i racconti di Milu
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Quella volta tergiversavo a lungo, in conclusione mi sono deciso e sono salito in macchina, sicché dopo durevoli esitazioni e indugi vari avevo finalmente deciso: dovevo necessariamente incontrarla, dovevo vederla in ogni modo. E’ attualmente una bella calda serata d’estate, malgrado ciò non afosa, in quanto mi va a genio di spostarmi con l’automobile con i finestrini totalmente abbassati e con l’aria che s’infrange immancabilmente sul volto avvolgendomi. Il tragitto è breve, circa trenta minuti e dovrei essere speditamente da lei, naturalmente se verrà. Io non potevo più aspettare, perché il nostro rapporto finora è stato un gioco arguto e sottile, inizialmente costruito e infine allietato da confessioni, da confidenze, da emozioni, da parole e da voglie reciproche da compiere.

I nostri sguardi si sono incrociati sovrapponendosi solamente poche volte, tuttavia ci siamo piaciuti da subito, la sua voce mi mette i brividi, il suo corpo punzecchia e stuzzica a fondo sia i miei pensieri quanto i miei sogni, in quanto solamente sentirla al telefono non mi basta più. Io ho veramente bisogno del suo corpo, voglio sentire il suo sapore, il profumo della sua pelle, le sue mani sul mio corpo, le sue labbra sulle mie, voglio tutto di lei. Oggi le ho inviato un avviso informandola che l’attendevo tra trenta minuti, escludendo di rivendicare nessuna cosa né alcuna reazione da parte sua.

“Chissà, magari io arriverò là, potrebbe pure non esserci, addirittura non presentarsi neppure declinando la chiamata, respingendo perfino l’invito”.

Io sono praticamente sul posto, la trepidazione s’allarga amplificandosi a dismisura, la bramosia e la volontà d’incontrarla diventa incontenibile e prorompente, ecco che d’improvviso ricevo uno tintinnio sul telefonino, visto che lampeggiando compare un avviso, è lei:

“Aspettami là, mi vedrai presto”.

Cinque termini, solamente cinque vocaboli, che cosa diavolo sto facendo? A dire il vero non ho esitato nemmeno un istante, non so che cosa succederà, non me lo voglio chiedere, dato che per una volta non voglio badare né pensare al dopo, giacché voglio vivermi unicamente quest’intesa, questa passione e questa sintonia nata con poche parole, esplosa con uno sguardo, alimentata e sostenuta fino a farla sfociare in quest’incontro. In cuor mio già lo aspettavo, attendevo questo suo primo passo, poiché io non sarei mai riuscita a prendere l’iniziativa. Al momento ho poco tempo per prepararmi, m’infilo sotto la doccia pensando che cosa potrei indossare, scelgo un abito a fiori appena sopra il ginocchio, metto in borsa le chiavi della macchina, il cellulare e il portafoglio, infilo i sandali e scendo. Lo specchio dell’ascensore sennonché mi riporta alla realtà, mi guardo, ho il viso serioso, lo sguardo perso, mi sento agitata e impaziente, dato che il cuore mi batte forte, mi sorrido e penso che andrà tutto bene.

Io arrivo in piazza, lo vedo in lontananza, m’affianco alla sua macchina e ci guardiamo: è un istante interminabile, un sorriso che serve a confortare e a rassicurare entrambi i nostri cuori, perché sappiamo tutti e due che stiamo facendo qualcosa di sbagliato e di scorretto, ma i nostri corpi si stanno volutamente chiamando e insaziabilmente invocando, perché adesso la razionalità, la rigorosità e lo scrupolo non fanno più parte del nostro intrinseco rapporto. Io scendo dalla macchina e salgo sulla sua, esitiamo un istante, forse ci stiamo ancora chiedendo che cosa sia giusto, giacché sappiamo perfettamente che appena i nostri corpi si sfioreranno non torneremo più indietro. Tu avvicini la tua mano al mio viso, m’accarezzi sorridendomi, poi t’avvicini e mi sfiori le labbra: è un bacio leggero, timido, titubante, mentre le tue labbra calde placano la mia agitazione, io m’abbandono a te e a questa nostra bizzarra follia. Tu sai esattamente quali siano i miei desideri, dato che in questi ultimi giorni ci siamo scambiati le confidenze più intime e le fantasie più indecenti e spudorate. I nostri respiri diventano più affannati, le mani animose e impazienti, perché io desidero toccarti e palpare il tuo corpo, sennonché alla fine ci stacchiamo e i miei occhi sono nei tuoi:

“Allontaniamoci da qui, sistemiamoci in un ambiente più riparato, perché mi sento più a mio agio” - mi esponi tu.

In quell’occasione effettuiamo il tragitto verso la collina in verità in silenzio, io ho paura di rivolgerti delle domande perché non voglio entrare in argomenti che alimentino e tengano vivi i nostri sensi di colpa. Ben presto arriviamo nel parcheggio della basilica, lì c’è poca gente, solamente alcune coppie sulle panchine, alla fine ci mettiamo in una zona tranquilla appoggiati al muretto l’uno accanto all’altra. Là di sotto si può ammirare un bel panorama, ci perdiamo in pettegolezzi e scherziamo guardando la città, nel frattempo si è alzata un’aria fresca, un brivido m’attraversa la pelle, tu te ne accorgi e mi proponi d’andare a prendermi la maglia in macchina, poi t’allontani mentre io rimango sul muretto. Quando ritorni t’avvicini a me da dietro e posandomi il golfino sulle spalle mi cingi in un tenero abbraccio, mi stringi forte, affondi il viso tra i mie capelli, respiri il mio profumo, io capto il tuo respiro sul collo poiché mi sento sciogliere, nel frattempo nella mia mente s’accumulano tutti i pensieri dell’ultimo periodo. Le tue mani sono attorno alla mia vita, il tuo corpo è completamente incollato al mio, avverto il tuo respiro diventare più intenso, colgo nettamente il profumo marcato del tuo fresco dopobarba, la pelle liscia del tuo volto, le tue morbide labbra sulla mia pelle.

Io m’abbandono a te, tu senti la remissività del mio corpo, in seguito le tue mani incominciano ad accarezzare il mio corpo e salgono verso i miei seni, dopo ti soffermi a saggiarne la consistenza attraverso la stoffa leggera del vestito, t’accorgi che i miei capezzoli si sono induriti sotto il tuo tocco, tu provi a molestarli un po’, in quanto io non riesco a trattenere un mugolio di piacere. In seguito ti stringi ancora a me, io colgo chiaramente la tua erezione spingere fra le mie natiche, il tuo desiderio al presente è palpabile, mentre un calore mi sale dal ventre. Al momento non c’è più nessuno intorno a noi, io mi chino sul muretto, con una mano tu percorri la mia schiena scoperta, m’accarezzi i fianchi, dato che l’abito è un po’ sollevato placidamente mi sfiori le gambe nude. Le mie mani scorrono sulle tue gambe e sulla tua pelle liscia, s’infilano sotto il tuo vestito, salgono verso il tuo sedere, i miei pollici s’incuneano nelle tue natiche, sento il tessuto del tuo perizoma infilato fra di loro, avverto il tuo piacere salire, io non conosco niente del tuo corpo, dal momento che voglio scoprirlo poco a poco. Con il tatto persevero procedendo nel perlustrare, separo con perizia il tuo tanga a questo punto ben intriso, siccome le mie dita inquisiscono individuando la tua parte più intima, tu allarghi leggermente le gambe, io ti percepisco spiccatamente vibrare, giacché capto che sul tuo corpo s’irradia un immenso calore, per il fatto che percepisco chiaramente i tuoi fluidi che attualmente ti colano lungo le cosce.

