i racconti di Milu
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Mamma in vacanza
Era un'idea geniale, io e mio cugino Marco eravamo d'accordo, lui avrebbe portato sua madre, 1.60 abbondante sui fianchi, terza di seno, bionda con occhi azzurri, carina, ma nulla di speciale e io la mia, decisamente la merce più pregiata, 1.75, magra con dei bei fianchi larghi, ma non troppo, quanta di seno, capelli neri e occhi verdi, per non parlare delle sue spettacolari labbra a canotto che dalla mia prima adolescenza mi ispiravano le migliori seghe della mia vita, non sono mai riuscito a combinarci nulla, ma con un piano del genere avrei finalmente potuto forse godere del suo corpo, o per lo meno perdere la verginità, esatto, io, 23 anni figlio di una tale Dea ero vergine, colpa della genetica patetica di mio padre, con cui la mamma ha divorziato dopo 3 anni di matrimonio per poi portargli via tutti i beni mettendo uno degli uomini più ricchi della città sul lastrico ottenendo una vita di lusso senza doversi mai più preoccupare di lavorare.
Vi chiederete quale sia il piano, bene, questo sabato saremmo partiti io e mio cugino con le rispettive madri per andare una settimana in un campeggio, le nostre madri non sapevano che questo fosse un campeggio nudista e avremmo fatto di tutto per convincerle a restare, negando il fatto che sapevamo della natura del luogo, a questo punto, dopo averle fatto stare a loro agio le avremmo fatto bere un potente afrodisiaco e ci saremmo scambiati le madri per evitare l'incesto, l'ultimo punto, quello di non scopare le proprie mamme venne dettato da Marco, dicendo che non voleva scoparsi la sua perchè gli sembrava sbagliato, ma se ne avessi avuto l'occasione io non avrei esitato a concludere con la mia, dopotutto era decisamente la migliore delle due, però accettai lo stesso, per convincerlo ad accettare.
Tutto era pronto e partimmo io e mia madre Anna con una macchina, Marco e zia Sara ci avrebbero incontrato al campeggio, il viaggio fu silenzioso, però già pregustavo l'idea di mia madre nuda, il suo vestiario in macchina aiutava l'immaginazione, uno paio di shorts cortissimi che lasciavano intravedere la parte più bassa del culo e una canottiera leggerissima, dal quale si poteva vedere che mamma non indossava un reggiseno, dal momento che si scorgevano i capezzoli, dopo qualche ora di viaggio arrivammo a destinazione e aspettammo fuori dal cancello principale Marco e signora.
Arrivò la macchina e un brivido mi corse lungo la schiena, scese il mio amico, ma nessuna traccia della Zia, si avvicinò a noi e ci informò che sua madre era malata e non poteva venire, io mi sentì morire dentro, però non potevo dire nulla per non svelare il piano.
Entrammo dopo aver parlato e notammo subito che erano tutti nudi, io ero ancora scosso dagli sviluppi della situazione però Marco fingendosi sorpeso dal vedere tutti nudi chiese informazioni e fece finta di non sapere che quella era una colonia nudista, volevo tirarmi fuori da quella situazione e allora presi l'iniziativa:
-Deve esserci stato un errore, penso che la cosa migliore sia tornare a casa e cambiare prenotazione, andremo settimana prossima con la mamma di Marco da qualche parte, mi sembra brutto divertirci senza di lei.
Mamma però rispose:
-Non essere sciocco, ormai siamo qua, atteniamoci alle regole e non pensiamoci troppo, poi tu non lo sai, ma da giovane frequentavo spesso posti del genere.
Al che Marco intervenne:
-Dai Felice, non fare così, anche in 3 ci divertiremo benissimo.
Scegliemmo un luogo dove piantare la tenda e mollammo gli zaini al che Marco disse:
-Beh, penso sia contro le regole girare vestiti, quindi penso che sia ora di adeguarci, alla fine, paese che vai, usanze che trovi.
E iniziò a spogliarsi, il suo fisico era stupendo, alto 1.90, atletico, non troppo muscoloso e decisamente asciutto e questo solo quando si tolse la maglietta, quando finalmente rimosse i pantaloni vedemmo attraverso i boxer grigi la sagoma di una cazzo incredibile, almeno un quindicina di centimetri da moscio, che rivelò quando infine tolse anche l'ultimo capo d'abbigliamento mettendo alla luce quella magnifica nerchia.
La mamma non fu indifferente a quella bestia e provò a nascondere un sorrisino mentre iniziò anche lei a togliere quei pochi vestiti che aveva attirando le attenzioni di chiunque passasse con un fisico marmoreo costruito tra chirurgo e palestra, con quei magnifici capezzoli e la figa assolutamente rasata, impossibile infatti non notare che probabilmente si è depilata completamente la mattina stessa.
Era il mio turno ed ero nervoso, basso e rachitimo com'ero mi sentivo in soggezione in mezzo a due semi-dei come loro, e l'apice dell'imbarazzo fu togliere lo slippino che indossavo, mettendo alla luce quel clitoride troppo cresciuto che avevo il coraggio di definire cazzo nonostante non raggiungesse i 10 centimetri nemmeno nelle giornate migliori, anche in questo caso a mamma scappo un sorrisino, per motivi totalmente differenti rispetto a quando mio cugino rivelò le sue doti poco prima.
