i racconti di Milu
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Note:
Ciao a tutti! Mi affaccio ora con una nuova tipologia di storia, non so come andrà perciò vi chiedo un sincero feedback in modo da capire se sto scrivendo qualcosa di interessante oppure una cavolata a cui sto perdendo dietro molto tempo.
Vi ringrazio, buona lettura.

Opeopeelvis@gmail.com

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Note dell'autore:
Suggerimenti e critiche a

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La canna della pistola si rivolge contro il mio viso, in un lampo accecante il proiettile parte e mi raggiunge.
Nulla. Il nulla.

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Mi ritrovo nel vuoto, assoluto niente e nessuno. Non ricordo nemmeno chi sono. Da quanto tempo sono qui in questo stato? Ma qui dove... tutti i miei sensi sono annullati, azzerati, credo di non esistere più. Riesco solo a pensare, solo il cervello sembra attivo. Le gambe, le mani, le dita...provo a muovere qualche muscolo, senza risultati. Ho ancora il mio corpo? Non lo percepisco. Nel silenzio del vuoto, non sento neanche il cuore battere.
Tutto questo dovrebbe preoccuparmi e invece sono tranquillo, di una calma piatta e uniforme.
Ricordo solo che ero in ginocchio al centro del ristorante, con un forte dolore alla mascella, e poi in un attimo il boato.
Nient'altro.
Ora sento un formicolio...o quasi, come se stessi cominciando a spegnermi. Mi sto addormentando...non voglio!

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Apro gli occhi. Bianco. Sto vedendo un colore diverso dal nulla. Finalmente!
Sorrido e noto che non è un semplice bianco, è l'intonaco di un soffitto enorme. Mi rendo conto di avere gli occhi. Sento il mio corpo, busto e arti, ci sono!
In un lampo ricordo ancora il boato. Sono in ospedale.
Alzo la testa, gioendo di poterlo fare, e mi guardo attorno. Non capisco, mi trovo in una stanza da letto immensa, di almeno una cinquantina di metri quadrati. Forse sono in una villa seicentesca.
La finestra è aperta e il sole penetra nella stanza pungente. Scosto le lenzuola e salto in piedi. Mi sento benissimo!
Mi affaccio alla finestra e vedo un parco meraviglioso, pieno di fiori di tutte le colorazioni e pieno di alberi tutti diversi. Uno spettacolo inimmaginabile! Addirittura un grosso canale attraversa il giardino, sormontato da un possente ponte dalle finiture classiche. Non si vede la fine di tutto quel verde.

Sconosciuto:"Oh oh, ben svegliato."

Mi giro di scatto spaventato. Sono sorpreso e incredulo da ciò che vedo: la porta della sala spalancata e esattamente davanti ad essa un uomo. Non un semplice uomo. La prima cosa che noto sono due protuberanze che spuntano dalle spalle e poi dai fianchi, bianchissime. Alto muscoloso e sorridente, con una folta barba attorno al viso e capelli lunghi castani che gli arrivano alle spalle. E nudo. Muscoli scolpiti, pettorali e addominali perfettamente delineati e un grosso uccello che gli dondola tra le gambe, arrivando a metà di due poderose cosce. Glabro, completamente privo di peli tranne che in faccia.
Sono a bocca aperta, non capisco che cosa o chi fosse. Poi uno strano presentimento si fa strada nella mia testa. Quello è un viso che ho già visto...su alcuni quadri, o qualche libro...non può essere!

Io:"Ge...Gesù?"

Lui allarga le braccia come per accogliermi.
Gesù:"Eccomi."

Sbalordito non so cosa fare. Era uno scherzo, per forza!

Io:"Ma...dai non prendermi per il culo!"

Non potevo essere morto. Sono sempre stato molto credente e i Testi Sacri non parlavano di Gesù come un uomo possente e muscoloso, per non parlare del luogo. L'aldilà, non avevo mai sentito di strutture storiche come quella in cui mi trovavo. Inferno? Paradiso? Dov'è Satana?

In tutta risposta Gesù si rabbuiò. Le strane protuberanze si dilatano ai suoi lati, aprendosi e quindi ho capito. Sono ali. Sbattono di colpo nell'aria e l'uomo si solleva da terra. Con un balzo atterra ad un metro da me; mi allontano impaurito. Che cazzo sta succedendo?
Mi butto sul pavimento contro il muro con le mani alzate.

Io:"No! Basta! Non è vero, non sono morto!"

Gesù:"Si, sei morto." Risponde con voce tranquilla.
Lo guardo, spaventato, e inevitabilmente mi cade lo sguardo tra le sue gambe. Come può esistere un cazzo del genere?
Abbasso le mani e lo guardo negli occhi.

Io:"Dove mi trovo?"

