i racconti di Milu
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Era la prima volta che Emma andava in vacanza senza i suoi genitori, aveva da poco compiuto ventiquattro anni e attualmente era autonoma e libera di partire con i suoi amici. Lei era molto emozionata, entusiasta e gioiosa di fare quell’inedita esperienza, anche perché nella comitiva si trovavano diversi ragazzi che l’avevano sempre fatta fantasticare e vaneggiare di continuo. La sera, infatti, prima d’addormentarsi pensava che cosa le sarebbe piaciuto che accadesse, intanto che la mano scendeva piano sotto le coperte fin dentro gli slip per massaggiarsi il pube, infilando il dito in quella pelosissima e profumata umida caverna, dapprima dolcemente e poi costantemente più forte, finché non raggiungeva l’orgasmo. Con quel pensiero, lei avvertiva già un senso di calore, assieme a un leggero e placante brivido, perché effettivamente sperava che questi giorni passati assieme sotto lo stesso tetto, potessero avvantaggiare e favorire degl’incontri erotici.

In sua compagnia con lei c’erano: Gilda, Cristina, Mario e Riccardo, in quanto erano tutti amici e per di più addirittura individui spaiati, cioè singoli. La prima sera girarono per il paese, passeggiarono al chiaro di luna, tornarono a casa molto tardi e si misero tutti nel salone raccontandosi storie e bevendo alcolici. Emma non aveva per niente sonno, all’opposto la situazione e l’aver bevuto oltremisura l’avevano alquanto eccitata e stimolata. Per tutta la sera aveva lanciato delle occhiate verso Mario, per il fatto che i suoi occhi verdi e quel fisico maestoso le facevano perdere la bussola. Emma aveva già indossato gli abiti per la notte, era estate e lei aveva portato addosso per l’occasione una sottana nera non molto velata che lasciava ben intravedere le curve di quella ragazza magra, alta e con una quarta misura, i capelli castani le arrivavano a metà schiena e profumavano come il miele, perché era alquanto innegabile restare indifferenti.

Arrivati a un certo punto, alcuni iniziarono a mostrare segni della stanchezza e ognuno andò nella propria camera. Emma rimase da sola con il bel ragazzo in quanto era molto imbarazzata, dato che non sapeva che cosa fare, giacché l’eccitazione era parecchio nitida e visibile, poiché aveva dei capezzoli così rigonfi che la veste era tutta tirata, in quanto appena vide lo sguardo fisso del ragazzo su quei seni avidi arrossì di colpo, però poi si fece coraggio e iniziò a toccarli mugolando. Mario non si perse l’occasione, s’alzò dalla sedia e s’avvicinò alla ragazza che aveva gli occhi chiusi, dal momento che con una mano s’accarezzava i seni, poggiò su di lei il cazzo duro facendole capire quanto fosse eccitato e invogliato. Lei emise un grido compiaciuto, lui avvicinò la bocca all’orecchio della ragazza e le disse di seguirlo, infine andarono nella stanza da letto, chiusero la porta, si guardarono un attimo e poi si baciarono con passione. Lei sentiva la lingua scenderle fino in gola, mentre gli sbottonava i pantaloni per permettere a quell’animale grosso e pulsante d’uscire. Emma era ancora vergine, siccome non aveva mai avuto finora un ragazzo fisso, era uscita soltanto con dei ragazzi a scuola, eppure non era mai andata oltre qualche bacio o qualche carezza anche se molto intima. Certo, un cazzo così non lo aveva mai visto, poiché era talmente largo che le fece quasi paura, per il fatto che era tutto bagnato. Subito staccò la bocca da quelle labbra voraci e s’inginocchiò ai piedi del ragazzo per assaporare la sua eccitazione. Emma poggiò delicatamente la lingua sulla testa dove iniziava già a uscire del liquido, Mario sussultò dal piacere, chiuse gli occhi e le accarezzò i capelli così morbidi al tatto, l’afferrò con forza e la spinse infilandole il cazzo fino in gola gridando, facendole compiere alla testa dei movimenti in avanti e indietro per un po’, mettendole una mano dietro.

