i racconti di Milu
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La trattoria era situata in mezzo alla campagna, efficacemente circondata da quei numerosi vigneti quasi a volerla volutamente proteggere, a circa trenta minuti di macchina dalla città. Erano quasi le undici di sera, io avrei dovuto aspettare che l’ultimo cliente seduto ancora al tavolo pagasse il conto prima di poter chiudere e avviarmi in tal modo verso casa. Tutto il personale in realtà se n’era andato da più di mezz’ora e le ultime due clienti sembravano non volersi degnare di farmi chiudere prima del previsto.

Io le osservavo seduto dallo sgabello nei pressi del bancone del bar, mentre le due si scambiavano ancora idee e opinioni di continuo. La più giovane delle due, una biondeggiante dalla carnagione abbronzata, poteva sembrare placidamente dall’aspetto una ventenne, invero era una ragazza dalla statura alta con i tacchi a spillo, dato che quella sera oltrepassava la corporatura dell’amica d’un bel pezzo. Indossava un vestito di colore turchese, colore che quell’estate era “entrato di moda”, mentre lasciava intravedere tutte le curve di quel corpo snello e dal portamento indiscutibilmente sensuale e voluttuoso. La seconda ragazza, viceversa, era un’affascinante giovane dalla carnagione chiara, biondastra pure lei, vestita di color nero però in modo attillato, dove la scollatura non lasciava spazio a nessuna fantasia, giacché le donava una linea eccitante ed esotica al solo sguardo. Io mi recai dietro al bancone, afferrai una bottiglia di Ballantines, ne versai una consistente porzione con il ghiaccio e l’allungai con della Coca Cola, dopo ritornai ad accomodarmi sullo sgabello notando però che una delle due ragazze mancava dal tavolo:

“Ecco ci risiamo, improvvisamente un’altra che non regge né resiste all’alcool” - mormorai verso me stesso, ripensando al fatto che durante la serata quella particolare cliente si era alzata per andare in bagno per ben quattro volte.

A quel punto aprii la rivista che avevo comprato in mattinata, considerato che non ero ancora riuscito a sfogliarla sino a quel momento, in tal modo iniziai a scartabellarla con calma. La mia testa sfogliava, eppure non associava né connetteva di pari passo, così alla seconda pagina mi ritrovai a fantasticare vaneggiando irrimediabilmente per lungo tempo. A un tratto, sentii degl’insoliti e sorprendenti lamenti provenire dal ristorante e non appena mi voltai vidi le due donne abbracciate, manifestamente strette in un appassionato, caloroso e coinvolgente bacio. Le mani della biondeggiante iniziavano a sollevare il vestito dell’amica, quando l’altra si precipitava per succhiarle avidamente il collo. Lievemente a disagio io mi girai, però dopo qualche istante avvertii il mio cazzo indurirsi spiccatamente, in quanto l’eccitazione prese il sopravvento e mi ritrovai a sbirciarle intenzionalmente, curiosando con naturale e rilevante piacere quella lasciva e peccaminosa ambientazione.

Le lingue delle due ragazze ritornarono a intrecciarsi in un espansivo e infervorato bacio, le mani della più alta scivolarono verso la scollatura per andare a liberare i seni, dal momento che l’altra biondeggiante cominciò a succhiare con interessante e stimolante passione, mentre le sue mani massaggiavano le gambe. Io percepii la mia erezione diventare più intensa e vigorosa facendo irrimediabilmente rigonfiare i miei pantaloni in maniera imbarazzante. Io non mi sarei mai azzardato d’avanzare facendomi avanti per il ristorante in quella maniera, giacché l’ingrossamento era ormai diventato troppo osservabile e ben percettibile. La biondeggiante con l’abito di colore nero cambiava di posto le spalline della veste dell’altra per poi farlo abilmente scivolare lungo i suoi fianchi snelli da modella. La ragazza si sollevò in piedi facendo finire l’abito per terra e in quell’istante io notai immediatamente che lei non portava nessun tipo di mutande, al momento se ne stava di fronte, con le spalle rivolte verso il bar e dopo un momento di pausa la vidi sollevare la gamba destra, fino ad appoggiarla sul bracciolo del divanetto dove le due erano prima sedute, per facilitare la bionda vestita di nero a stimolarle il clitoride mentre l’altra nel frattempo s’inginocchiava al suolo.

