i racconti di Milu
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Indice
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Mi sverginò mio fratello. Io non sapevo niente delle cose di sesso e lui una volta venne vicino al mio letto, mi accarezava il viso, poi mi toccò le tettine che stavano crescendo, erano solo due gonfiori del petto a forma di coni, ci passò la mano sopra, sul pigiama poi infilò la mano nel pigiama e mi carezzò i capezzoli sulla carne. Volevo sottrarmi, ma mi piaceva troppo.Poi spinse le dita oltre l'elastico delle mi mutandine, toccò i miei peli e con la punta del medio arrivò al mio clito. Volevo reagire ma lui mi mise una mano sulla bocca e continuò; e quando vide che mi ero calmata, mi accarezò sul viso.
- Ferma, piccolina, Falla toccare al tuo fratellino.
Ma intanto la punta di quel dito che si agitava sul clito mi stava stordendo e facedo desiderare che continuasse. E lui mi sentì venire affannando. Mi baciò in fronte e se ne andò.
Da quel giorno cambiò qualcosa tra noi. Lui aveva tre anni più di me, era un ragazzo bello, le ragazze gli andavano dietro. Ma anche io ero bellina: belle cosce, bel culetto e mi stavano crescendo belle tette. Era venuto di notte, mentre nostra madre dormiva, in silenzio. E tornò ancora, due notti dopo. Mi accarezò sul viso, mi baciò in fronte e sulle labbra, io lo lasciavo fare, mi piaceva. E poi gli chiesi:
- Sei venuto per toccarmi?
- A te piace?
- Si, ma.....
Non feci in tempo a finire di parlare che la sua mano era già in mezzo alle mie cosce; ma stavolta sentivo le sue dita premermi sulla fichetta e un dito entrarmi dentro. Lo muoveva velocemente, molto velocemente spinngendolo tutto dentro. Io stavo con le cosce aperte e non volevo che smettesse. E mi fece venire di nuovo, in quell'altro modo. Però prima di andarsene mi baciò in bocca, mettendomi la sua lingua sulla mia.
Qualche giorno dopo, era domenica, la mamma fece le pulizie di primavera ed io e lui dovemmo aiutarla. Portai in soffitta la stufa elettrica e lui stava sistemando le varie cose che c'erano. La stufa era pesante, la posai in terra davanti a lui e lui si tolse il guanto e mi passò le dita su un capezzolo. Poi si avvicinò, voleva baciarmi, lo volevo pure io, ma la mamma ci chiamò e dovemmo scendere giù. Riuscì a toccarmi in soffitta solo un paio di volte; il culetto e poi a baciuarmi mentre mi passava la mano in mezzo alle cosce. Aspettavo che venisse nella notte, ma non veniva e così io mi inumidivo il medio con la saliva e me lo passavo sul clito finchè non venni pensando a lui.
Poi venne e tirò fuori il cazzo dal pigiama; mi emozionai a vederlo. Io stavo nel letto e lui in piedi; si masturbava e lo avvicinava al mio viso. Io allungai la mano e luisi fermò, sappasi in dito indice sul glande liscio e duro, una bella sensazione e lui prese la mia mano e me lo fece impugnare. Non avevo mai visto nè toccato il cazzo di un uomo, ma mi piaceva, mi eccitava. Lui muoveva la mia mano e la sua e sentii la mano bagnata ed appiccicosa mentre lui chiudeva gli occhi e sospirava.
- Brava sorellina - mi disse e mi baciò in bocca, con la lingua.
Il giorno dopo, dopo la scuola, mi cambiai. Indossai una gonna larga invece dei pantaloni; pensavo che così gli era più facile toccarmi.Lui studiava nella sua stanza e quando la mamma dovette uscire (sapevamo che sarebbe tornata solo la sera) andai nella sua stanza, gli andai vicina e mi misi con la coscia a contatto con la sua spalla.
Lui si alzò, aprì la patta e tirò fuori il suo cazzo:
- Toccamelo, come stanotte, fallo tu.
- E ti mi tocchi?
Mi prese per mano e mi portò sul divano, stava sopra di me. Poi mise le mani sotto la gonna e mi sfilò le mutandine, mi toccò la fica e mi allargò le cosce. Cominciò a spingere col glande tra le labbra della mia fica e mi chiese:
- Vuoi che te lo metto dentro?
