i racconti di Milu
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L’ho vista per strada che vagava senza un riferimento. Io camminavo e guardavo le vetrine dei negozi chiuse avendo necessità di una maglia in cotone per l’estate. Ero uscito a negozi chiusi a causa del mio lavoro che mi porta a fare sempre straordinari ed avere tempo per me solitamente dopo le 8.30 della sera.
Il suo camminare non lineare ed interrotto senza un motivo mi aveva incuriosito. La seguivo con lo sguardo avendo sentore che qualcosa non andasse nell’umore di quella donna. A vederla così le faceva pietà ma si rendeva anche conto che lei era una giovanissima donna di classe che indossava un bel vestito ed aveva un bel portamento. Le sue scarpe e la pettinatura non erano di donna trasandata o che vivesse male.
Lei si è seduta al tavolino di un bar ed in mano ha un fazzolettino di carta raggomitolato. Ho pensato ad un raffreddore o un’allergia a qualche polline.
Continuavo a fissarla perché quell’immagine per un motivo sconosciuto mi portava gli occhi sempre lì e non potevo farne a meno.
Lei entrò in un bar per magiare qualcosa e così ho fatto anche io ma seduti ai rispettivi tavolini. Al termine si è levata dalla sedia e si è avviata ed io come preso da chissà quale istinto l’ho seguita. Percorso qualche centinaio di metri la donna si accascia sul marciapiede ed io subito dietro di lei mi inchino, le prendo le braccia per aiutarla e poi le cingo la vita con le mani per sollevarla, avendo visto che da sola avrebbe avuto difficoltà.
Vista la situazione non mi pongo il problema del ‘Tu’ o del ‘Voi’ e mi rivolgo a quella donna dicendo "Posso fare ancora qualcosa per te?"
La risposta dopo un secondo è "Farmi compagnia..." in tono afflitto nell’asciugarsi le lacrim, mettere a posto i suoi vestiti e proseguire con queste parole "Penserai di esserti imbattuto in una donna depressa o con un dolore grande e invece voglio assicurarti che sono una persona fin troppo normale che ora vive una situazione molto particolare"
"Infatti non lo pensavo; non sei il tipo da girare sola a quest’ora!"
"È così. A quest'ora di solito mi preparo ad andare a letto per dormire e adesso, che sono fuori, che non posso andare a casa, ho un po' paura e mi sento sperduta"
In un lampo capisco che non ha casa o che è stata mandata via chissà per qual motivo ed ha rimpianto per la vita che faceva.
"Dalle tue parole capisco un disagio ed allora ti invito a raccontarmi la tua storia. Ho tutto il tempo che vuoi"
Senza esitare inizia il suo racconto.
"Ti ringrazio. Ho proprio necessità di confidarmi con qualcuno e sei capitato tu che per me sei uno sconosciuto che mi può ascoltare senza essere influenzato e prendere parte ai fatti che dirò. Ti racconto in breve ciò che mi è accaduto.
Sono sposata ormai da quattro anni, da quando ne avevo venticinque, con un imprenditore quarantenne. Dopo essermi sposata mi sono resa conto che è stato un matrimonio senza amore. Convinta da familiari e da amiche ho cercato in lui solo una stabilità economica che mi permettesse di non lavorare e al contempo di non essere mantenuta dai miei genitori. La mia convinzione era di essere così felice ed essere per lui una donna giovane e bella da usare ogni tanto.
Le sue aspettative furono mantenute, lei mie no.
Mio marito fin dall'inizio non mi ha trascurato forse presagendo o forse è stato convinto da altre persone a sposarmi. Lui andava via, diceva per lavoro, per settimane e mi lasciava relegata a casa sempre sotto controllo con telefonate al telefono fisso o mandando a suonare al campanello con scuse banali amici e anche parenti. Ogni tanto, per darmi un contentino, mi portava a qualche serata importante per fare bella figura e per farmi apparire la sua donna splendida per creare l’invidia degli altri. Non potevo incontrare nessuno e né mi lasciava fare nulla al di fuori di casa perché era anche gelosissimo ed estremamente possessivo.
