i racconti di Milu
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Note:
Racconto a episodf
Ero morto, stroncato da un infarto a soli 65 anni.
Fanculo al mondo.
Non ero quello che mi aspettavo. Certo sapevo che prima ho poi doveva succedere, ma si spera che succeda sempre più tardi.
Cosi dopo la disperazione iniziale, li giro di amici e famiglia che non volevo lasciare, scoprii che non esisteva nessun paradiso.
Il vantaggio:
potevo vagare sulla terra con altri fantasmi di cui onestamente non me ne fregava nulla.
Dopo un po’, non so nemmeno quanto, iniziavo ad annoiarmi, gli altri fantasmi erano tutti presi nel cercare di far sempre la cosa giusta per poter secondo loro passare dall’altra parte.
Forse questo era l’inferno, condannato a vedere il mondo che lentamente si dimentica di me.
Cosi passavo le giornate annoiandomi nel cercare di non impazzire, passavo a curiosare, di casa in casa.
In uno di quegli appartamenti abitati da giovani, e studenti, almeno la c’era più vita di chi alle 22 va già a dormire.
La vidi entro nella stanza incurante di chi ci fosse, sollevo le mani intenta probabilmente a stiracchiarsi
Poi sospiro
Si tocco i capelli, sposto le mani sul petto, facendole scivolare lentamente verso i suoi morbidi fianchi.
Sorrise maliziosa a occhi chiusi,
lentamente inizio ad abbassarsi i pantaloni, e di spalle io vedevo lentamente quel culo candido
si fermo non li tolse li lascio bassi semplicemente a culo scoperto, rimase ferma la forse indecisa su cosa fare.
Capi in quel attimo cosa volevo fare, volevo possederla.
Volevo fare pure io cosi.
A dire il vero volevo scoparla. Guardare da esibizionista non mi bastava.
Non potevo nemmeno masturbarmi.
Ora ero un fantasma, mi chiesi se potevo pure io provare qualcosa attraverso lei.
Sorrisi al idea di poterla possedere, mi piaceva l’idea di quello che potevo fare e quello che potevo fare agli altri, usandoli a mio piacimento.
Dovevo solo capire come possederla e soprattutto se potevo godere provando tutte le emozioni che provavo da vivo.
Dovevo solo trovare qualcuno con cui far pratica.
Mi avvicinai a lei inutilmente provai a toccarla.
Pero notai che qualcosa riuscivo a suscitare, la vidi rabbrividire guardarsi attorno, rivestirsi e uscire dalla stanza.
Non la segui.
Se dovevo far pratica, potevo farlo con la puttana che si scopava Ex marito di mia figlia.
La trovai subito, era al lavoro, faceva la commessa in un negozio di abbigliamento unisex.
Eccola la capelli nocciola pantaloni verdi, e maglione blu di quelli anni 80, dal collo rotondo tanto grande che le spalle erano scoperte.
Che puttana sorrideva da zoccola con dei ragazzi più giovani, faceva l’oro l’occhiolino.
Ora fai la zoccola anche fuori casa, non ti bastava rovinare la vita della mia bambina.
Mi avvicinai a lei, dovevo vendicarmi, ma come?
Quando la sentii ridere, per i complimenti ricevuti, presi e di botto cercai di abbassarle la maglia davanti.
Non so come ci riuscii, forse era la rabbia.; fatto sta che le feci uscire il seno dalla maglia.
Lei urlo e si ricopri.
Io sorrisi, potevo farlo, e lei era la mia preda preferita per fare pratica.
La seguii nel retro del magazzino. Tutta sconvolta e imbarazzata. Si chiuse dentro controllando i suoi vestiti.
E io sadicamente continuavo ad abbassare la maglia.
“ ora vediamo se mi senti” posai una mano sulle sue tette Ho mi senti mi senti eccome, glielo leggevo in faccia.
Spostai la mano in mezzo alle sue gambe. “ oddio” mormoro.
