i racconti di Milu
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Stamattina siamo partiti io e la mia fidanzata assieme ad alcuni turisti alla volta di un’isola disabitata per raggiungere una cala con spiaggia di sabbia bianca ed acque cristalline a bordo di un grosso peschereccio che d’estate trasporta turisti.
Nonostante tutto intorno sia acqua di mare, il caldo è insopportabile ed il sole non dà tregua.
All’arrivo sulla spiaggia scendiamo tutti su un piccolo molo in legno, recuperiamo le nostre poche cose che sono dentro degli zaini e ci muoviamo velocemente alla ricerca di una zona appartata che ci consenta un po’ di tranquillità e non vogliamo dare fastidio ai turisti che sono già lì.
La spiaggia non è affollata ed allora ci spingiamo fino verso un piccolo promontorio roccioso che impedisce di proseguire a piedi.
Stendiamo gli asciugamani e ci accorgiamo con mio infinito piacere che attorno a noi sono tutti nudi.
Notiamo con piacere che anche le poche persone arrivate assieme a noi rapidamente si liberano dei pochi vestiti che li coprono.
Ci guardiamo negli occhi e con un cenno di intesa in un attimo siamo completamente nudi anche noi.
La giornata prosegue molto tranquilla. Tutti i bagnanti alternano brevi esposizioni al sole cocente a lunghi bagni rinfrescanti. Anche noi abbiamo difficoltà a sostenere a lungo il caldo opprimente, quindi, dopo poche ore, ci ritiriamo all’ombra creata da una delle rocce del sperone di che finisce in mare.
Seduto sull’asciugamano guardo le altre persone efaccio alcune considerazioni. I corpi completamente nudi appaiono sempre completamente naturali. Sia che le persone siano in perfetta forma, sia che siano in sovrappeso, la nudità garantisce a tutti, uomini e donne, un aspetto gradevole. Le donne risultano sempre molto aggraziate con le loro generose rotondità ed i loro seni che oscillano. Gli uomini con le loro pance rotonde ed i genitali liberi risultano comunque molto virili.
La mia attenzione viene catturata da una coppia, con entrambe perfettamente abbronzati, che si trova assieme a noi all’estremità della spiaggia. Mi accorgo che lui è completamente depilato, di circa cinquanta anni, capelli cortissimi, una bella pancia rotonda, sembra essere interessato a leggere il giornale e non a ciò che lo circonda. Lei sulla quarantina, un viso molto giovanile, capelli chiari lunghi fino alle spalle, seni naturali che si allargano sui capezzoli, ventre rotondo e gambe non muscolose ma molto eleganti.
La osservo per un po’ di tempo essendoci poche persone e vedo che lei è sempre in movimento. Non so cosa faccia, si alza, fa il bagno, esce dall’acqua come una diva con le gocce che le scendono sulla pelle, si sdraia, si appoggia al compagno, si rialza, prende qualcosa da una borsa. Tutte le volte nel piegarsi o inginocchiarsi mostra con naturalezza la sua vagina in cui spiccano grandi labbra molto aperte e, ben visibili, riesce a mostrare piccole labbra molto scure.
Il tempo passa e rimango a fissare lei che continua a mostrarsi.
Ad un tratto mi volto verso la mia fidanzata seduta di fianco a me e la trovo che fissa incantata anche lei la coppia ed osserva i movimenti della donna e la staticità dell’uomo.
Le chiedo se anche lei fosse incuriosita dalla coppia e mi risponde che l’uomo la sta fissando e ciò le dà fastidio.
La mia fidanzata è anche un po’ gelosa e in altri tempi abbiamo avuto degli attriti dovuti a sguardi a lei non graditi, quindi la sua risposta mi conforta e deduco che non sono stato sorpreso a sbirciare. Per assecondare la mia ragazza e per dare poca importanza alla coppia faccio spallucce e lancio un’occhiata nella stessa direzione e vedo che l’uomo e la donna, che fino ad ora si sono a malapena considerati, adesso stanno discutendo animatamente.