Emma era al culmine dell’eccitazione, la sua fica era bagnatissima, tentò di toccarsi, però lui la fermò, la fece alzare e la spinse sul letto, iniziò a baciarle i piedi, dato che avanzava con la lingua su per le cosce, le sollevò la sottana e scoprì quella piccola ma foltissima foresta libidinosa e vogliosa, affondò la lingua in quel lago mugolando mentre lei gemeva. Le aveva agguantato le gambe sulle spalle e la manteneva per i glutei affondando con gusto tutta la faccia in quella meraviglia. Lei venne gridando, tremò stringendo le gambe, lui continuò a leccarla e proseguì a salire lungo il corpo, per il fatto che si contorceva dal piacere, appresso le succhiò i seni, le sfilò del tutto la sottana e affondò il viso sul suo ventre nudo, insistette per salire e infine le montò di sopra. Entrambi si baciarono appassionatamente, lei gli accarezzava le larghe spalle intanto che lui la penetrava con dolcezza. Emma sentì un leggero dolore ma passò subito, in quanto era troppo eccitata, poi poggiò le gambe sui suoi fianchi, perché quel movimento dapprima lento diventò sempre più forte, dato che a ogni stimolo lei sussultava e s’eccitava sempre di più sentendo lui ansimare, poi lui d’improvviso si fermò:

“Aspetta mia bella, non voglio sborrare così” - disse, s’alzò e la fece roteare.

Dopo iniziò a giocare con il suo sedere, prima le leccò i fianchi e i glutei mordendoli, poi provò a infilarle un dito nel sedere. Emma era molto allarmata e spaventata, poiché “quella cosa là”, aveva sempre sentito dire che facesse tra l’altro molto male, in quanto non voleva proprio saperne, cosicché cercò di rigirarsi, però lui la tranquillizzò annunciandole e rincuorandola che non le avrebbe fatto del male, cosicché iniziò con un dito dopo averlo bagnato con la saliva, poi con due. Lei emetteva dei piccoli gemiti, non si sa bene se per piacere o per dolore, Mario frattanto s’eccitava sempre di più, avvicinò il cazzo al buco della ragazza e provò a infilarlo. Era così eccitato e bagnato che scivolò con facilità e prima che se ne rendesse conto era già dentro. Il suo cazzo fu voracemente risucchiato e spinto dentro con fermezza, giacché era un piacere indescrivibile e inspiegabile, lui iniziò a muoversi adagio avanti e indietro, tirando a sé i fianchi della ragazza che non aveva sofferto molto e che nel frattempo mugolava. Cominciò a spingere sempre più forte, gridando sì, quando finalmente esplose. La ragazza sentì un calore avvolgerla e invaderla, il seme caldo era uscito e le aveva riempito il sedere, adesso quasi piangeva dalla gioia, Mario estrasse il suo cazzo da quel buchetto che lo aveva accolto ed emise un gemito. Alla fine si stesero sul letto, però nessuno dei due era stanco, anzi, avevano ancora molta voglia. Ormai Emma aveva superato l’angoscia e la paura della prima volta e non poté resistere a quel cazzo ancora così possente, per il fatto che gli montò di sopra, aprì bene le gambe e si lasciò cadere su quell’asta dura, cominciò a cavalcarlo, dal momento che lo sentiva crescere dentro di sé.

Emma si muoveva sempre più forte, ormai stava perdendo il controllo, perché voleva lasciarsi andare completamente, in tal modo iniziò a sentire un calore che le percorreva tutto il corpo e di botto raggiunse l’orgasmo: continuava a gridare, quando lui la inondò nuovamente sborrandole addosso su quella pelosissima e ricciuta fica il suo candido e speziato seme di vita. In seguito rimasero per un po’ uno dentro l’altro accarezzandosi, poi lei si staccò dal cazzo che nonostante tutto era ancora in buona forma e s’adagiarono sotto le coperte completamente nudi. Emma al presente esplodeva di gioia, farneticava, per il fatto che non aveva mai trascorso una notte così ed era ancora la prima sera, mentre s’immaginava il resto del viaggio. Nel tempo in cui stavano lì abbracciati, Emma confessò che aveva già immaginato una scena simile, in quanto era contenta che fosse successo e confessò a Mario che non era l’unico a farle quest’effetto.

