i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

| Sexy webcam Chat  | ChoCam Mature webcam  |  Live18 |

[ - ] Stampante
Indice
- Text Size +
Mi svegliai nella tenda, di fronte avevo un cuscino che probabilmente mia madre aveva messo come divisorio, mi alzai per primo e feci per uscire dalla tenda, quando mi girai vedetti Marco attaccato al culo di Mamma esattamente come era andato a dormire e mia madre che dormiva beatamente con un sorriso angelico sulla faccia.
Mamma si svegliò a causa del rumore fatto da me e anche Marco dopo di lei, al che cominciò a strusciare la sua nerchia su mamma che ansimava accarezzando il corpo di mio cugino con la mano.
-Non possiamo di fronte a mio figlio, dai smettila.
-Perchè non lo inviti, ormai hai dimostrato di essere una troia, un cazzo in più non cambierà nulla.
Mamma mi guardò pensierosa e poi sorrise:
-Dai Felice, vieni da mamma.
Mentre Marco strusciava la sua cappella su mamma per farla impazzire lei si stacco da lui e si mise in ginocchio di fronte a me, mi passò le mani sui fianchi e iniziò a spompinarmi con quelle sue labbra paradisiache, io alzai gli occhi al cielo dalla goduria che all'improvviso si interurppe, guardai in basso e vedetti la faccia delusa di mia madre e mi resi conto di una cosa, il mio cazzo era totalmente moscio, mamma fece una smorfia schifata e mi disse:
-Perchè non ti fai una passeggiata fuori? Magari prendi un po' di aria e ti torna su, noi siamo sempre qua.
-Esatto.
Intervenne Marco ridendo:
-Perchè non spacchi un po' di legna? Ci servirà per stasera.
Detto questo trascinò mamma per i fianchi larghi e la mise a pecorina piantandole la faccia a terra con una mano e procedette a scoparla con furia, non riuscendo a dire nulla uscì da li cercando una soluzione, la donna che sognavo di scopare era li, in una tenda dietro di me che si faceva scopare da un coglione che mi ha ingannato, però mi voleva concedere un giro, dovevo solo farlo raddrizzare e così mi misi a cercare nello zaino del sottoscritto, lasciato all'aperto, trovai le due fialette della sera prima, il cellulare, ma continuai a cercare, finchè non trovai una terza fialetta, nascosta in fondo, lessi l'etichetta e urlai Eureka dentro di me "Viagra liquido", preso dall'entusiasmo ne bevetti mezza fiala pensando a come avrei scopato mamma con questo aiutino.
Passarono alcuni minuti in cui ascoltavo mia madre fottuta selvaggiamente dentro la tenda e mio cugino che la insultava nelle maniere peggiori immaginabili, decisi che per aiutare il viagra a fare effetto avrei dovuto far partire la circolazione del sangue e decidetti di spaccare un po' di legna per ingannare l'attesa, passarono altri 20 minuti e avevo finito il mio lavoro, il mio cazzo non dava cenni di ripresa e disperato tornai in tenda sperando che mia madre potesse provare a fare qualcosa, quando però provai ad entrare venni intercettato dalla coppia che usciva e Marco mi spinse fuori dicendo:
-Noi abbiamo finito, la legna come sta?
-L'ho tagliata tutta mentre aspettavo.
Entrambi scoppiarono a ridere, quando Marco disse di tagliare la legna non era serio:
-Ricapitoliamo cazzo a spillo, sei stato qua intorno a spaccare legna mentre io mi scopavo tua madre? Non ti senti un minimo coglione?
-Era per far partire la circolazione, ora il mio cazzo si è svegliato e funziona che è una meraviglia.
Dissi questo bluffando, speravo che il viagra che avevo preso avesse una sorta di effetto ritardato o qualcosa del genere, al che mia madre si avvicinò, si sedette di fianco a me e cominciò a giocherellare con il mio cazzo, ma anche ora non si mosse di una virgola.
-Te l'ho detto ieri figliolo, forse non ti si alza perchè sono tua madre, è normale.
Detto questo se ne andò non dopo aver limonato con Marco dicendogli:
-Grazie stallone, io vado a vedere se trovo qualcosa per stasera.
Lui la afferrò per il culo mentre si era girata per andare via trattenendola per qualche secondo prima di lasciarla andare.
Quando mamma si allontanò sbraitai contro Marco:
-Che cazzo, ho preso il viagra liquido dal tuo zaino, perchè il mio cazzo non funziona!
Lui scoppiò a ridere e quasi cadde dalla sedia:
-Idiota, il viagra liquido non esiste, in quella boccetta ho messo la stessa cosa che ti ho somministrato ieri sera, sei ancora più impotente di prima.
Mi sentì un totale cretino, come ho fatto a non pensarci, ma mio cugino riprese:
-Per curiosità, quante gocce hai preso, ieri te ne ho messe 3 e il tuo cazzo continuava ad essere assopito pure stamattina.
-Gocce? Ho preso metà della boccetta.
-Metà boccetta? Corrisponde a circa 50 gocce! Il cazzo non ti tirerà mai più nella vita, mio Dio, speravo di sistemarti per qualche giorno con la mia trappola, ma vista la situazione fai prima a tagliartelo il cazzo, poi chissà cosa ti faranno tutti quegli ormoni femminili di questo passo.
-In che senso ormoni femminili? Sono quelli che mi bloccano l'erezione?
