i racconti di Milu
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Ho risposto un po’ per gioco un po’ per curiosità a quell’annuncio. Da quel giorno la mia vita è radicalmente cambiata, in una maniera che non avrei mai immaginato. Capire finalmente qual è la mia vera natura mi ha donato molta serenità: ho finalmente capito di essere una schiava.

Mi chiamo Ilaria, ho 25 anni. Sono castana, di media altezza con un fisico ben proporzionato: una seconda abbondante di seno, la pancia piatta e due belle gambe. Qualche settimana fa ho risposto ad un annuncio online “Cerco schiava virtuale”.

“Ciao Serenissimo, sono interessata all’annuncio, mi chiamo Ilaria e ho 25 anni, abito a Milano.” Stavo esitando a cliccare su “Invia”. Un misto di vergogna, agitazione ed eccitazione mi pervase all’istante. Invia. Ho ultimato i preparativi prima di uscire di casa con il pilota automatico, perché il mio pensiero era sempre fisso: mi risponderà? Chi è? E se è una persona che conosco? Che figura ci faccio?
Una volta uscita di casa, perdo l’autobus e controllo la posta sul telefonino. “Trascina in basso per aggiornare”. Niente. Arrivo in ufficio, cerco di lavorare. “Trascina in basso per aggiornare”. Ancora niente. Inizio a dubitare che sia stata una mossa intelligente rispondere all’annuncio. Finalmente arrivano le 13 e scendo a pranzo con le colleghe. “Trascina in basso per aggiornare”.
Ecco la risposta. Mi agito. Nascondo il telefono. Il cuore inizia a battere a mille. Allora esiste!

“Cagna, due note per cominciare questo gioco: rispondi con "Accetto mio Padrone!"  ed una tua fotografia

Per me il controllo e l'umiliazione sono solo ed esclusivamente mentali. Ci sono e ci saranno richieste a sfondo sessuale, ma non saranno sicuramente il focus principale. Di seguito troverai le regole che dovrai seguire. Queste sono le regole base, potrebbero aggiungersene con il procedere del gioco.

1. comunicheremo via email (questa) e tramite Telegram.
2. Mi dovrai inviare una mail ogni sera, se non dovessi riuscire a farlo in un tal giorno, me lo devi comunicare il giorno precedente. Io ti risponderò con le istruzioni per il giorno successivo. Dovrai leggerla e mandarmi conferma di avere capito quanto scritto ed eventualmente fornire risposte a quanto chiesto dal tuo padrone.
3. Non puoi fare domande: quello che capisci capisci, se sbagli ad eseguire una mia richiesta ti punirò.
4. Ti devi rivolgere a me dandomi del lei. Io mi rivolgerò a te con insulti vari che ricordano quanto tu sia una cagnetta ed inferiore al tuo padrone.
5. Prima di iniziare qualsiasi pratica, dovrai compilare un questionario sulle tue preferenze sessuali e non.
6. Mi dovrai chiedere il permesso (tramite Telegram, a questo numero xxx xxxxxxx) per: mangiare, andare in bagno (specificando quello che devi fare) e fare l'amore o autoerotismo.”

“Accetto mio Padrone!” è stata la mia risposta, avendo cura di allegare la foto in bikini di un week end al mare. Davanti al mio viso avevo piazzato una ella emoji, quella con gli occhiali da sole.
Devo essere onesta, non avevo letto e digerito tutto il messaggio quando ho risposto. Ho riletto la email dopo pranzo con calma e punto dopo punto mi sentivo sempre più in allarme. Il tono mi sembrava già duro fin dal principio, immaginavo che prima ci saremmo conosciuti un po’ meglio, invece no. E poi, dovevo dirgli quando andavo a fare pipì?! Davvero?
In ogni caso ho salvato il suo numero nel mio smartphone, l’applicazione che ha nominato già la usavo.

A metà pomeriggio blocco il pc e mi alzo per andare in bagno, come ho sempre fatto. Mentre me ne stavo in piedi davanti alla mia scrivania, mi è venuta in mente l’email del mio padrone: che faccio?

Apro la nuova chat

-Padrone-
-sto andando in bagno-

-Brutta cagna.-
-in che modo questo è chiedere il permesso?-
-Piscia pure lurida cagna, ma era sei in punizione.
Sta sera ti aspetta una email interessante.-

Ero spaventata all’idea. Pensando che avrei dovuto continuamente chiedere il permesso, mi sono sentita una bambina. Una bambina piccola incapace di fare da sé che deve chiedere il permesso al genitore. Le mie guance sono improvvisamente diventate rosse ed ho iniziato a sentire uno strano formicolio tra le gambe. Ho ripreso in mano il cellulare –Brutta cagna- leggendo quell’epiteto la sensazione aumenta. Sono una cagna. Sono in attesa della mia punizione. Entro in bagno, mi abbasso i pantaloni ed il tanga. Sono bagnatissima. Mi è bastato leggere –piscia pure lurida cagna- che in automatico la mia mano inizia a strofinare il mio clitoride. Mi stavo toccando, per la prima volta nel bagno dell’ufficio, perché uno sconosciuto vuole controllarmi e mi ha chiamata ‘lurida cagna’. Ero ipnotizzata, completamente persa ed iniziavo a diventare consapevole dell’errore che avevo commesso nel rivolgermi al mio Padrone in quel modo. Più aumentava questa consapevolezza, maggiormente in me si instillava la motivazione a seguire questo percorso: stava diventando reale. Reale come la mia eccitazione. Ho iniziato a mordere la manica della mia maglia per non fare rumore mentre godevo. È stato un lampo. L’orgasmo mi ha colta subito, molto violento e molto potente. Mi sono dovuta appoggiare al muro perché sentivo le gambe deboli.

Si Padrone, diventerò tua.
Note finali:
Presto continuerà e la punizione di Ilaria la metterà in difficoltà! Cercherò per quanto possibile di alternare i due punti i vista, della schiavetta e del padrone.
Per eventuali commenti o spunti, scrivetemi qui: serenissimi@outlook.it Grazie!