Ciò che mi dispiaceva e che desideravo fortemente era fare l’amore con lui ma lui niente. Così i miei desideri sessuali dovevano essere appagati da un vibratore che avevo acquistato on line. Pensavo ‘devo farmi sempre scopare e godere con uno fallo di plastica?
Su internet potevo acquistare qualunque cosa non avendo nessun controllo della posta. Ho quindi acquistato di tutto e di più: dai sex toys più svariati ai quadri, alle suppellettili preziosissime, ai gioielli.
Non avevo la forza di reagire lasciandomi andare in quello stato che sempre di più mi avvolgeva e limitava allo stesso tempo fino a stasera in cui l'ho addirittura supplicato di fare l'amore.
Lui per risposta mi ha detto chiaramente di no.
Lui sembrava un vecchio rinsecchito il cui sesso era a riposo forzato da tempo ed io una donna giovane e formosa. Così, disperata, mi sono messa un impermeabile sopra la vestaglia che uso in casa e sono corsa via senza dire nulla. Sono sicura che lui non se ne è neppure accorto"

Ho ascoltato quelle parole con attenzione.
Era vero che effettivamente sotto l'impermeabile aveva solamente una sottile e quasi trasparente veste da camera di seta bianca di ottimo gusto e fattura che lasciava intuire le sue forme che erano realmente molto provocanti.
Quel che appare ai miei occhi è un seno sodo e davvero prosperoso, una vita magra e delle gambe anch'esse sode.
"Dimmi cosa potrei fare per te?" le dissi con tono indifferente.
Lei con tono supplichevole "Non lo so. Io non so a chi rivolgermi. Lui mi ha isolata. Non ho più amici miei, non so dove andare e non me la sento ancora di ritornare al casa da lui"
Colgo nella parola ‘ancora’ un significato e replico "Quel 'ancora' sta a dire che vuoi tornare a casa, ma che non ci sono le condizioni adatte per una tua vita in con lui?"
"Proprio così! Ma non posso fare altrimenti! Quell'uomo, fino a che sono sposata con lui, non si interessa a me, ed ora che sono scappata di sicuro al rientro di sicuro me la fa pagare cara perché per lui io sono una sua proprietà, una sua cosa"
"Capisco, ma non so proprio come aiutarti! Se vuoi al massimo posso ospitarti questa notte a casa mia, visto che abito da solo"
"Speravo che me lo chiedessi, non so come ringraziarti" mi dice la donna
Alle sue parole la guardo e accenno un sorriso.
Le prendo la mano per aiutarla ci avviamo verso casa mia che non è lontana da dove ci troviamo.
Lei si avvinghia al mio braccio e mette la testa sulla mia spalla Capisco ha bisogno d'affetto e così le cingo la vita col braccio ed avvicino la testa alla sua.
Non ci parliamo per tutto il tragitto.
Aperta la porta accendo la luce e la invitò ad entrare, le sfilò l'impermeabile e vedendola un po’ infreddolita pensò a come si sarebbe potuta scaldare "Vuoi qualche cosa di caldo da bere e un vestito più adatto?"
"Beh! P il bere non se ne parla perché non riuscirei ad inghiottire nulla. Gradirei molto invece un vestito un po' più caldo di questa vestaglia”
La mia offerta era stata avventata perché lei era una donna ed avevo in casa solo indumenti da maschio. Mi viene intesta di darle un maglioncino di lana lasciato da una ragazza, che ho avuto e che è stato l’omaggio di una notte di sesso, e un pantalone della mia tuta.
Lei è allegra che la stia coprendo con qualcosa di caldo e nel levarsi la vestaglia rimane con le sole mutandine.
Così ho l’occasione di vedere le sue tette che subito dopo per pudore copre con una mano, mentre con l'altra si infila impacciata i pantaloni. Quelle tette le ho intraviste ma il tempo è stato sufficiente a vedere tette sode e tonde da non sembrare vere. Sembrano non vere tanto sono belle e ne resto ammaliato.
