i racconti di Milu
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Indice
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- Avanti su, non fare storie.
- No, non voglio farlo.
L'uomo gli stava tirando i capezzoli con forza e glieli torceva mentre li tirava.
- Lo dico io quello che vuoi tu. Mettiti come l'altra volta.
- Mi farai ancora male, mi fai male.
- Ma no, oramai puoi prenderlo senza dolore. Però stringiti forte.
Il ragazzo si mise in ginocchio e poggiò le mani per terra.
- Più alto, tieni il culo più alto - disse l'uomo.
Poi lo prese per i fianchi e spinse con forza il suo grosso cazzo nell'ano del ragazzo-
- Ahiaaaaaa, ah, ahaaa..... hai visto che mi facevi male? è troppo grosso, lo hai spinto così forte per farmi male... ahiaaa .
- Buono, appena comincio a chiavarti ti passa. Adesso comincia a piacerti, vero? è bello prenderlo per te. Te lo farò ancora, e ancora,finchè sarai tu a non desiderare altro che farti inculare-
L'uomo lo sbatteva con violenza, glielo spingeva nel corpo con colpi energici, come se davvero volesse sfondarlo. Poi venne. strinse i fianchi del ragazzo fino a fargli male e continuò a spingere dentro.
Il ragazzo era ancora dolorante quando l'uomo gli chiese:
- Verrai domani?
-....si - disse il ragazzo con imbarazzo.

L'uomo aveva circa 50 anni; era un uomo di forte statura, alto, muscoloso. Le sue mani sembravano di ferro. Era brizzolato ed aveva un viso bello. Era vedovo; sua moglie lo aveva lasciato da tre anni e lui non aveva più voluto saperne di donne. Aveva una azienda agricola molto ben avviata, dove lavoravano una decina di operai ed operaie. Quelle operaie gliela avrebbero data solo che lui avesse fatto un cenno Viveva nel suo podere, da solo. Qualcuna delle operaie, non sempre la stessa, gli andava a rigovernare la casa, a fargli il bucato ed a volte a cucinargli qualcosa di domenica, in cambio di una mancia.Si chiamava Remo.
Il ragazzo era uno studente che, d'estate, faceva lavori stagionali per avere qualche soldo. Lo aveva assunto per la raccolta della frutta. Veniva da un paese vicino, in bicicletta. Ed una sera lui gli chiese di trattenersi per finire di preparare un carico per il camion della mattina dopo. Il ragazzo accettò, si trattava di un extra, averebbe potuto dormire li e mangiare con lui.
Ed a tavola, mangiando salumi, olive e formaggi, parlarono. Lui volle sapere molte cose. Poi gli domandò:
- Hai la ragazza?
- No. Ce ne è una che mi piace al paese, ma non ho ancora avuto modo di avvicinarla.
- Lasciale perdere le donne. Ti fregano. Godi di più se l'amore lo fai con un uomo.
Finì li. Il giorno dopo il ragazzo lavorò ancora alla raccolta; era molto abbondante e il padrone faceva utilizzare ogni ora di luce. Poi lui stesso riempiva e pesava le cassette destinate al mercato e metteva in frigo la frutta in eccesso. Lavorava anche più degli stessi operai e guadagnava molto, ma pagava bene le donne e gli uomini che lavoravano per lui. E due sere dopo chiese ancora al ragazzo di trattenersi, era necessario. Finirono alle nove di sera ed erano stanchissimi. Lui lo portò in casa e gli disse:
- Fatti anche tu una doccia, ti sentirai meglio. Poi mangiamo e dormi
qui.
Mentre lui stava sotto la doccia, l'uomo entrò, si fermò a guardarlo mentre lui si lavava. Poi uscì.
Mentre mangiavano l'uomo gli disse:
- Ti ho visto nella doccia, sei un bel ragazzo. Peccato che ti debba godere una stronzetta che non te la farà neppure toccare. Un ragazzo come te molti uomini lo vorrebbero, capisci cosa dico? Hai avuto qualche esperienza con i tuoi compagni?
- No. Da ragazzi giocavano, ma eravamo ragazzi.
- Raccontamelo, senza vergogna perchè è una cosa bella.
- Beh, ci masturbavamo.
- Ognuno per sè o vi aiutavate a vicenda a venire?
- Beh, sa com'è? a volte ci aiutavamo.
- A te piaceva toccare? Avanti, non vergognarti.
- Un pò si, era divertente. Lo facevo con un compagno, ma lui imbrogliava.
- Cioé?
- Be ad un certo punto mi lasciava continuare da solo.
- Ti piaceva farglielo? Si,eh? Lo faresti ancora,magari una volta sola, per me.?
- Lei vuole...?
- Solo per fartelo riprovare. Da come me lo hai detto ti piaceva. Siamo soli e non lo saprà mai nessuno. Dai.
Gli prese la mano sul tavolo e portò a toccare la sua patta.
- Dai, non essere imbarazzato. Tocca.
Il ragazzo lo sentiva gonfio e grosso sotto la patta. Lui teneva la mano del ragazzo premuta sopra per non farlo allontanare. Poi l'uomo pianissimo allentò la pressione vide che il ragazzo contiuava a toccarlo.
- Bravo, così. Accettalo.
Lo fece alzare ed avvicinare, gli sollevò la maglietta e gli passò la lingua umida su un capezzolo. Il ragasso ebbe un brivido e lui ripetè sull'altro capezzolo. Poi si aprì la patta e glielo fece pendere in mano. Il contatto con la carne dura e calda del cazzo dell'uomo diede al ragazzo una specie di emozione e di piacere e lui istintivamente carezzava e muoveva la mano, e provava una strano piacere a fare quella cosa. Lo faceva piano ma spingeva la pelle fino in fondo. E allora lui gli disse:
- Fattelo anche tu mentre lo fai a me.
Il ragazzo stava masturbando Remo con una mano e con l'altra si masturbava anche lui. Guardava il cazzo di Remo con una sorte di attrazione e poi vide sgorgare dal glande lo sperma che gli bagnò la mano. Continuò ancora un poco e lui lo fermò.
- Vieni anche tu adesso - gli disse - mentre lo baciava sul collo - finisci di masturbarti.

