i racconti di Milu
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Era una primavera strana. Non da un punto di vista meteo ma nel senso che mi sentivo svuotato di energie, tendenzialmente incupito da una storia sentimentale chiusa ormai da mesi ma con ancora qualche ricordo non sempre felice. E allora, uomo adulto, sposato, con figli ma decisamente insoddisfatto della propria vita sentimentale cosa avrebbe potuto fare? A parte crogiolarsi nelle sue melanconie? In effetti riprendere a frequentare gli amici ha portato una marea di consigli senza che di concreto ne scaturisse nulla.

Passavano i giorni e la situazione continuava a incancrenirsi finché un giorno quasi per caso, mi capita di vedere la pubblicità di un sito di incontri.

Sono oberato di lavoro e non ci faccio nemmeno caso. Ma il tarlo si era ormai incuneato nella mente e passa un giorno passa una settimana un mese e mi ritrovo iscritto. Effettivamente non capita poi molto. Inizio a pensare che buona parte delle iscritte siano fake perché non riesco a contattare nessuna. Nessuna risposta. E quindi desisto.

Il lavoro ormai è talmente intenso che dimentico addirittura di essermi iscritto. E così mi ritrovo a gennaio nello stesso stato dei mesi precedenti. Praticamente un anno dopo la mia iscrizione. Appena gli impegni lavorativi calano, i pensieri corrono alle avventure intense e coinvolgenti sempre sognate. E’ il pensiero di questi che mi fa prendere nuovamente l’iniziativa, unita alla necessità improrogabile di appagare la sete e la fame dei miei istinti primordiali.

Dopo qualche scambio di scritti più o meno divertenti, mi capita di incontrare una donna particolarmente enigmatica con la quale inizio una fitta corrispondenza. Timida e riservata, dal principio non mi comunica nemmeno il nome corretto. Poi scopro chiamarsi Grazia Ester. E mai nome fu più azzeccato. Certo le immagini che ci scambiamo possono anche ingannare ma effettivamente sembra una gran bella donna. Man mano che ci conosciamo ci accorgiamo che il nostro comune sentire è perfettamente combaciante. Le mie fantasie sembrano collimare con le sue. E così proseguendo ci troviamo a parlarci sempre più spesso sentendo il bisogno fisico l’uno dell’altra.

Decidiamo quindi di incontrarci...

Per sicurezza, il luogo dell’incontro deve essere pubblico e affollato. Un parcheggio pubblico. Propongo di incontrarci al Fiordaliso, al parcheggio sotterraneo sotto Decathlon. Come mio solito, mi presento all’appuntamento con anticipo. Mi piace scrutare e non trovarmi preso alla sprovvista. Parcheggio la mia auto nella zona prefissata, e attendo che arrivi. L’attesa si fa sempre più emozionante e snervante. Poi finalmente vedo un’auto che parcheggia a qualche auto dalla mia. E intuisco che è lei. Scendo e le vado incontro per i saluti di rito … lei è bellissima. Radiosa, i capelli sciolti e sbarazzini a incorniciare il suo viso meraviglio, i suoi occhi brillano di una luce incantevole e il suo collo lungo e flessuoso da bella mostra di se. Indossa un vestito carino che mette in mostra le sue curve, semplice elegante ma nello stesso tempo terribilmente sexy.

“ciao Grazia Ester, sono Marco!” e mentre aspetto la sua risposta mi avvicino per darle un casto bacio sulla guancia. Ma mentre anche lei risponde “ciao eccomi” le nostre labbra, casualmente si sfiorano. E netta percepisco una scossa. Non mi rendo neppure conto di ciò che stiamo dicendo che ci troviamo, mano nella mano a passeggiare davanti ai negozi dell’ipermercato super affollato. Giriamo davanti a mille negozi, ci fermiamo per un caffè ma l’emozione è fortissima. I pensieri corrono vorticosi e non riesco nemmeno a capire cosa mi stia dicendo. E ho l’impressione che la stessa situazione la stia vivendo lei. Il tempo è volato e dobbiamo rientrare. E prendiamo le scale per scendere nel parcheggio….è stranamente vuoto.
I pensieri si rincorrono sempre più intensi e lo starle vicino mi porta a osare un abbraccio. Grazia Ester si gira mi guarda negli occhi e mi bacia sulle labbra.
Ambrosia pura. Le nostre lingue si intrecciano e i baci si fanno via via più profondi. Non riusciamo a staccarci sempre più travolti dalla passione. A un certo punto mi allontano da lei e le afferro una mano e leggermente strattonandola le dico “Grazia Ester, ora basta. Andiamo alla macchina, siamo quasi arrivati”
Senza aspettare risposta le appoggio le mani sulle spalle e facendole sentire tutta la mi eccitazione le dico bisbigliandole all’orecchio ”Grazia Ester, voglio le tue mutandine” lei arrossisce e sento che si irrigidisce.
“Marco, non me la sento. Potrebbero vederci…” Le afferro il polso sinistro e sempre più deciso le sussurro “lo so Grazia Ester, ma ci sono qui io, e lo vogliamo entrambi. UBBIDISCI!”

Percepisco le sue guance diventare bollenti. Il suo sguardo sempre più basso. Ma sento che inizia ad armeggiare sotto la gonna come solo una donna riesce a fare. E le vedo giù tra le caviglie. Mi inchino a prenderle aiutandola a sfilarle e mentre mi rialzo, lei è praticamente paralizzata. Non resisto e risalendo infilo la mano sotto la gonna fino alla natica. L’afferro e la stringo.

“ti prego lasciami…” mi dice e mentre lo dice si gira e mi abbraccia.

Mi divincolo e la prendo per mano e la conduco davanti alla macchina. Mi siedo e mentre lei è ancora in piedi davanti a me le dico “Grazie, sei splendida. Molto di più di quanto potessi aspettarmi.” Non risponde e abbassa lo sguardo ulteriormente. “Guardami!” e mentre lo dico metto la mia mano sinistra sulla sua gamba e risalgo. Lei è immobile, come imbambolata. Ma percepisco il suo fremito. Senza distogliere lo sguardo dal suo, salgo fino a sfiorarle il sesso. E’ bollente. “ Hai visto? Sei fradicia! Sei mia! La mia donna, la mia femmina!”
Note finali:
Racconto dedicato