i racconti di Milu
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Ogni benedetto giorno io l’avvisto rintracciandola di là in fondo, tenuto conto che non mi sbaglio, perché è proprio lei, placidamente accomodata di fronte al suo elaboratore, manifestamente impegnata essendo indaffarata al massimo per accontentare qualsiasi invocazione, cercando di soddisfare ogni richiesta da parte dei numerosi clienti.

E’ da tanto tempo che io osservo con attenzione e con spiccata solerzia quella splendida creatura, perché m’attrae invogliandomi a dismisura, visto che mi piace ogni giorno di più con quei capelli neri, con quel viso piccolo e con quei graziosi occhiali neri anch’essi che le incorniciano gli occhi di quel colore verde smeraldo, tenuto conto che poi il suo corpo slanciato è veramente favoloso. Il seno suppongo sia come dimensione equivalente a una terza taglia, i piedi sono ogni volta ben rifiniti con quello smalto azzurro che fa risaltare la sua pelle, dal momento che m’esaltano e m’ubriacano di mirabili impressioni, unitamente alla sua fragranza a tal punto per me espressiva e galvanizzante.

Oggi sono accanto a lei, poiché la sto aiutando a utilizzare il computer per dei nuovi programmi appena installati, pertanto la mia mano sfiora la sua mentre cerco di prendere il mouse per guidarla passo dopo passo. Lei ha un attimo d’eccitazione, direi velocissimo, però io me ne sono accorto mentre le rivelo come funziona il programma, di questo andare con cautela m’avvicino a lei e la bacio dolcemente dietro l’orecchio destro. Lei si gira e mi guarda, in quanto è un attimo impercettibile, lieve, al momento però le nostre labbra si toccano, le nostre lingue s’avvinghiano in un gioco irrazionale, passionale e spensierato. La mia mano scivola sotto la sua gonna, poiché è un’esperienza nuova dato che mi pervade tutto il corpo, giacché sento il suo calore crescere, diffondersi e intensificarsi all’infinito. Io m’abbasso, scosto le mutandine e dolcemente con l’indice e il dito medio allargo la sua parte più intima, la mia lingua adesso scivola accennata e leggera dentro di lei. Sento un suo gemito, mentre la mia lingua accarezza il suo delicato e gustoso clitoride. Adesso lei s’abbassa, le sue mani scivolano sui miei jeans, il mio membro è attualmente libero, perché sento la sua lingua colpire ripetutamente il glande, dal momento che è una meraviglia e una sensazione troppo veemente.

Lei in quell’istante si solleva e in seguito si sdraia sullo scrittoio, tenuto conto che la sottoveste è innalzata insieme alle gambe distese e spalancate, io le afferro la gamba, incomincio a baciarle un piede, per il fatto che emana un gradevole e intenso odore. Lei mi fa segno d’avvicinarmi, agguanta la mia mano e mi tira verso di sé, mette le gambe sopra le mie spalle e toccando il pene lo indirizza verso la sua fica sempre più calda e impaziente, al momento il mio membro è dentro di lei.

Noi due stiamo lentamente ansimando, allora io inizio ritmicamente a farle provare piacere, avverto cogliendo chiaramente il suo fiato su di me, dato che è una passione vigorosa che ci avvolge senza scampo né rimedio, io sento che sto per sborrare, avverto esplicitamente di non poter più resistere, anche lei lo sa, però sembra non importagliene, anzi, tutt’altro, mi fa segno di continuare, in quanto l’eccitazione è troppo intensa, radicata e vorticosa, a tal punto godendo simultaneamente io l’inondo per bene con il mio denso e candido seme spruzzandole la sua deliziosa fica. Dopo rimaniamo tutti e due distesi per qualche momento nella nostra silenziosa intimità, poco dopo ci alziamo e come se non fosse successo niente ci ricomponiamo e ritorniamo a lavorare.

Sfortunatamente però, è stata la prima e anche l’ultima volta, per il fatto che la nostra età è troppo contrapposta, contrastante e differente, per il semplice motivo che lei ha quarantatré anni, mentre io ne ho soltanto ventitré.

{Idraulico anno 1999}