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Betty di 1948
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Indice
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Una sera la mia amica Betty mi chiese se potessi uscire da sola perché aspettava un amico. Capii immediatamente ciò che intendeva e dopo alcune ore uscii andando a trovare degli amici in un pub e rassicurandola che non sarei rientrata a casa prima della una di notte.
A quell’ora rincasai ed entrai aprendo silenziosamente la porta e, con passi felpati e senza accendere le luci per non disturbare, mi diressi verso la mia camera passando di fronte alla porta di Betty sentendo dei mugolii di piacere. Mi venne da sorridere per ciò che Betty stava facendo ed allo stesso tempo invidiandola.
La porta era socchiusa e una flebile luce filtrava dalla fessura della porta. Quello spiraglio di luce mi attrasse incuriosita a fare per un attimo la guardona.
Betty era semisdraiata sul lettone, appoggiata alla testata e indossava solo calze e reggicalze. Aveva le cosce spalancate, i piedi appoggiati sulle spalle dell’uomo che inginocchiato davanti a lei le leccava intensamente la figa mentre lei si titillava i capezzoli, accarezzandoli e tirandoli.
Una scena erotica unica.
Rimasi incantata e paralizzata da ciò che vedevo. Il corridoio era al buio e quindi non era possibile vedermi così mi avvicinai e sbirciai meglio. In pochi secondi mi ero eccitata e più guardavo più mi sentivo eccitata. Mai e poi mai avrei pensato di fare la “guardona” ma in quel momento lo ero e mi piaceva.
Mi tolsi con estrema lentezza le ballerine ed anche il leggero soprabito. Ai piedi tenni le calze per ammorbidire i miei passi e ripresi a godermi lo spettacolo erotico che Betty e il suo uomo stavano offrendo ignari che io fossi spettatrice. Il desiderio di toccarmi fu grande e, sollevandomi la gonna, mi toccai la fighetta da sopra le mutandine che si bagnarono subito. Dopo un istante spostai di lato l’orlo degli slip per potermi toccare meglio.
Intanto l’uomo di Betty continuava a leccare: partiva dal basso, praticamente tra i glutei di Betty, che con le mani si era sollevata per offrirsi meglio, poi lui continuava lentamente e voluttuosamente verso l’alto sino a raggiungere la zona del clitoride per poi ritornare in basso e riprendere l’azione.
Da dove mi trovavo non avevo visione piena della camera ma solo una vista parziale che non mi impediva di godere di ammirare il cespuglio tra le gambe di Betty che mi eccitava non poco. Non erano solo i loro corpi nudi ad eccitarmi ma anche la posizione di Betty, la sua figa aperta e la conseguente espressione di forte godimento.
Passò qualche minuto e Betty, ignara di me dietro la porta, chiese al suo uomo “Adesso scopami. Voglio sentirti dentro”
Lui non se lo fece ripetere e le si mise tra le gambe con un cazzo formidabile che passò sulla figa umida dalla saliva di lui e sicuramente dalla sbroda di lei ed infine la penetrò. Entrato in lei si fermò per un momento e poi lentamente si ritrasse, uscì ancora e poi rientrò; ogni volta Betty gemeva di piacere. Lo fece due, tre, quattro volte ed infine cominciò a scoparla con decisione. Betty era stravolta dal piacere ed io con lei.
Mi piaceva molto vederli. Senza rendermene conto aprii impercettibilmente di più la porta.
Betty, forse attratta dal movimento della porta stessa, si accorse del movimento e pensai che mi avesse visto. Volevo fuggire e mi ritrassi immediatamente ma l’attrazione della scena mi trattenne. Non volevo interrompere quel momento magico. Lei guardò verso di me ma poi distolse gli occhi ed io rassicurata continuai a toccarmi intensamente.
Improvvisamente Betty voltò la testa e guardò verso di me sorridendomi maliziosa!
Stavolta fuggii andando in camera mia vergognandomi della mia azione e chiedendomi come avessi potuto fare la guardona. Mi spogliai e sotto le lenzuola cercavo una scusa da raccontare a Betty l’indomani mattina.
Intanto nella mente oltre a quei pensieri mi ritornavano anche le immagini di lei con le cosce spalancate e la sua figa che veniva leccata. L’eccitazione appena assopita riaffiorò e ripresi la masturbazione da dove l’avevo bruscamente interrotta.
Venni a ondate successive ed ebbi un orgasmo lungo, intenso e sconvolgente che mi lasciò senza fiato.
Dopo circa un’ora sentii Betty accompagnare alla porta il suo uomo ed ebbi la sensazione che si sia fermata qualche istante davanti alla mia porta per ascoltare.
