i racconti di Milu
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Note:
Salve a tutti! Dopo anni che frequento questo sito finalmente mi sono deciso a pubblicare anch'io. Fatemi sapere cosa pensate del racconto.
IlMontenegro@hotmail.com
Note dell'autore:
Per pareri e critiche scrivetemi a questa mail: IlMontenegro@hotmail.com
Se avete voglia di un po' di sexting potete cercarmi con quella stessa mail su Skype
Dopo diverso tempo passato a parlare, quella sera Lui era deciso a voler far cedere Lei.
Si erano conosciuti su internet qualche mese prima. Vivono distanti. Hanno cominciato a parlare ed in poco tempo si sono sentiti liberi di poter parlare di tutto. Lui aveva scoperto che a Lei piaceva essere dominata. Questa cosa non gli usciva più dalla testa. Cominciava ad avere veri e propri sogni erotici su di Lei. Iniziò a stuzzicarla e a Lei la cosa piacque ma tendeva a ritirarsi, a chiudersi. Essendo reduce da una relazione difficile aveva paura di affezionarsi di nuovo a qualcuno, senza contare che c’era già qualcun altro a corteggiarla da tempo. Di questo Lui era consapevole e non si era tirato indietro, Lei valeva ne valeva la pena.
Una sera, o meglio una notte, i due stavano parlando come al solito per messaggi. Quando Lui tirò fuori il discorso “Sexting” e le fece leggere degli screenshots di sexting che aveva fatto con una ragazza qualche mese prima. Lei lesse e sentì una sensazione farsi largo nel basso ventre.
-“Sono in astinenza da troppo tempo. Parlare di queste cose mi fa un brutto effetto”
-“Che male c’ è? Con me non devi farti problemi”
-“Con la mia ex facevamo cose simili. Madò quanto mi mancano. Il sexting è qualcosa di micidiale.”
-“TI manca? Io sono qui e sono pronto.”
-“No, che poi finisce male.”
-“Vuoi la prova di quanto sono pronto?”
-“Quale prova?”
-“…..”
-“Non posso leggerle queste cose dopo una certa ora. Dopo le 3 la mia capacità di razionalizzare va a farsi fottere”
-“Ah si? Prendo nota.”
-“Per l’ eccitazione mi scappa di nuovo la pipì. Ti stai approfittando del fatto che sono molto frustrata e dell’ ora tarda.”
Lei si trovò davanti la foto di un cazzo turgido. Spalancò occhi e bocca. Aveva l’asta scura, lunga e larga, con due dita alla base che lo tenevano e scoprivano la cappella gonfia, viola chiara. Lei rimase a bocca aperta e quasi con la bava alla bocca riuscì a scrivere solo:
-“…”
-“Giochiamo?”
La istigava Lui.
-“Non posso dartela vinta.”
Tentava di resistere Lei. Quando tutto quel che voleva era solo essere forzata ancora.
-“Lo so che sei già bagnata. La testa dice no, ma lei dice si ti prego si”
-“Già. Il mio corpo quando sente la parola “sesso” non capisce più nulla. Te l’ ho detto che sono infoiata fin da bambina.”
-“Allora smetti di resistere. Voglio godere con te. E di te.”
Lei aveva capito che non poteva resistere. Quindi cercò di tastare il terreno e instaurare delle regole.
-“Però poi ti faresti strane idee. Lo sai che sarebbe solo una volta causata dalla mia voglia di piacere, vero?”
-“Mi sta bene. So anche che non mi manderai foto; ma voglio sentirti godere.”
-“No, foto non ne manderei mai. Non l’ ho mai fatto e mai lo farò. Forse potrei farmi sentire. Ad una condizione: non dovrai mai mandare in futuro prove di questa conversazione.”
-“Te lo giuro. Anch’ io ho una condizione: Niente trucchetti, non voglio tu venga in due minuti e fine dei giochi.”
