i racconti di Milu
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A vent’anni andai via di casa in una grande città dove perché non accettavo l’ambiente in cui vivevano i miei genitori che capendomi mi lasciarono libero nelle mie scelte. Trovai una camera in condivisione con uno studente e poco dopo anche un lavoro come commesso in un negozio di alta moda per uomo.
Come ovvio i primi tempi furono duri, ma il lavoro mi piaceva e imparai velocemente a trattare con i clienti che solitamente erano ricchi e facoltosi che frequentavano il negozio a volte anche più volte al mese.
Qualche tempo dopo grazie a loro riuscii a trovare un monolocale tutto per me e mi trasferii con piacere, ero finalmente indipendente.
Cosi cominciai ad esser me stesso o, per meglio dire, me stessa.
Iniziai a curare il mio corpo con la depilazione completa, l’uso di creme per nutrire e ammorbidire la pelle, manicure, sopracciglia assottigliate e sempre in privato. Nel mio monolocale mi vestivo da donna provando un immenso piacere.
Il desiderio di avere un uomo che potesse davvero farmi sentire femmina si faceva sempre più forte.
Quanti sogni e quanti sospiri al solo pensiero che magari qualcuno di quei clienti diventasse il mio fidanzato!
In un giorno estivo un cliente abituale con cui c’era un rapporto di amicizia dovuto alla frequenza del negozio, mentre l’assistevo in un acquisto, dopo una serie di piacevoli complimenti, mi chiese se volessi trascorrere il weekend nella sua villa al mare in Sardegna “Potremmo uscire in barca per un giro sulla costa. Sei mai stato in Sardegna? Mi farebbe molto piacere se tu venissi. La mia casa è sufficientemente per poterti ospitare”
Era un invito che non potevo e non volevo rifiutare ed allora che dire? Arrossii e balbettai timidamente un ”Grazie. Si, verrò”
Sembrava un invito di quelli che poi non vengono rispettati, molto di forma e niente sostanza.
Mentre lui misurava abiti mi disse che il suo nome era Claudio, faceva l’immobiliarista ed aveva, a parer mio, sui cinquant’anni. Corporatura robusta, sportivo ed abbronzato. Dalle spese che faceva ogni volta che entrava in negozio e dalla bellezza del suo corpo intuii che il suo rendimento economico non fosse basso come il mio.
Quel giorno era forse la terza volta che in quel mese lui era venuto a fare acquisti e come al solito il rapporto fu buono ed amichevole. Insisté nel rinnovare l’invito ed io confermai che sarei andato con lui sull’isola il prossimo weekend.
Lo accompagnai alla porta del negozio e lui mi salutò con una battuta che mi lasciò di stucco ”Ricordati di portare il bikini!”
Arrivò il giorno stabilito e mi passò a prendere con un BMW. Nell’aprire la portiera mi sorrise.
Andammo in aeroporto. Mi dette in mano il biglietto, dopo un’ora di volo eravamo in Sardegna ed ancora dopo trenta minuti nella sua villa al mare.
Dire che la villa fosse stupenda è poco. Aveva un prato all’inglese, vista sul golfo e una bellissima piscina.
”Ti piace? Fai come fossi a casa tua”
L’aria, il panorama ed i profumi erano unici ed assai invitanti per un grande relax e per fare sesso. Pensavo che se fosse stata mia avrei passato tutto il tempo nudo oppure vestito con lingerie femminile.
Mi spiegò come era arrivato ad acquistare quella casa e poi mi condusse nella camera degli ospiti dicendo di cambiarmi. Lui mi avrebbe aspettato a bordo piscina per un aperitivo.
Mi spogliai, mi spalmai una crema solare e indossai un paio di pantaloncini celesti.
Lui era sdraiato sul lettino sotto il gazebo, mi accomodai nell’altro lettino e sorseggiammo un cocktail ghiacciato “Senti, in negozio ti ho osservato. I tuoi modi mi sono sembrati femminili e mi hanno colpito piacevolmente. Ora vedendoti in costume con questa pelle liscia e così depilata ne ho la conferma. Tu sei una femmina potenziale e di ciò non devi vergognarti assolutamente”
Ero stato scoperto. Che fosse così evidente la mia femminilità? Evidentemente lui l’ha intuita.
Non mi restò che rispondere “Si hai ragione”
Il mio carattere debole faceva la sua parte.  In effetti mi sentivo femmina e con lui non avrei dovuto nasconderlo.