Gesù:"Nell'aldilà, in cielo. In paradiso o inferno. Nel purgatorio. Insomma comunque tu lo voglia chiamare questo è il posto dove alcuni uomini e donne arrivano dopo la morte." Apre le braccia e si guarda attorno.

Io:"Ah ah ah, questo è ridicolo! E dimmi come sono morto? Sto benissimo!" Mi guardo e vedo che sono nudo. La mia solita pancetta, il petto peloso, il pene moscio. Non mi importa e lo guardo, sfrontato, in attesa di risposta.

Gesù:"Te lo mostro subito."

L'uomo si avvicina alzando una mano verso il mio viso. Inizialmente mi ritraggo ma poi una qualche misteriosa forza mi trattiene immobile. La mano si posa direttamente sulla mia fronte e la vista mi si annebbia.

Torno alla realtà dopo un tempo indeterminato e realizzo tutto quanto. Avevo visto. Come fossi stato uno spettatore, avevo visto me stesso nel ristorante, alla cassa, stavo per pagare dopo un ottimo pranzo con la mia fidanzata, la splendida Laura. Un rapinatore era entrato ordinando di stenderci tutti a terra, armato di pistola. La mia ragazza dopo qualche minuto perse la pazienza e cercò di fare uno sgambetto al malintenzionato, ma senza riuscirci. Prima che lui riuscisse a colpirla mi precipitai in sua difesa andandogli contro. Mi colpì fortissimo col calcio dell'arma e caddi in ginocchio frastornato, e un secondo più tardi puntò la pistola alla mia testa e sparò.
Sono morto.

Una pioggia gelata mi cade addosso, tutti i ricordi e tutte le sensazioni si riversano in me tutte in un colpo. La mia vita è andata. Mi aveva sparato esattamente in fronte, non ci sono possibilità che io sia ancora vivo.
Avevo solo 27 anni...ero un ragazzo normale, tranquillo, molto credente. La mia famiglia! La mia ragazza! Oddio no...

Gesù:"Ora siediti, ti spiego tutto."
Indica un grande tavolo in un angolo della stanza, che fino ad ora non avevo notato. Disperato mi lascio cadere in una delle enormi sedie con la testa tra le mani. L'uomo si siede di fronte a me.

Gesù:"All'inizio è dura, ci siamo passati tutti. Mi dispiace, non esisti più come uomo. Ora sei uno di noi."

Io:"Ma voi chi? Chi cazzo siete? Santi? Angeli?"

Gesù:"Dimentica ciò che ti ha insegnato la chiesa...qui non esiste nessun Dio, nessun santo, e io non sono Gesù. Mi presento come tale ai nuovi arrivati solo per far render loro conto della situazione. Della loro morte.
Ci chiamiamo Angeli e Angeliche a seconda del nostro sesso, ma non abbiamo nulla a che fare con gli angeli decantati nella bibbia."

Io:"Non esiste Dio!?"

Gesù:"Anche io mi aspettavo di trovarlo...e invece sono tutte menzogne. D'altra parte nessuno poteva sapere che cosa ci fosse dall'altra parte. Chiamami pure Jesus comunque, sarò il tuo mentore. "

Io:"Mentore per che cosa?" Risposi sempre piu incredulo.

Jesus:"Per il tuo cammino. Ci arriveremo, non temere. Sei rimasto molto tempo nel limbo, forse non sapevi bene dove andare. Vedi nel limbo veniamo giudicati e indirizzati, a seconda della nostra indole, della nostra storia e del nostro carattere, verso la giusta sezione di Paradiso alla quale apparteniamo."

Io:"Il limbo è il nulla? Quindi ci sono diverse sezioni di Paradiso? "

Jesus:"Proprio così. Però ci è dato conoscere solo quella di appartenenza. Alla nostra possono accedere solo uomini e donne vergini, morti in età compresa tra i venti e i trent'anni. Nonostante tu avessi queste caratteristiche il limbo ti ha giudicato per diverso tempo, magari era indeciso sulla giusta sezione per te."

Vergine. Si, ero ancora vergine al momento della mia morte, forte del voto fatto con Laura di rimanere puri fino al matrimonio, che si sarebbe dovuto celebrare pochi mesi più tardi.
Io:"Quanto tempo sono stato nel Nulla?"

Jesus:"Qui il tempo non esiste. O meglio, non è calcolabile. L'unico paragone a grandi linee posso farlo con il tempo umano, e in questo caso si è trattato di un periodo da tre a cinque anni umani. Il limbo non ha fretta. Con alcuni trova immediatamente la via, con altri resta a giudicare per un'eternità."

Una parte di me è ancora convita che si tratti di uno stupido scherzo, perfettamente congegnato.
Se fossero davvero passati cinque anni, ora Laura sarebbe una dottoressa più o meno affermata. Che cosa aveva fatto in questo tempo senza di me? Aveva sofferto? Mi ha già dimenticato?