Il lavoro di raccolta della frutta era terminato. Remo licenziò gli operai e le operaie e trattenne solo una donna che veniva la mattina dal paese a governargli la casa e preparargli da mangiare, una donna sui 40, grossa ed energica e dai modi rozzi. E trattenne lui per finire di sistemare i magazzini e fare alcuni lavoretti di riparazione.
- Puoi fermarti qui per questa settimana - gli disse - senza dovere andare avanti ed indietro con la bicicletta.
In pomeriggio dovettero riparare un muretto di contenimento, faticarono parecchio. erano sudati per la fatica ed il caldo. Quando finirono l'uomo gli disse:
- Andiamo a farci una doccia. Per oggi è finita.
E mentre il ragazzo stava sotto la doccia lui entrò nudo nella cabina. Lui tentò di uscire per lasciargli il posto ma l'uomo lo trattenne. Lo prese per i fianchi, da dietro, e gli faceva sentire il suo cazzo duro in lungo tra le natiche.

Mangiarono in silenzio. Poi Remo gli disse:
- Lo sai cosa voglio? Voglio penetrarti come una femmina.
- No, questo no - disse il ragazzo - io non sono gay.
- Lo faremo - disse l'uomo - devi provarlo.

Il ragazzo stava disteso sul divano; non dormiva per l'emozione di quello che lui aveva detto...capiva che lo avrebbe fatto e che lui non gli avrebbe resistito. Aveva gli occhi chiusi quando sentì un contatto sulle labbra, aprì la bocca e si ritrovò il grosso cazzo dell'uomo in bocca. L'uomo lo calmava accarezandolo sui capelli e dicendo:
- Dai, è solo un gioco: lo hai immaginato, vero? e lo stavi desiderando.
Il ragazzo non sentì repulsione; era la prima volta per lui, manon setì repulsione e poco per volta cominciò a succhiarlo, gli piaceva farlo.
- Bravo, così. Prendi confidenza col mio cazzo. Comincia a desideralo prima che te lo metta nel tuo corpo.
Poi lo preseper mano, lo fece alzare e lo portò nella sua stanza matrimoniale, con un letto molto grande e l'armadio a specchiera accanto. Lui gli tolse il pigiama. Lo guarò nudo e gli disse:
- Sei meglio di una femmina.
Prese in mano il cazzo del rgazzo e vide che stava diventando duro.
- Bravo, così. L'eccitazione te lo farà piacere. Vedrai, appena te l'ho fatto comincerai a volerlo, ti darà piacere.
Gli passò dell'olio tra le natiche.
- Non voglio - disse il ragazzo.
- Te lo metto lo stesso, dopo sarai tu a volerlo.
- Ma io non sono gay.
- Lo sarai solo per me.
Lo fece mettere sul letto, bocconi, e gli mise due cuscini sotto la pancia per sollevare il culo. Gli passava il cazzo unto tra le natiche, sull'ano e sentiva che il ragazzo si eccitava. Lo spinse più in alto, in modo che la testa poggiasse sulla spalliera del letto.
- Abbassa le spalle - gli disse - in modo che il tuo culo si apra tutto.
Lo afferrò per i fianchi e cominciò a pressare il suo glande sull'ano..
- Fa male - disse il ragazzo.
ma non finì di dirlo che la pressione del glande stava dilatandogli l'ano, forte, senza che lui potesse sfuggirgli. Ed infine un colpo violento, dato con tutto il peso dell'uomo e con tutta la forza delle sue reni. Il ragazzo sentì la lacerazione come un taglio, bruciava-
- Ahaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
- Buono, piccolo buono, il glande è già nel tuo corpo. Resisti, è solo un pò di dolore.
- Fa maleeeee, bruciaaa.....
L'uomo stava fermo col glande nell'ano del ragazzo. Era esperto, aspettava che il culo cedesse, accettasse la dilatazione. E quando senmtì il ragazzo un pò più rilassato, cominciò a chiavarlo nel culo quasi con violenza. E si fermò di nuovo, aspettò la reazione del ragazzo e sentì che non cercava più di allontanarsi ma lievemente cominciò ache lui a spingersi contro il cazzo. L'uomo sorise compiaciuto e gli disse:
- Bravo, fai così, fattelo entrare tutto, inculati tu.
Il ragazzo sentiva dolore e bruciore, ma lo fece come voleva lui e lui finì di venire con colpi sempre più forti ed accelerati, respirando forte, stringendo con forza i fianchi del ragazzo e spiengendosi il culo sul cazzo.
Portò il ragazzo in bagno, lo fece sedere sul bidè. L'acqua fredda gli diede refrigerio, ma il bruciore ed il dolore della ferita li sentiva molto acuti quando provava a contrarre l'ano. Lui andò in cucina e trnò con dei cubetti di ghiaccio. Ne passò uno sull'ano del ragazzo facendolo rabbrividire, poi spinse il cubetto nel culo che ancora sanguinava. Si passò anche lui ghiaccio sul glande che era arrossato per l'attrito. Riportò il ragazzo sul letto e gli mostrò la straccia di sangue.
- Ora che te l'ho rotto, lo potrai fare tutte le volte che vorrai. Adesso riposiamoci un pò; poi lo rifacciamo, devo abituarti a prenderlo.
Passò circa un'ora, il ragazzo non poteva dormire perchè sentiva il culo gonfio econtrarre l'ano gi provocava un dolore di taglio: l'ano era stato lacerato, aveva ceduto rompendosi in un punto alla pressione del glande. Eppure quel dolore stranamanete lo eccitava e poco per volta, ripensando q quello che l'uomo gli aveva fatto, ebbe una erezione. Sentì la mano dell'uomo che gli toccava il cazzo, glielo scappellava, gli carezzava i testicoli. Poi lo fece mettere su un fiaco e lui gli si mise dietro.
- Tieniti le natiche aperte - gli disse
Si era unto il cazzo di nuovo e glielo passava tra le natiche, sull'ano.
- Non mettermelo - disse il ragazzo - mi fa ancora male.
- Solo le prime volte, poi ti abitui e lo vuoi. Avanti piegati ed allargati le natiche.
Il ragazzo ebbe di nuovo un dolore acuto e sentì il bruciore del cazzo ruvido che passava sulla ferita.
- Ah, ah... no, nooooo...fermati, mi fa male.
- Sta zitto e fattelo mettere, voglio venire ancora nel tuo culetto stretto. Tu non pensare al dolore, penza al mio cazzo che ti sta chiavando il culo.
Lo toccò davanti e vide che il cazzo del ragazzo non aveva peso l'erezione.
- Vedi che ti sta piacendo? Masturbati, vieni col mio cazzo nel tuo corpo, godi come una femmina. Tutto, voglio metterlo tutto.

Nella settimana che rimase lì, lìuomo lo inculava tutte le sere; ma anche durante il giorno lo faceva inginocchiare e glielo metteva in bocca, anche senza venie, solo per fargli amare il cazzo.
Una mattina, mentre quella donna stava in casa, lui entrò e vide Remo che la stava chiavando da dietro. La donna si accorse di lui, ma non fece nulla.
Quando si ritrovarono soli per qualche momento la donna gli chiese:
- Lo ha fatto anche a te, vero? Lui è così e tanto vale stare al suo gioco, ha un bel cazzo, vero? Sai perchè incula i ragazzi? Gli piace sverginarli e cambiarli, spingerli verso l'omosessualità. Sua moglie lo faceva con un ragazzo e lui lo scoprì. Per lui è una specie di vendetta. A te è piaciuto, vero? Ai ragazzi piace farlo.
- Lo fai da molto tempo con lui?
- Si e mi piace come mi fa. Quel cornuto di mio marito lo fa in due minuti, lui è molto lungo a venire. Se lo vuoi fare anche tu con me, te lo faccio fare. Lo facciamo insieme a lui, vedrai, piacerà anche a te. A lui piaccio perchè ho la fica stetta.

- Remo faglielo mettere prima nella mia fica e paoi lo inculi. Deve godere ancora col tuo cazzo dentro. Capisci? così non tornerà più indietro. Tu devi farlo venire, trattieniti finchè lui non sta venendo.... il tuo cazzo nel culo fa male, anche a me. Ti è piaciuto tanto romperglielo?
- Aveva il culo vergine.....adesso, poco per volta, voglio farlo diventare passivo.