Mi sorrise e mi porse un pacchettino regalo “E’ un tanga. Un piccolo regalo per questa stupenda ragazza. Su vai ad indossarlo!”
Era un perizoma a vita bassa in tulle leggero con fianchetti in pizzo effetto retina impreziosito da un'applicazione in macramè sulla parte anteriore e con la pattina interna in cotone dell’ultima collezione di Intimissimi.
Ero raggiante. Non vedevo il momento di farmi vedere da lui con indosso quel meraviglioso perizoma. Corsi in camera mia per andare ad indossarlo e ritornai imbarazzata con il cuore in gola. Quel filo tra i glutei mi dava strane sensazioni. Allo specchio mi sentivo bene e bella.
Ritornai subito da lui che mi guardò, mi fece fare un giro su me stessa approvando con un fischio.
Facemmo il bagno in piscina, nel salire salendo la scaletta lui mi aiutò da dietro toccandomi le natiche ”Dai culetto d’oro, sali!”.
Ci mettemmo al sole e quando mi girai a pancia in giù lui cominciò a spalmarmi la crema come fa un amante alla sua donna. Avevo i brividi nel sentire due mani esperte che mi accarezzavano. Insistette nel passaggio sul mio culetto facendomi tremare.
“Hai davvero un bel corpo sai?”.
Mi baciò il collo e un suo dito scostò il filo del perizoma per stimolare il mio buchino.
Feci un lungo sospiro di resa. Lui ha capito che mi stava dominando ”Ti piace?”.
Non detti risposta e sospirai.
Mi fece voltare e prese il viso tra le mani e mi baciò mescolando la sua lingua alla mia.
In tarda mattina abbiamo fatto un bel giro in motoscafo e apprezzando le meraviglie di quella costa illuminata da uno splendido sole ed abbiamo prolungato il giro fino a sera.
Ritornammo alla villa al tramonto.
“Stasera cena a base di pesce. Però, tu cara femminuccia, dovrai essere elegante. Ho qui tutto quel che occorre per la mia Betty".
Aveva deciso il mio nome e le sue parole mi lusingavano facendomi arrendere a lui.
Entrata in camera mia, aprii l’armadio della mia camera e trovai abiti femminili molto belli: nei cassetti l’intimo, sulla base alcune scarpe col tacco a spillo e delle parrucche oltre ad un cofanetto con tutto l’occorrente per il trucco. Mi accorsi che nulla era stato lasciato al caso e lui aveva predisposto tutto secondo i suoi piani.
Mi ci volle parecchio tempo per prepararmi.
C’era abbondanza di indumenti ed alla fine scelsi reggicalze e calze nere perizoma dello stesso colore una mini rosa con camicetta dello stesso colore, scarpe argentate con tacco 15 che pur essendo un tantino erano bellissime. Per ultimo una parrucca; ero indecisa se indossare una a caschetto nera oppure bionda con i capelli a boccoli fin sulle spalle oppure ancora con capelli biondo grano e tagliati di netto un centimetro sopra le spalle. Scelsi quella con capelli biondo grano.
Truccarsi è stato il momento più lungo ed impegnativo ma alla fine il risultato è stato ottimo.
indossai orecchini, collana di perle a girocollo e un buon profumo, ovviamente femminile.
Mentre mi preparavo vedevo la mia trasformazione così tanto sognata ed alla fine mi sentivo davvero una donna e tremavo per l’emozione.
All’ora di cena mi presentai come Claudio mi aveva detto di fare. Mi guardò mentre ancheggiavo sui tacchi e sorrise soddisfatto ”Benvenuta mia Betty”.
Mi prese la mano e la baciò.
Mentre mi accompagnava e mi guardava beandosi per la buona riuscita della trasformazione, suonarono al cancello; era la cena a base di pesce che preparata in un ristorante del posto.
Mangiai lentamente e con garbo e movimenti di una vera femmina. Lo champagne che accompagnava le pietanze era una delizia e mi fece girare un po’ la testa. La cena finì con il dolce e lui aprii un’altra bottiglia, che sorseggiammo mentre mi raccontava episodi della sua vita. La serata proseguì a bordo piscina con la luna che ci teneva compagnia.
Ad un certo punto mi disse “Dai Betty ora andiamo in camera mia che ti renderò femmina”.
Ubbidii e lo seguii tenendogli la mano mentre salivamo le scale.
In camera si spogliò nudo e rimasi incantata alla vista di quell’uomo robusto e del suo membro turgido e eretto. Il suo corpo era curatissimo con la zona dei genitali completamente depilata e liscia.
