i racconti di Milu
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Note:
Questa è una fantasia di Elena, una mia lettrice.
Se avete fantasie o avventure che volete vedere trasformate in racconti scrivetemi qui: IlMontenegro@hotmail.com
Elena era una donna sulla cinquantina. Capelli lunghi fino alle spalle, biondi, tinti. Abbastanza alta, con un corpo snello, ventre piatto e culetto sodo. Una terza di seno con delle tonde e rosee areole e come ciliegina sulla torta due vere e proprie ciliegie di capezzoli.
Era sposata con Marco, e quel giorno era il loro anniversario di matrimonio, così il marito le disse di mettersi qualcosa di sexy, perché l’avrebbe portata fuori a cena.
Elena andò a prepararsi. Si fece una doccia, si depilò e lasciò una bella linea di peli scuri sopra la figa. Indossò un perizoma che il marito le aveva regalato diverso tempo addietro, prima che lei rimanesse incinta. Lo tirò su per le lunghe gambe e si accorse con stupore che copriva a malapena le grandi labbra, lasciando completamente scoperto il clitoride e la strisciolina di pelo. Decise però di lasciarlo per stupire ed eccitare il marito. Una volta truccata si infilò il vestito, stretto, bianco, che lasciava la schiena nuda ed essendo senza reggiseno doveva stare attenta ai movimenti per non rischiare che le tette uscissero di lato. Inoltre aveva un vertiginoso spacco ben oltre la coscia, che in combinazione col perizoma striminzito non lasciava assolutamente nulla all’immaginazione, ma lei di questo si accorse solo quando dopo aver messo un paio di scarpe col tacco alto, bianche anch’esse, raggiunse il marito che la chiamava insistentemente ormai da un po’; fece giusto in tempo a realizzare il perché di quello sguardo che lui l’aveva già presa per un braccio e fatta uscire di casa.
Presero l’ascensore e scesero di sotto. Elena aveva paura di incrociare qualche coinquilino o che il portiere potesse vederla così conciata. Arrivati al piano terra trovarono il grassoccio portinaio, scorbutico e antipatico come sempre. Il marito le lanciò un breve sguardo e quasi rise. SI fermò proprio davanti a lui per salutarlo, mentre Elena sprofondava nella vergogna, dato che il riflesso della luce rendeva ben visibile tutto il suo corpo, ma soprattutto si notava molto bene la passera perché inavvertitamente qualche pelo aveva trapassato il vestito, di questo lei si accorse grazie al sorrisetto del portinaio che dopo aver salutato il marito, mentre si avviavano all’uscita l’aveva chiamata con una scusa e le aveva detto:” Ci vediamo in settimana troietta, ti farò pentire per la tua arroganza.” Elena allibita raggiunse il marito, e senza dire una parola salì in macchina.
Arrivarono in una bettola. A Elena non piaceva ma entrando cambiò quasi idea, anche se vide subito che non era frequentata da gente troppo rispettabile. Si sentì subito gli occhi addosso, si irrigidì cercando di farsi notare il meno possibile. Scoprì che il cibo era buono e si distrasse per un momento, si inclinò un centimetro di troppo verso il tavolo e l’areola del seno destro fece capolino. Marco, forse distratto non se ne accorse, ma tre uomini seduti al tavolo vicino non se lo persero ed Elena si sentì ancora più osservata, si accorse del perché e si sistemò. Diede un’occhiata al tavolo dei tre uomini che non si facevano troppi scrupoli a fissarla nonostante la presenza del marito. Erano due uomini caucasici sulla cinquantina e un ragazzo di colore. Elena non diede troppo peso al cenno che gli uomini fecero al marito. Conclusero la cena e si alzarono per andare a pagare il conto. Elena poteva percepire come veniva mangiata con gli occhi da tutti ma notò anche che i tre uomini di prima se n’erano andati.