- E' bello? - chiesi
Ma non ebbi risposta; sentii uno strappo nella fica, un dolore di lacerazione ed il suo cazzo che stava entrando dentro mi me. Era bellissimo come faceva, lo spingeva forte, me lo faceva sentire. Poi si staccò e mi mise quel liquido sulla pancia.
Mi andai a lavare e vidi sangue sulle mie dita. Non avevo goduto molto ma avrei voluto che lo facesse di nuovo.
Quandio uscii dal bagno lui era lì.
- Ti ho sverginato - disse - ora possiamo farlo quando vogliamo. Lo facemmo altre due volte, ma a me non dava il piacere che avevo provato quando lui mi toccava. Avrei voluto che ci mettesse più tempo, mi piaceva troppo, ma lui in pochi minuti si sbrigava e mi lasciava col desiderio.

Io andai ad abitare con zia Adele. Zia Adelle era troppo simpatica, con lei potevo avere confidenze che non avrei detto a nessuno. Ma non le raccontai di mio fratello.
- Devi uscire, Mira, non puoi stare sempre in casa. Forse i ragazzi non ti invitano.
- Ah, si, zia Adele, MA tu sai loro cosa vogliono.
- E tu dagliela, divertiti.
Mi insegnò la pillola, mi disse molte cose interessanti sul sesso. Io usci con un ragazzo, lo facemmo, ma ancora quel sensodi insoddisfazione per cui, quando andai a casa mi masturbai, volevo venire. Ne parlai con zia Adele e lei, mi accarezzò sul viso dicendomi:
- Piccola, forse per te ci vorrebbe un uomo esperto.
Su marito, Enzo, era un uomo sui '60, brizzolato, molto gentile con me. Magari avrei voluto che anche lui venisse di notte vicino al mio letto. Mi guardava con intensità, capivo che gli piacevo e lui , alto, robusto, brizzolato, mi piaceva. Magari lui era capace di farmi sfogare. MA era solo un pensiero.
Solo una volta, una mattina che non c'era scuola e che zia Adele era andata a fare la spesa, lui si avvicinò a me, mi prese una spalla e la strize, e disse:
- Solo se tu volessi ti farei provare cose bellissime.
Io, capii, non dissi, niente, ero confusa. Non potevo tradire zia Adele e quell'uomo mi attirava.
Tornai una volta a casa da mamma e quella volta mio fratello me lo mise in bocca e mi venne in bocca disgustandomi.
E decisi di accettare quello che voleva fare Enzo. Ciò che non sapevo era che zia Adele era d'accordo con lui.
- Mira, faresti un favore a zia Adele? un favore che piacerà anche a te.
- Si certo.
- Qualunque cosa io ti chiedo?
- Ok zia, qualunque cosa.
- Vedi, Enzo, mio marito mi ha espresso un desiderio. Noi lo facciamo da tanto insieme e lui desidera qualcosa di nuovo, capisci? Ecco, tu dovresti...accontetarlo..... in modo che non vada a cercare fuori di casa quello che desidera. Non dirmelo adesso, pensaci. Lui saprebbe come soddisfarti, è molto bravo.
Non risposi, ci pensai, accidenti, da quel momento fino a quando non fui nel letto e cominciai a masturbarmi. La verità è che volevo farmelo anch'io quel bell'uomo, ma non avrei mai pensato alla complicità di zia Adele che era sua moglie.
E fu lei che venne la sera tardi vicina al mio letto. Mi accarezzò, mi bacio sulla guancia e mi sussurrò:
- Mira, amore di zia, lascia che ti prepari, togliti le mutandine ed apriti.
Mi diede un brivido la punta della sua lingua sul clito. Cominciò a leccarmi, succhiava forte le mie piccole labbra, le faceva gonfiare poi le mordicchiava, Poi passava la lingua tra le grandi e picole labbra, mi penetrava con le dita, torvana a stimolare il clito con succhiotti forti, passandovi sopra il ruvido della sua lingua. E mentre lo faceva io tenevp gli occhi chiusi per il piacere e sentii due mani che sollevavano la mia camicia e mi prendevano i seni, li stringevano, mi pizzicavano i capezzoli e passavano il palmo ruvido, maschile sopra, su tutti la grandezza dei seni , forti energiche, possessive. Aleva il cazzo fuori, era bello, e grosso e mi sfiorò due volte la guancia. Cercavo di vederlo
, spostai la testa e lui me lo passò tra le labbra.
