i racconti di Milu
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Note dell'autore:

Un amico mi scrisse . io riscrivo un po’

Racconto 5- E’ successo
Un amico mi scrisse . io riscrivo un po’ …..

Su fai la cagnetta come piace a me.
In ginocchio, su un letto, in posizione precaria in mezzo alle sue gambe, con una mano gli impugnava il cazzo e piegata da sotto gli leccava le palle dal basso verso l’alto. L’altra mano le serviva per tenersi in equilibrio
La lingua tenuta “aperta” leccava sotto i testicoli, poi risaliva come una lenta lumaca facendo una scia di saliva dai testicoli al tronco del pene per interrompersi sul glande facendo poi il percorso all’inverso. Arrivata in fondo ricominciava ad occuparsi dei coglioni. Brava succhiami le palline.
Oh senti come si muovono, lo sai che stanno producendo tanto sperma che poi ti regalo alla tua passerotta o se preferisci alla tua bocca . Più succhi e più produce e più te ne darò.
La mano che teneva il cazzo era immobile ;era solo un punto di appoggio, ma lo cingeva come se avesse paura che gli fuggisse si mano.
Guardavo le sue mani e mi persi nei miei pensieri: le mani erano oggetto di grande attenzione per mia moglie. Una volta alla settimana andava dalla manicure; lo smalto sempre perfetto. In quel momento aveva lo smalto rosso che faceva un piacevole contrasto con il candore delle dita.
La vera , simbolo della nostra unione ,che lei non si toglieva in nessuna occasione e che mi aveva detto non avrebbe mai tolto, spiccava lucida sul pene ornandolo.
Peccato non fosse il mio pene.
Questa scenetta parossistica durò almeno mezzora. Come poteva mia moglie essersi ridotto al ruolo di cagnetta?
Si era una cagnetta
Cosa ci faceva mia moglie nuda nel letto con Enrico? Come era potuto avvenire?
Tutto era cominciato quel pomeriggio.
Al mio ufficio era arrivato un piccolo pacchetto ritirato dalla mia assistente, per il dr…Riservato personale.
Non attendevo nulla. L’ho scartato; era una scatolina, all’interno vi era chiavetta usb accompagnata da un biglietto: un tuo amico, guardala da solo.
Stupito ed incuriosito attesi che i miei collaboratori finissero il loro lavoro ed andassero a casa , poi da solo nel mio ufficio ,utilizzando il mio computer “aprii” la chiavetta, all’interno vi erano diverse cartelle ,ciascuna contraddistinta da una data. La prima era di circa due anni prima, l’ultima del mese precedente. Aprii la prima.
Mia moglie ed io siamo nati e cresciuti nello stesso medio paese della pianura padana ; lei tre anni più giovane, io figlio di una dinastia di proprietari terrieri che avevano ereditato terre e che poi avevano investito in immobili facendo altri soldi; lei figlia di una famiglia borghese storica del paese.
Sono il figlio unico che ha avuto tutto. Dall’auto sportiva, all’università migliore .
I giovani erano uso riunirsi nelle diverse compagnie, divise per età, ai giardinetti vicino al bar centrale del paese e mi accorsi di lei verso i suoi diciassette anni. Era sempre a modino e molto carina per non dire bella. Solare e sorridente , era il ritratto della bellezza e della femminilità . Mai una volta la vidi “in disordine” e pian piano riuscii prima a conoscerla e poi a far breccia, ma solo ai miei 22 divenne la mia ragazza/fidanzata.
Certo la “posizione” della mia famiglia mi aiutò ; ero conosciuto ed un “partito” attraente e molte avrebbero voluti accasarsi con me anche solo per la mia visibilità. Ma io i cavoli miei li facevo nella città dove frequentavo l’università e stavo lontano dalle ragazze del paese finchè non “arrivò” Valentina.
