i racconti di Milu
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"Cos'è la felicità per te? 

Per me è averti dentro."

 

Me lo dici sussurrando, con la testa ancora poggiata al mio petto, guardando nel vuoto.

Non vedo i tuoi occhi, ma so che stanno brillando. So che hanno quel brillio in fondo a destra, tra le sfumature dorate nelle tue iridi azzurre.

Hai quel brillio ogni volta che stai dicendo qualcosa di vero, ogni volta che sei autentica, che butti via le maschere e non temi più di farti vedere.

Poi alzi il viso e il tuo sguardo incrocia il mio.

"Tutto dentro." dici con un filo di voce, mentre la tua mano mi afferra la base del cazzo, toccandomi le palle.

Mi guardi aspettando una risposta. Ma una risposta non te la so dare, non con le parole. Allora faccio quello che so fare meglio: farti godere.

Ti butto giù dal letto violentemente. Tu fai un urlo spaventata. 

Mi fiondo su di te, ancora confusa a terra, e ti spalanco le gambe, con la massima apertura.

"aspetta...mi sono fatta male..mi hai.." 

Ti do uno schiaffo forte con la mano destra, che ti impedisce di completare la frase.

I tuoi capelli arruffati ricoprono il tuo viso rosso, mentre inizio a strozzarti con una mano.

"zitta Fra, zitta!" ti dico fissandoti negli occhi.

Sento il cazzo durissimo tra le mie gambe, rigido e pieno di potenza. Te lo struscio sulla tua figa incredibilmente bagnata.

Come fai a bagnarti così velocemente nel giro di dieci secondi? E' uno dei tuoi misteri che non comprenderò mai.

Ma va bene così. Certe cose non sono fatte per essere capite. Certe cose le devi fare, e basta.

Fare te è una delle avventure migliori di questa mia vita.

 

Sono pronto a penetrarti quando mi tiri uno schiaffo improvviso che mi fa perdere il controllo della situazione.

"Stronzo!" mi urli, e ti allontani da me a gattoni.

Non avresti dovuto farlo.

Ti guardo per un attimo, poco distante da me, a quattro zampe, con la tua meravigliosa figa ben esposta.

Faccio uno scatto in avanti e ti afferro la vita.

"Tu sei mia." ti dico, prima di fiondare la mia lingua sul tuo culo, a leccare vorticosamente tutto quello che voglio.

Sento un tuo gemito strozzato che tradisce tutta la tua recita di finta offesa, e rivela tutta la porca incontenibile che è in te.

Dopo appena dieci secondi sono costretto a ingoiare, tanto è enorme la quantità di umori che rilasci dalla tua figa vogliosa.

"Ti voglio..." sussurri, tra un gemito e un altro.

"Non ho sentito".

"Ti voglio! Ora!"

Mi allontano un attimo, e poi prendo a schiaffeggiarti il culo, velocemente, con entrambe le mani.

"Non ho sentito, gemi troppo forte".

"SCOPAMI! ORA! SCOPAMI!" urli a squarciagola, mentre diventi un lago tra le gambe.

Mi metto sulle ginocchia, afferro le tue natiche arrossate, e con un solo colpo il mio cazzo duro entra dentro di te.

 

Quasi come un'attrazione magnetica i nostri corpi si incastrano.

Tessere di un puzzle ora finalmente unito, compiuto, sensato.

Non capivamo da distanti. La distanza, la mancanza, energie negative pronte a decostruire tutto.

Ma quando sono dentro di te, la vita agisce con forza primordiale. 

E ti sento, ti sento dentro, come tu senti dentro me.

Ti sento nelle vene, ti sento nel mio sangue, che scorre all'impazzata in tutto il mio corpo, per farmi essere vivo, vivo e vegeto, qui, adesso, affinché io possa possederti e farti mia, e tu possa avermi tutto tuo.

Ora ha tutto finalmente senso.