-Non sei cresciuto troppo da quando ti facevo il bagnetto da bambino.
Disse lei prima di iniziare a montare la tenda.
Il montaggio filò liscio anche se era papabile la tensione sessuale tra i due, però nel giro di 20 minuti terminammo i lavori e mia madre si congedò, dicendo che andava a cercare un posto dove prendere qualcosa da bere di fresco, rimanemmo quindi soli io e Marco.
-Che cazzo è successo?
-In che senso?
-Perchè cazzo tua mamma non è qua.
-è malata ti ho detto.
-Che cazzo facciamo ora?
-Ci atteniamo al piano, facciamo estasiare tua mamma e poi la scopiamo.
-Ma io non ottengo nulla così!
-Ti puoi sempre scopare tua madre, ti sembra poco?
Riflettei per un po' alla fine il piano per me era perdere la verginità e scoparmi la mamma, poco importava se la zia non era qui, lei sarebbe stata soltanto il mio ponte verso il vero premio finale di questa nostra operazione, al che sospirai e dissi:
-Va bene, però non fare nulla di stupido, è pur sempre mia madre.
Al che rispose sorridendo:
-Non ti preoccupare, comunque si sta facendo buio, proviamo già stasera?
Mi venne un nodo in gola, però accettai, l'idea di scoparmi quella Dea era troppo allettante.
-Questo è il nostro lasciapassare per il paradiso.
Disse Marco con una boccetta di liquido in mano, poche goccie di questa roba e tua madre non saprà più resisterci per circa un'ora, sarà un'infoiata di sesso, un demone insaziabile, vedrai che ignorerà il fatto che sei suo figlio in cambio di un po' di cazzo.
Tornò mia madre con delle bottiglie di Coca-cola e dei bicchieri di plastica, ci offrì di bere, ma Marco intervenne, dicendo che avrebbe preparato lui i bicchieri e la cena, strappando tutto dalle mani di mamma, e andò nel retro della tenda, con la scusa che doveva preparare dei panini.
Ci fu del silenzio imbarazzante tra me e la mamma, che ci guardavamo nudi, io in ammirazione, lei con pena mista a divertimento.
-è proprio cresciuto eh, si è fatto un bel ragazzone, peccato per la zia, so che sei affezionato, poi lei è una vera festaiola, ci sarebbe stato da divertirsi con lei in questo posto.
-Già...
Dissi io con tono rassegnato
-Dopo andate a cercarvi qualche ragazza? Con lui non avrete problemi ad attirare un po' di attenzione, anche se mi pare ce ne siano poche in giro.
Ed era effettivamente vero, per quanto fosse pieno di uomini di ogni età di ragazze se ne vedevano poche, quasi nessuna, un ratio di circa 20 uomini per donna, cosa che attirava ancora più sguardi su mia mamma.
Tornò Marco da dietro la tenda, con panini e bicchieri, di tre colori diversi, diede quello bianco a mia madre, dicendo che aveva scelto colori differenti per evitare che li scambiassimo, e mi fece l'occhiolino.
Ci sedemmo intorno al fuoco che aveva fatto Marco e parlammo del più e del meno mangiando i panini quando io e Mamma cominciammo a sentirci strani, io mi senti come se la pressione si abbassasse e mia madre non riusciva a stare ferma, giocando coi capelli e poi con la collana.
Io sorrisi, non capivo il perchè della mia reazione, probabilmente non ero abituato alla coca-cola visto che ne bevevo poca, ma godevo all'idea di mia madre che da li a poi si sarebbe fatta scopare da noi due come una puttana.
Mamma si sedette in mezzo a me e Marco, blaterando che voleva sentirci vicini e passò da giocare coi capelli a toccarsi i capezzoli per poi abbassare la mano fino a toccarsi la figa liscissima, fu un attimo che io e mio cugino le mettemmo le mani addosso, all'inizio mostrava segni di resistenza, però presto cedette alle nostre avance:
-è così sbagliato ragazzi però voglio i vostri cazzi, riempitemi di sperma, vi prego.
Passammo a succhiarle un capezzolo a testa e a masturbarla, Marco portò una mano di mamma sul cazzo, che era diventato veramente enorme
e io provai lo stesso, ma non ebbi nessuna erezione, anzi il mio cazzo era anche più piccolo di prima, mia madre inebriata ebbe un momento di lucidità e mi disse:
-Se non funziona è perchè sarebbe sbagliato, sono pur sempre tua madre.
Io ero furioso, ma i due limonavano troppo intensamente per poter dire qualcosa e decisi quindi di mettermi in disparte, tendando di ottenere un'erezione masturbandomi.