Stavo venendoooo, in un modo meraviglioso e loro se ne accorsero e continuaronp ancora e ancora finché non si consumò tutto il mio orgasmo. Ero sudata, caldissima, tremante per il piacere che mi era rimasto dentro, ed allora zia Adele disse:
- Lo vuoi dentro?
Enzo si era tolto tutto, stava nudo davanti a me ed io gli aprii le cosce.
- Brava, così - disse zia Adele - dagliela e goditi quello che ti fa.
Mi chiavò con forza, era euforico per la mia fica ancora stretta, mi venne dentro sapendo che prendevo il contraccetivo. Sentii il peso del suo corpo su di me, un corpo grosso e caldo e mi piaeva sentirlo.

- Allora, piccola, come è stato? Zia Adele ti ha dato quello che volevi . Vuoi farlo ancora?
- Zia Adele, ma tu di lui non sei gelosa? Lo fa anche con te?
-No, io lo faccio con un altro e lo lascio libero di fare quello che vuole. Noi donne dovremmo avere il diritto di darci a chi vogliamo, ti pare?

Quella notte lei mi prese per mano e mi portò nel loro letto.
Mi parlò nellorecchio, sussurando.
- Ascolta piccola, lui vuole anche un'altra cosa, un piccolo sacrificio, ti prego, fallo contento. Vuole il tuo culetto..
-No, zia, fa male.
- Solo un poco, ti prego. Gli dico di non mettertelo tutto. Dai, vieni.
Mi portò nel loro letto. Lei mi teneva ferma mentre lui mimetteva gel tra le natiche e lo spinse con dito anche nel culo, penetrandomi. Il momento più doloroso fu quando spinse con forza il glande sull'ano e l'ano cedette. Sentii un dolore acuto come un taglio e capii che mi aveva rotto il culo.Mi inculò con forza brutalmente, nonostante piangessi e mi lamentassi: mi bruciava il suo cazzo che passava sulla ferita, ma lui non ebbe pietà, continuò a penetrarmi con tutta la forza finchè venne dentro di me. Per alcuni giorni sentivo dolore e quella ferita ogni volta che stringevo l'ano. Lo odiavo, eppure avevo provato qualcosa che senza quel dolore mi sarebbe piaciuto, e odiavo zia Adele che mi aveva sacrificata al marito e mi aveva fato rompere ancje il culo per avere la libertà di chiavare con un altro.

Feci amicizie ed uscii con dei ragazzi. Erano simpatici ma non sapevano fare sesso con una donna. Mi feci prestissimo la fama di una che la dava e che faceva pompini a chiunque. Una volta uscii in macchina con tre ragazzi. Mi portarono in un posto isolato, era inteso che dovevo farmeli tutti e tre. Mi misero distesa sul sedile posteriore, con la portuiera aperta. Usarono preservativi e mi chiavarono uno dietro l'altro, in fila; almeno in quel caso riuscii a venire. Poi tornai a casa con mia madre. Mio fratello riprese a chiavarmi ma non mi bastava. Uscivo con i suoi amici, a volte con due di loro insieme.
E fu in quel periodo che conobbi Adua.
Lei era una donna anziana ma ancora molto bella per la sua altezza, per isuoi capelli lunghissimi. Stavo comprando biancheria intima e lei era al banco a comprare.
- Se devi mostrarrti al tuo fidanzato, meglio il nero.- mi disse.
Ridemmo e lei mi consigliò su cosa comprare. Spesi più di quello che potevo permettermi e lei notò il mio imbarazzo alla cassa. Aspettò che uscissi e mi portò al bar.
- Come vanno le finanze? - chiese
- Abbastanza male, signora.
- No, solo Adua, dammi del tu. Una ragazza come te potrebbe avere tutti i soldi che vuole.
- E in che modo?
- Rendendosi....."disponibile", capisci?
(continua)