Capisco che per loro la situazione si fa spinosa ma per me molto stuzzicante; in ogni caso mi comporto come se il loro bisticcio non mi interessi e per darne una conferma alla mia Lei mi alzo e mi tuffo in mare. Mi allontano dalla riva ma il mio scopo è quello si sbirciare la signora più da vicino; per farlo mi vado oltre il promontorio roccioso e vado a terra in una spiaggetta nascosta ed esco dall’acqua.
Uscito dall’acqua mi avvicino alle rocce.
Il mio pensiero è sempre per la coppia e soprattutto per la donna.
Sono molto eccitato e pe darmi sollievo, visto che non c’è anima viva, con una mano prendo a massaggiare lo scroto e con l’altra afferro il pene cercando di rianimarlo un po’ dopo il bagno nell’acqua fresca.
Ovviamente sono nudo e sono lì che guardo soddisfatto il mio uccellone che riprende forma quando vedo che la signora è in acqua che nuota lentamente senza mettere la testa sotto e viene nella mia direzione. Arrivata sulla spiaggetta la sento parlare in una lingua che non conosco e penso sia un dialetto incomprensibile.
Non lascio sfuggire l’occasione per mostrarmi a lei, mi avvicino con le mani sui fianchi ed il pene che dondola tra le gambe. La signora si avvicina e smette di parlare. Si avvicina tanto a me da toccarmi lievemente.
Senza l’aiuto delle mani ma solo con delle contrazioni dei muscoli sollevò il pene fino a toccare la pancia della donna. Lei, con una mossa decisa, afferra il membro ma con delicatezza; evidentemente ne ha presi in mano parecchi. Soppesa il mio sesso per valutare la consistenza; è gonfio ma ancora non eretto completamente e ciò le da una certa soddisfazione che le si legge sul volto. Io non sorpreso ma soddisfatto di come si stanno mettendo le cose rimango nella posizione in piedi in cui mi trovo e decido di non agire fissando la donna che tiene il mio sesso in mano.
Lei con la mano libera mi afferra un braccio e cerca di avvicinarsi al mio orecchio ma io non mi piego e la costringo a sollevarsi sulle punte. Con un capezzolo viene a contatto con la mia pancia e sentendo il contatto ne approfitto ancora per gonfiare il mio stomaco. Adesso la sua mammella è completamente premuta su di me. Contemporaneamente spingo in avanti il bacino in modo che la cappella sporga dalla mano della donna e vada a contatto della sua pancia.
Il primo contatto mi scatena una forte e bella sensazione.
La donna non si ritrae ed allora le afferrò un braccio, lo giro leggermente in modo da costringerla a ruotare su se stessa. Con l’altra mano la afferrò sul fianco morbido e la spingo verso una roccia. Lei stende tutte e due le braccia verso la roccia per appoggiarsi e allarga leggermente le gambe sapendo benissimo cosa desidero fare.
Mi appoggio alla sua schiena, appoggiato al suo sedere ed il pene appoggiato tra i glutei. Lei non è alta quanto me e ho difficoltà a mettere il mio cazzo tra le sue gambe pertanto senza dire niente la guido verso un punto rialzato.
Con una mano sul fianco la tengo ferma, con l’altra afferrò il pisello e lentamente lo spingo verso le labbra già aperte.
Al primo affondo la sensazione non è gradevole, la signora è molto asciutta e sembra deridermi. Dopo un paio di tentativi tirò fuori l’arnese e con un paio di tocchi stuzzico il punto più sensibile alla base del glande ed in breve tutto il mio sesso si gonfia. Spingo dentro di nuovo il cazzo lasciando adesso che la cappella gonfia scorra sulle pareti della vagina che ora è un po’ più lubrificata; lo spingo lentamente fino a far scomparire dentro di lei tutto il membro e facilmente raggiungo il fondo della vagina.
La donna ha un sussulto.
Afferrò tutti e due i fianchi e comincio a muoverla verso di me con movimenti ritmici facendo attenzione a non affondare. La consistenza del membro e lo scorrimento della cappella sulla superficie della vagina mi danno una sensazione piacevole. La donna ora appare molto eccitata, la voce è a tratti strozzata dal piacere proprio quando la vagina si contrae avvolgendo ancor di più il membro. Per non lasciare che si rilassi troppo ogni tanto spingo fino in fondo, lasciando che i testicoli si appoggino alle grandi labbra aperte e il glande alla bocca dell’utero.
