i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Angela aveva apprezzato le gioie del sesso fin da quando aveva 18 anni. Ma anche se amava il sesso, aveva delle regole, dei limiti che non si potevano superare. E forse proprio queste regole, questi limiti la rendevano ancora più intrigante nei suoi 25 anni: un corpo atletico dovuto alla sua passione per le escursioni nei boschi e in montagna; capelli biondo scuro lunghi fino a metà del dorso e occhi di un verde marino brillante, non molto alta, una seconda abbondante di seno, un fondoschiena ben modellato e in grado di suscitare tante fantasie. Fantasie che però erano tenute a bada dai suoi limiti e uno di questi riguardava proprio il lato b: accettava di essere penetrata dietro soltanto da uomini di modeste dimensioni e questi avrebbero dovuto farlo in maniera delicata. Angela praticava sesso orale abitualmente ma chiariva sempre prima di iniziare a farlo che il piacere del suo partner non si sarebbe riversato nella sua bocca e e di lì nel suo stomaco: gli uomini, avvertitala in tempo, avrebbero potuto scaricare il proprio seme sulla pancia e sul seno della ragazza, e soltanto ai più esigenti concedeva di farlo sulle proprie guance. Contraria alle orge, ma non ai rapporti a tre, sia con due uomini che con un altra donna ( che al massimo Angela si sarebbe limitata a baciare). Ma nei rapporti a tre Angela concedeva " soltanto" il seno, le mani e la bocca, mentre il suo organo genitale poteva essere usato esclusivamente per essere leccata o masturbata: : infatti, per lei la penetrazione era in qualche modo " romantica" anche se si trattava di puro sesso senza sentimento e dunque poteva essere riservata soltanto a una persona per volta, in un'atmosfera di complicità che potesse assomigliare a quella di una vera e propria coppia. Anche se lei la complicità massima sentiva di averla raggiunta non con un fidanzato o un compagno di vita, ma con un amico, un compagno di scuola a cui stava ripensando durante quei giorni in ospedale. Si era sottoposta a un piccolo intervento chirurgico, niente di particolarmente grave, ma per alleviare la noia di quei giorni nella sua stanza singola aveva deciso di scrivere le sue avventure, a cominciare da quella col compagno di scuola che a 18 anni aveva ricevuto per la prima volta le attenzioni, non solo da amica, della sua coetanea. Angela stava scrivendo su un quaderno a righe, con una penna biro, di quando lei e il suo amico Alex, in un pomeriggio di primavera erano andati a fare un' escursione nel bosco.

Quando Angela gli aveva proposto di accompagnarlo nella sua camminata, lui aveva accettato a patto che si fermassero in un rifugio, conosciuto da entrambi, immerso in una faggeta, per fare merenda: a portare pane, salame, formaggio, acqua e birra ci avrebbe pensato lui. Anche ad Alex piaceva fare escursioni e la sua abitudine al cammino si rifletteva nel suo fisico snello, quasi gemello di quello di Angela. Dopo un'ora di blanda camminata in cui avevano discusso di scuola, compiti, sport, la maturità dell'anno successivo e programmi per l'estate imminente, erano arrivati alla loro meta: quel rifugio aperto a tutti utilizzato da cacciatori, fungaioli, escursionisti, motociclisti per ripararsi dalla pioggia e dalle intemperie di inverno e per potersi rilassare all'ombra o darci dentro con le grigliate d'estate. Era tanto che sia Alex che Angela non andavano in quel posto e anzichè accontentarsi di stare sui tavolini sistemati nel prato all'esterno vollero dare un'occhiata all'interno della casetta. Notarono subito che sul tavolone di quercia giaceva una rivista a colori. Fu Alex ad avvicinarsi per primo e sfogliarne alcune pagine. Notato l'interesse, Angela gli chiese:

" Che cos'è?"

Alex si strinse nelle spalle, rispondendo: " Una rivista porno... forse l'hanno messa i gestori del rifugio per allietare i cuori solitari".

Angela si avvicinò e diede un' occhiata anche lei a quelle immagini decisamente esplicite, immagini che le fecero balzare in testa una strana idea, incoraggiata dalla visibile erezione che quelle scene avevano causato in Alex e che anche lei aveva notato. Un'idea che però se voleva riuscire doveva essere realizzata subito.

