i racconti di Milu
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"ti voglio, ora, qui...ti voglio...Francesca..."

Sentendolo sussurrare il suo nome, lei ha un brivido lungo la schiena.

Si guarda intorno. Il parco sembra deserto per via dell'ora tarda. Sono vicini ad un muretto poco illuminato, tra ombra e penombra.

Sa cosa sta per succedere. Lo sapeva fin dal primo pomeriggio, quando si sono incontrati. E dirigendosi verso quel posto sapeva esattamente per quale ragione stessero andando proprio lì. E' inutile negarlo a se stessa. Vuole che succeda.

E, infatti, mentre è ferma lì, vicino quel muretto e lui le bacia il collo, infilando le dita nelle sue mutandine, tutte le resistenze vengono meno. Tutti i timori e dubbi spariscono, tutte le preoccupazioni da brava ragazza sono un ricordo lontano, tutti i freni e limiti si annullano.

Ha troppa voglia di cazzo. Ha troppa voglia del suo cazzo, lì in quel momento, in quel parco romano a mezzanotte, pronta a scoparla in tutte le posizioni.

 

Senza più esitare, lui la solleva leggermente e lei si mette a sedere sul muretto. 

Quindi le sfila la maglia e lei si toglie il reggiseno.

In quel momento, le sue grosse tette vengono liberate. Sono una visione meravigliosa per lui. Grandi e abbondanti nelle sue mani, con dei capezzoli rosei così invitanti. Sembrano quasi brillare di luce propria nel buio della notte. Lui è totalmente rapito dal loro fascino, le contempla per qualche istante, pensando di essere fortunato a poter essere lì davanti a lei. Poi si precipita a leccarle e succhiarle, mordicchiando a tratti i capezzoli. Non può resistere, in alcun modo.

Lei inizia a gemere. Lui mordicchia e succhia i capezzoli, spostandosi da l'uno all'altro. Le sue belle tette gli riempiono interamente le mani, sembrano essere fatte apposta per quello.

Poi, senza riuscire più a resistere, precipita verso il basso, alle sue mutandine. 

Le toglie senza pensarci due volte, mentre Francesca non riesce a pensare ad altro che a quanto sia sempre più eccitata. 

Lui la trova già bagnata, già pronta ad accoglierlo. Fionda la lingua in mezzo alle grandi labbra, poi bacia e succhia il clitoride.

Francesca gode, gemendo in modo forte. Il suo gemito acuto riecheggia tra gli alberi lì vicini.

Lei allarga completamente le gambe, e nel farlo si sente toltamente esposta, così porca e arrapata, a gambe spalancate in un parco a mezzanotte, sotto le stelle e sotto gli occhi di chiunque possa passare.

Lui continua a leccarla senza sosta, come se non avesse desiderato fare altro per tutta la giornata.

 

Dopo l'ennesimo gemito forte e improvviso, Francesca si stacca leggermente da lui. 

"Voglio il tuo cazzo. Adesso." gli dice con fermezza.

Lui, rapito da quella forza di volontà, resta quasi ipnotizzato. Lei scende dal muretto e lo afferra per la maglia, spingendolo spalle al muretto.

"Ho detto adesso" ripete lei, fissandolo negli occhi, quindi si abbassa velocemente e inizia a sbottonargli i pantaloni, dove nota un vistoso rigonfiamento. E, dopo qualche secondo, apre tutti i bottoni. Il suo cazzo duro e pronto esce all'aria aperta come una sorpresa.

Lei lo fissa per un istante, e poi se lo mette in bocca. Le sue labbra avvolgono la punta mentre la sua mano inizia a segare la base. Con l'altra mano accarezza i testicoli. Inizia a succhiare più velocemente, spingendosi un po' più in profondita sul suo cazzo, mentre lui geme di piacere.

Le piace, le piace ritrovarsi con la bocca piena di cazzo mentre non riesce a pensare più a niente se non alle sue voglie più istintive.

Ma in quel momento sente un rumore poco distante. Quindi interrompe il pompino e si volta alle sue spalle. Ma non c'è nessuno. 

Quel rumore improvviso tuttavia diminuisce leggermente l'eccitazione, riportandola per un istante con i piedi per terra, dov'è inginocchiata a spompinare un cazzo in un luogo pubblico, sebbene di notte. 

