i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Questa raccolta di racconti sarà diversa dalle nostre altre storie.
Quando decidiamo di scrivere un racconto erotico cerchiamo di farci venire in mente qualche esperienza che sia stata completa. Insomma, un racconto che abbia molta polpa con una base “pre-erotica” che dia un setting alla situazione e poi la parte in cui si entra nel vivo del rapporto sessuale vero e proprio.
Però, l’erotismo di una coppia non è fatto soltanto di queste esperienze rotonde e complete, ma anche di tutte quelle piccole storielle che sarebbero un po’ troppo scarne per essere scritte in un racconto a parte. Da qui la nostra idea pratica ed intrigante. Scrivere anche dei racconti in serie di tutte queste esperienze minori accumunate soltanto dalla carica erotica breve ma intensa.

Le pillole di erotismo di una giovane coppia

Questa è la premessa che varrà per tutto l’insieme dei racconti, per comodità ogni singolo racconto avrà un suo sottotitolo, la pillola che abbiamo scelto è stata “Una sveltina nel caldo di luglio”.

Finalmente eravamo a casa. Eravamo stati in un centro commerciale per toglierci qualche sfizio con lo shopping. Per via di quel caldo pazzesco volevo approfittare dei saldi di luglio per comprare qualche vestitino leggero e corto, così io ed Alessio eravamo partiti in tarda mattinata, aria condizionata nella macchina parcheggiata al fresco, ed eravamo andati ad un centro commerciale ad una mezz’oretta di strada da casa mia. Avevamo trovato diverse cose, potevo ritenermi soddisfatta, Alessio non soltanto è un fidanzato paziente nello shopping, (molti ragazzi odiano accompagnare la propria fidanzata) ma gli piace molto farlo, dice che adora vestirmi e svestirmi come se fossi la sua bambola. Soddisfatti o no, saremmo dovuti partire poco dopo pranzo perché avevamo un impegno con alcun nostri amici. Quello a cui non eravamo preparati era il caldo che avremmo trovato in macchina una volta usciti fuori per ritornare a casa. Fuori erano quasi 40 gradi ed eravamo stati costretti a parcheggiare la macchina al sole. Quando entrammo, per quando fossimo vestiti leggeri, iniziammo a sudare molto. Vista la situazione, decidemmo di fermarci 5 minuti a casa mia per darci una rinfrescata veloce e cambiarci gli abiti intrisi di sudore; sarebbe stato poco decoroso presentarci a casa di gente in quelle condizioni.
Non eravamo in ritardo, ma neanche avevamo tempo da perdere, così, prima ancora di entrare in casa, decidemmo di non perdere un istante e bere qualcosa di fresco per dissetarci, poi spogliarci completamente per andare in bagno a rinfrescarci e indossare qualcosa di pulito per poi uscire di nuovo e ripartire. Tutto in una decina di minuti.
Appena entrati facemmo come stabilito; dopo una breve tappa davanti al frigorifero ci spostammo in bagno e con la naturalezza di una coppia ormai sessualmente matura, ci spogliamo di tutti i vestiti liberando i nostri giovani corpi. Osservando il mio corpo di ventiduenne davanti al grande specchio del bagno, potevo notare la mia pelle abbronzata che lasciava i segni più chiari del costume intorno al mio seno; una seconda che rimane bella alta quando sono nuda. Il mio corpo è sinuoso, i lunghi capelli castano scuri, quasi neri, ricadono nelle spalle strette e proporzionate scendendo poi verso il mio bacino dai fianchi alti. Il mio sesso era stato depilato completamente e dallo specchio vidi subito che Alessio mi mangiava con gli occhi. Lo specchio era abbastanza grande da permettere di vedere le nostre figure dalle cosce in su. Anche Alessio aveva una carnagione abbronzata, più alto di un paio di palmi rispetto a me risaltava con il suo corpo magro ma muscoloso. Guardandolo mi accorsi che il suo pene si era gonfiato ed indurito scappellandosi a metà. Non era ancora un’erezione completa, ma era comunque piacevole vederla dritta a pochi centimetri da me. Gli sorrisi guardandolo attraverso lo specchio per fargli capire che prendevo la cosa come un complimento ed apprezzavo. Iniziammo a lavarci, partendo dal collo, alle ascelle, alla schiena. Lui era leggermente dietro di me, per cavalleria iniziò ad aiutarmi bagnandomi le spalle e il seno, ed infine approfittò della situazione per far scorrere le sue mani bagnate lungo il mio sedere ed il mio sesso. Non che a me tutto ciò dispiacesse, ma avevamo poco tempo e cercai di non farmi distrarre. Però, il toccarmi tra le mie labbra più intime aveva trasformato la sua erezione che ora era veramente dura e gonfia e lui, posizionandosi dietro di me, mi strinse con forza i fianchi e me la fece sentire contro il culo. Gli sorrisi tra il comprensiva e l’eccitata ma aggiunsi subito: “Ale, lo sai che non possiamo ora, dobbiamo andare.”
Lui però non sembrava scoraggiato dalla situazione.
“Mari dai, te lo metto dentro solo un po’, ho voglia di penetrarti”.
Come se non bastassero le sue parole ad eccitarmi, accompagnò quelle frasi con un paio di spinte contro il mio culo. Anche non volendo, mi venne spontaneo sospirare con la bocca socchiusa e andargli incontro con il sedere, sporgendolo in fuori.