E comunque anche fisicamente non ero e non sono male. Certamente ero e sono più bello e intelligente di Enrico
Con mio grande dispiacere non fui il primo con Valentina. Mi raccontò che perse la verginità in vacanza a Riccione (fu un furbo del luogo che la fece ubriacare e poi la scopò , me la raccontò così , e che fu l’unica volta prima di me). Aveva diciannove e il nostro fu un fidanzamento veloce, due anni dopo , presa la laurea, ci sposammo. Io inizia a partecipare alla gestione del patrimonio di famiglia, lei a gestire la nostra grande casa e le relazioni con le famiglie importanti.
Abbiamo due figli che giunsero nei primi tre anni dal matrimonio e che non appena maggiorenni si sono allontanati dal paese per motivi di studio
Andiamo d’accordo ed ho sempre pensato fosse felice e soddisfatta
Il sesso? Prima frequentemente, da anni saltuariamente. Posizioni preferite ? Diciamo prima che i nostri rapporti sessuali duravano non più quindici minuti ( figli, stanchezza..)e poi le posizione adottate: pecorina o missionaria, qualche volta ci scappava un mezzo pompino( mai venire in bocca, non le piaceva, diceva che era sporco??Le tette? che fastidio …ll culo ? Non se ne parlava…non era per persone perbene
Ma a me andava bene; ero/sono innamorato ed era/è una bella donna che tutti mi invidiano ; fatto non trascurabile è anche una ottima mamma di grande acume.
Enrico era/è uno dei balordi del paese. Ha la mia età e somiglia, sin da piccolo, ad un pericoloso gorilla. Eravamo nella stessa classe ed era un prepotente sempre pronto a menare le mani.
Il suo fisico tozzo, modello orango, era rafforzato dalla frequenza della palestra. Non essendo alto la ginnastica gli allargava il petto ed i muscoli facendolo somigliare sempre più ad un gorilla. Anche il viso quadrato gli dava una brutta immagine.
Nello spogliatoio, per le ore di educazione fisica, l’ avevo visto più volte nudo ed avevo notato il petto ricoperto da una folta foresta di peli neri ed anche il suo “pacco” ,non lungo, ma particolare. Aveva la forma di una lattina di Coca Cola.
Di Enrico si mormorava che , oltre ad essere un balordo, fosse un bastardo che sfruttava le donne.
Mia moglie è una dolce e bella signora. Avrei messo la mano sul fuoco per la sua fedeltà e poi per uno come Enrico, mai e poi mai……
Ma come era conciata? il suo abbigliamento mi stupiva…
Aveva i capelli sciolti ed anche se inginocchiata vedevo bene che non portava le mutandine.
Ai piedi aveva delle scarpe lucide nere con un fine lungo tacco.
Delle calze, quasi trasparenti, le coprivano le gambe ed erano tenute su da un reggicalze nero. Da una parte una era sganciata dal gancetto e scendeva molle lungo una gamba.
Avevo un reggiseno traforato nero, ma non conteneva le sue importanti e belle tette. Esse erano fuori dal reggiseno e cadevano libere.
Lui guardandola dall’altra le diceva: brava la mia cagnetta, continua. Sei propria brava. Gli occhi di Valentina erano rivolti verso l’alto , interrogativi, come a spiare le reazioni di Enrico ed il suo apprezzamento.
E lui la rassicurava :va bene così, continua mi piace.
La lasciò fare per molto e poi con un “aiutino” la spinse di fianco spina
Mise l’uccello tra le grosse poppe e fece tra esse alcuni brevi passaggi seguiti da un maldestro tentativo Valentina di fargli un approssimativo pompino.
Una sola frase da Enrico : devi migliorare.
Poi le disse: adesso apri le cosce ed una mano si impossessò della delicata passera. Scivolava sul pelo nero carezzandolo ,lei ansimava attendendo qualcosa che giunse : dimmi che vuoi che ti lecchi la figa.
Lo guardava vogliosa e gli disse si co il movimento del capo.