Uscirono e il marciapiede era appena illuminato. Suo marito le propose una passeggiata, Elena nonostante la paura per il quartiere poco raccomandabile accettò, si aggrappò al suo braccio e si incamminarono. In qualche minuto si trovarono davanti ad un vecchio cinema con le luci dell’insegna quasi tutte fulminate, sembrava in disuso ma una fievole luce dall’interno indicava che era aperto. Suo marito volle entrare, Elena un po’ spaventata cercò di opporsi, il marito la rassicurò ed entrarono. Il posto era semi buio ma si poteva comunque percepire che fosse sporco. Al bancone trovarono una vecchia che senza neanche guardarli diede i biglietti al marito. Entrarono ed Elena notò un po’ sorpresa che la scena raffigurava una donna che si dava da fare con due uomini, e capì che si trattava di un film porno. La sala era buia ma si riuscivano ad intravedere le ombre di tre uomini, uno in fondo e due davanti. Lei e suo marito si sedettero nella fila centrale e si misero a guardare il film. I due uomini seduti davanti si spostarono ai lati della fila in cui erano Elena e suo marito, lei non ci diede troppo peso finché uno dei due si sedette vicino a lei. In quel momento il marito le disse che non si sentiva troppo bene e che doveva andare in bagno, non appena uscito dalla sala l’altro uomo prese il posto di suo marito. Elena era spaventata. Si accorse che i due uomini erano i due cinquantenni che erano seduti nel tavolo vicino al loro a cena. Mentre iniziava ad andare nel panico si sentì prendere per le tette, era il ragazzo di colore che era seduto in fondo alla sala e nel frattempo si era avvicinato.
I due al suo fianco le tenerono le mani ferme, Elena si dimenava e cercava suo marito con lo sguardo ma senza trovarlo, come se non bastasse la situazione la stava eccitando ed iniziò a bagnarsi. In un attimo il ragazzo dietro prese il laccetto dietro il collo che teneva su il vestito e lo slacciò. I due al suo fianco con la mano libera si fiondarono a palparle le tette e a succhiarle i capezzoloni mentre Elena dibatteva le gambe ormai più per scena che per vero dissenso.
La fecero alzare prendendola per le braccia, il ragazzetto li precedeva e la scortarono nei cessi. L’aria era maleodorante ma Elena non fece quasi in tempo a respirarla che subito uno dei due uomini prese a baciarla per poi scendere sulle tette, mentre l’altro le toglieva definitivamente il vestito e lo usò per legarle i polsi. Videro il piccolo perizoma e tra un insulto e l’altro glielo tolsero ed infilarono in bocca per attutire quelli che ormai, da proteste, erano diventati gemiti. Nel farlo le tirarono su la testa e così Elena vide che il ragazzetto in disparte le puntava il telefono che lampeggiava ripetutamente il flash. I due vicino a lei cominciarono a torturarla incuranti dei rumori di schiaffi e dei forti gemiti della donna. Quando uno le mise la mano tra le gambe con l’intento di martoriare il piccolo clitoride si accorse di quanto fosse bagnata. Stava praticamente gocciolando. Fece cenno agli altri due. Il ragazzo di colore poggiò il telefono su un lavandino in videochiamata, dall’altra parte, Marco, il marito di Elena, in macchina, col cazzo in tiro per via delle foto che si era goduto poco prima, ora lo tirava fuori dai pantaloni ed iniziava a masturbarsi guardando la moglie che veniva fatta mettere in ginocchio dai tre. Le tolsero il perizoma dalla bocca ed iniziarono a farsi succhiare a turno. Così Elena li distinse come “Lungo” e “Largo,” i due cinquantenni, e “Anaconda”. Il ragazzo tra le gambe aveva una mazza a dir poco notevole, e quando fu il suo turno di farsi succhiare lei lo prese con due mani e mentre lo masturbava prese in bocca la cappella. Lui