i racconti di Milu
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Mi ha scritto un lettore dei miei racconto per raccontarmi di una visita dal ginecologo fatta da sua moglie in sua presenza pregandomi di pubblicarla.

Valentina, mia moglie, era ormai al settimo mese di gravidanza. Il suo pancione era davvero enorme anche se lei era riuscita ad ingrassare molto poco, quasi perfettamente in linea con la tabella. Solo due seni gonfi e i fianchi maggiormente torniti sembravano rilevare lo stato di attesa (oltre ovviamente la pancia). Nonostante ciò, le sue caviglie gonfie e la sua postura affaticata all’ indietro, mi facevano ritenere che non si sentisse particolarmente attraente e predisposta ad effusioni sessuali, almeno in quella fase. Se poi si aggiungeva che il lieto evento catturava qualsiasi nostra attenzione, si capisce come mai erano quasi quattro mesi che non avevamo rapporti.
Arrivò anche quel mese la visita dal ginecologo. Solitamente l’ accompagnavo ma durante la visita preferivo rimanere fuori o al massimo presenziavo le considerazioni di apertura per poi attendere nell’ anti-stanza, visto che il dottore proseguiva la visita oltre una parete divisoria.
Col Dott.Bernardini c’ era ormai una certa confidenza. Io e mia moglie siamo anche una coppia affabile e gradevole: io simpatico e lei molto sveglia. Così, quando il Dottore vedeva entrare, ci accoglieva sempre con sorriso e affetto. Fu così anche quella volta. Anche lui ci aveva fatto sempre molta simpatia, riscontrandovi professionalità e preparazione:
“Carissimi, come procede?!”
“Insomma, stanchina!” disse Valentina
“Tutto apposto Dottore” Aggiunsi io, con voce tranquillizzante.
Dopo qualche domanda di routine, il Dottore si alzò per procedere alla visita con la solita simpatia e disinvoltura:
“Bene, diamo un’ occhiata: salta sulla sedia Valentina …”
Ma inaspettatamente indicò il lettino all’ interno della stanza, non quello solito … oltre la parete divisoria. Percepii in Valentina un attimo di perplessità: tuttavia ben sapendo ella che il Dottore non l’ aveva mai messa in condizioni di imbarazzo, sorpassò immediatamente l’ empasse: anche perchè per il momento doveva solamente sedersi vestita. Probabilmente il Dottore avrebbe solo fatto qualche indagine pre-visita.
“Su la maglietta e fuori il pancione” annunciò il Dottore che si preparava ad una ecografia standard. Mia moglie eseguì ma non nego che vederla eseguire gli ordini del Dottore, con la pancia di fuori e la postura a gambe divaricate (seppur del tutto vestite) mi procurava una insospettabile eccitazione. E questa si acuì d’ improvviso mentre il Dottore, concentrato a guardare il monitor, chiese a mia moglie di slacciare il reggiseno per meglio passare il sensore sulla parte alta dell’ addome. Valentina immediatamente eseguì il nuovo ordine ed ora potevo ammirare che lo strumento scostava la parte inferiore del reggiseno allentato, ad ogni passaggio … mostrando la parte inferiore dei seni gonfi di mia moglie.
Poco dopo il Dottore passò a monitorare la parte inferiore dell’ addome e, a seguito di un paio di passaggi, chiese a Valentina di abbassare un po’ la cintola dei pantaloni. Mia moglie li calò fino al basso ventre ma il Dottore, sempre concentrato sul monitor, le chiese per un paio di volte di andare un pò più in giù finchè non potei scorgere i primi ciuffi di peli emergere dalla mutandine.
Nonostante il Dottore fosse più che professionale durante la visita, laddove, paradossalmente, ero più io concentrato sulle intimità di mia moglie che lui, percepivo nell’ aria una strana energia. Ma subito pensai di essere davvero stupido a ritenere che il Dott .Bernardini fosse sensibile a qualche pelo pudico di moglie la quale, in mia assenza, era stata da lui stesso visitata totalmente divaricata al pari di tutte le sue altre pazienti …
Eppure … qualcosa … forse…
Mentre ero assorto nelle mie elucubrazioni, la voce del Dottore tuonò:
“Bene, qua tutto appostissimo. Qualcosa fuori norma?”