Le mie dita affondano lentamente dentro di te, si muovono leggermente fra le tue grandi labbra e tu emetti un gemito di piacere, io mi chino sopra di te mentre la mia mano continua a toccarti, le mie labbra si posano sulla tua schiena, mordicchio il tuo collo, sento il tuo profumo, l’odore della tua pelle, quello che ho tanto immaginato e che ho tanto desiderato. Tutti i dubbi, le paure e i sensi di colpa adesso sono spariti, i nostri corpi si sono avvicinati, sentiti e toccati, adesso non si può più tornare indietro, avverto crescere in me il desiderio, la mia erezione è sempre più intensa, il mio cazzo sempre più duro, visto che lo sento impaziente e insofferente oppresso nei jeans. Le tue mani continuano a esplorarmi con sicurezza, il desiderio di te cresce in modo straordinario, vorrei sentirti dentro di me subito, però non voglio essere impaziente e non voglio sembrarti sfacciata. Io respingo i pensieri ancora per qualche minuto, mi rialzo, poi mi volto e ti bacio. Le mie mani sotto la maglietta accarezzano la tua pelle, scoprono il tuo corpo, io ti sfioro lungo la spina dorsale, sulle spalle, sul petto, scendo verso l’addome sempre più audace, sempre più desiderosa di darti piacere infilo una mano nei jeans attraverso la cintura e con la punta delle dita sfioro la tua erezione, tu spingi con il bacino verso di me, dato che i nostri respiri sono ancora più intensi, a quel punto t’avvicini al mio orecchio e mi sussurri:

“Ti desidero, non duro né resisto più”.

Io non m’attendevo una replica diversa, infatti m’allontano, ti squadro negli occhi e con un filo di voce ti rispondo:

“Allora prendimi” - voltandomi e offrendomi sfacciatamente a te, mentre ti giri lentamente, appoggi le mani sul muretto e mi ripeti con la tua voce appassionata:

“Prendimi”.

Io vorrei brandirti all’istante, scuoterti, entrarti dentro con forza e con passione, eppure trattengo a fatica il mio istinto, perché voglio sentire il tuo sapore, saggiare le tue abbondanti secrezioni, portarti al massimo dell’eccitazione. Ti sollevo il vestito, ti sfilo delicatamente il perizoma, tu allarghi le gambe, io m’abbasso e bacio con passione l’interno delle cosce, la mia lingua scorre desiderosa sulle natiche. Con la mano cerco il tuo clitoride, con le dita gioco con lui, mentre con la lingua disegno piccoli cerchi attorno all’ano, la punta a piccoli colpetti si spinge al suo interno, poiché sento i tuoi gemiti sempre più forti, il tuo piacere salire e il tuo corpo fremere:

“Ti prego, prendimi, ne ho davvero voglia” - mi riveli tu ancora una volta con la voce bramosa, decisa ed entusiasta.

Io m’alzo, mentre la mia mano continua a toccarti mi sbottono i jeans, la mia erezione è ormai al massimo, sento il desiderio sempre più forte entrare dentro di te. Tu fissi le tue mani saldamente al muretto, sei china davanti a me completamente bagnata, con una mano allargo le tue grandi labbra e con l’altra accompagno il mio cazzo dentro di te, poiché lo spingo pian piano fino in fondo. Per un istante la mia mente torna raggruppando tutti i momenti in cui ho desiderato, immaginato, pensato e sognato il tuo corpo avvolto al mio, il mio corpo dentro il tuo. Le mie mani cingono i tuoi fianchi, sento il tuo calore salire sul mio corpo, mi muovo dentro te lentamente, dolcemente ma con passione, sento il tuo respiro divenire sempre più intenso, il tuo piacere manifestato inevitabilmente dai tuoi gemiti e dai tuoi fluidi. Piano piano il mio ritmo aumenta, con più vigore affondo il mio cazzo dentro te fino in fondo, perché a ogni movimento sento il mio ventre sbattere sulle tue natiche, così il mio piacere aumenta. All’improvviso, un lampo nel cielo illumina i nostri corpi nudi, un tuono anticipa le prime gocce d’un temporale, per un attimo fermo il mio movimento, il tuo continuo ondeggiare mi fa capire però di non smettere. Il rumore delle gocce sui nostri corpi nudi, il nostro sudore misto alla pioggia, i tuoi continui gemiti sotto il mio energico movimento dentro te, sento il mio piacere salire, tu capisci che con qualche movimento potrei sborrare dentro di te, allora mi fermi. Ti scosti dal muretto, ti giri verso me, il tuo viso è pieno di passione, i tuoi capelli ormai bagnati, la pioggia continua, mi sorridi, mi baci vivacemente, il mio respiro è affannato, il nostro comune godimento è ormai al culmine, i tuoi movimenti sono sempre più energici e veloci, ma ancora un momento prima dell’estasi voglio prima sentire il tuo sapore, quel sapore d’un uomo affettuoso, amabile e passionale.