No, la riprese lui, dillo ad alta voce che lo vuoi. Lo so che vuoi.
Mia moglie ad alta voce :leccamela e quella richiesta si potè sentire in tutta la stanza.
Per lui non era sufficiente : non basta ,devi dirmi quello che vuoi; e lei :leccamela tutta, voglio sentire la tua lingua sulla mia fica disse
con una voce a me nuova.
Per me era nuova anche quella sua richiesta. Ogni volta che ci provavo si sottraeva dicendo che non le piaceva ed adesso era lei a chiederlo al suo amante.
Lui con un sorriso : così mi piaci, sei la mia troia.
Si piegò baciandole dapprima i seni, più baci coprirono quelle pallide colline e non furono esenti dai baci nemmeno i capezzoli che turgidi si elevarono dritti; poi con la lingua scese sul ventre e lentamente ancora più giù. Faceva sul corpo di Valentina quello che lei aveva fatto al suo uccello.
Una striscia umida accompagnò la lingua sino alla vagina. Valentina lo attendeva eccitata spingendo il bacino verso l’alto per andargli incontro ed allargando le gambe per favorirlo. Vedevo la sua vagina che pareva pulsasse di vita propria e le grandi labbra tumide già dischiuse.
Enrico sollevò la testa per dirle: le tette.
Era un ordine: mia moglie vi portò le mani . Carezzava e manipolava le tette e di tanto in tanto prendeva i capezzoli tra le dita e li “arrotolava ed allungava”.
Aveva gli occhi chiusi e inconsciamente aveva socchiuso le labbra da dove spuntava un pezzetto di lingua. Era un’immagine viziosa ed erotica..
Enrico prese a lavorarle attentamente la passera. Soffiò sui riccioli peli per farsi spazio e con le dita allargò le grandi labbra. Dapprima con la lingua giocò con esse leccando e soffiando , poi le sue labbra circondarono la clitoride e presero a succhiarla dolcemente .
Mia moglie fremette spingendo la passera verso la sua bocca.
Mangiala . E’ tua.
Non smetteva di leccare e succhiare la clitoride. Lei gemeva sotto l’incalzare del piacere. Muoveva in tondo il bacino godendo delle sensazioni provate.
Aveva staccato le mani dalle tette e le aveva portato sulla sua testa, non la spingeva, ma teneva le dita tra i suoi capelli come per ringraziarlo..
Continuava succhiarla quando aggiunse un dito nella vagina .
Scivolò nel bagnato ingresso . Aggiunse subito un secondo dito ed insieme la penetrarono strofinando le delicate pareti.
Riprese a leccarla sulla zona della clitoride che adesso eccitata era in bella vista mentre la scopava con le dita.
Il piacere di mia moglie tracimò . Spostamenti incontrollati del suo corpo preavvisarono dell’imminente orgasmo.
Le sue mani erano affondate sulla testa di Enrico ed adesso premevano ;era in preda al piacere.
Solo pochi momenti, la conoscevo, ed avrebbe raggiunto l’orgasmo, quando lui a sorpresa si staccò dalla vagina sottraendo anche le dita.
Lo stupore, lo sconforto, la sorpresa negli occhi di lei. Il noooo che la sua bocca emise diceva tutto.
Lui , quasi con cattiveria: allora ti piace, brutta troia. Vuoi godere? Dillo.
Si, si
E allora dillo che vuoi essere scopata e reinfilò le dita.
Lei con occhi folli ed imploranti gli disse :bastardo. Si, mi piace. Voglio. Scopami. Scopami “ subito” .
Questa era la moglie che non conoscevo; compresi quanto avevo sbagliato nel trattarla da santa.
Ma lui le sali sopra. Le pose il suo sgraziato, abnorme ,cazzo tra le tette e scivolò verso l’alto facendolo arrivare alla sua chiusa bocca.
Premette il cazzo contro le sue labbra che si aprirono facendo uscire la lingua che diede dei timidi colpi sulla testa del cazzo.