-“Ti assicuro che sono molto obbediente.”
-“Ci sarà da divertirsi”
-“Cosa sto per fare… aiuto. Domani magari mi maledico perché ti approfitti della mia mente poco lucida.”
-“Oppure aspetterai con ansia la prossima notte di follie insieme.”
-“Non ti allargare, potrebbe essere l’ unica volta… come potrebbe non esserlo.”
Lui a quel punto decise di passare ai fatti e quindi le chiese:
-“Cos’ hai addosso?”
-“Ottimo punto di partenza, in effetti oggi sono in tenuta sexy. Ho una camicia da notte che arriva sopra al ginocchio, di un rosa un po’ scuro. Ha la parte del seno in pizzo e il resto è di raso.”
Al pensiero Lui si morse le labbra.
-“Quel sottile tessuto che quasi si buca per quanto i capezzolini spingono da sotto.”
-“Esatto. Ho anche i brividi ora.”
-“E le gambe che un po’ si stringono e fingono resistenza.”
Rimase colpita lei. Sembrava davvero che Lui fosse nella sua testa, ma non aveva intenzione di fargli guadagnare fiducia così in fretta, quindi decise di scherzarci su.
-“Cos’ hai le telecamere nascoste?”
-“Non mi servono, sono nella tua testa. Rilassati, lascia che le mani corrano sul corpo, ma senza mai arrivare dove vorrebbero davvero.”
Lei iniziò a far correre le mani sulla pelle che le regalava dolci brividi, non solo per via delle mani fredde.
-“Ho le punte delle dita fredde.”
-“Scaldale tra le cosce.”
-“Si sono scaldate in un attimo.” Fece finta di stupirsi lei. Era ben consapevole di quanto fosse eccitata.
-“Mmmh, la dolce lava che ti scorre in mezzo alle gambe.”
-“Possibile…”
-“Te la farò arrivare fino alle cosce. Mi basterebbe la lingua per farla colare.”
Lei pensando a quella lingua che le correva tra le grandi labbra iniziò a colare davvero.
-“Sicuramente.”
-“Allora dovrai farlo tu. Inizia a giocare col clito. Lentamente.”
Lei senza esitare diresse le dita sul clitoride, iniziando a stimolarlo. Ancora prima di toccarlo ebbe una piccola scossa, e subito capì il perché.
-“Dio… Da quanto non mi facevo fare ste cose.”
Era passato molto tempo da quando aveva provato il piacere di essere dominata.
-“Infila un dito dentro. Per un istante. Dimmi quanto sei calda e bagnata. Poi portalo alla bocca e descrivimi il tuo sapore.”
Lui non aveva dubbi che Lei non avesse alcun problema a bere i propri umori. La cosa lo eccitava molto. Il cazzo era ben duro nella mano che scorreva piano.
Lei portò il dito dentro. Per poi tirarlo fuori e vogliosa succhiare il dito ricoperto di umori.
-“Sono molto calda e abbastanza bagnata. E il mio sapore… è il mio sapore, mi piace. Ha una leggerissima nota acidula. È buono te lo assicuro.”
La mano di Lui accelerò per un momento quando la immaginò assaggiare il suo liquido vischioso.
-“Ne sono certo. Continua a giocare col clito. Accelera leggermente.”
Eseguì senza obbiettare Lei.
-“Ansimo appena a bocca chiusa, sono abituata a godere senza far rumore.”
Solo la parola ansimare lo eccitava.
“Vorrei sentirti.”
-“ Io invece vorrei fossi tu a leccarmi.”
Cercò di sviarlo Lei, immaginando di nuovo che ci fosse lui a darle piacere con la lingua tra le gambe.
-“Ti morderei il clito per darti delle scosse.”
Lei quasi ne ebbe una solo a leggere.
-“Mi piacerebbe.”
-“Fallo. Prendilo con due dita e stringilo per un istante, finché non senti la prima scossa.”