Valentina disse di no, ricoprendosi il pancione. Io, in quell atmosfera così naturale e confidenziale, mi lasciai andare alla mia richiesta di ragguaglio (mi chiedo ancora se per reale interesse o inconscia perversione.
“Vale, veramente ci sarebbero quelle perdite premature dai tuoi seni”. Mia moglie stava abbozzando già una risposta ma venne interrotta dal solito intervento naturale del Dottore: “Sarà solo un po’ di colostro, capita spesso: vediamo un po’… alza la maglietta Valentina?!”
Conoscevo mia moglie e sapevo che ora era estremamente imbarazzata. Mostrare non solo i seni alla mia presenza, ma anche gonfi e bagnati. Comunque non poteva certo esimersi.. Alzò quindi la maglietta: due tette enormi apparvero davanti a noi, con entrambi i capezzoli completamente bagnati.

“Si questo è colostro!” disse il dottore “vedete …” e cominciò a palpare un seno di moglie strizzandole il capezzolo. Uscì uno zampillo che quasi arrivò sul camice del dottore :“vedete, non è ancora bianco il liquido. Tutto normalissimo”
Io non so se il Dottore riuscisse a nascondere qualsiasi suo istinto maschile o se realmente quella fosse per lui prassi lavorativa. Infondo stava succedendo tutto e niente. Fatto sta che io ora avevo nei pantaloni una forte erezione. E proprio in quel momento ancora una volta la voce del Dottore mi venne incontro, mentre lui si alzava distrattamente dalla sedia per prendere qualcosa alla scrivania:
“Avanti Valentina, sopra puoi coprirti: togliti pantaloni e mutandine!”
A quel punto avrei dovuto pronunciare la frase che solitamente dico ben prima “be’ io aspetto fuori” ma non lo feci. Mia moglie in alternativa avrebbe dovuto invitarmi ad uscire, palesando vergogna e poca confidenza col marito. Non lo fece. E senza dire nulla, si mise in piedi vicino al lettino: sfilò prima i jeans e poi le mutandine poggiandole sulla sedia. Quindi, abituata alla visita, si sedette sul lettino aprendo le gambe sul divaricatore.
Vedevo la fica di mia moglie come forse non l’ avevo mai vista. Aperta, altezza ideale, in piena luce. Inizialmente esitavo a fissargliela per timore di dare nell’ occhio. Ma quando mi accorsi che ella evitava di guardarmi per la vergogna non esitai a fissargliela spudoratamente, incurante se il Dottore se ne fosse accorto. Lui si avvicinò. Cominciò a visitare le labbra di mia moglie. Dopo una visita superficiale entrò presto nella fica di Valentina per controllare l’ interno dell’ utero. Il suo movimento era rotatorio e insistito. Nella stanza cominciò ad esserci uno strano silenzio. Notai le gote rosse di Valentina. Di li a breve il Dottore fece anche qualche penetrazione vera e propria, su e giù, suscitando qualche leggero sospiro in mia moglie. Ero sempre più convinto che quell’ energia erotica non la percepissi più solo io. Di li a poco il Dottore me ne diete forse conferma:
“Scusate la domanda ragazzi, ma da quanto tempo non fate sesso?”
A quel punto Valentina alzò la testa verso il Dottore, quasi per voler rispondere. Ma poi appoggiò nuovamente la testa sullo schienale per girarsi finalmente verso di me, come per chiedermi di rispondermi visto che lei non era nelle condizioni. Così feci: “Be’…veramente più di tre mesi!”
Il Dottore sorrise :“E come mai? Valentina infatti ha le labbra e il clitoride gonfissimi. E’ totalmente bagnata al punto che non ho usato neppure il lubrificante per entrare ….anche i seni sono in piena produzione ormonale “.
Mia moglie, sentendo i temi introdotti dal dottore, si sentì quasi autorizzata a lasciarsi andare e cominciò ad ansimare leggermente più forte. Io estasiato da quella visione, risposi al Dottore:
“Sa Dottore…il pancione … la stanchezza …tanti pensieri …”
Lui mi rispose, mentre faceva entrare le sue dite lentamente nella fica di Valentina, ormai estranee da movimenti medici ma mosse dalle richieste fisiche della paziente:
“Ma cosa c’ entra …una donna è sempre una donna: anzi…in gravidanza è ancora più donna. Guarda…vieni a vedere … avvicinati”
Mi alzai. Stavo vivendo il sogno di qualsiasi uomo. Ancora non riuscivo a capire se il Dottore fosse naturale o uno straordinario attore … con dentro i pantaloni una erezione più grande della mia. Prima di avvicinarmi guardai per un attimo mia moglie, come per chiederle il consenso. Lei mi guardò per un secondo, poi rigirò la testa chiudendo gli occhi come per dire “ormai, fate quello che volete!”