Subito dopo indossa il maglione che le stava un po' stretto rendendola ancora più sexy.
Le chiedo se vuole dormire subito e lei annuisce quindi mi è spontaneo condurla nella camera degli ospiti e prima di spegnere la luce chiedo se ha bisogno di qualcos'altro.
Lei senza darmi una risposta va verso il letto e scuotendo la testa lo guarda e ringrazia.
Così vado nella sua camera e dopo essermi spogliato mi metto sotto le lenzuola spegnendo la luce.
La situazione in cui mi ero cacciato era eccitante e diversa da come me l’avrei aspettata di conseguenza non avevo assolutamente sonno e così dopo essermi girato e rigirato nel letto mi sono levato per andare in bagno. Uscendo dalla mia camera vedo che nella camera dove c’era quella donna la luce dell’abatjour era ancora accesa e la porta è socchiusa. Mi avvicinò silenzioso e dallo spiraglio guardò dentro. Vedo lei, seduta sul letto con la schiena contro il muro che si stava masturbando!
Sul momento pensò di aver ospitato una pazza maniaca e ninfomane e rimango però incantato a guardare.
La donna si accorge che sono lì dietro la porta e si volta a guardarmi. Sono spaventato credendo che si infuriasse con me e mi considerasse un maniaco guardone, invece non fa niente se non che mantenne il suo sguardo verso di me godendo del fatto che la vedessi masturbarsi.
Dopo qualche istante mi invita ad entrare e timidamente con lentezza apro la porta e mi avvicino al letto.
"Suppongo che mi creda matta o forse ninfomane. Ma io non lo sono. E’ che la mia voglia di fare sesso per tanto tempo repressa mi porta a fare ciò che di solito sono considerati gesti osceni o inconsulti come adesso che mentre ti parlo godo mentre tu mi guardi e per il solo fatto che tu mi stia lì con i tuoi occhi incantato dal ditalino che mi sto facendo. Debbo anche confessarti che conoscendoti hai fatto nascere nella mia mente nuove fantasie e di conseguenza non ho resistito alla tentazione di toccarmi"
In quel momento ho provato una grande tenerezza e mi sembrava una fortuna avere a disposizione una bella figa come lei così disponibile che esprimeva le sue necessità sessuali. Ho pensato “Ho trovato un tesoro in questa figa. Mi sa che la convinco a restare con me, anzi mi ci metto insieme così ho da scopare quando mi pare. Se poi è così affamata di sesso allora le cose si mettono bene per i giorni che verranno. Allo stesso tempo non mi capacito che una femmina come lei così giovane si sia ridotta in quello stato di necessità al punto da essere fuggita di casa per scopare”
Mi siedo sul letto e lentamente avvicino le labbra alle sue e quando si toccano lei rimane immobile per farsi baciare. E’ un lungo bacio appassionato e pieno di dolcezza, le labbra carnose di lei si muovono lentamente contorcendosi sulle sue. Quando il baciò ha termine vedo delle lacrime scendere sul suo volto e quasi piangendo mi dice "Grazie". Dopo una pausa di un secondo prosegue "Forse è questo di cui ho bisogno: sfogarmi con qualcuno, con qualcuno dolce ed affettuoso come te"
Senza parlare le do un altro bacio, poi metto le mani sotto alle sue ascelle e la faccio distendere sul letto. Lei capisce subito che la voglio e reclinando la testa all’indietro mi fa capire che si sta concedendo totalmente.
Avendo avuto l’ok all’accoppiamento mi sono tolto il pigiama ed ho aiutato lei a togliere il maglione.
Mi sono buttato sul suo collo per baciarlo appassionatamente ben conscio che è una delle sue zone erogene. Infilo lentamente una mano sotto i suoi pantaloni e iniziò ad esplorarla nel ventre andando a toccare i peli del pube che sono corti, chiari e ben rasati, segno che cura le parti intime. I peli vicino alle grandi labbra sono umidi e non è sudore e al solo sfiorare il clito lo sento già pronto al titillamento; il che mi conferma che la donna è già eccitata. Era logico che fosse bagnata perché quando la vedevo da dietro la porta si stava sgrillettando.
