i racconti di Milu
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*i protagonisti del racconto non sono minorenni

Sono un uomo di 42 anni, sono sposato da quasi 20 con Giusy e abbiamo una figlia che si chiama Giulia, che io chiamo affettuosamente Giulietta.
Il matrimonio con mia moglie è in crisi da anni ormai. Siamo quasi due sconosciuti che vivono sotto lo stesso tetto. Ci vogliamo bene sì, ma oltre a questo banale affetto non c'è altro. Non sentiamo più quella passione che c'era all'inizio.
Il nostro ménage è quindi piatto e inconsistente mentre il rapporto con mia figlia Giulietta è molto molto intenso e addirittura morboso.
Giulietta è una bella e vispa ragazzina; ha la pelle scura, olivastra, con degli occhioni neri e profondi e dei lunghi capelli neri; ha un bel corpo tornito e sodo; è generosa di fianchi e di sedere e a dodici anni ha iniziato a sviluppare delle belle tettine che adesso sono diventate due morbide tette di quinta misura che mi fanno uscire pazzo.
Ci sono stato parecchio male quando lei aveva dodici/tredici anni ed io ero turbatissimo nel vedere il suo corpo svilupparsi in modo così netto da colpire non solo me ma anche chi se la trovava davanti. Mi sono detto che ero un malato, e che questi turbamenti mi sarebbero passati presto, invece più Giulietta è cresciuta e più mi sono sentito attratto dalle sue forme burrose e floride. Mi sono sentito attratto e turbato ed ho combattuto questo sentore fino alla volta in cui ho ceduto...
Era una sera, Giusy era fuori per sbrigare delle commissioni, Giulietta esce dal bagno dopo essersi fatta la doccia, ha addosso un asciugamano cinto sotto le ascelle e che la copre fino a poco sotto l'inguine e gira per casa così mezza nuda.
Dalla settimana prima ha iniziato a tormentare me e la madre per avere il permesso di andare con le compagne di scuola al concerto del suo gruppo preferito, quei gruppetti pop per cui perdono la testa tutte le ragazzine.
Anche quella sera Giulietta inizia a prendere l'argomento concerto, lo fa in maniera più decisa perché non essendoci la madre sa che le è molto più agevole farmi cedere ed ottenere ciò che vuole.
Io sono sul divano, davanti alla televisione, a seguire un notiziario sportivo. Lei prima gira un po' per casa passandomi e ripassandomi davanti più volte poi, dopo aver catturato la mia attenzione, apre lo sportello del frigo e si piazza lì come per valutare bene cosa prendere.
Si china in avanti facendo salire vertiginosamente l'orlo dell'asciugamano. Io mi sento investito da una ondata di calore, dovrei voltare la testa dall'altra parte ma non riesco e così, mentre deglutisco accaldatissimo, vedo il culo di mia figlia mostrarsi sotto il tessuto. Vedo due belle chiappe morbide e sporgenti venire fuori e subito il cazzo sussulta e si gonfia dentro i pantaloni.
Giulietta prende un barattolo di yogurt e si viene a sedere vicino a me sul divano. Accavalla le cosce che sono del tutto scoperte, intinge il cucchiaio nello yogurt e se lo mette in bocca succhiandolo con un gesto provocatorio poi, mentre agita il cucchiaio a mo di ventaglio proprio davanti alle sue tette, mi supplica di farla andare a quel concerto.
Sudo freddo e inizio a percepire uno stato di panico perché sento di non sapermi controllare. A mia figlia non sfugge il mio imbarazzo, tutta la mia difficoltà, e si sporge verso di me.
- Daaai papà fammi andare... -, cantilena muovendosi sinuosa e lenta. Si sporge in modo da offrirmi "involontariamente" la visione delle sue tette che si trovano sotto i miei occhi, mentre lentamente allenta l'asciugamano che finisce per coprirne solo meno della metà...
- Giulie', amore di papà, andare al concerto? Lo sai che tua madre... -
- Oooh uffaaa, devi essere tu a decidere! Sei l'uomo di casa o no!? -, protesta mia figlia mentre si alza per mettersi a cavallo delle mie gambe.
Ho sempre più caldo e sudo, mi guardo in giro per non far cadere l'occhio su di lei che ha l'asciugamano sempre più scollacciato e con le tette ormai quasi del tutto oscenamente di fuori. Giulietta sa che sono sul punto di cedere e vuole approfittarne, decisa ad ottenere il mio sì per il concerto.
Adesso fa la cosa che mi fa cedere definitivamente. Con un lungo respiro raddrizza la schiena; le sue tette si tirano su lasciando cadere del tutto l'asciugamano, ed ora stanno, gonfie e sode, spudoratamente esposte davanti ai miei occhi increduli. Ruota lentamente la testa come per sgranchirsi il collo, tiene gli occhi chiusi e mugola soddisfatta mentre scorre le mani sui miei pantaloni salendo sul gonfiore del mio cazzo che, vedere mia figlia così, ha raggiunto una grossezza vergognosa.
Mia figlia è ora completamente nuda, mi sta seduta a cavalcioni sulle gambe, mi sfila la cinghia dai pantaloni e con tutta naturalezza mi fa una sega con tutte e due le mani! Lo fa con una naturalezza spaventosa, che mi lascia scioccato, ma allo stesso tempo irresistibile...
E così sospiro anch'io, mi sento liberato perché finalmente cedo ad una voglia che reprimevo da tanto e mi metto a toccare le tette di mia figlia. Gliele palpo con fare avido e lussurioso, ha i capezzoli duri, glieli stringo tra i polpastrelli, lei ha un breve sussulto poi geme, sorride e mormora: - Mmm... Lo sapevo che ti avrei convinto a farmi andare al concerto... -.