La mattina successiva i ragazzi uscirono dalla stanza cercando di non farsi vedere dagli altri per non diramare strane voci. Per tutto il giorno Emma ripensava a quello che era avvenuto la notte prima, le immagini si stampavano chiare ed esplicite in testa, insieme ai rumori e ai profumi di un notte indimenticabile e memorabile. Anche Mario, ogni volta che posava gli occhi sul corpo di Emma, non poteva non pensare al piacere che aveva provato nell’esplorare e nel sondare ogni centimetro di quel corpo ancora vergine, perché lo aveva avuto meravigliosamente tutto per sé, poiché nessun altro prima aveva penetrato quei buchi ancora così stretti. Di pomeriggio i ragazzi uscirono per fare una gita e Mario s’accorse come Gilda fosse benfatta in tenuta da trekking, perché i pantaloncini corti scoprivano delle gambe perfette e aderivano a un sedere non eccezionale ma corposo, al punto di suscitare strane voglie e la canottiera aderente lasciava libero un seno enorme, senza lasciare nulla all’intuito. In un momento in cui Mario e Gilda rimasero indietro rispetto al gruppo, lui la baciò e le passò una mano sotto la canottiera, perché toccando quei capezzoli così duri si sentì stringere nei pantaloni, dato che i pantaloncini gli tiravano da un lato, per il fatto l’eccitazione era molto evidente e lui non resisteva più dalla voglia d’affondare il suo cazzo in quel sedere, così mentre s’abbracciavano e si baciavano con passione si sentirono chiamare dagli altri e subito corsero verso gli amici, lanciandosi uno sguardo confuso e imbarazzato.

La sera tutto filò normale, visto che erano tutti molto stanchi e andarono a letto presto. Gilda però non riusciva a dormire, quel bacio con Mario l’aveva molto eccitata e anche dopo alcune ore la voglia di scopare non le era passata, perciò con risolutezza si diresse in prossimità del vano del ragazzo che si stava frattanto ammantando per coricarsi. La vista di Mario con gli slip e con il petto nudo la fece sussultare, siccome non aveva mai visto delle spalle così splendide. Lei entrò piano cercando di non fare rumore con una vestaglia chiusa da un laccio che le arrivava fino al ginocchio, lui si girò di scatto quando sentì aprire la porta, quando la vide fece cadere il pigiama e rimase lì fermo completamente nudo, soltanto con i boxer che ormai non riuscivano più a nascondere la sua tangibile eccitazione. Mario non si mosse, restò con lo sguardo fisso verso la porta accennando un sorriso alla ragazza che camminava verso di lui, Gilda s'avventò subito sul cazzo del ragazzo e gli fece cenno di non dire neanche una parola, lui ubbidì, dato che nella stanza non si sentiva nulla a parte i suoi mugolii. Gilda lo leccava con molto gusto e lo spingeva fino in gola sempre più veloce, mentre con la mano gli stringeva i testicoli finché lui non raggiunse l’orgasmo. Gilda accolse deliziosamente quel liquido vischioso in bocca lasciandolo scivolare lungo la gola, leccandosi golosamente le labbra e guardando intensamente quel ragazzo frastornato e smarrito dal piacere. Dopo si rialzò e cominciò a strofinarsi lungo i fianchi del ragazzo, che nel frattempo le slacciava la vestaglia scoprendo che sotto c’era il corpo completamente nudo. Gilda si girò e poggiò le mani sulla ringhiera del letto, incurvando le spalle mentre incitava l’amico a penetrarla da dietro. Mario non rimase immobile a quella ghiotta richiesta, agguantò la ragazza per i fianchi e la penetrò rabbiosamente, la sbatteva a sé con molta foga, ansimando dal piacere e facendo delle smorfie sul viso. Nello stesso istante, in casa c’era un’altra persona che non riusciva a dormire, ripensando alla notte precedente, Emma, perché si issò d’impeto dal giaciglio precipitandosi nella stanza di Mario, sapendo che se non fosse andata lì di corsa senza pensare le sarebbero venuti mille dubbi e avrebbe rinunciato. Quando la ragazza aprì la porta vide una scena che la lasciò sbigottita e turbata, però anche molto eccitata ed euforica. Gilda e Mario scopavano impetuosamente davanti ai suoi occhi, giacché lei si manteneva al letto e lui la penetrava da dietro. Ambedue, infatti, non s’accorsero che Emma era entrata nella stanza, la videro, però entrambi continuarono come se nulla fosse accaduto. La ragazza si spogliò e s’avvicinò agli amici sudati e in preda al piacere, s’inginocchiò per terra, si mise sotto Gilda e iniziò a leccarle il clitoride. L’amica emise un grido di piacere quando Mario venne, per il fatto che il liquido della sborrata fuoriuscì dalla fica gocciolando nella bocca di Emma che leccava con gusto. Anche Gilda venne, con un doppio piacere procurato e ricevuto dai due amici, che la stavano esplorando nelle sue zone erogene.