 

Una leggera preoccupazione si fa strada e lei sussurra "ma se ci vede qualcuno? forse dovremmo..." ma non fa in tempo a finire di parlare che lui le infila di nuovo il cazzo in bocca, afferrando con decisione la testa.

"mh..mmmmh!" mugola Francesca, nel tentativo di dire qualcosa. Ma lui continua a scoparle la bocca senza sosta, e lei, nel ritrovarsi un cazzo quasi interamente in gola, cede inevitabilmente. Torna a sentire la sua figa bagnata e vogliosa all'inverosimile, e mentre lui continua a sfondarle la bocca con il suo cazzo duro, lei inizia a toccarsi, masturbandosi velocemente. 

Non ne può più, non può più resistere. Entrambi non possono più resistere.

E così lui la fa rialzare e sedere nuovamente sul muretto. Lei non esita a spalancare le gambe. Lui ammira per un attimo la vista di Francesca a gambe aperte, con quella meravigliosa figa pronta ad accoglierlo. Infila il preservativo, e senza indugiare oltre, la penetra lentamente.

 

Sentire il suo cazzo entrarle dentro è un'estasi per Francesca, che finalmente si sente riempita, completata. Lui percepisce tutto l'immenso calore di lei, della sua stretta, della sua unione, e gli sembra di non essere più in un parco romano, ma in un posto lontano da quel pianeta. E' troppo bello per essere vero. Eppure, è vero.

 

E' vero il gemito di Francesca guando il cazzo entra completamente dentro la sua figa bagnata.

E' vero l'abbraccio forte e deciso dei due corpi, intenti a celebrare l'unione più bella di tutte, sotto il cielo affinché tutte le stelle possano vedere.

E' vero il sesso, forte e vitale, potente e intenso, che li lega.

E' vero il mondo, che sembra essere stato creato apposta perché loro due potessero scopare lì, in quel momento, in quel preciso istante, in quella notte, per tutta la notte.

 

 

Lui continua a scoparla in quella posizione, velocizzando il ritmo, finché tutto il cazzo non entra ed esce ripetutamente dalla sua figa. Gemono insieme, mentre si stringono forte.

Francesca poi vede in lontananza delle persone passeggiare per un sentiero poco lontano. 

"ci...ci possono ved...vedere..." dice lei, tra una botta e un'altra, tra un affondo di cazzo e un altro.

Lui, percependo la sua preoccupazione, si stacca da lei.

Fissa l'ambiente circostante, e guarda gli alberi poco distanti.

Quindi la afferra e la spinge verso il tronco più vicino, con quel fare animalesco che non ammette repliche. Si sente totalmente infuocato da lei.

 

 

Francesca non è da meno. Si appoggia all'albero e si china da sola, quasi a 90, con la figa spalancanta per lui.

Stringe forte la corteccia quando pochi secondi dopo sente tutto il suo cazzo entrarle dentro.

Prima più lentamente, poi sempre più velocemente finché il ritmo non è intenso e potente.

Nel penetrarla, lui si sporge in avanti, mentre le afferra i seni in modo deciso, e lei geme sempre più forte.

Sente il suo respiro sul collo, sente il peso del corpo di lui partecipare ad ogni spinta.

Lui le mordicchia l'orecchio, e lei non riesce a trattenere un gemito ancora più forte.

E poi le spinte, e poi il cazzo sempre più dentro, ancora e ancora, senza fermarsi mai.

E' in quel momento che una persona si ritrova a passeggiare vicino al loro nascondiglio.

-"sssh" gli fa lui, sussurrandole nell'orecchio.

Lei prova a divincolarsi per nascondersi meglio, ma lui la tiene ferma, a 90 vicino l'albero, piena del suo cazzo che continua a scoparla senza sosta.

 

La persona sconosciuta cammina a pochi metri dall'albero, e lui ferma le spinte per un attimo. Giusto qualche secondo, e poi affonda violentemente su di lei. Tutto il suo cazzo entra nuovamente nella sua figa spalancata, in un'unica botta secca, ed è in quel momento che lei non riesce a trattenere un gemito forte, quasi urlato.

