i racconti di Milu
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Indice
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Un brivido, un sussurro all’orecchio, ecco quello che mi ricordo del nostro primo incontro.
Sul treno, come ogni mattina strapieno di gente, sento la voce di lui provenire dalle mie spalle, le sue gambe sfiorano le mie e vedo il suo braccio distendersi di fianco al mio volto per sorreggersi. Non è la prima volta che qualcuno mi sta alle spalle sul treno, del resto essendo pendolare è normalità, ma stavolta sento un pizzicorio alla base del collo. E poi la sua voce, profonda con una nota di ironia “permetti, vero?” e si accosta a me.
Faccio un gesto vago con la testa, sono diventata rossa e mi ranicchio per fargli spazio. Stringo a me il mio laptop e creo un piccolo spazio tra noi.
Lui fa un altro passo verso di me, non mi posso scostare ulteriormente, cerco di guardarlo con la coda dell’occhio ma vedo solo la sua mano, il suo braccio e sento il suo respiro che mi sfiora il collo. Sento una scossa, mi si inturgidiscono i capezzoli ed iniziano a farmi male. Serro le gambe per placare il pulsare inadeguato. Ma che mi prende, che faccio?!? Lui riprende a parlare “si sta stretti stretti, ma non mi dispiace e a te?” e mi scosta una ciocca di capelli lasciata libera dal mio chignon. Panico, sono intrigata ma la mia natura non mi permette di essere sfacciata, sono talmente agitata che farfuglio un “non si preoccupi” e lui si fa scappare una risatina profonda che gli scuote il petto, che riverbera anche in me. Stupida, stupida, chissà questo che pensa ora! Lui mi sfiora il braccio con la mano libera, mi tocca ancora i capelli, mi sfiora l’orecchio e sento le sue labbra che quasi me lo baciano “sono stato fortunato ad incontrarti, sei talmente timida e questa cosa mi eccita”. Inizio a tremare leggermente, sono scioccata ed eccitata come non mai. Sono in balia di uno sconosciuto che mi importuna e non sono mai stata così eccitata. Faccio per girare il viso, e intercetto le sue labbra con la guancia. “Sei così soffice, morbida….mi vien voglia di assaporarti” Mi scosto come meglio posso, e mi ritrovo girata verso di lui, schiacciata contro la porta del vagone e con lui che mi sovrasta chino su di me. Mi sorride, un sorriso ambiguo. Io sono tutta rossa, accaldata, vorrei dirgli di smetterla, che non mi piace, che è inappropriato ma sono bloccata, dal suo sorriso, dal suo sguardo. Sembra che voglia veramente mangiarmi, si lecca le labbra “semplicemente stupenda, come un fiore fresco”. Chiudo gli occhi, la sua voce mi incanta, rabbrividisco ancora e lui lo nota…lui nota tutto. Mi accarezza il volto, le labbra e mi mette una gamba in mezzo alle mie. Sbarro gli occhi, sono smarrita, ma lui mi si preme addosso e la sua coscia mi tocca in mezzo, dove sento pulsare. Mi scappa un gemito, mi sento bagnata e la gonna mi sale vertiginosamente a metà coscia. “Oh, cosa abbiamo qui?” dice premendo ancora. “basta la prego” sussurro io ma questo sembra gettare benzina sul fuoco “tesoro, non ho ancora iniziato con te, vedrai come ti piacerà”. E’ molto alto, chinato verso di me sembra nascondermi dal resto nel modo. “No, io non…ecco io non…” inizio a balbettare, cavolo così proprio non va. “Sei talmente innocente, so cosa vuoi dirmi ma non posso non dedicarti le mie attenzioni” sospira lui vicino al mio viso. Sento la sua mano sulla coscia che inizia ad accarezzarmi, io cerco di spostarmi ma sono bloccata, stringo il mio computer e distolgo lo sguardo …guardo il petto di lui che inizia a respirare più veloce, vedo il rigonfiamento dei suoi pantaloni che mi preme sulla coscia e la cosa mi eccita a tal punto che mi scappa un gemito. Sento ancora la sua risatina, la sua mano arriva alle mie mutandine e sente quanto siano bagnate. Mi accarezza attraverso la stoffa, mi strofina e io mi mordo le labbra per trattenermi “così dolce, così sensuale, mi stai facendo impazzire” mi dice mentre mi scosta le mutandine, e io sospiro e lo lascio fare. Chiudo gli occhi e appoggio la fronte al suo petto, troppo presa dalla sua mano per capire che sto allargando le gambe per permettergli di infilarmi un dito dentro. Sono troppo concentrata sulle sensazioni che mi sta donando quella sua mano grande ed esperta, il suo dito lungo che mi incalza. Man mano che il ritmo prosegue lui mi preme con il viso sul suo petto, così che i miei gemiti di piacere vengano soffocati e si perdano nel vociare del treno. Rabbrividisco e vengo, vengo tanto, godo in modo irrazionale e gli bagno tutta la mano. Dopo un’ultima carezza, si porta le dita alla bocca e le lecca, sorridendo al mio sguardo sconvolto ed imbarazzato. “Sei stata perfetta, grazie” mi dice solo questo infilandomi il suo biglietto da visita nella tasca del pc. La gente inizia a scendere, siamo arrivati, lui mi bacia il naso e scende, io sono ancora sconvolta e mi abbandono contro la porta, rendendomi conto solo quando lo vedo andare via che ci siamo fermati in stazione. Cosa cavolo mi è successo?