Emma s’alzò e baciò Mario, l’amica si girò e comincio a palparle il seno e la tirò a sé, Mario le lasciò fare, giacché si eccitava molto guardando due donne che godevano. Le ragazze iniziarono a baciarsi, Gilda affondò la lingua nella bocca calda dell’amica e la sentì piena dei suoi fluidi e dello sperma di Mario che prima le avevano riempito la bocca, stese l’amica sul letto e strofinò il suo pube contro il suo, mentre le leccava i capezzoli induriti. Le labbra di entrambi erano affamate di sesso, Gilda si muoveva prima lentamente, poi si strofinò velocemente all’amica, che gridava di piacere e infilando il dito in quella bocca assetata la fece gridare. Emma raggiunse l’orgasmo quasi subito, tanto era eccitata. A sentire quelle grida Mario non ce la fece più a resistere e si mise tra le due, Emma non perse tempo e gli montò sopra, mentre l’amica guardava eccitata la scena. Emma lo cavalcò violentemente, poi s’alzò e mostrò all’amico il buco del sedere che lui aveva deflorato la sera prima, si mise in ginocchio e poggiò i gomiti per terra. All’inizio l’amica s’ingegno leccando la fica completamente aperta e bagnata, poi fece spazio a Mario che s’avvicinava accarezzando con una mano quell’asta dura e sugosa. S’avvicinò a Emma e la penetrò emettendo un grido di piacere, nel frattempo Emma aveva affondato il viso nella fica dell’amica che si era messa davanti a lei con le gambe aperte. A ben vedere né Emma né Gilda avevano mai avuto rapporti con una donna, certo, ognuna di loro aveva scoperto nel corso degli anni il piacere nell’esaminare e nell’esplorare il proprio corpo, però non avevano mai dimostrato né espresso interesse per altri corpi femminili.

Quella sera, comunque fu diverso, in quanto ambedue erano talmente eccitate che non avevano neppure pensato che cosa stessero esattamente realizzando, perché Gilda stringeva risolutamente le gambe intorno al viso di Emma, mentre Mario penetrava violentemente il suo sedere, questo procedimento le piaceva assai quando lui l’agguantava per i fianchi e la tirava a sé con forza, così nel tempo in cui Mario sodomizzava Emma, Gilda raggiunse di nuovo l’orgasmo strepitando e inondando abbondantemente il viso dell’amica con il suo intimo liquido vaginale. Era realmente gradevolissima quella scena, perché poter osservare il suo animoso gesto peraltro libidinoso e passionale d’esplorarle la fica facendosi inzuppare era qualcosa di straordinario. Gilda s’alzò e nonostante avesse le vertigini cagionate dal piacere, scrutava i muscoli di Mario visibilmente irrigiditi che tenevano stretto il sedere di Emma, dopo s’inginocchiò dietro l’amico e cominciò a leccarlo tra i testicoli e l’incavo del didietro.