Ad un tratto lei non parla e volta la testa; dagli occhi che si allargano capisco che vorrebbe dire qualcosa ma non trova le forze per farlo.
Per avere delle sensazioni ancora più belle la costringo ad unire le cosce, le poggio una mano sul ventre ed una sulla spalla in modo da spingerla verso di me con più ritmo. Lei gradisce e si abbassa inarcando la schiena, il ritmo diventa frenetico, lascio la presa sulla spalla e le afferrò i capelli, lei spinge più di me dandomi dei colpi violenti all’indietro affinché la possa penetrare sempre a fondo.
La voglio montare come si deve.
La costringo ad inginocchiarsi sulla sabbia ed accovacciarsi mostrando i suoi genitali.
Ricordando quello che dice sempre la mia fidanzata, mi sdraio su di lei, poggiando il mio ventre sulla sua schiena e la monto con il solo movimento dei fianchi.
Ora siamo accoppiati e la pelle scivola per le creme protettive usate.
Con il volto sono proprio dietro il suo orecchio così le faccio sentire la mia voce mentre proseguo la monta senza sosta. Spingo e spingo ma la posizione non favorisce una penetrazione profonda.
Con una mano stringo le tette e con il pancione la domino impedendole i movimenti.
Quando lei intuisce che sto per venire cerca di svincolarsi ma non può ed il finale è il mio preferito. Mi piace che la donna stia ferma mentre sborro.
Il ritmo si fa frenetico, la cappella si gonfia ancora di più, la donna sembra smettere di respirare, sento le contrazioni del suo orgasmo, ma arriva prima il mio. Sento il seme che schizza fuori riempiendo la vagina che continua a contrarsi ritmicamente.
Dopo diversi schizzi con cui riempio il suo sesso mi tuffo in mare.
La donna è ancora ferma in quella posizione oscena, con i genitali esposti ed il seme biancastro, che le ho dato, sparso ovunque.
Qualche istante ed ecco che si rialza usando le braccia e si accoscia nell’acqua lavandosi la vagina. La guardo soddisfatto ma non immagino cosa sta per accadere.
Dopo aver visto la donna inginocchiata nella battigia, mi avvicino a lei tendendole la mano.
Mi vengono i rimorsi ed ora sono un po’ preoccupato; penso che non avrei dovuto fare una scopata con una sconosciuta non lontano dalla mia fidanzata.
Mi rendo conto che non so quanto tempo sia passato.
La donna prende la mia mano e si rialza. Dal suo sguardo capisco che non è preoccupata ed ha in volto un’espressione dolce e maliziosa.
Mi vien da pensare che nella sua vita di coppia queste cose sono frequenti.
Mi avvicino al muro di roccia per sbirciare oltre e controllare nella spiaggia dove ho lasciato la mia fidanzata e vedo che è ancora semideserta e assolata. Mi viene spontaneo andare a guardare in direzione dei nostri asciugamani con la speranza di vedere la mia donna che dorme ma purtroppo non c’è. Mi volto verso il mare e le rocce ma non la vedo.
Vista la gelosia della mia donna la mia mente cerca qualche bugia come giustificazione ed il cuore mi batte forte.
La donna che ho appena finito di montare si avvicina, mi prende il braccio e mi fa voltare in direzione della spiaggia.
Vedo che la mia donna è lì davanti agli occhi a non più di venti metri da noi mentre il compagno della donna è sotto il nostro ombrellone. È seduto sulla sdraio portatile da spiaggia, rivolto verso di noi ma non riesco a vederlo in volto perché ha un giornale aperto davanti a se che gli serve per coprire allo sguardo degli altri bagnanti la donna che si trova in ginocchio tra le sue gambe.
Quell’immagine mi gela.