Mi tolse solo la gonna e mi chiese di mettermi alla pecorina sul bordo del letto, mi mise la lingua sul buchetto e cominciò a leccarlo a lungo. Ansimavo e sentivo la voglia crescere. Lui si accorse del mio desiderio “Devi avere voglia Betty, devi sentire talmente voglia da chiedermi di possederti"
Continuò a leccarmi ed allo stesso tempo con una mano mi masturbava lentamente.
Non resistevo più davvero e sussurrai ”Ho voglia del tuo cazzo Claudio, dammelo ti prego!”
Mi girò finalmente e seduta a bordo letto lo ricevetti nella mia bocca.
"Leccale bene con calma le palle. Mi piace molto quando me le leccano" ed ubbidii vinta dal desiderio di essere sua.
Aveva due palle grosse da toro.
Claudio approvò con un ”Bene così!”
Finalmente ricevetti in bocca il suo cazzo e godetti nell’assaporare il sapore dolce e aspro di maschio.
Preso dalla foga afferrò la testa con le mani e mi scopò con colpi lenti e profondi.
Che belle sensazioni, mi sentivo eccitata come poche altre volte, soprattutto ero preda della lussuria che era nell’ambiente così raffinato e lussuoso.
Mi fece stendere di schiena sul letto, afferrò le caviglie e sollevò le mie gambe allargandole; mi stava prendendo come una femmina.
Sentii la punta del suo cazzo sul mio buchetto sino a penetrare lentamente, sfilandolo e rimettendolo.
Come mi aspettavo sentii un po’ di dolore, ma ero preparata. Quando affondò completamente in me lanciai un urletto ma non di dolore; era per il piacere che mi invadeva e mi faceva sentire la sua troietta da monta.
Quando il suo sesso fu tutto dentro di me si fermò. Si comportava da maschio ed aspettava che fossi io a muovermi.
Infatti fu cosi, quindi cominciai a muovere il bacino lentamente e lui si limitava a tenermi per i fianchi.
Quando cominciai ad avvertire piacere aumentai il ritmo del movimento e così fu un crescendo di goduria e la lussuria si aggiungeva alla lussuria.
Ansimavo e a quel punto fu lui a prender l’iniziava aumentando la forza dei colpi ”Ti sto inculando Betty, t’inculo tutta!“ disse con voce strozzata “Dimmi che ti piace, che vuoi esser la mia puttana, dimmelo!”.
"Siii, mi piace. Sono la tua puttana, la tua troia personale”
mentre lui continuava a penetrarmi montandomi, sentii esplodere il mio orgasmo.
Avvinghiati come una coppia di amanti continuammo. A me piaceva molto sentirlo dentro e lui proseguì la monta fino a che con un colpo poderoso venne dentro di me. Sussultammo per alcuni minuti uniti carnalmente.
Quando si sfilò da me, mi sentii rilassata vuota e capii in quell’istante come era bello esser donna che ha un maschio che la soddisfa.
Rimanemmo in silenzio per un tempo indefinito fino a che mi baciò e condusse la mia mano sul suo cazzo; era di nuovo duro e sentii un immenso desiderio di esser di nuovo sua.
Era vero quello che mi disse sul motoscafo ”Quando l’avrai provato, non potrai più farne a meno”.
Dopo quei giorni seguirono altre vacanze e tutti weekend e ogni volta fu bellissimo.
Come ogni sera mi telefonò “Amore mio sto pensando ad un regalo per te. Son sicuro che ti piacerà”
“Che genere di regalo mi farai? Me ne hai già fatti tanti!”. Ero curiosissima di sapere cos’era
Mi disse di pazientare e di aspettare il weekend prossimo. Claudio mi ha sempre fatto sorprese e regali ma mai me lo ha anticipato per telefono.
L’idea di un regalo a sorpresa mi ha eccitato e la notte la passai insonne.
Non riuscivo a dormire. Indossavo un babydoll che mi accarezzava la pelle dandomi una dolce sensazione. Mi toccai il culetto e non resistetti a introdurre un dito nel buchino per stuzzicarlo. avevo voglia di lui.
Adesso sapevo cosa voleva dire esser posseduta da un maschio e sentirlo dentro di me.
Ma c’era il rovescio della medaglia: il trascorrere le sere a letto da sola diventava una tortura. Mi chiesi cosa mi stesse succedendo per avere questo desiderio continuo. Questo tipo di pensiero mi inturgidiva i capezzoli e sentivo un languore nella pancia che si espandeva dandomi delle contrazioni spontanee.