Sorride sorniona e soddisfatta, io la fisso. Sono come drogato e slacciato da ogni legaccio morale. Aspetto che riapra gli occhi e quindi porto le mani dietro la sua testa, poggio i palmi sulla sua nuca e lentamente gliela spingo verso giù, la faccio curvare fino a farla trovare con la mia asta dura davanti le labbra. Lei pian piano è scivolata con le gambe sul tappeto, adesso è inginocchiata fra le mie gambe aperte, tiene ancora il mio cazzo duro e pulsante con entrambe le mani e inizia a leccarmelo e poi se lo mette in bocca!!!
Mia figlia, la mia cara figliola, mi sta facendo un pompino! Siamo nel salone di casa nostra, io sto sul divano e lei inginocchiata fra le cosce aperte, con la testa china che si muove su e giù mentre si sta succhiando il mio cazzo durissimo.
Sono incredulo, stordito ma meravigliosamente euforico; sono arreso e senza freni. Sento il cazzo pulsare e tendersi sempre più. E' ora una mazza durissima ed io mi metto a dare spinte con il bacino per farla affondare ancora di più dentro la bocca di Giulietta, che intanto continua a succhiare diligente e con una capacità che mi lascia stupefatto.
- Mmmh, ma che brava pompinara che sei. Bambina mia... -, sussurro con una voce estatica mentre lei me lo succhia.
Continua a succhiarmelo per alcuni minuti e non so dire quanti perché ho perso la cognizione del tempo. Penso solo a godermi beato il pompino di mia figlia.
Quando sento che sto per sborrare le prendo la testa fra le mani per allontanarla. Voglio sfilare il cazzo dalla sua bocca ma lei fa resistenza e pur tirandolo fuori resta con la bocca spalancata e mi smanetta l'asta. La punta della cappella pulsa tra le sue labbra e una serie di schizzi bianchi come latte le entrano dritti in bocca.
Io schizzo fino all'ultima goccia e mia figlia ingoia tutto poi, soddisfatta, si alza in piedi. Si ferma dritta davanti a me; è completamente nuda e mi mostra il suo corpo tornito, con la sua pelle olivastra e soda.
Ho la sua fica bella polposa con le labbra sode e il solco morbido dello spacco davanti agli occhi; raccoglie l'asciugamano da terra e poi si gira per andarsene in camera sua facendomi vedere il suo culo bello sodo con due chiappe rotonde e sporgenti. Mi sculetta in faccia e poi, gongolante, si allontana. Io resto come in catalessi sul divano poi quando sento l'auto di mia moglie imboccare il vialetto mi sistemo il cazzo nei pantaloni, mi alzo e vado in bagno a rinfrescarmi.

(per commenti scrivete a: pensieriosceni@yahoo.it)