Lui aveva scoperto quanto gli piacesse dare ordini.
-“Dio… Lo sto tenendo, ho una buona padronanza della mia vagina, so avere subito alcuni stimoli.” Scrisse lei mentre tratteneva un gemito.
-“Ora pizzica le labbra.”
-“Mi piace.”
-“Entra con un solo dito, e muovilo piano.”
-“Un solo dito mi sazia poco.”
-“Appunto.”
Lui non aveva intenzione di farla godere facilmente, e a Lei la cosa piaceva
-“Mi muovo contro il dito. Mi è difficile stare ferma se ho qualcosa dentro. Se anche solo mi avvicino al clitoride mi viene già la scossa.”
-“Infila il secondo dito, ma non accelerare… non ancora.”
-“Ora va meglio. Il palmo secco mi da scariche toccando il clitoride bagnato. Non accelero finché non me lo dici tu, però muovo lento il bacino… ne ho bisogno.”
Immaginarla ondeggiare verso la mano per darsi piacere fece venire un breve spasmo al cazzo. Ora la mano di Lui aveva accelerato e teneva un ritmo costante.
-“Brava, non fare niente finché non lo dico io.”
-“Per questa sera fai di me quello che vuoi.”
A queste parole provò un brivido, una scossa. Era il brivido del potere. Non aveva mai provato nulla di simile. Gli era piaciuto mettere la mano sul collo di qualche sua partner e schiaffeggiare colo e tette, ma quello era potere che si prendeva. Questo gli era dato.
-“Accelera un po’.”
Lei prese a muovere più velocemente le dita pensando a quel cazzo vigoroso che la penetrava.
-“Premo sul punto g… ma non troppo. Vorrei tanto te dentro però. Ci sarebbe molta più soddisfazione.”
-“Se fai la brava tra poco arrivo anche io.”
-“Io sono bravissima.”
Un altro brivido.
-“Voglio sentirti dirmelo.”
-“Non posso parlare. Mia sorella dorme ad un metro da me.”
-“Questo avresti dovuto dirmelo. Volevo farti fare una cosa ma faresti troppo rumore. Sarà per un’altra volta. Metti un altro dito dentro ed accelera.”
Lei pronta infilò anche l’indice e cominciò a masturbarsi veloce ansimando.
-“Dio… adesso si. Faccio così rumore a entrare e uscire. Immagino te che ti sfreghi su di me.”
-“Ora se fai la brava e mi fai sentire le dita che si muovono e te che ansimi ti permetto di venire per la prima volta. Ovviamente voglia anche sentirti venire.”
-“Sto facendo rumore, cerco di contenermi… Non posso ansimare.”
La voglia di venire di Lei ebbe la meglio ed ecco arrivare il messaggio audio che Lui lo aprì. Sentiva distintamente le dita di lei penetrare ritmicamente quella carne calda e bagnata. La cosa lo eccitava molto, quindi accelerò ancora.
-“Se vuoi venire voglio sentirti mentre lo fai.”
-“Vuoi che vengo di punto g o clitoride?”
-“Clito, al punto g penserò io dopo.”
-“Allora fammici giocare un po’. Se vuoi faccio l’audio mentre ansimo.”
Lui non aspettava altro.
-“Brava, fammi sentire.”
-“Poi posso venire?”
-“Sì.”
Lei prese a registrare mentre due dita si muovevano in maniera circolare sul Clitoride. Ansimava, ma presto iniziò a gemere piano. Continuava a pensare alla lingua di lui e al cazzo che la aspettava.
Lui vedendo che lei stava registrando l’audio decise di darle qualche incentivo. Così Le mando una foto della lingua e scrisse “Vieni per me”.
Appena lesse l’ordine non poté fare a meno di obbedire.
-“L’ho fatto quando l’ hai scritto.”
Ed ecco arrivare l’audio.