Claudio in uno dei nostri incontri mi offrì delle pillole; erano estrogeni per stimolare la crescita del tessuto mammario, favorire la crescita dei capelli e molte altre funzioni finalizzate affinché diventassi una vera femmina con il pene.
Nei mesi seguenti il seno crebbe ed i peli diminuirono la loro crescita notevolmente. Ero contenta che tutto ciò accadesse.
I seni crebbero in risposta agli integratori di estrogeni. Dal medico che Claudio mi aveva condotto seppi che una terapia sostitutiva con estrogeni può causare seno gonfio e una morbidezza simile quella delle fasi premestruali o di gravidanza. Potevo anche assumere gli integratori a base di erbe come la serenoa repens o l’igname selvatico per ottenere un effetto simile ma in ogni caso avrei perduto le mie caratterische femminili se non avessi assunto più gli estrogeno o i fitoestrogeni; infatti le dimensioni del seno sarebbero tornate a quelle di partenza.
Andavo nel negozio di abiti da uomo dove lavoravo solo part time e vivevo spesso da mantenuta di Claudio nella sua villa.
Andavo al lavoro solo per distrarmi pensando ad altro ma mentre nel lavorare avevo momenti di assenza mentale perché pensavo alla mia trasformazione tanto che fui ripresa più volte.
Al sabato sera facevo un bel bagno emolliente immergendomi nella vasca per un’oretta con essenze profumate.
Era un sabato pomeriggio di marzo quando verso le tre del pomeriggio lui passò a prendermi per andare in villa.
Chiusi casa e scesi salendo sulla sua BMW.
Claudio scese dall’auto e mi aprì la portiera da vero gentiluomo. Lui faceva di tutto per farmi sentire femmina in modo speciale.
Arrivata alla villa mi truccai e misi la parrucca, lo smalto alle mani e ai piedi, un perizoma e un pareo, sandalini coi tacchi e con una fettuccina sulle dita dei piedi con delle piume come piace a Claudio.
Mi aspettava con un bicchiere di vino fresco. Mi sedetti sulle sue ginocchia, bevemmo dallo stesso bicchiere e ci baciammo.
Mentre limonavamo squillò il cellulare e lui rispose alla chiamata e sentii queste frasi.
“Ciao Giacomo, come va?”
“Si, sono qui con Betty”
“Ti aspetto. Puoi restare a cena se vuoi, ne saremo felici. Lo sai che sei sempre ben gradito”
“Ok va bene. Allora a stasera. Ciao”.
“Era Giacomo il mio miglior amico. Viene a trovarci. Lui sa di tee viene per conoscerti. Io e lui non abbiamo segreti. Quindi stai tranquilla è una persona squisita, sarai a tuo agio. Sarebbe bene che ti apra un po’ anche agli altri uscendo e facendoti conoscere. In fin dei conti sei una meravigliosa ragazza. Credimi! Hai delle chance non comuni!”
Così abbiamo passato almeno un’ora tranquille tra baci e carezze, con la musica in sottofondo e molta riservatezza e tranquillità.
Avrei voluto far l’amore ma forse lui voleva aspettare un momento più adatto.
Al termine della giornata Claudio mi disse “Se vai in camera c’è qualcosa per te. Indossa quello che trovi sul letto”.
“Ah! E’ il regalo che mi avevi anticipato al telefono?”
“No cara, quello te lo darò stasera”
Allegra, eccitata ed anche felice, corsi in camera per vestirmi, era un momento unico; infatti finalmente potevo essere me stessa.
Sul letto trovai un completo blu, dal perizoma al reggicalze ed una mini dello stesso colore con lo spacco, le calze nere a rete, una camicetta nera trasparente con una striscia blu di raso sul seno. Per i piedi un paio di sandaletti neri con tacco 15 che mi davano molto slancio e mi facevano apparire una gran figa.
Mi sembrò tutto molto vistoso soprattutto perché sarebbe venuto Giacomo e quell’abbigliamento mi sembrava un po’ troppo osé, ma per Claudio avrei fatto quello ed altro.
Alla fine mi guardai allo specchio, feci le prove camminando e sedendomi accavallando le gambe, la mini faceva intravedere il perizoma.
Quando mi vide sorrise “Sei uno schianto!”
Mi abbracciò baciandomi con passione, avrei voluto fare all’amore subito, ma ormai lo conoscevo, gli piaceva farmi eccitare e poi rimandare alla sera dopo cena, mi avrebbe trovata calda e pronta a fare qualsiasi cosa lui volesse.