Della donna si vedono solamente i piedi ed un bellissimo fondoschiena con i genitali in bella mostra che mi sono molto familiari. La nuca si intravvede solo a tratti nel suo movimento su e giù. E’ lei che lo sta spompinando con grande piacere. Sto per urlare e faccio per correre ma in quel momento la stretta della donna a cui ho riempito la figa mi trattiene e voltando il viso vedo il suo sguardo divertito che dice tutto.
Capisco che era una trappola.

Rimango immobile a fissare la coppia, formata dall’uomo della donna e dalla mia fidanzata, che fa sesso con piacere.
Vedo il movimento ritmico della mia donna che accelera e rallenta come una che è abituata a farlo; infatti per lei i rapporti orali sono sempre stati più che naturali tanto da non ritenerli dei rapporti sessuali veri e propri. Per lei non è un vero tradimento.
Mentre penso la mia fidanzata diligentemente il suo lavoro con impegno.
Ogni tanto i suoi buchetti si contraggono per gli spasmi del godimento mentre il sole fa risaltare dei rivoli di sudore misto a umori vaginali che le scendono lungo le cosce.
L’uomo cerca di stare fermo ma ogni tanto le gambe distese si piegano ed i muscoli si irrigidiscono, segno di goduria ed apprezzamento del lavoro che sta subendo.
La scena ovviamente ha fatto subito effetto su di me.
La piccola donna prende l’iniziativa inginocchiandosi e comincia a massaggiarmi i testicoli con una mano mentre con l’altra afferra il mio sesso menandolo su e giù. Appena il membro riprende un po’ di vigore se lo passa sul viso. Il contatto della sua pelle mi manda subito in estasi e rapidamente la cappella diventa lucida dei miei umori. A quel punto lo prende in bocca e comincia il suo lavoro da vera esperta.
Sento scorrere la sua lingua sul cazzo che va dalla cappella ai testicoli mentre ingoia lentamente sempre più l’asta. E’ brava perché non mi fa sentire i denti. Il mio pene è ricoperta dal sale del mare e le dà fastidio tanto che ogni tanto si ferma e sputa per poi pulirsi le labbra con il dorso della mano. Con l’altra mano continua a stuzzicare lo scroto, ora un testicolo, ora l’altro.
Le sue mammelle umide di creme e sudore urtano sulle mie gambe e sento chiaramente i suoi capezzoli induriti.
Lei ci sa fare veramente.
Afferra con tutte e due le mani le natiche e spinge ingoiando il mio cazzo tutto fino in fondo.
Andiamo avanti così per un po’ e l’unico rumore che sento è il succhiare della sua bocca ed il suo respiro affannoso.
Non riesco più a resistere e il glande comincia a gonfiarsi per l’orgasmo.
La donna se ne accorge e smette di pompare. Poggia le sue labbra sulla punta dell’uccello e si mette ad aspirare aria dall’uretere. La sensazione è magnifica; il vuoto d’aria che si crea stimola tutto il canale del pene fino alla base dei testicoli.
Per non farmi mancare niente, infila un dito nel mio ano e si mette a massaggiare.
L’effetto è immediato, l’orgasmo è ancora una volta molto violento, tanto da farmi quasi piegare le gambe. Per un lungo momento chiudo gli occhi ma sento che lei raccoglie avidamente tutto il seme in bocca.
Finiti quegli interminabili momenti di piacere riapro gli occhi. Lei è già in acqua che si sciacqua il volto. Poi a malapena si volta, mi fa un sorriso compiaciuto e se ne va.
Per la prima volta torno a guardare cosa succede sulla spiaggia. La mia donna non è più a fare sesso con quell’uomo, è in acqua a fare il bagno mentre l’uomo è ancora seduto sotto l’ombrellone. Gli occhiali da sole nascondono la sua espressione che immagino soddisfatta, non tanto per il servizio, visto che la moglie è un fenomeno, quanto per aver realizzato uno scambio di coppia senza nessuna difficoltà.
Non chiederò mai alla mia fidanzata come è andata veramente tra loro e tantomeno che cosa le avrà detto per convincerla.
Mi rimane il dubbio che sarà bastato dirle quello che sicuramente io e la sua donna stavamo facendo dietro le rocce.