i racconti di Milu
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Già dalla prima notte trascorsa insieme a scopare, AzzurraDanielaAleGioia, aveva riconosciuto - a voce alta - di essere una troia, una puttana…  raccontando di aver preso due cazzi insieme e di aver risposto all'annuncio di un uomo sposato in cerca di sesso occasionale, averlo raggiunto nel suo studio dentistico e averci scopato - proprio come avrebbe fatto una vera puttana...


Certo nei giorni successivi aveva cercato via via di minimizzare le sue performance, trovando innumerevoli giustificazioni: era ubriaca... si erano approfittati di lei... erano state reazioni allo scarso affetto paterno… rivincite verso amori finiti... ma comunque sia, AzzurraDanielaAleGioia, troia lo era di certo.


Certo voleva stupirmi, pensando fossi uno di quei soggetti sempre più eccessivi e improbabili che frequentava nel suo precipitare verso una sempre più vuota e squallida solitudine, ma nella ricerca di un cazzo su cui riuscisse a stare almeno un poco in equilibrio, aveva ormai collezionato non poche esperienze:  una del mucchio di musicisti sballati, la compagna di pidocchiosi agenti più o meno segreti dai denti mozzati, la fidanzata di squilibrati avvocati nullafacenti, l'amante di ricchi rampolli anaffettivi, la collega o la professionista che non disdegnava la scopata con qualche cliente o collega per guadagnarne qualche incarico o fare carriera, quasi certamente l'amante di un congiunto a cui si aggrappava nel suo degrado…  E chissà che altro...


Una cosa era certa: dal groviglio che via via avvinghiava la sua mente di quarantenne, spuntavano erti gli oltre  cinquanta cazzi che aveva preso prima del mio. Non sapremo mai il numero esatto… avrebbero potuto essere anche 100 o forse più, solo lei può saperlo, ma certo era comunque che togliendo gli anni dell’ infanzia e delle storie un poco più lunghe di cui mi raccontò… cinquanta cazzi in fila fanno un bel vedere, una bella rassegna, con un nuovo cazzo ogni tre mesi… non poco… anche in una città che è un grande porto di mare, in cui AzzurraDanielaAleGioia è stata  ben nota a musicisti, dentisti, archeologi, architetti, ingegneri, dottori, farmacisti, agenti, ... E la sua fama e quella delle sue performance, col tempo, era certo cresciuta con lei... 


Certo AzzurraDanielaAleGioia era una Troia, e le piaceva tanto avere accanto uomini facoltosi o virili (anche solo da concubina o amante...) che la facessero sentire importante e di successo, ma sapeva anche essere molto dolce… come quando mi chiedeva di addormentarsi con il mio cazzo in bocca, come ciuccio, dopo averne bevuto tutta la sborra... 


Certo AzzurraDanielaAleGioia  era una Troia, e fottere le piaceva moltissimo, a cominciare dalle mie intensissime e millimetriche seghe al suo pronunciato clitoride, fatte in punta di dita… o  dal saliscendi dei suoi smorzacandela  con un vibratore sul clitoride e un dito piantato nel culo, o quando, stando a cavallo su di me, strusciava la sua figa sulla base del mio cazzo che segava come se fosse un trans…


Certo AzzurraDanielaAleGioia  era una Troia, perché nessuna come lei, ha mai desiderato così intensamente essere sfondata nel suo "buco proibito" reso strettissimo da una operazione sbagliata… e così stretto da impegnarci per ore in immani sforzi, per farvi uscire quell’affusolato, elegante, potente vibratore che ha poi trattenuto come ricordo del suo cinquantunesimo cazzo... 


Ah...  Quel culo, ancora lo ricordo, quando, spalancata a pecora, sul divanetto della sua casa di campagna, lo abbiamo aperto e dilatato insieme, a lungo, con le nostre dita... o quando al mattino, si procurava orgasmi anali, intensi, profondi… “preparandolo ad accogliere il mio cazzo nel migliore dei modi…” O quando si masturbava, sempre a pecora, agitandovi un dildo... 


"Mi stai imporcando" mi diceva AzzurraDanielaAleGioia, ma era lei a  immaginarsi legata su un tavolo scopata da sei uomini e leccata da una donna... o a masturbarsi tre volte al giorno o a farsi dei frenetici ditalini vedendo video lesbo, o a chiedermi di trovarle una massaggiatrice che l'avrebbe fatta godere come nessuno mai … io nelle mie timide fantasie o desideri, mi limitavo solo a farle immaginare di sedurre una donna, mentre, dopo averla spogliata completamente nuda nel suo studio la scopavo accanto la porta di ingresso... intimandole di godere subito e come una vera porca, altrimenti le avrei aperto la porta, proprio mentre giungevano del corridoio i rumori e le voci dei vicini… 


Certo al di là delle sue nevrosi era anche  una donna con mille paure e profonde, come quella del dolore, che almeno nel sesso, però, la attirava ed eccitava... come quando soffriva, gemeva e godeva come una porca mentre la scopavo e le stringevi i capezzoli con una calza di nylon o glieli mordevo con gusto, tanto erano lunghi, turgidi e duri... mentre mi masturbavo e venivo su di lei. 


Era una vigliacca che cercava sempre conferme per se e qualcuno a cui dare la colpa per i suoi fallimenti: era infida, opportunista e falsa, ma anche esibizionista, come quando la scopavo a luci accese, prendendola da dietro, sui divani delle nostre case con le finestre aperte e la tendine fin troppo leggera... o come quando si guardava allo specchio mentre veniva scopata a pecora, salvo protestare quando le sborravo fino al collo, invece che venirle dentro, per ingravidarla come voleva... perché  in fondo questo era ciò che voleva e le mancava... un cazzo che la ingravidasse, un marito che finalmente la sposasse... qualcuno che la sottraesse alla completa dissoluzione della sua famiglia, per sua colpa, ultimo atto del suo precipizio…  


Peccato, mi ripeto spesso, ricordandola... ma sapete, è destino che gli scorpioni, prima o poi, possano restare uccisi dal loro stesso veleno….