Ora ha perfettamente senso essere vivi.

 

 

Affondo il mio cazzo duro completamente dentro di te, fino alle palle. La stanza si riempie del classico suono della scopata veloce e ritmica, puntuale nei suoi movimenti, precisa nelle sue dinamiche. Adori quel suono. Adori sentire il mio cazzo interamente dentro di te.

"E'...è enorme..." mi sussurri tra un gemito e un altro.

Poi mi prendi la mano destra e te la porti alla pancia.

"Lo sento...lo sento fino a qui." mi dici, premendo sullo stomaco. Quindi mi sporgo in avanti, con la mia bocca vicino al tuo orecchio, e sussurro.

"Ti scopo fino ad aprirti in due."

"Sfondami...ti prego!"

Afferro con le mani il tuo bacino e do un colpo con la massima potenza. Il suono che ne esce è incredibilmente forte e acuto, e tu urli come non avevi ancora urlato, a tal punto che temo di averti fatta male. 

"ODDIO SI!" urli a squarciagola.

E allora inizio il mio attacco completo.

Sistemo meglio le ginocchia a terra e inizio a scoparti con la massima velocità possibile. Interi colpi di andata e ritorno nel giro di pochi secondi. 

Ma non mi fermo ancora. Continuo senza sosta a sbatterti violentemente, con la più alta velocità possibile. I tuoi gemiti sono interrotti costantemente dal movimento del tuo corpo in avanti, sotto le mie spinte poderose che ti aprono in due. 

"ODDIO...ODDIO...ODDIO!" cerchi di urlare, mentre io spingo tutto il mio cazzo dentro la tua figa completamente aperta per me. Insisto ancora, inizia a mancarmi il respiro, inizia ad offuscarsi la vista tanta l'energia profusa, ma proprio quando penso di smettere tu vieni copiosamente. Urli tutto d'un fiato per interi secondi, così forte, così rumorosa, che penso tutto il pianeta ti abbia sentita. 

Un attimo dopo mi accascio su di te, e ci distendiamo insieme sul pavimento.

 

Sento un tamburo enorme tra di noi, la somma dei nostri battitti accelerati all'inverosimile. Tutto così forte, tutto così incessante, che non riesco più a distinguere il confine tra il mio battito e il tuo. 

Non so più dov'è il mio cuore.

So solo che non si è mai impegnato così tanto per darmi vita.

E' come se avessi sfiorato la morte per essere così vivo, adesso.

Come se tu fossi un viaggio così nel profondo dell'anima che per realizzarlo devi quasi togliertela l'anima.

Mi accascio sulla tua destra, così tu ti volti e ci guardiamo negli occhi, con i visi distanti un paio di centimetri.

Mentre sento il tuo respiro diventare il mio, ti guardo ininterrottamente nel profondo dei tuoi occhi, deciso a non distogliere mai lo sguardo.

Sei altrettanto decisa anche tu. E così passano minuti interi.

Non posso spiegare cosa ci stiamo dicendo ora, in questo silenzio prolungato. Perché nessuno ha mai inventato parole adatte per questo compito.

Lo so per certo.

So che nessuna civiltà, nessuna cultura passata e presente, nessun essere umano è mai riuscito nell'impresa.

L'impresa di trovare delle parole per te.

Trovare delle parole per noi due.

 

"vienimi dentro" mi sussurri all'improvviso.

"ma hai smesso di prendere la pillola..."

"non mi importa. ti voglio dentro."

Senza darmi modo di rispondere, ti abbassi lentamente sul mio corpo. Con un'eleganza naturale e una fluidità nel muoverti, che quasi sembri una sirena nuotare dolcemente nel mare, raggiungi il mio cazzo, ora a riposo. 

Non esiti a mettertelo in bocca, tutto. Ti piace tanto quando, in questo stato, riesci a prenderlo tutto quanto in bocca, fino alle palle, che massaggi con le dita. 