-“Continua a stuzzicarti mentre ascolto. Tieniti pronta”
-“Va bene. Sono tutta fradicia, ho solo paura di svegliare qualcuno.”
Lui non perse tempo e lo aprì. Lei all’inizio ansimava profonda e lenta. Poi Lui distinse un sommesso “oh…” di Lei che lo fece eccitare moltissimo. La sentiva recuperare il fiato a denti stretti, per poi lasciarsi andare ed aprire di nuovo la bocca per regalargli alti “oh… oh… ohh…”. Finché, probabilmente nel tentativo di far meno rumore la sentiva cercare di respirare veloce dal naso fino ad un ultimo “oooh….” Nel momento in cui era venuta. Lui nel sentirla non resistette quasi più.
-“Vuoi bere?”
-“Vorrei farti venire io… sono molto brava con la bocca.”
Così lui le mandò le foto del suo cazzo con una lunga linea di sperma che arrivava fino alla mano con cui lo teneva.
Nel vedere la foto a Lei venne un insaziabile voglia di succhiarlo.
-“Mi fai venire voglia di leccarlo, e infilarlo in me.”
-“Ed io voglio dartelo.”
-“Se non mi dai altri ordini a continuare a toccarmi vengo di nuovo. A me basta poca pressione per godere di nuovo dopo essere venuta una volta.”
-“Non ci provare. Ti ho detto di toccarti non di venire.”
-“Mi fermo se dovessi essere al culmine.”
-“Brava.”
-“Aiuto, sto godendo davvero tanto. Si è anche svegliata mia madre. TI prego mi sto torturando fammi fare qualcosa.”
-“Come antipasto non è stato male no? Fermati.”
Lei sgranò gli occhi. Le sarebbe bastato un attimo per godere di nuovo. Però fece come disse lui, ma non resistette e lasciò un dito a premerle sul clitoride.
-“Ma come?! Sono ferma… ho solo il dito premuto sul clitoride, mi da tante scosse.”
-“Ne hai avute abbastanza. Toglilo.”
-“Ma…. E adesso?”
-“Adesso vai a dormire.”
-“Non oseresti.”
-“Oh… io oserei.”
-“Ho bisogno di venire. Ho mal di pancia dalla voglia.”
-“Quanto bisogno?”
Temporeggiava lui.
-“Sono un brodino, ne ho quasi sulle gambe… vuoi sprecare tutto questo? Accontentami… per favore”
Cercava di convincerlo in ogni modo. Voleva godere.
-“Te l’ avevo detto che ti sarebbe arrivato fino alle cosce. Ora vieni e fammi sentire come godi.”
Lei non perse tempo a rispondere e subito inziò a registrare e infilò di nuovo dentro due dita. Era consapevole del rumore che stava facendo, ma non aveva intenzione di fermarsi. Si portò all’ orgasmo quando si rese conto di doversi trattenere se non voleva allagare il letto. Non capì neanche lei quanto si contorse per l’ orgasmo e quanto per cercare di trattenere i liquidi, ma fu intenso.
Ed ecco arrivare l’ audio su cui lui subito si fiondò. All’ inizio sentiva le dita muoversi dentro di lei, poi pian piano riusciva a sentirla ansima sempre di più. Dopo un minuto sentiva forte le dita scorrere dentro di lei, non era difficile immaginare quanto fosse bagnata. Sentì il ritmo aumentare e poi sfregare contro le lenzuola. La immaginava contorcersi durante l’ orgasmo e così venne anche lui.
-“Aiuto, mi sono dovuta trattenere o avrei squirtato. Non mi succede spesso.”
-“Spesso? È già successo?”
-“Sì.”
-“Buono a sapersi…”
Note finali:
I capitoli futuri sono già in lavorazione e spero arriveranno presto. Fatemi sapere cosa ne pensate di questo primo capitolo e quanta voglia avete di leggere i prossimi scrivendomi qui: IlMontenegro@hotmail.com