Lo fissava negli occhi, le sue mani si mossero , strinsero le tette imprigionando il cazzo e…
lui la scopò tra le sue mammelle ; avanti ed indietro tra quelle dolci colline.
Poi le mani di Valentina lasciarono i seni e si appropriarono del cazzo; circondarono il grosso tronco e lo masturbarono con foga tirandolo verso il viso.
In alto la lingua si poneva sul glande scivolando su esso e continuando a disegnare nuovi ghirigori di saliva.
Enrico non era in grado di resistere a quel fantastico trattamento
Si puttana, siii, se continui sborro, ma aspetta ,fermati ,prima voglio sentirti godere con la figa.
Era quello che mia moglie aspettava.
Lui scivolò tra le sue gambe. Lei lo abbracciava ,non capiva più nulla, pregustava il grande momento. Voleva godere. Le sollevò le gambe che lei portò in alto attorcigliandolo ai fianchi e aggrappata gli si spinse contro.
Dammelo. Entra. Fammi godere.
Enrico spinse , ma il pene non entrava .Troppo largo. Dovette premere con forza mentre lei lo aiutava allargando il più possibile le gambe. Non era sufficiente. Mia moglie sentiva sicuramente male e con le dita armeggiò sulle grandi labbra tirandole all’esterno.
Spinse mentre lei digrignava i denti per il dolore e lo sforzo, poi Enrico le mise le mani sotto il culo e la tiro a sè con forza e finalmente sfondò, superò l’ingresso.
La lattina, l’uccello, era dentro ,da quel momento lei non smise un attimo di gemere dal piacere
L’uccello le deformava la vagina; le grandi labbra erano tese e le terminazioni nervose della vagina venivano sollecitate all’estremo portandola in cielo.
Quando la bocca e la lingua di lui cercarono la bocca di lei furono accolte con ingordigia ,e le lingue e le salive si mescolarono
Il furore di lui, la bellezza di lei. La bella e la bestia (il sesso “copre” tutto).
Il cazzo affondava con forza nell’invitante ventre. Penetrazioni violente che ogni affondo la facevano sobbalzare . I grossi seni si muovevano ondeggiando richiamando l’attenzione di Enrico che si piegò su loro, li baciò e succhiò gli invitanti grossi e scuri capezzoli.
Lei voleva raggiungere il rinviato orgasmo ed i suoi talloni attraevano la schiena di Enrico attirando il cazzo ancor di più in sè.
La continuava a scopare con abilità, ma rallentò il ritmo. Voleva tenerla sull’orlo dell’orgasmo senza mai farla godere definitivamente.
Cazzo come sei calda, che troia sei. Capisco tuo marito, scoparti è fantastico.
Parlava e la chiavava stando attento a tenerla alle soglie
dell’orgasmo. L’aveva resa una dolly.
La girò alla pecorina infilzandola come un pollo allo spiedo. Mia moglie non ebbe quasi il tempo di accorgersi del cambiamento.
Su puttana, muovi il culo come sai fare solo tu e rimase fermo con il cazzo infisso in vagina. Staccò le mani dai fianchi di lei e rimase come unico punto di contatto tra loro il cazzo sprofondato.
Vi fu un attimo di pausa e lei cominciò una erotica danza. Il suo culo, quel culo che faceva girare la gente per rimirarlo quando passava ; quel culo, che ondeggiava sotto opportune gonne sapientemente indossate e che popolava i sogni di più persone ,iniziò a muoversi in modo ondulatorio sino a prendere un movimento quasi circolare. Mi immaginai il massaggio che provava il cazzo di Enrico e le sollecitazioni che provava la vagina di lei. Doveva essere un reciproco immenso piacere.
Avevano un rapporto speciale .Facevano sesso con un feeling che non capivo, lontano da me.
Lui riuscivo a farle fare e dire cose impensabile per quanto conoscessi mia moglie. Ho sempre pensato che la sua sessualità fosse semplice e di poche pretese ,che fosse soddisfatta di quanto aveva con me. Forse ero io….
