso ironico e sottile, mentre pensi che io sia pazza o forse no. In fondo tu sei abituato e allenato a scrivere di realtà che a volte oltrepassano e superano la fantasia, quindi sei forse l’unico che può capire. Per questi motivi affido e consegno a te i miei profondi e intimissimi pensieri, inoltre ti lascio ben volentieri anche il mio indirizzo di posta elettronica. Se vuoi aiutarmi a dipanare e a snodare il caos che riempie la mia mente, se hai un consiglio o una spiegazione da darmi, io te ne sarò veramente riconoscente. Grazie comunque “Idraulico”, per aver letto e per aver pubblicato il mio racconto. Grazie ciononostante, anche se non troverai il tempo oppure il desiderio di rispondermi. Un bacio. Leopolda…”).

Io leggo le ultime parole con un sorriso. Leopolda, amorevole, angelica e tenera come solamente lei sa essere. Fra tutti quelli cui poteva affidare e lasciare in custodia la sua confessione, ha preferito e ha scelto proprio me.

Io sono più che convinto che questa stasera “Sesamo” la coccolerà a lungo, cercando di rassicurarla, di tranquillizzarla e in ultimo di consolarla nel migliore dei modi.

Ebbene sì: una piccola colomba che sta scoprendo la disubbidienza, l’indocilità e la ribellione, un piccolo fiore che sboccia insolitamente fra le sue dita.

{Idraulico anno 1999}