i racconti di Milu
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Aprì la finestra del bagno e guardò svanire il fumo che l'acqua calda della doccia aveva generato.
Annusò la pelle liscia, sapeva di muschio bianco, si tolse l'accappatoio di spugna verde, indossato qualche minuto prima e cominciò a spalmarsi di crema idratante all'olio di mandorle.
Iniziò dalle gambe, salì fino al ventre, che carezzò con cura e terminò massaggiandosi i seni puntuti, caratterizzati da piccole areole scure e grandi capezzoli bruni.
Si guardò nel grande specchio del bagno, i lunghi capelli rossi raccolti dietro la nuca lasciavano libere delle ciocche che adesso cadevano davanti agli occhi limpidi, fece una smorfia sostenuta alla figura riflessa nel vetro, come recitasse una parte.
Uscì nel corridoio, sentì un refolo di vento provenire dalla finestra aperta del terrazzino della camera, chiuse gli occhi e lasciò che la brezza l'attraversasse, scivolando sul corpo.
Le piaceva camminare nuda in casa quando non c'era nessuno, provava eccitazione.
Un'eccitazione che si nutriva di fantasie diverse: una era che qualcuno la spiasse da dietro una finestra e magari si masturbasse immaginando di possederla, si piaceva e trovava che il suo esile corpo fosse ancora molto desiderabile, nonostante avesse passato i quaranta da diversi anni.
Riceveva continue dimostrazioni, forse dipendeva dal suo malizioso sorriso o forse da come si muoveva, cosa importava, le piaceva eccitare e sapeva che piaceva anche agli uomini, era un gioco divertente.
Entrò in camera da letto e passò davanti la finestra, si fermò rimirandosi nello specchio integrale dell'armadio, carezzò il sesso ricoperto da una striscia di peli scura, poi si sdraiò sul letto, la mente vagò a tutti gli ostacoli che aveva dovuto superare per diventare femmina, lei che era cresciuta in una famiglia conservatrice, ricevuto un'educazione rigidamente intrisa di un coacervo di dogmi che avevano frenato la sua esuberante personalità, fino a quando, adolescente, era riuscita ad affermare il proprio concetto di donna e pensando a questo, si masturbò.