Nel mentre aveva il cazzo completamente affondato in lei .Le rimise le mani sui fianchi e riprese a scoparla con costanza facendola “soffrire” di piacere.
Mia moglie era di nuovo alle soglie dell’orgasmo . Per un paio di minuti vidi erotismo allo stato assoluto sino a quando lui “ tornò a provocarla”.
Scommetto che sei una zoccola che a tuo marito non fai pompini e se anche li fai non ti fai sborrare in bocca perché tu sei una “signora”.
Era vero.
Scommetto anche che nelle tue vacanze al mare son passati più cazzi nella tua bocca ed hai bevuta più sborra tu che una mandria di puttane della “bassa”
Mia moglie ebbe (spero) paura che interrompesse la chiavata rinviando ancora il sospirato orgasmo e allora: “Si, si ,è tutto vero quello che dici ,ho preso tanti cazzi in bocca e se vuoi te lo succhio tutte le volte che vuoi , ti faccio sborrare in bocca ; berrò tutta la tua sborra. Faccio tutto quello che vuoi.
Lui soddisfatto di averla portata a quel punto le spinse la testa di lato per farsi baciare. La baciò . Le succhiò la lingua. Mia moglie si fece rubare l’anima con quel risucchio.
Poi spostò il capo sulla delicata congiunzione tra spalla e collo ed il suo bacio divenne quello di un vampiro. Succhiava, succhiava, la stava marchiando; intanto continuava a scoparla selvaggiamente e lei presa dal piacere non si accorse del marchio ricevuto. Stavano per venire tutti e due, era visibile.
Per quanto possibile lei dovette sentire che il suo cazzo, pieno di sperma, stava ingrandendosi prossimo all’eiaculazione e…… disse no, per favore no. Non venire dentro. Lo sai. Non voglio restare incinta.
Allora era certo che non fosse la prima volta che scopavano…
Lui, non è detto che rimani incinta e comunque se non vuoi un altro pargolo puoi sempre abortire , ma se vuoi smetto e fece per estrarre l’uccello.
Lei : no, non voglio, lascialo dentro, continua...
E lui: allora mi vuoi e non attese altro. Pompò a ripetizione
Immaginavo la vagina dilatarsi ad ogni movimento del suo uccello. Mia moglie urlava il suo piacere. Siiii, ancora, siiii. Sborra. Vieni . Riempi la tua cagna
Poi oohh, oohh, siii, vengo. Sembrò presa da un attacco epilettico, continuava a fremere ed a sobbalzare .Lui immobile in lei attese che il suo orgasmo raggiungesse il culmine e quando poi le membra di lei rilassarono affiancò la testa alla sua e le disse ad un orecchio : sei mia, puttana e risollevandosi emise un lungo siiiii deponendo numerosi getti di sperma nella vagina di mia moglie . Essa non si perse nemmeno una goccia dello sperma introdotto. Il cazzo di Enrico ,fermo in fondo, faceva da tappo alla vagina, ostruendo l’uscita
Solo dopo quando l’uccello perse la rigidità e lui lo estrasse ponendosi al suo fianco , dalle aperte gambe poggiate sul letto lo sperma fece capolino dalla vagina e scivolando tra le gambe giunse sul lenzuolo macchiandolo. La “lattina” si era svuotata ,ma la forma, anche se non più dura, era sempre quella.
Le aveva slargata la vagina .Aveva la stessa forma che ebbi occasione di vedere dopo il parto di nostro figlio.
Ragionai e compresi su come Enrico potesse convincere , se fosse vero, a far “battere” qualche disperata.
La mano di lui si portò tra le gambe di Valentina e le dita si intrisero del suo sperma. Le portò poi alla bocca di lei che passiva la aprì. Le dita erano in lei, giravano nella bocca e lei le succhiò pulendole dalla sborra che le ricoprivano.