Le nostre lingue giocano stuzzicandosi, mentre la pioggia riga i nostri volti, le mie mani su di te accarezzano e massaggiano il tuo cazzo, poi con un sorriso malizioso io m’allontano dalle tue labbra e scendo per baciare tutto il tuo corpo, fino ad arrivare all’oggetto del mio desiderio. Io sono inginocchiata davanti a te con le tue mani tra i mie capelli, non attendo oltre, accolgo il tuo cazzo impaziente fra le mie labbra e lo assaporo in modo ingordo. Lui ha ben impresso il sapore di te, di me, della pioggia che scorre agevolmente nella mia bocca, poiché accompagno con la lingua ogni suo movimento, mentre tu spingi con il bacino per affondare il più possibile dentro di me.

Ecco però l’estasi prorompente che arriva fulminea e al tempo stesso silenziosa: pochi colpi e tu non puoi più trattenere l’esplosione finale, io mi scosto, perché voglio vedere il tuo viso e i tuoi occhi mentre godi. Tu sborri pienamente di gusto, con estrema soddisfazione, soffocando a stento un gemito, io osservo il tuo bianco piacere ormai sparso sul mio seno, sennonché continuo a massaggiarti lentamente e risalgo per baciarti le labbra, tu percepisci che la mia eccitazione non si è per nulla sopita, dato che osservare i tuoi occhi godere, sentire il calore del tuo sperma sulla mia pelle, le reazioni al tuo piacere hanno accentuato ancora di più il mio coinvolgimento. Tu non attendi nemmeno un secondo, visto che m’afferri con decisione i glutei, mi dirigi contro il muretto, mi fai salire per sedermi, t’accovacci davanti a me, mi fai appoggiare una gamba sulla tua spalla, mentre la mia pelosissima fica è completamente aperta alla tua bocca. Tu la osservi e senza esitare affondi le tue labbra, la tua lingua, io t’incito a non fermarti, le mie mani sono fra i tuoi capelli, giacché mi trovo al culmine del piacere e per rendere ancora più completo l’incanto affondi due dita dentro nella mia foltissima e odorosa grotta e le muovi velocemente. L’unione dei due movimenti mi porta al culmine, per il fatto che sento il mio ventre esplodere, io non riesco a trattenere un grido, perché sembra un tuono che lacera il cielo in questa notte d’esagerazioni e di follie. Io chiudo leggermente le gambe e mi piego su me stessa, il respiro è affannato, apro gli occhi, tu mi stai osservando, le tue dita sono ancora dentro di me, sali e m’abbracci forte.

E’ stato incantevole e stupendo, adesso ci sarà il dopo, appresso il patimento e la sofferenza, infine i sensi di colpa, però al momento non badiamoci né pensiamoci, dopo si vedrà.

Godiamoci e sfruttiamo appieno questi attimi, esultiamo e gioiamo al momento con i nostri corpi incollati, dato che il profumo del sesso e della pioggia unitamente alle tue morbide labbra, con tutto quel desiderio che ti sei trascinata dietro non poteva fermarsi né restare insoddisfatto.

{Idraulico anno 1999}