Ora ero io a volerlo dentro.
“Va bene Ale, ma solo un minuto, poi lo sai che dobbiamo andare, recupereremo il resto stasera.”
Dicendo così mi appoggiai con le mani alla ceramica del lavandino, allungandomi e sporgendo ancora di più il mio culetto in maniera invitante. Entrambi siamo concordi nel credere che sia la curva più sexy del mio corpo, anche perché non ho un seno troppo abbondante, così immaginai di essere posizionata proprio come lui mi voleva, a pecora davanti allo specchio. Alessio non perse nemmeno un istante, probabilmente avrebbe voluto leccarmela sentendo i miei odori forti di donna sudata, accaldata ed eccitata, ma non avevamo tempo. Così, in modo brutale e grezzo, si sputò su una mano e me la passò sulle labbra un paio di volte penetrandomi con due dita. Poi sputò di nuovo sulla stessa mano che usò per lubrificarsi la cappella e la prima parte dell’asta.
Ammetto che è un’immagine molto volgare, ma dopo anni di fidanzamento, quando si ha voglia e bisogno di qualcosa di forte non ci si aspetta sempre di passare per preliminari lunghi ed appaganti che preparino i nostri corpi alla penetrazione, ma per sentirsi donne, e sentirsi volute, si ha bisogno anche di essere trattate in modo rude, sentendo la pressione della voglia e del bisogno, ed essere riempite con un solo colpo dopo essere state lubrificate con uno sputo. Così fu quella volta. Appena si fu lubrificato il cazzo mi prese per i fianchi tenendomi ferma e con un'unica spinta mi penetrò fino alle sue palle. Adoro essere riempita di colpo in quel modo, mi sazia. Subito dopo con una mano mi prese i capelli per tirarli mentre con l’altra continuò a tenermi il fianco e mi scopò senza alcuna gentilezza. Il tempo passava ed era tardi, ma mi stava piacendo ed avrei voluto il suo sperma dentro di me.
“Amore, così mi ci vuole di più a venire, proprio perché abbiamo fretta ci conviene spostarci sul tuo letto.”
Forse era sicuro che avrei accettato, sapeva che ci tenevo alla puntualità, ma ormai ero troppo arrapata anche io e lo volevo più di lui.
Ridendo come due ragazzini, corremmo nudi verso la camera e mi chiese se preferivo stare stesa a pancia sotto o a pancia in su. Io optai per la seconda e mi stesi aprendo le gambe verso di lui.
Si buttò sopra di me come un animale eccitato, mi penetrò e portò le mani dietro il mio culo per guidare il mio corpo come voleva, fottendomi con cattiveria. Io gli piantai le unghie sulla schiena e gli diedi anche dei piccoli morsi sulla spalla. La tensione erotica era alle stelle. Dopo il primo morso mi chiamò puttana ed io, seguendo la sua scia, iniziai a parlargli in modo sconcio per eccitarlo; entrambi adoriamo farlo durante il sesso forte, ci stimola molto.
“Oddio si… si… sono la tua puttana! Sfondami, sfondami”
Anche lui continuò ad urlarmi altre offese. Erano passati si e no due minuti, ma già sentivo che era al limite, mi eccitava pensare di farlo venire così presto grazie alle mie parole.
“Troia… dove vuoi che vengo?”
“Mmmm vienimi dentro… riempimi”
A quelle parole sentivo che ormai era sulla strada giusta ma non ne aveva ancora abbastanza. Leccò le dita della mano che usava per stringermi il culo, riportò la sua mano sul mio culo ed in modo irruento mi mise due dita dentro l’ano. Spesso mi piace, ma non sempre, e questa volta era stato molto diretto.
“No Ale, toglile, non mi va”
Ma lui non si fermò, anzi, i suoi colpi si facevano più cattivi, mi disse che ero una troia e continuò.
“Ale togliele, ti prego, toglile…”
Ma ormai era troppo tardi. Lo eccitava da morire costringermi un po’ contro la mia volontà. Io questo lo sapevo ed esageravo di proposito con le mie parole; ormai il mio ano si era abituato alle due dita ma avevo continuato a chiedergli di toglierle.
Iniziò a schizzare dentro di me. I miei “no” si trasformarono subito in “sì” di piacere quando mi accorsi che mi stava riempiendo di sperma. All’ultimo si sfilò e mandò un ultimo schizzo sulla parte esterna del mi sesso. Alle donne che leggono questo racconto senza aver mai provato uno schizzo di sperma sulla vagina dopo essere state sensibilizzate da una scopata, ve lo consiglio proprio. È uno dei modi più sexy di ricevere lo sperma del proprio uomo.
Alessio si alzò e mi guardò soddisfatto tra le gambe, ero sporca di lui, aveva ancora una volta marcato il suo territorio, mi aveva fatto sua.
Arrivammo con dieci minuti di ritardo dai nostri amici. Avevamo perso altro tempo perché dopo quella scopata fummo costretti a farci una doccia completa. Eravamo però soddisfatti ed appagati, sapevamo che quella sera avremmo ripreso con più calma da dove avevamo lasciato.
Note finali:
Grazie per averci letto, abbiamo ricevute diverse email da alcuni lettori e questo ci ha fatto più piacere di quello che avremmo immaginato quando abbiamo iniziato a scrivere, quindi non siate timidi! Ci trovate per pareri e feedback vari al nostro indirizzo email
fiancodivenere@gmail.com