Quella screanzata di femmina incominciava a fremere, nel tempo in cui l’altra procedeva a mangiarla dal basso verso l’alto facendola piagnucolare d’intenso piacere. Quella creatura vestita di nero s’arrampicò su di lei sempre tenendo una mano tra le gambe della biondeggiante dal vestito color turchese, continuando nel frattempo a succhiarle il seno, dove in quella dorata visione sussurrò qualche parola all’orecchio dell’altra. La mano sinistra della biondeggiante giocherellava con il seno destro di quella vestita di nero, mentre la mano destra procedeva a sfilare quella trappola ricamata quali erano quei tanga. Io iniziai a massaggiarmi il pube quando notai che la bionda dal vestito color turchese s’inarcava tenendo lo sguardo fisso verso di me, occupando una mano ben ferma sulla testa dell’amica guidandola lievemente in quell’atto di piacere, mentre con l’altra mi faceva segno d’avvicinarmi. Chi lo avrebbe mai invocato e perfino sospirato, di terminare una faticosa serata di lavoro in questo modo?

In quella circostanza io mi rialzai a fatica, perché il mio cazzo in erezione dentro quei pantaloni ormai stretti mi faceva camminare in maniera alquanto disarmonica, impacciata e scoordinata. Io m’avvicinai senza dire una parola, mentre sentivo loro due gemere sempre più determinate. La biondeggiante dal vestito color turchese mi chiese tra i vari gemiti d’avvicinarmi e di baciarla sul seno, a quella richiesta prontamente eseguii, nel tempo in cui sentii la mano dell’altra bionda percorrere i miei pantaloni fino a raggiungere il punto più rigonfio. La sentii faticare con la cintura, quindi decisi di darle una mano e proseguii ad aprire i pantaloni, fintanto che la biondeggiante dal vestito color nero frignava ininterrottamente dal piacere, intanto che io mi calavo i pantaloni lei mi sussurrò all’orecchio:

“Ehi, signore, adesso ci sente? Su, si svegli, visto che è da un po’ di tempo che cerchiamo di scuoterla” - toccandomi persino con un azzeccato e con un qualificato e idoneo garbo.

A quegli sfioramenti, io mi svegliai di soprassalto, mi guardai intorno visibilmente arruffato, per di più confuso e disorientato, giacché ero ancora lì seduto sullo sgabello accanto al bar, mentre le due focose femmine erano di fianco a me ancora vestite di tutto punto.

“Tu sei effettivamente alquanto esausto e sfinito. E’ giunta l’ora di pagare e di lasciarti andare finalmente a casa” - sussurrò a quel punto la giovane biondeggiante più alta.

Al momento, palesemente frastornato e rintronato io mi recai dietro il bancone del bar per acciuffare il pagamento e augurando loro una tranquilla notte le accompagnai alla porta d’ingresso, notando che la biondeggiante dal vestito color nero m’analizzava vagliandomi accuratamente i pantaloni, dove peraltro il rigonfiamento era innegabilmente e ovviamente ben distinguibile, perciò in quell’attimo apertamente m’imbarazzai. Nel momento d’uscire però, lei abbassando gli occhi verso i miei pantaloni e gesticolando, come per volermi indicare che il mio cazzo era ancora palesemente eretto, in modo sottinteso stuzzicandomi mormorò:

“Io spero e m’immagino che tu abbia trascorso se non altro un’attraente e piacevole serata in nostra compagnia, perché anche noi ci siamo notevolmente divertite, di questo stanne certo, credimi”.

{Idraulico anno 1999}