“ ti piace vero zoccola”
Lei usci dal camerino, e io la seguii.
Bene la potevo toccare, ora dovevo solo possederla e divertirmi.
Mi buttai non avevo nulla da perdere, mi gettai su di lei, e in un attimo ero dentro lei, io muovevo le sue mani io muovevo le sue braccia, io parlavo per lei.
“ Sono una puttana ho succhiato l’uccello di un cammello” gridai in mezzo al negozio mentre mostravo le tette a tutti.
Venni catapultato fuori da quel corpo , penso perché avevo poca pratica.
Mi basto; tutti la guardavano e lei scappo.
Sarebbe stato solo l’inizio.
La seguii cercai più di volte di possedere qual corpo, ogni attimo sempre di più.
Mi ci vollero 3 giorni per impadronirmi per bene di lei. Aspettai l’incrocio della 5 strada, entrai in lei, ma invece di andare dal medico, presi la 19strada svoltai a destra dove c’era il rione di giovani non santi.
Eccolo la il bar, entrai passo sicuro, “ filmami” dissi al gruppo di ragazzi dando loro il cellulare che già stava filmano.
Mi guardai attorno, sorridendo, sollevai le mani aprendo tutta la camicetta rossa, l’attenzione era su di me, mi toccai le tette mentre mi guardavano “ non qua va fuori” mormoravano alcuni, feci uscire le tette toccandomi i capezzoli.
“ andiamo va fuori ho sul retro, qua non ci sono soldi se cerchi clienti” grido il barista.
Io lo ignorai, spostai la le mani sulla zip dei pantaloni, sculettai e mi abbassai i pantaloni non tutti solo un po’ come vidi fare a quella ragazza.
Come mi sarei comportato dopo? Non lo sapevo, decisi di comportarmi in base a come erano le mie fantasia da uomo. Cosi tette scoperte e culo fuori mi chinai a 90 appoggiandomi alla prima cosa che avevo davanti, lo schienale di una sedia.
“ mi piace il cazzo” dissi e aggiunsi “ sono già stata pagata e un regalo per voi”.
Non se lo fecero ripetere due volte.
In meno di 30 secondi avevo già un uccello in bocca e una mano che mi toccava le tette.
Che sensazione strana, potevo provare anche io quello che provava lei. Cosi era più divertente.
Presi a succhiare, era la prima volta, cercai di imitare quello che avevo visto nei porno, mia moglie che amai alla follia, non mi fece mai un pompino.
Non ero pratico ma avrei imparato si sicuro.
Non ci volle molto che dietro di me arrivo un marocchino a toccarmi il culo e la fica, sentivo le sue dita calde cercare di entrare dentro me.
“ Cazzo amico questa e una fica bagnata”
Il marocchino non ci penso due volte, abbasso i miei pantaloni e me lo infilo dentro, era strano forse era ancora floscio, voleva scopare gratis senza cazzo duro.
“ basta andatevene” grido il barista che caccio tutti.
“ senti qui non ci puoi stare vattene” mi afferro per un braccio e mi caccio fuori dal bar.
Io mi tolsi quei pochi vestiti che avevo ancora addosso e nuda girai per la strada.
Quando arrivo la polizia lasciai quel corpo. Lei non riscortava nulla. Ma io video si giro rapidamente.
E il marito di mia figlia la lascio. Non tornarono mai assieme. Ma l’umiliazione di entrambi basto a me, e fece godere mia figlia. Vendetta fu fatta.
Tornai da quella ragazza che mi ispiro, attesi la notte, lei andò a dormire, entrai il lei e mi spogliali. Poi lasciai il suo corpo ancora dormiente e lentamente iniziai a leccargliela, era il mio modo per ringraziarla.
Fu L’inizio quante avventure mi aspettavano, quanto sesso potevo fare...
Prossima tappa?
Il peggior incubo di una donna, la più bella fantasia per un uomo……….