I due erano uno sopra l'altro preparandosi a scopare, dopo un po' Marco prese il suo enorme cazzo e cominciò a strusciare la cappella sulla figa di mamma e iniziò a penetrarla con vigore causando urla della zoccola, che si sentiva sventrata come non mai da quell'attrezzo gigantesco, mentre io era seduto a qualche metro di distanza chiedendomi se tutto ciò non fosse un errore, ogni tanto Marco, che stava montando la troia come fosse una cagna in calore a pecorina si girava verso di me a ridermi in faccia, dopo virili pompate dentro mia madre tirò fuori il suo cazzo e le ordinò di tirare fuori la lingua.
-Apri bene puttana, ti faccio sentire che sapore ha un vero uomo. E le sborrò in bocca per poi strusciare la cappella sulle labbra carnose di mamma.
Lei era in ginocchio e lo pregava di dargliene ancora, però lui rispose di essere esausto.
Non l'aveva mai visto, si era attaccata a quel toro umano di mio cugino chiedendo ancora un po' di cazzo, ma lui non voleva saperne per oggi:
-Avremmo occasioni in futuro.
E le tirò una pacca sul culo.
Mamma si riprese presto dagli effetti dell'afrodisiaco e si ricordò della mia esistenza, infatti la scopata unità alla sostanza che le ha fatto bere Marco le ha fatto perdere ogni inibizione e buonsenso e provò a spiegarmi che era normale non riuscire ad avere un'erezione e che era pur sempre mia madre, anzi disse di ritenersi fortunata:
-Se avessi avuto un'erezione probabilmente mi sarei lasciata andare con te e non avrei più avuto freni, non è una fortuna che siamo stati capaci di controllarci almeno noi due? Non so cosa mi è preso invece con tuo cugino, mi è venuto questo istinti animalesco.
Io annui, ma ero amareggiato, mamma andò in tenda a dormire e Marco era andato a lavarsi così cercai un panino nel suo zaino per distrarmi e tentare di calmarmi dallo shock di vedere mia madre così, coperta di sborra che pregava lo stallone di scoparla e notai una seconda boccetta di cui non conoscevo l'utilità, pensai fosse la riserva della boccetta di mamma e non ci pensai più e trovai il cellulare di Marco e decisi di curiosare tra i suoi messaggi, tra le varie ragazze con cui messaggiava lessi un messaggio della Zia che mi lasciò scioccato: "Divertiti al mare coi tuoi amici, io andrò a godermi il weekend alle terme che mi hai regalato per il compleanno, ci vediamo quando torni, baci baci.
Ero stato ingannato, sua madre non era malata, la zia non sapeva nulla, lo avrei ucciso, anche perchè si era preparato una bella settimana lo stronzo aveva ogni tipo di accessorio nel suo zaino, preservativi, dildo, vibratori, corde e outfit, era ben organizzato il traditore.
Lo vedetti arrivare tutto pulito e sorridente, gli andai incontro col il suo cellulare in mano e gli chiesi spiegazioni, ammettete tutto, con un sorriso beffardo e aggiunse:
-Hai notato il tuo cazzetto paraplegico? Non solo non si è mosso, non sembra anche più patetico del solito? Ti ho messo dei super-estrogeni nella bevanda, stanno distuggendo il tuo testosterone, rendendoti però super eccitato, una sorta di gabbia di castità chimica, ci sarà da divertirsi quando gli ormoni si accumuleranno nel tuo corpo.
Era orribile sentirsi tradito così, allora tuonai:
-Cosa ti fa credere che resterò qua a farmi umiliare mentre ti fotti mia madre, gli dirò tutto e ce ne adremo.
-Ah si? Beh e se io dicessi a tua madre i piani originali di questa settimana? Come la prenderebbe? Le dirò che drogarla è stata un'idea tua e negherò di averti messo ormoni nel bicchiere, non hai alcuna prova e lei sa già che razza di maniaco sei, inoltre non preoccuparti, più la sostanza che ti ho somministrato farà effetto più mansueto diventerai, sarai sorpreso degli effetti tra 3 giorni.
Non mi contenevo dalla rabbia, però non potevo fare una sceneggiata, alla fine avrebbero scopato per qualche giorno e sarebbe passato tutto, avremmo fatto finta di nulla una volta tornati a casa e ci saremmo dimenticati dell'incidente, per quanto la speranza rimaneva l'evitare che risuccedesse, alla fine bastava evitare che Marco drogasse la mamma con quel super afrodisiaco per evitare futuri incidenti.
Detto questo dissi a Marco:
-Va bene, finiamo questa settimana, non dirò nulla a mamma, però tu non esagerare.
Lui invece con un ghigno disse:
-Non hai capito un cazzo, abbiamo appena iniziato.
E si diresse alla tenda dove dormiva mamma continuando:
-Ora dormiamo, domani sarà una lunga giornata.
Io lo seguì, avevamo una sola tenda, però si stava larghi dal momento che la zia mancava, nonostante lo spazio vuoto mio cugino si era posizionato accanto a mamma che dormiva profondamente, appoggiando il suo cazzo al culo perfetto di Anna e cadde in un sonno profondo, io faticai a dormire, con la testa affollata di pensieri causati dall'ultima affermazione di Marco "Abbiamo appena iniziato" e il dubbio su cosa mi avesse somministrato e quali sarebbero stati gli effetti in futuro.
Continua...