"Noto che non sei proprio di legno- si rivolse al suo amico accennando all'erezione che si faceva largo nei tipici pantaloni da escursionista, creandogli un moto di imbarazzo che lo fece arrossire e scostarsi di un passo. Ma Angela continuò nel suo proposito: " Visto che ormai ce l'avrai durissimo, se vuoi ti faccio una sega".

Alex rimase pietrificato dalla decisione con cui Angela aveva pronunciato quelle parole e rimase qualche istante come stordito, prima di chiederle se stesse scherzando.

Il " no" di Angela rimbombò nel silenzio del bosco e nelle orecchie di Alex perpetuando il suo stordimento ,tale che non riusciva più a parlare. E così Angela decise di buttarla sul ridere. "Giuro che non faccio commenti anche se ce l'hai piccolo".

Alex effettivamente sorrise.

" Non è questo... è che non me l'aspettavo. Angela, mi farebbe piacere da un lato ma mi metterebbe anche in imbarazzo dall'altro".

" Pensavo che l'imbarazzo con me ti fosse passato da quando abbiamo limonato quella sera sulla riva del fiume. Se non ricordo male non mi hai mai staccato le mani dalle chiappe".

"... era diverso. Quella era una penitenza per il gioco della bottiglia, questa volta sarebbe..."

" Sarebbe la prima volta che qualcuno ti fa una sega. Giusto, Alex?

" ... sì".

" Se ti può consolare sarebbe anche per me la prima volta che masturbo qualcuno"

" Come sarebbe a dire? E il tuo ex"?

" Solo baci e qualche palpatina. E poi la nostra storia è durata poco".

Trascorsero pochi secondi in silenzio che ai ragazzi sembrarono interminabili, finchè Alex non prese la sua decisione: " E va bene, la tua proposta è accettata, a una condizione."

" Quale?"

" Che io possa ricambiare il... favore... se vuoi allo stesso modo".

" Se non lo avessi proposto tu, te lo avrei chiesto io. Ma anch'io accetto a una condizione: che prima ci beviamo una birretta per sciogliere ogni imbarazzo".

Alex e Angela andarono a bere la loro birra su una delle panche più distanti dalla strada sterrata e abbastanza nascosta dai tronchi degli alberi. Le bottigliette di entrambi erano ormai vuote: entrambi le appoggiarono nel vicino tavolo e si guardarono negli occhi. Non ci fu bisogno di parole per capire che il fatidico momento era arrivato: in silenzio Angela si avvicinò ancora di più ad Alex e con gesti delicati e lenti gli slacciò prima la cintura, poi il primo bottone dei pantaloni, il secondo, il terzo e l'ultimo fino a rendere alla vista gli slip neri in microfibra del suo amico: un intimo fisso, Alex portava esclusivamente quel tipo di indumento sotto i pantaloni. Angela poi prese i bordi dei pantaloni del suo amico il quale continuava a guardare i gesti delle mani della ragazza nell'attesa desiderata e temuta allo stesso tempo. Dopo aver leggermente tirato giù i pantaloni di Alex, Angela con un gesto deciso aggrappò le sue mani agli slip di Alex e li tirò giù fino a scoprire la virilità del suo amico: una virilità che svettava ora libera nell'aria e che dimostrava che le attenzioni che stava ricevendo, anche se finora erano state praticamente solo parole, erano di suo gradimento. In quel momento Alex non riusciva a guardare Angela in faccia, mentre lo sguardo di lei era fisso sul sesso del suo amico. Pur non essendo allora una grande esperta di membri maschili si rese conto che le dimensioni erano nella norma, e restò qualche istante incantata a guardarlo prima di impugnarlo con la sua mano destra. Appena lo fece, Alex ebbe un lieve sussulto ma Angela non si fermò poichè aveva capito che era dovuto solo a un misto di imbarazzo ed eccitazione: un lento ed inesorabile movimento del polso di lei e i leggeri sospiri di lui accompagnarono quel momento fino a che lui raggiunse il culmine: la mancanza di abitudine fece sì che tutto durasse ben poco, forse nemmeno due minuti, prima di spargere il suo liquido seminale nell'erba e parzialmente nelle mani di Angela, la quale non si mostrò affatto stupita dello scarso tempo in cui aveva concluso quell'operazione. Prese un fazzoletto di carta, ripulì il glande di Alex e corse a lavarsi le mani nella vicina fontana, non certo per un senso di schifo ( anzi, masturbare qualcuno aveva intrigato anche lei) ma per una di quelle che sarebbero diventato le sue ferree regole del sesso: prima di tutto l'igiene!