Adesso ero davanti alla sua fica, insieme al dott. Bernardini. Sopra, la pancia faceva leggera pressione sulla vescica. Poi le inguini aperte. Qualche pelo rasato di cornice: al centro una peluria più folta e un clitoride gonfissimo dentro due labbra fradice e aperte…con dentro le due dita del dottore che sembravano starci larghe. I liquidi colavano fino all’ orifizio anale, che pareva anche lui proteso alla dilatazione. Così il Dottore mi istruì:
“Vedi Carlo, come è tutta gonfia e lubrificata…guarda”. Estrasse le due dita per farmi vedere la dilatazione aperta che rimaneva qualche secondo e i liquidi che fuori uscivano. Valentina ansimo’.
“Guarda“. Ripetè l’ operazione. Valentina ansimò un po’ più forte e la fica rimase aperta ancora per più tempo.
Poi con massima naturalezza, come fosse la cosa più normale al mondo, il Dottore si rivolse a mia moglie: “Valentina vuoi venire?” Mia moglie non rispose. Io avrei voluto solo cominciare a leccargliela.

“Valentina, dico a te … vuoi venire?”
Finalmente rispose con una flebile e vergognata voce:
“Non lo so …”. Il Dottore continuò:
“Cosa significa non so’. Sei tutta bagnata…vuoi venire o no?”
Valentina rispose: “Sì”
A quel “sì” pensavo che sarei venuto. Mia moglie in cinta portata al punto di chiedere di essere masturbata da un dottore e del marito, pur di farla tutta e subito. Così il Dottore inserì un terzo dito con la mano e cominciò a strofinarle il clitoride con l’ altra nuda. Passarono pochi istanti e mia moglie cominciò a venire tutta. Il Dottor Bernardini si lasciò andare ad una smorfia di soddisfazione difronte a quell’ orgasmo. Fu li che compresi quanto fosse maiale. Probabilmente la visita non era cominciata con particolari fini, ma sicuramente ora non pensava alla sua professione. Rotti gli indugi mi sentii autorizzato ad alzarmi e a slacciarmi i pantaloni per scoparmi misa moglie.
Il Dottore rimase un attimo perplesso. Aveva compreso che ciò che fino a quel momento poteva camuffare come una visita, da quel momento non lo sarebbe stato più. Ma aveva capito anche dal mio sguardo che non gli lasciavo alternative. Così lo spostai e cominciai a scopare mia moglie come mai avevo fatto prima. Lei inizialmente non alzò neppure la testa per vedere chi la stesse stantuffando. Godeva ad occhi chiusi.
Fin quando il Dottore Bernardini non poté più trattenersi e le andò al fianco col cazzo duro per infilarglielo tutto in bocca. Valentina lo prese fino alla radice, in pieno stato confusionale. Il Dottore le alzò la maglietta per tornare su quei seni che non lo avevano lasciato affatto indifferenti. Li strizzava avidamente facendoli zampillare sul pancione. Subito prima di venire entrasse il cazzo dalla bocca di mia moglie per metterlo su uno dei capezzoli: strizzò la mammella con una forza tale che Valentina urlò.
“Zitta che c’è gente fuori, vacca da latte“. Le tappò la bocca e con un’ altra spremuta ancora più affondo le procurò un fiotto enorme e denso, e in quel momento le sborro’ tutta l’ aureola e il capezzolo. Inutile dire che alla visione di quella scena, riempii mia moglie fino infondo. Ed era incredibile come la sua fica mi aveva bagnato praticamente fino alle ginocchia.
A seguito di quella visita siamo dovuti tornare due volte dal Dott.Bernardini ma tutto si è svolto nella più totale freddezza. In qualsiasi caso, io e Valentina, non manchiamo di ricordare quel giorno ogni volta che scopiamo per tutta la notte.