“Claudio vestita così mi sembro di essere un po’ troppo volgare. Non ti pare?”
“Amore mio. Agli uomini piace che la propria femmina appaia come una puttana. Loro non lo dicono mai alla propria compagna, ma in realtà anche nel loro subconscio è così”.
“l’immaginavo da tanti piccoli particolari che avevo notato nei maschi quando uscivano accompagnati da belle fighe. Saltando di palo in frasca dimmi: il tuo amico viene a trovarci?”.
Ciò che aveva detto era la verità. Io sorrisi e lo baciai ancora.
Giacomo si presentò con mazzo di rose rosse in mano e me lo donò “Ah ecco Betty! Finalmente ti conosco! E’ un piacere vederti. Ecco queste rose sono un pensierino per te!”
“Grazie sono meravigliose, adoro la rose. Sono il mio fiore preferito ed hanno molti significati”
Giacomo rivolto al suo amico “Claudio, non mi avevi detto che Betty è una gran pezzo di gnocca”
“Scusa il termine Betty, ma io e Claudio parliamo così” interruppe Claudio sorridendo e facendo sorridere anche Giacomo.
Seduti a tavola Giacomo non mi toglieva gli occhi di dosso; mi stava mangiando con lo sguardo.
Debbo riconoscere che Giacomo era un bell’uomo, più alto e robusto di Claudio e con i lineamenti molto marcati e duri ed un bel sorriso.
Claudio scherzava e sembrava veramente in sintonia con Claudio che rideva come mai lo avevo visto prima.
La cena si svolse sotto il portico davanti alla piscina.
Complice il brut fresco che mi versavano durante i pasti non appena il bicchiere era vuoto fece si che l’atmosfera si sciolse e si riscaldò quel tanto da essere in intimità; stavamo veramente bene.
Al termine mi alzai e cominciai a sparecchiare mentre loro fumavano una sigaretta.
Li sentivo parlare sottovoce mentre ero in cucina. Stavo mettendo i piatti nella lavastoviglie quando vidi entrare Giacomo con dei bicchieri. Si avvicinò e, facendomi il segno di silenzio con il dito, mi baciò.
Rimasi stupita, ma lui non mi diede il tempo di riavermi e sottovoce disse ”Non resisto più Betty! Sei troppo sexy. So che sei l’amante di Claudio e mi piaci tantissimo. Anche io sono stato l’amante di Claudio e con lui ogni tanto ci accoppiamo, ma ora sono arrapato. Ti prego fammi un pompino!”
L’aveva già tirato fuori dalla braga dei pantaloni e mi mise gentilmente una mano sulla testa per farmi capire che avrei dovuto inginocchiarmi.
Presi quel cazzo in bocca e lo succhiai con avidità; era grosso e durissimo ed in pochi minuti venne a fiotti sibilando a bassa voce “Bevi troia!”
Il suo tono non era volgare ed era una frase detta con impeto senza offendermi.
Tanta era la sborra che la ingoiai a fatica. Quel bel sesso si afflosciò ed allora lui si sfilò e si ricompose “Betty sei favolosa, grazie, non dire niente a Claudio ti prego!”.
Mi sentivo strana con un misto di eccitazione, di sensi di colpa e di vergogna nei confronti di Claudio.
Dopo un po’ ritornai nel porticato. Lo sguardo di Giacomo era di complicità e immaginavo che lui sapesse di me e Giacomo e non riuscivo a guardarlo negli occhi e abbassavo i miei. Lo avevo tradito e lui lo sapeva ma prese come sempre l’iniziativa  "Allora bella troietta, possiamo dare inizio alla festa, tieni presente che devi giocare anche con Giacomo e ti dovrai far anche inculare! Ok?"
Io "Va bene"
Andammo in camera da letto tenuta alla vita da Claudio che mi Baciava sotto lo sguardo del suo amico.
Mentre stavo per togliermi tutto, Giacomo disse "Senti cara, tieni solo il perizoma. Vedrai sarà super divertente"
Ubbidii e restai solo con il perizoma. Lui aveva il cazzo duro che usciva fuori dagli slip ed io idem dal triangolino del perizoma. Sia Claudio che Giacomo erano super depilati. Il cazzo di Giacomo era lungo oltre 20 cm ed io potevo mostrare bene le mie tette che erano cresciute e si notavano bene. Era un piacere toccarle.