le tolse le mani e gliele tenne dietro la testa, così le scopò la bocca, quasi la soffocò e le fece venire conati di vomito. Dopo una quindicina di minuti la presero e la spinsero dentro uno dei cessi, le misero la testa dentro la tazza e a turni la scoparono come ossessi. Elena ormai aveva perso il controllo di se, e la cosa le piaceva da morire. Ci volle poco prima di essere pervasa da un orgasmo dopo l’altro. Il dolore che le diede “Anaconda” quando arrivò il suo turno la fece godere ancora di più. Una volta finito, stremata si accasciò vicino alla tazza del cesso. Era talmente ricoperta di umori che era convita fossero venuti tutti e tre, ma si sbagliava. “Lungo” si sedette sulla tazza, “Largo” prese Elena e la tirò in piedi per poi farla sedere sull’amico che senza pensarci due volte glielo infilò tutto nel culo. Lei cominciò a godere di nuovo quando “Largo” le prese le gambe le allargò e poggiandosi alla parete dietro di lei entrò in quella fighetta scura che sgorgava umori come poche volte in vita sua. Quando “Lungo” le venne nel culo, “Largo” la prese e la sbatté chinata sul piano del lavandino. Con la strada ormai spianata la sodomizzò anche lui. Il marito intanto, si godeva il primo piano della moglie con la testa che dondolava sotto ai colpi feroci di quell’uomo e la faccia stravolta dagli orgasmi e dal dolore per i forti schiaffoni che riceveva incessantemente sul culo. Quasi senza accorgersi si venne in mano, ma non gli si ammosciò neanche, era pronto a godere di nuovo. “Largo” dopo venti minuti buoni concluse sborrando anche lui nel culo della troia. Elena era sfinita. Quando sentì la gonfia cappella di “Anaconda” poggiarsi sul suo buco del culo avrebbe voluto protestare, ma un po’ per stanchezza e un po’ per la profonda voglia che aveva di provarlo dentro lo lasciò fare. Tutta la sborra degli altri due non era sufficiente a lubrificare abbastanza quel buco sfondato, ma ad “Anaconda” non importava. Elena lo sentì spingere ed entrare con la cappella. Urlò forte, e continuò ad urlare fino a rimanere senza fiato perché lui non aveva intenzione di fermarsi. Lento ed inesorabile le mise tutto il cazzone turgido dentro. Quando lei sentì le palle toccarle la figa ebbe un attimo di sollievo ma durò poco, perché lui subito prese a fotterla veloce e forte. Il marito pieno di eccitazione sentiva il forte schioccare del pube del ragazzo che colpiva il culo di sua moglie. Vennero tutti e tre insieme.
Elena si riprese pochi minuti dopo, era seduta, poggiata con la schiena sul muro del bagno. I tre erano spariti. Le loro tracce no. Aveva un miscuglio di sborra e umori che le erano colati fino ai polpacci. Sfilò i polsi dal vestito che ormai era ridotto uno straccetto, cercò comunque di coprircisi; non riuscì a trovare il perizoma, probabilmente uno dei tre se l’era portato via come ricordo della serata. Uscì dai bagni e vide che il marito la aspettava con la macchina proprio lì davanti al cinema. Salì in macchina, il marito la osservò e mettendo in moto sorridendo le disse: “Buon anniversario.” Poi le spiegò che c’era anche un secondo regalo: il portinaio che in settimana l’avrebbe fatta sua schiava.
Note finali:
Chissà che presto potrò raccontarvi anche questa storia.
Spero inoltre che Elena mi racconti avventure già avute con il cornuto di suo marito, oltre alle sue fantasie.
Marco, quella porcona di tua moglie, per ringraziarmi di aver scritto il racconto, mi ha promesso che me l'avresti concessa come schiava, oltre al permesso di fare sexting tutte le volte che voglio. Io e tutti i lettori non vediamo l'ora. So che ti sei eccitato a leggere di tua moglie scopata da altri, quindi non farmi aspettare e contattami.