Senza pensare mi rivolsi a Jesus.
Io:"Voglio vedere Laura, la mia fidanzata."
Jesus:"Ah ah ah, lo immaginavo. L'ho già localizzata, la posso raggiungere quando vuoi, portandoti con me, ovviamente."
Io:"Davvero?? Andiamo!"

Mille domande mi affollano la testa ma la sola idea di poter rivedere Laura, la mia amata, mi fa dimenticare tutti i dubbi.
Seguo Jesus al di là della porta in legno massiccio per un lungo corridoio imponente. Su di esso si affacciano innumerevoli stanze, alcune con l'uscio semi aperto che mi permette di sbirciare dentro mentre cammino. Sono tutte sfarzose, di lusso.
Ci ritroviamo in un atrio gigante, sormontato da alte colonne; da un lato del salone le porte di ingresso sono spalancate, fuori il giardino e i fiori risplendono al sole, dall'altro lato una stupenda scalinata porta al piano superiore.
Dietro il mio Mentore faccio il primo scalino e rimango pietrificato da ciò che vedo. Due Dee, due Angeliche scendono le scale, mano nella mano, nude. Non ho mai visto nulla di più bello: una ragazza è mora, capelli lunghi, due seni sodi e corposi e il monte di venere perfettamente depilato; l'altra è bionda, i capelli le arrivano alle spalle, ha i seni un po' più piccoli dell'amica ma comunque meravigliosi. Entrambe senza un pelo sul proprio corpo, entrambe che mi sorridono felicissime, mentre scendono gradino dopo gradino e a ogni passo mostrano leggermente la vagina.
A bocca aperta lascio che mi superino mentre ridacchiano tra loro e mi giro a guardarle. Solo ora noto sulle schiene delle Dee le ali raccolte, di un bianco accecante, e sotto a esse due culi da mozzare il fiato. Quello della mora alto e tornito, quello della bionda un po' più basso ma sodo e perfetto.

Jesus:"Ahahah, allora? Ti sei già dimenticato di Laura?"
Io:"Ah...ehm no no, andiamo."

Ricomincio a salire accorgendomi di avere tra le gambe un'impedimento. Il cazzo si è indurito e svetta completamente eretto.

Io:"Ma chi erano quelle?"
Jesus:"Due delle Angeliche"
Io:"Non ho mai visto due ragazze così belle"
Jesus:"Quando diventiamo Angeli e Angeliche, i nostri corpi si modificano in meglio, mantenendo le fisionomie, e ci spuntano le ali."
Io:"Diventerò anche io come te?"
Jesus:"Se riuscirai a superare il primo livello, approdando al secondo come me e le ragazze che hai appena visto, allora si."
Io:"Mah...loro sono lesbiche?"
Jesus:"Ahah, bella domanda. No, qui non esiste omosessualità né eterosessualità. Angeli di entrambi i sessi attraggono tutti quanti, uomini, donne, e anche tra di noi."
Indica il suo uccello che effettivamente si è leggermente indurito al passaggio delle Dee.
"Sono sicuro che pure tu prima quando mi hai visto, hai provato una certa attrazione verso di me. È una nostra caratteristica."
Io:"Si, se devo essere onesto"

Non ci avevo badato, ma quando mi ero trovato ad un metro dalla gran proboscide del Mentore, avevo sentito una leggera eccitazione.
In cima alle scale ci troviamo di fronte a un portone particolare, dorato con diverse figure che si muovono sulla superficie. Sembra una pozza d'acqua in verticale fatta d'oro.
L'uomo poggia la mano su di essa, che si apre in avanti in due battenti.
Mi si presenta innanzi una stanza circolare, molto spaziosa, attorniata da vetrate da cui affluisce la luce. Al centro di essa un mappamondo fluttua a mezzo metro dal pavimento, una palla pulsante in cui riconosco le americhe, gli oceani e i poli. Per un attimo scorgo dietro questo enorme palla un Angelo. Quest'ultimo tocca la sfera all'altezza dell'Africa e scompare.

Jesus:"Questo è il portale che ci permette di visitare la Terra."

Si avvicina e lo sfiora, facendolo girare su se stesso. Ci troviamo davanti lo stivale italiano. Punta il dito su un puntino rosso in qualche parte del nord Italia e con l'altra mano mi afferra la spalla.

Jesus:"Ecco Laura. Mi sta aspettando, andiamo."

Continua...
Note finali:
Ciao a tutti! Mi affaccio ora con una nuova tipologia di storia, non so come andrà perciò vi chiedo un sincero feedback in modo da capire se sto scrivendo qualcosa di interessante oppure una cavolata a cui sto perdendo dietro molto tempo.
Vi ringrazio, buona lettura.

Opeopeelvis@gmail.com

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