Giacomo e Claudio diedero inizio ad un lesbo show mettendosi in posizione 69, leccandosi i rispettivi glandi e non tardarono a venire bevendo uno la sborra dell’altro. Nel frattempo Giacomo prese in bocca il mio cazzo facendo un super pompino andando con labbra e lingua dalla cappella fino alle palle. Anche Claudio si avvicinò a me per darmi un bacio in bocca e Giacomo prese a leccarmi il mio buchetto posteriore.
Ero eccitatissima e sentii Claudio dire “ Dai tesoro! Fatti sfondare, fatti inculare da Giacomo e tu, Giacomo, fagli sentire il tuo cazzone dentro!"
Così mi ritrovai distesa nel letto con Claudio che mi penetravo in bocca col suo cazzone e Giacomo che mi chiavava con il suo mega cazzone nel mio culo non più tanto vergine.
Godevo molto come una femmina "Sì sì dai! Ah ah ah! Dai sfondami! Vienimi dentro! Si si .. dai.. ah ah ah!"
 Urlai anche. Non l'avevo mai preso così grosso nel culo; Giacomo stava rompendo il mio bel culo che per le dimensioni del suo cazzo sembrava vergine.
Stava iniziando a piacermi il cazzo grosso nel culo e si stava avverando un mio sogno; stavo diventando una vera troia.
Nel frattempo Giacomo, stava leccando i capezzoli di o facendola godere al massimo.
Infine Giacomo disse rivolto a me "Tesoro, Non ho ancora sentito dentro di me il cazzo di Claudio. Facciamo così Batty: prima che ti venga dentro fagli un pompino ed io intanto ti sfondo la figa"
Senza pensarci, presi in bocca il cazzo di Claudio, mentre Giacomo infilava ancora una volta il suo cazzone, nel mio culo. Nella stanza si sentì solo la mia voce "Sì sì! Dai sfondami! Si .. si si !"
Successivamente Claudio mise dentro il suo cazzo nel culo di Giacomo che disteso allungò le braccia per pomiciare con me e toccarmi le tette.
Claudio, ben arrapato dalla scena, stava per venire dentro Giacomo ma tolse il cazzo dal culo e mi sborrò in bocca ed io dovetti ingoiare tutto facendomi assaggiare i suoi umori.
Mi sentivo una preda, quei due maschi pensavano alla stessa cosa: possedermi.
Era notte fonda quando Giacomo si congedò ed in presenza di Claudio mi chiese il numero di cellulare con la scusa di farmi sapere per un lavoro e ci salutammo.
“Vado a fare una doccia Betty cara, poi sono tutto per te”
Pochi minuti dopo ricevetti un messaggio da Claudio "Mi sei molto piaciuta, il tuo nome sarà Betty! Sei perfetta, alla prossima! Ti chiamerò io per una prossima festa in settimana. Tieniti pronta"
Dopo la doccia Claudio si stese nudo sul letto ed io andai in bagno per lavarmi e mettermi un babydoll per la notte.
Mi lavai bene i denti e nonostante tutto avevo in bocca il sapore dello sperma di Giacomo. Mi sentivo turbata con lo stomaco pieno di sborra dei miei due amanti.
Quando tornai sul letto Claudio aveva di nuovo il cazzo duro che svettava imperioso. Me lo mostrò orgoglioso “Betty devo chiavarti, ora si che non resisto più! Mettiti a quattro zampe sul tappeto”
Ubbidii.
Lui abbandonò ogni effusione ed anche i preliminari puntando dritto al mio fiorellino per penetrarmi con decisione incurante del mio dolore iniziale che sparirono dopo poco.
Dava colpi precisi e profondi e sentivo il rumore delle sue palle quando sbattevano sulle mie natiche.
C’era un non so che di animalesco in lui, mi resi conto che mi stava trattando da cagna quale ero, il piacere prese il sopravvento e mi abbandonai a lui.
Mi schiaffeggiava le natiche e affondava il suo cazzo.
La voglia aumentava e sentivo il bisogno di qualcosa di sempre più grosso. Pensavo al cazzo di Giacomo e a come mi aveva trattata, mi eccitai ed ebbi delle contrazioni mai provate.
Claudio venne dentro di me con violenza e dopo un lungo sospiro si calmò.
Restammo in silenzio a guardarci. L’aria era piena di odori di sudore e di sperma.
Pensai al regalo che mi aveva promesso ma non ebbi il coraggio di chiederlo forse lo avevo intuito.
Il pensiero di essere in tre mi turbò e mi piacque.
Ora siamo una famiglia di due gay ed una trans che vive felice e fa sesso liberamente anche con altri.