La mattina dopo non riuscivo a decidermi ad alzarmi. Non sapevo cosa dire alla mia amica e non sapevo come comportarmi. Avevo vergogna della mia azione fatta la notte prima. Andai in cucina per fare colazione e tirai un sospiro di sollievo; Betty non c’era. Mi sedetti e cominciai mentre bevevo una tazza di latte entrò Betty che, come tutte le mattine, mi sorrise - Buongiorno tesoro. Dormito bene?
“Si, si” risposi “e tu?”
“Benissimo grazie” senza fare nessun accenno ai fatti della notte comportandosi come se niente fosse accaduto.
Ero imbarazzatissima, non sapevo che fare e poco dopo mi rivolsi a lei sottovoce piena di vergogna “Senti Betty. Per ieri sera…”
“Si?” mi rispose lei.
Ed io proseguii “Volevo dirti che…” e mi fermai non sapendo cosa dire e ne da che parte cominciare le scuse.
Ma lei mi tolse da una situazione imbarazzante “Non c’è bisogno di dire nulla” sussurrò Betty “proprio nulla” e senza aggiungere altro venne dietro di me e appoggiò le sue mani calde e morbide sulle spalle.
“Non dire nulla” ripeté Betty “nulla di nulla. Sono cose che accadono e di cui non dobbiamo vergognarci”
Le sue mani e la sua voce pacata mi tranquillizzarono.
Lei aveva le mani libere e lentamente cominciò un massaggio alle spalle, dolce e morbido così capii che era il suo modo di dirmi che aveva visto tutto e che mi scusava. Lentamente estese il massaggio alla parte alta del petto ed io mi lasciai andare, chiusi gli occhi e reclinai un poco la testa all’indietro sino ad appoggiarmi al suo ventre.
“Si, così, brava, rilassati” mi sussurrò Betty con voce bassa e sensuale.
Senza accorgermene mi accarezzò il seno e una mano si insinuò sotto la camicia da notte sfiorando un capezzolo che reagì immediatamente. Ad occhi chiusi non mi rendevo conto di ciò che stava facendo. Tenevo la testa appoggiata a lei ed ero rilassata godendomi quelle carezze.
Improvvisamente Betty si allontanò dalle mie spalle facendo mancare il sostegno alla testa che cadde all’indietro ma lei prontamente, senza levare le mani dalle mie tette e prima che io potessi reagire, mi baciò con delicatezza.
Un brivido mi percorse la schiena. Ma cosa stava capitando? Betty che faceva? Il suo non era più un massaggio tra amiche!
Tra noi cadde un silenzio irreale ed involontariamente dischiusi le labbra che lei unì alle sue. Le labbra di Betty erano morbide ed umide e le nostre lingue che si cercavano.
Il massaggio mia aveva eccitato e mi venne naturale portare una mano verso l’inguine, stringermi la fighetta attraverso la camicia da notte e cercare con l’altra mano i fianchi di Betty.
Lei si si mise davanti a me e accovacciò, mi guardò con tenerezza, mi scostò la mano con cui mi serravo la fighetta e aprì lentamente le cosce. Quando le mie gambe furono oscenamente aperte davanti a lei, mi sussurrò “Posso?”
Non mi aspettavo la sua domanda ed ero totalmente impreparata ed ero in preda al panico. Non sapevo che fare.
Avevo la gola serrata e desideravo moltissimo che lei continuasse e riuscii a dire un ‘sì’ strozzato.
Non portavo mutandine la mia fighetta era depilata. Le fu facile sollevare la mia camicia da notte e ammirare la mia intimità mi la sciavo fare di tutto da lei.
Mi aprì le grandi labbra, mi guardò la figa come se non ne avesse mai vista una, mi diede un ultimo sguardo languido e poi si dedicò a baciare la mia intimità ormai esposta.
Lei ci sapeva fare mi portava spesso all’orgasmo. Da come mi leccava mi resi conto che probabilmente non era la prima volta che lo faceva ed io ero felice che mi facesse godere. Nessuno mi aveva mai leccato così.
Venni ripetutamente, inarcandomi sulla sedia, spingendole la testa contro di me, stringendole il viso tra le cosce.
Quando tutto fu finito, Betty mi baciò con tenerezza sulle labbra e con tono maliziosa sorridendo mi disse “Hai visto che non c’era proprio nulla da dire?”
Quello fu solo l’inizio. Diventammo amanti. Io sono rimasta lesbica mentre lei è bisex.
Ci si vede ancora oggi con grande piacere di entrambe.
L’uomo che avevo visto montarla è ora sua marito ed a lui non ha mai confessato la relazione saffica con me