Mario nel contempo emise un grido e continuò a penetrare Emma ormai esausta, si stacco dal quel buco e cominciò a toccarsi il cazzo divenuto sempre più rossiccio che stava per esplodere. Le ragazze in quel frangente cercavano di contendersi quel lauto rinfresco, per questa ragione glielo leccavano voracemente in tutta la sua estensione, perché a volte le due lingue s’incrociavano, altre ancora i due corpi si sfioravano. Quando Mario fu al culmine, spostò le bocche delle due ragazze spostandosi appena per tempo e inondandole con il suo getto di denso e speziato sperma. Emma e Gilda accolsero con piacere il liquido del loro amico che ansimando s’avvicinò a loro due baciandole. I tre ragazzi esausti si salutarono con un bacio passionale e le ragazze tornarono nelle loro stanze. Durante la notte fecero dei bellissimi sogni erotici che li accompagnarono fino al mattino seguente, il giorno dopo i ragazzi si salutarono con un certo imbarazzo, soprattutto Gilda, poiché non riusciva a guardare Emma senz’arrossire, però con tutto ciò erano felici per quella meravigliosa e strabiliante esperienza appena vissuta. Nessuno dei tre sapeva però che quella stessa notte, non furono i soli a provare delle emozioni così forti, perché mentre tutti erano andati a dormire Cristina era rimasta sul divano, cercando di prendere sonno senza però riuscirci. In ugual modo Riccardo, per l’occasione, aveva avuto l’identica complicazione ad addormentarsi e l’aveva infine raggiunta stendendosi anche lui su d’un divano adiacente.

I due avevano un’attrazione reciproca, però non lo avevano mai ammesso neanche a loro stessi, perché quando Riccardo si collocò nei pressi di Cristina, i due iniziarono a dialogare, la ragazza era molto emozionata e nervosa, tanto che le tremava la voce, così Riccardo per tranquillizzarla le passava amabilmente una mano sul viso mentre le parlava adagio, in tal modo Cristina iniziò a sentirsi molto eccitata, poiché le batteva forte il cuore, eppure con un inattesa audacia cominciò a leccare il dito dell’amico, lo pigliò in bocca con voracità, il ragazzo sussultò e fu inevitabile l’erezione, così mentre Cristina succhiava il suo dito, Riccardo cominciò a esplorare il corpo dell’amica con l’altra mano. Prima le sfiorò i fianchi poi pian piano la mano salì sul seno per poi riscendere lungo i fianchi e finire in conclusione sul quel foltissimo pube riccio, infilandosi in quella caverna accogliente e umida. In realtà bastarono pochi minuti per farle raggiungere l’orgasmo, perché Cristina venne emettendo un piccolo ma poderoso grido, accompagnato da brividi continui. La ragazza con un sorriso di soddisfazione s’alzò e andò incontro al ragazzo, i due si baciarono appassionatamente, poi lei staccò le labbra da quelle di Riccardo e affondò la mano nei suoi boxer. Lui aveva un cazzo talmente bagnato, bello e duro che lei non poté resistere dall’alzarsi e prenderselo in bocca. Lo leccò con gusto, muovendo la lingua intorno alla cappella e in tutta la lunghezza, mentre Riccardo gemeva dal piacere con gli occhi chiusi e una smorfia sul viso, Cristina lo accolse tutto in bocca e cominciò e muoversi velocemente, ma un rumore inaspettatamente interruppe il loro libidinoso intento, perché erano Gilda ed Emma che rientravano nel frattempo nelle loro stanze.

Cristina lasciò quel cazzo ingordo e marmoreo, poiché l’imbarazzo e l’intralcio vissuto furono talmente grandi, anche se nessuno si era minimamente accorto di quello che stessero precisamente compiendo, decisero tuttavia di comune accordo e con confidenziale affiatamento di darsi la buonanotte. Quella mattina, ognuno di loro aveva un atteggiamento e un’espressione diversa sul volto, però tutti per motivi simili avevano ugualmente un bel sorriso stampato sul volto, anche Riccardo nonostante non avesse raggiunto l’orgasmo era piuttosto appagato e compiaciuto, d’aver in ultimo inaspettatamente scoperto d’essere gradito e di piacere enormemente entrando intimamente nelle grazie di Cristina.

Forse per loro due, da quel preciso momento sarebbe iniziata una nuova vita, si stava manifestamente spianando una novella storia fatta d’amore, di sesso e di tenerezza, mentre per gli altri tre restava un bel ricordo di un’esperienza e d’una vicenda insolita, nuova e unica, inoltre, mancavano ancora alcuni giorni al termine delle vacanze.

{Idraulico anno 1999}