i racconti di Milu
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Note dell'autore:
Inizia il viaggio
Era la prima volta che volavo da solo così lontano da casa, avevo venti anni e dietro l'insistenza dei miei genitori mi ero iscritto a una scuola d’inglese in una grande citta americana.
Ero un po’ impaurito da quest’avventura anche se eccitato per quello che avrei potuto fare tutto solo e completamete libero In una città dalle mille opportunità. A dire il vero di fantasie ne avevo moltissime, anche se esperienze molto meno, con i miei amici nescondevo la mia vera indole e mi comportavo come un normale ragazzo etero frequentando anche qualche ragazza, però dentro mi sentivo tanto femmina e attratto enormemente dagli uomini più grandi di me e molto maschili. Insomma il cazzo ce l’avevo sempre in testa e non passava giorno che non mi masturbassi pensando di essere preso ,anzi dovrei dire presa....da un maschio che mi usava a suo piacimento e mi riempiva di cazzo da farmi impazzire. Sogni fantasie,in realtà non avevo avuto molte esperienze, anche se non ero più vergine...ma quella è un’altra storia che forse racconterò un’altra volta.
L’aereo era grande e mezzo vuoto, ero seduto vicino al finestrino e non avevo nessuno accanto, il volo durava dodici ore e il tempo non passava mai quindi spesso mi alzavo e andavo a fare due passi in giro per ingannare il tempo. Durante uno dei miei giretti avevo notato un un uomo qualche fila dietro alla mia che quando passavo mi guardava con insistenza. Era sulla quarantina capelli scuri, barba appena accennata, volutamente incolta, occhi marroni molto profondi lineamenti marcati, forse mediorientali come il colore della pelle decisamente abbronzata, davvero un bell’uomo. Mi quardava con uno sguardo che trasmetteva decisione e autorità, uno di quegli sguardi che ti fanno abbassare gli occhi e qualcosa cominciò a muoversi nello stomaco...
Tornai a sedere al mio posto e non potei non pensare per un attimo a come sarebbe stato sentirsi fra le braccia forti di un maschio del genere, al che il mio cazzetto, si, in effetti, non è affatto grosso, s’induri come un sasso. Per distrarmi decisi di guardare un film e mi misi le cuffie. Dopo una decina di minuti sentii una mano sulla spalla e una voce, mi girai e nella penombra vidi la faccia dell’uomo di prima che mi chiedeva se poteva sedersi accanto a me in quanto al suo posto, gli auricolari non funzionavano. Il mio cuore ebbe un sobbalzo e sentii un vuoto nello stomaco
“certo si accomodi pure nessun problema.”
“grazie, il volo è lungo e ho bisogno di distrarmi un po’.”
Si sedette ed io percepii subito il calore, il suo odore maschio e la sua energia. Mi pervase uno strano senso di eccitazione, quella che mi prende quando la femmina che c’è in me prende il sopravvento e il controllo della mia mente e del mio corpo. Corpo non molto maschile devo dire. Sono glabro ad eccezione di un ciuffetto sul pube, ho il cazzetto piuttosto piccolo, ho un gran bel culetto invece, bello pieno e ben tornito con i fianchi larghi per un ragazzo. Non sono molto alto ed ho un volto dai lineamenti delicati, piuttosto femminili direi, specialmente le labbra carnose e le ciglia folte che mi danno un aspetto molto dolce e anche sexy direi. Da piccolo mi scambiavano sempre per una bambina e anche da adolescente gli altri ragazzi mi prendevano in giro, dicevano che avevo il fisico da figetta, mi chiamavano piccione per via del culetto ritto e sporgente. Anche la mia indole è sempre stata molto docile, evitavo di confrontarmi con altri ragazzi e preferivo sottomettermi anziché battermi, capivo che non potevo competere e quindi ubbidivo, sapevo qual era il mio posto e non mi dispiaceva affatto...
Ma torniamo all’uomo seduto accanto a me. Il film finì di lì a poco ma lui anzichè alzarsi e tornare al suo posto, iniziò a parlare con me. Si presentò come Ali, uomo d’affari Libanese, spesso in Italia, in effetti, parlava un ottimo italiano, ora diretto in America per lavoro. La voce era profonda e mentre parlava notai anche quanto incredibilmente sexy fosse la sua bocca carnosa e come i suoi denti bianchissimi spiccassero sul carnato ambrato del volto. Era vestito con un paio di pantaloni kaki e una camicia celeste con il colletto sbottonato dalla quale si intravedeva una peluria folta e nera sul petto, cosa che mi fece nuovamente sentire quel non so che nello stomaco. Io gli raccontai che andavo presso un college ma che non conoscevo la città e non parlavo la lingua se non pochissimo, che ero un po’ preoccupato perché non conoscevo nessuno, tranne un mio vecchio amico americano dalle scuole medie, che era tornato nel paese d’origine con la famiglia. La conversazione andò avanti per un bel po’ e durante tutto questo tempo percepivo il suo interesse verso di me, percepivo un alone di seduzione nel tono della sua voce, nei suoi sguardi, mi sentivo preda e questo mi causava dei brividi che si propagavano lungo la schiena dal cervello fino al buco del culo... che pulsava a ogni movimento che facevo, lento, sul sedile per placare la smania che mi pervadeva. Credo che me lo leggesse negli occhi quanto mi sentissi troia in quel momento perchè fece una lunga pausa fissandomi negli occhi con un mezzo sorriso di chi sa di aver già vinto prima di cominciare e mi disse
“sei davvero un ragazzo molto attraente e credo che non avrai problemi a farti molti amici dove stai andando, ma vorrei che tu prendessi il mio indirizzo e che venissi a trovarmi, così potrei farti conoscere la città e insegnarti molte cose per viverla al meglio.”
Non avrei voluto ma il mio visino divenne rosso scarlatto, un pò per l’emozione e un pò per l’imbarazzo, balbettai qual cosa tipo
“beh lei è molto gentile... mi farebbe piacere ma non vorrei disturbare... essere di peso... approfittare...”
“nessun disturbo ,vivo in collina in una bella casa con piscina e sarei felice di ospitarti quando vorrai e ne avrai voglia, sono sicuro che ti divertirai... anzi che ci divertiremo.”
Lasciò cadere quell’ultima frase in tono deciso ma lento a voce bassa fissandomi negli occhi tanto che io abbassai i miei e dissi
“va bene spero di poter venire presto, la chiamerò appena mi sarò sistemato al college.”
Mi dette il suo biglietto da visita con indirizzo, cellulare e mi salutò ringraziandomi per la piacevole conversazione. Potete immaginare quale subbuglio avessi nello stomaco, pensare a me e lui soli in casa sua, magari nudi in piscina mi fece drizzare in cazzetto come una canna di banbù e il buco del culo prese quasi vita propria pulsando come una figetta bagnata.
Segue.....
Note finali:
se ti piacciono i miei racconti scrivi a SweetPaolina@Outlook.com