Sento così di botto tutto il calore della tua bocca. Inizi a succhiare dolcemente, usando magnificamente le labbra, facendole scorrere su tutta la superficie di pelle del mio cazzo. Poi ti stacchi e cominci una sapiente danza con la tua lingua. 

Giri intorno alla punta e poi inclini la testa per dare un'altra cadenza al movimento della lingua. Poi vai su e giù con tutto il collo, aumentando la velocità ma alternando la pressione della lingua. Quindi te lo rimetti in bocca, ma ora, duro e grosso com'è, arrivi soltanto a metà. 

Mentre è nella tua bocca, giri la lingua in senso orario e poi antiorario, in alternanza, ma contemporaneamente al tuo movimento di risucchio, avanti e indietro.

Sei incredibile. Sei così capace nel farlo, sei così abile nel cambiare costantemente dinamica, nell'inventarti movimenti nuovi, diversi.

Il tuo pompino è come un'opera d'arte, mutevole, complessa, piena di dettagli, viva, che si evolve continuamente.

Ogni minuto ha qualcosa di diverso.

Ed è la somma di tutte le tue caratteristiche migliori. La tua fantasia, la tua inventiva, la tua voglia di dare, perché il dare stesso è una forma di appagamento per te.

 

Poi mi afferri i fianchi saldamente con le mani, e ti spingi più in fondo che puoi. Con mio sincero stupore guardo il mio cazzo scomparire quasi interamente nella tua bocca.

Inizi a tossire, ti manca il respiro, e te lo tiri fuori dalla gola.

"sei pazza...non devi soffocare per me, non è che..."

Non mi fai finire di parlare che di nuovo te lo metti pressoché tutto quanto in gola.

Ti manca ancora qualche centimentro per toccare le palle con il tuo mento e per rendere questa tua gola profonda completa, ma non importa perché invece il mio appagamento è perfettamente completo. Percepisco infatti tutta la tua saliva avvolgermi il cazzo, tutto il calore della tua bocca accogliermi completamente. 

Poi riemergi e ti stacchi da me, con numerosi fili di saliva che collegano ancora il mio cazzo alla tua bocca. Ci giochi per un attimo con le dita, sorridendo, e poi mi tiri a te. 

Ci stendiamo nuovamente, questa volta io sopra di te, e ti penetro quasi senza neanche rendermene conto, come se i nostri corpi avessero deciso ancor prima delle nostre menti.

Il calore della tua figa è travolgente. Ho ancora impresso il godimento avuto dal tuo meraviglioso pompino che non trascorre neanche un minuto e sento l'orgasmo sopraggiungere.

Tu te ne rendi conto dal mio sguardo e allora mi afferri forte, così forte, come se da un momento all'altro qualcosa potesse portarmi via da te e tu fossi pronta a dare l'anima pur di impedirlo.

Già, dare l'anima.

E' quella che mi dai quando mi sussurri "completami..."

E io vengo.

Ti vengo dentro.

Svuoto tutto quello che c'è da svuotare, libero tutto quello che posso liberare e ti riempio tutta.

Sento i gettiti di sborra continui e ripetuti che sembrano non fermarsi mai, in quello che diventa l'orgasmo più lungo di tutta la mia vita.

Urlo, un urlo di liberazione, un urlo di soddisfazione, un urlo di totale appagamento, mentre le tue mani mi stringono forte i capelli e la schiena.

 

Nel momento di picco massimo di intensità sto quasi per chiudere gli occhi ma no, li tengo aperti. Voglio guardarti mentre vengo. Voglio che tu sappia che non sto andando da nessun'altra parte, con nessun'altra persona, con nessun'altra fantasia. 

Voglio che tu sappia che la mia fantasia sei tu, che la mia fantasia è questa realtà:

Venirti dentro mentre i tuoi occhi mi dicono quanto mi ami.

 

E poi, fine.





RT
Note finali:

commenti:

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