La mia azione prosegue accarezzandola e toccandole anche l'interno delle cosce col palmo della mano. Al mio passaggio delle mani lei sussulta. Arrivo a mettere le mani aperte sui glutei piccoli e tondi e quando poi tornò a sfiorare lievemente le morbide intimità in mezzo alle gambe lei freme ed allora i movimenti della mia mano si fanno più decisi.
Abbasso ancora di più i pantaloni che le avevo prestato e con il mio viso vado all'altezza del suo sesso che iniziò a baciare fino ad insinuare la lingua fra le grandi labbra. E’ a questo punto che lei spalanca la bocca, chiuse gli occhi, muovere ritmicamente il bacino avanti e indietro sempre più velocemente e infine venire una prima volta schizzando violentemente i suoi umori in aria e sul mio volto.
Per qualche minuto restiamo immobili, avvinghiati con i corpi caldi e sudati.
Lascio che lei si riprenda dall’orgasmo che l’ha squassata poi le accarezzo dolcemente i capelli e le allora decido di sfilarle i pantaloni e di seguito poi le mutandine lasciandola completamente nuda.
Era stupenda. La pelle è chiara e liscia. Il suo corpo non ha smagliature ed è ovunque soda e senza cellulite. Ora è evidente che la sua disponibilità economica è notevole. Un corpo così lo si ottiene solo se hai soldi e tempo da dedicare alla cura personale.
E’ veramente bella e magnifica.
Affondo la testa in mezzo alle tette le bacio e le lecco.
Alle mie leccate risponde dischiudendo appena le labbra ed emettendo dei deboli gemiti di piacere. Esploro il suo corpo con le mani mentre quelle sue mi accarezzano la schiena.
La bacio nuovamente a lungo mentre le sue mani continuano a giocare con dolcezza sul mio corpo.
Solo ora ritengo di accoppiarmi con lei e mi accingo ad entrare nel suo sesso con il mio.
Lei capendo per intuito ciò che sta per accadere, dischiude lievemente le grandi labbra ed io inserisco il suo pene .
Iniziò a muoversi lentamente dentro di lei che oramai emette dei gemiti ben udibili e si dimena sotto di me.
Entro ed esco sempre più velocemente fino a che la porto ad un orgasmo di intensità doppia rispetto al precedente che la fa quasi svenire.
Proseguo con la mia azione preso dalla libidine anche se lei stordita forse non percepisce ciò che sta per succedere. Pochi minuti dopo con la libido accentuata dall’avere una femmina inerme sotto di me con il mio sesso dentro sborro e e riempio la figa senza mettermi il problema delle conseguenze. Nel momento della sborrata non so se uscire o scaricarmi dentro di lei. Mi chiedo “… e poi?”. Non c’è risposta; ho già spruzzato sborra nella sua figa ed allora continuo a farlo fino ad esaurire la eiaculazione perso in un piacere stordente.
Con il mio sesso che si ritrae la abbracciò stringendola forte con lei che si addormenta tra le mie braccia.
Il giorno dopo mi sveglia la luce solare ed è già mattina inoltrata. Apro gli occhi ancora assonnato.
Faccio mente locale sulla situazione, la cerco nel letto ma il suo posto è vuoto, mi alzo subito ed in cucina trovo un foglio sul tavolo che leggo immediatamente.
Il foglio è scritto da quella donna che mi scrive ringraziandomi moltissimo rimarcando che senza di me e di ciò che c’era stato la notte precedente non avrebbe potuto sopportare la sua vita al fianco del marito.
Mi siedo sulla sedia e mi viene da dire “Cazzo! Capitano tutte a me?”
Mi riprendo e faccio colazione sconsolato. Stavo pensando a mettermi con una gran figa ed ecco che lei scappa ancora.
Mi stavo radendo la barba ed ecco che suona il cellulare. E’ lei che mi dice se poteva tornare a ripetere l’esperienza con eventuali modifiche erotiche.