-No idiota, quello lo fa un composto diverso, gli ormoni femminili ti faranno pensare e comportarti come una donna, speravo che drogandoti qualche giorno ti avrei convinto a fare un pompino a qualche sconosciuto per ridere un po', ma con mezza boccetta in corpo Dio solo sa cosa farai, non ho mai visto nessuno berne così tanto.
Io non volevo crederci, ma era impossibile negare gli effetti, continuavo a fissare il pacco di Marco e mi sentivo eccitato all'idea di lui che scopava mamma, però mi resi conto che nel pensarci mi immedesimavo in mamma che prendeva quel cazzo gigante, pensavo a cosa avrei provato al posto suo, quel cazzo gigante che apriva la mia cavità per poi riempirmi di sborrate calde che sarebbero poi colate dal mio culo, mi mordetti le labbra e Marco sorrise quando lo notò:
-Sta facendo effetto vero? Aspetta quando cambierai fisicamente probabilmente i cambiamenti saranno permanenti a causa della quantità, ma quando sarai preso dalla tua nuova identità ti importerà poco, tranquillo.
Non ascoltai nulla di quello che disse perchè stavo immaginando me al posto di mia madre mentre venivo sventrato dal quel pene titanico.
Mamma tornò finalmente, fece spallucce a Marco, dicendo di non averlo trovato, senza dire di cosa si trattasse:
-Fa niente troia, stasera ho dei piani anche migliori.
Mamma era curiosa e Marco gli spiegò la situazione riguardo me e le droghe prese.
Al che mamma rise gli chiese come avremmo fatto ora.
-Una cosa a tre zoccola, so come coinvolgere tuo figlio.
Lei fece una faccia stupita e Marco cominciò a cercare nel suo zaino e tirò fuori un dildo enorme, più lungo del suo pene e grosso come un polso e una cintura strana, una volta assemblati questi due oggetti ottenne uno strapon.
Mamma era felicissima di quel regalo, io invece ero contrario:
-Non lo prendo quel coso, anche se mi arrapa un po' l'idea quella bestia mi ammazza, cioè guarda quanto cazzo è grande!
Mamma indossò lo strapon sorridendo e Marco mi buttò giù di forza e prima che potessi rendermene conto era sopra di me con il suo fisico muscoloso, sentivo il suo pene pressato contro il mio fianco mentre mi teneva fermo, così da sdraiato mi alzò il culo al cielo bloccandomi pancia in giù e invitò mia madre a fottermi.
Prese prima del lubrificante dallo zaino e lo cosparse su quel cazzo di plastica e una volta che era bello umido si inginocchiò dietro di me, pronta a montarmi come lei era stata montata ieri.
-Rilassati figliolo, vedrai che dopo un po' ti piacerà.
Ed entrò lentamente, sentivo ogni centimetro di quell'affare e mi dimenavo mentre Marco mi teneva fermo e un po' alla volta mi legava con una corda avanzata dal montaggio della tenda, ormai però lo strapon era entrato a fondo e mi sentivo totalmente sventrato, non riuscivo a muovermi di un millimetro a causa delle funi e ormai mio cugino si era alzato, non essendoci più bisogno del suo peso per tenermi fermo, mia madre nel frattempo aveva cominciato a fare avanti e indietro con il dildo e il dolore era insopportabile, non soddisfatto della mia umiliazione Marco decise di appoggiarmi il cazzo in faccia invintadomi a succhiarlo, cosa che però non feci, ma non potei non sentirne l'odore pungente e mentre lo annusavo continuavo a pensare al fatto che a dare quel profumo particolare avesse contribuito la figa di mia madre, che in quel momento mi stava aprendo il culo ridendo beatamente nel vedermi così indifeso.
Ad un certo punto mio cugino fece un cenno a mamma e lei si spostò togliendosi lo strapon e si sedette li vicino mentre Marco si mise dietro di me e disse:
-Pronto a diventare una troia? Potrai dire che è una cosa di famiglia amare il cazzo dopo quello che ti farò.
Entrò allora anche lui con il suo cazzo, senza vasellina, solo lo sputo e iniziò a fottermi e stranamente il fatto che fosse più piccolo rese la cosa non solo meno dolorosa, addirittura piacevole, fino a che dopo qualche minuto di inculate e insulti a cui mia madre partecipava con gioia mi sentì scuotere dentro, una sensazione che agitò per intero il mio corpo e senti qualche timida goccia di sperma colare dal mio pene, il mio primo orgasmo anale! Ero in paradiso, mia madre applaudiva dalla gioia di vedermi convertito, presto Marco arrivò al suo orgasmo e si svuotò dentro di me, riempendomi l'intestino di sperma e mi lasciò così legato per terra, si alzò e mi fece ripulire il suo cazzo con la lingua mentre ero ancora legato, cosa che feci con diligenza.
Si rialzò quando il suo cazzo era ormai lucido dalle mie leccate, prese mia madre per mano e le disse:
-Ho sentito che fanno una gara di latino stasera, ti va se ci andiamo?
-Certo!
Rispose lei
Però Marco si voltò verso di me e disse:
-Un'ultima cosa.
Pensai con sollievo che mi avrebbe slegato e invece si chinò e prese qualcosa dal suo zaino, un vibratore nero, lungo circa 20 cm e me lo piantò acceso nel culo, dopodichè mi infilo un paio di mutandine in pizzo rosso in maniera che il vibratore non cadesse e una volta che si assicurò che tutto fosse stabile accese il cazzo elettrico e se ne andò mano nella mano con mia madre, mentre io mi dimenavo a causa della stimolazione della mia prostata, abbandonato in pubblico, dove decine di passanti avevano assistito alla mia sodomia e assistevano alla mia umiliazione.