Si sente aperta in due, mentre lo sconosciuto guarda stranito verso la vegetazione.

Ma è buio, e non vede più di tanto. 

Non vede Francesca a bocca aperta mentre gode senza freno, facendosi scopare vicino al tronco di un albero, sotto le stelle. 

Non vede il fuoco nei suoi occhi, mentre stringe forte la corteccia del tronco e sussurra "ancora, ancora, più forte, dammelo più forte!"

Non vedendo questo spettacolo, la persona sconosciuta si volta e va via. 

Pochi secondi dopo, lei riprende a gemere senza sosta.

 

Poi, lui esce da lei, che rifiata per qualche attimo. La spinge sul tavolo da pic-nic accanto all'albero. Schiena sul tavolo, occhi a guardare le stelle, e gambe spalancate per lui. 

Le entra dentro con decisione, così facilmente e automaticamente, la figa di Francesca è infatti così bagnata e pronta ad accoglierlo ancora.

E' in quel momento che lei si rende conto che sono totalmente visibili, che qualcuno potrebbe nuovamente passare di lì e vederli.

 

Ma non le importa.

Mentre si fa sfondare a ripetizione, dice a se stessa che anche se fosse, va bene così: tutti la possono vedere. 

Tutti possono vedere quanto le piaccia un cazzo a scoparla senza sosta, quanto le piaccia godere sotto il cielo stellato, e quanto le piaccia, oltre tutti i limiti e confini, essere porca e vogliosa di cazzo. 

E' vera, è completamente vera ed autentica mentre stringe le gambe intorno al corpo di lui per spingerlo ancora più dentro, per sentire il suo cazzo duro entrarle interamente dentro fino alle palle, grosse e piene per lei. 

Francesca chiude gli occhi mentre sente l'orgasmo montarle da dentro, espandersi in tutto il suo corpo e conquistare ogni muscolo. 

Un'esplosione di energia e vita senza barriere. 

Gode e geme.

Poi riapre gli occhi, e fissa le stelle. 

Così tante, così numerose. 

Quasi le sembra di poterle raggiungere, quasi le sembra di essere un tutt'uno con quell'universo, con il suo corpo ancora scosso di brividi, la sua figa bagnata piena di quel cazzo duro, il suo cuore che batte veloce, il suo respiro affannato. 

 

Dopo qualche attimo di sospensione, torna in sé. Lui è fermo che la fissa incantato.

Si alza a sedere, e lo bacia. Le loro lingue si incontrano e giocano tra loro, mentre lui si sfila il preservativo. Lei lo guarda, guarda quel cazzo ancora duro e voglioso di lei, e non ci pensa due volte: lo afferra con decisione e lui ha un piccolo sussulto di piacere. 

Lei lo guarda fisso negli occhi mentre la sua mano sega velocemente il cazzo. 

Sentirlo duro nella sua mano rinnova ancora l'eccitazione di Francesca, mai domata, mai sedata, ma sempre presente.

 

Lui inizia a gemere più forte e lei realizza che è prossimo all'orgasmo. 

Così mette l'altra sua mano davanti al cazzo che sborra proprio in quel momento. 

 

Flutti di sperma inondano il palmo della sua mano, gocce argentate ricoprono le sue dita. 

Lui ansima, sfinito da quell'esplosione, ancora guardandola negli occhi.

Francesca fissa la sua mano piena di sborra e non sa resistere. La porta lentamente alla bocca e caccia fuori la lingua.

Lui la guarda ipnotizzato, perché è così terribilmente bella e porca mentre lecca il suo sperma dalla mano.

La lingua di Francesca fa lunghi giri sulla pelle, gustandosi ogni goccia. 

E con le labbra bagnate di sperma, gli sorride.

 

Potrebbe essere la fine, ma non lo è. 

Lei fa un lungo respiro, guardandosi dentro. E' ancora tutta un fuoco. La sua figa è ancora bagnata, ora più che mai. 

Potrebbe continuare. 

Continuerà. 

Continuerà a scopare finché quella meravigliosa energia dentro di sé non si fermerà.

Forte, viva, totalmente porca e vogliosa.

Lei e la sua voglia di cazzo.

 

Per tutta la notte.

Note finali:

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