i racconti di Milu
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Le argomentazioni, i capisaldi e i fondamenti per i quali tutti e due avevano avuto l’esigenza d’incontrarsi subito senz’introduzioni né senza preavviso d’alcun genere, lo avevano sennonché intuito e compreso percependolo chiaramente in brevissimo tempo, appresso alla loro prima stretta di mano, ebbene sì, una presa incontestabile, innegabile e sincera così come l’incrocio netto dei loro sguardi, in quella luce di quel grigio pomeriggio d’un incerto e instabile mese di gennaio appena giunto soltanto a metà del suo flusso.

Loro due, effettivamente, due donne autentiche, spontanee, vere nei modi e per di più nei fatti, spinte e stimolate dall’intenzione e dalla voglia di sentirsi vicine per condividere anche solamente poche ore fatte sia di parole quanto di silenzi davanti a un bicchiere di vino bianco, allungato unicamente con la tinta del desiderio, giusto quel poco che basta e che serve per porre innanzi a quell’incontro la conoscenza e il rispetto di cui non si dovrebbe mai dimenticare l’esistenza. Ambedue, difatti, nonostante avessero fra le mani pochi elementi e frammentari indizi, dei quali però sapevano sia la provenienza tanto il punto d’arrivo, avevano destinato quei momenti d’intenso piacere e di grande intesa a una data da stabilirsi, per lo più condizionata a quella parola d’ordine che si chiama oggigiorno sincerità.

Ambedue erano donne franche, genuine e schiette, perché tutto ciò lo sapevano molto bene, comprendevano tuttavia che la molla di quella motivazione in fondo cresceva maturando speditamente, istituendo genialità con sommità d’un grandioso erotismo principalmente in una nitida opposizione con il proponimento che le congiungeva. A dire il vero, quell’incontro era stato linearmente un pomeriggio di puro richiamo erotico che non dava scampo alcuno, carico sennonché di sguardi furtivi e d’espressioni prudenti, con tocchi leggeri e due baci appena accennati, certamente fratelli d’altri e molti altri ancora da sperimentare. A ben vedere, infatti, prepotente e tirannico il tempo, insopportabile e maledetta al tempo stesso era l’enorme distanza, però era stato meglio così sia per capire quanto per capirsi, per cercare e per cercarsi, per amare e per essere amati, dal momento che non sempre sono necessari corteggiamenti per le donne autentiche e vere, in quanto quest’aspetto poteva essere spiccatamente il primo mattone da collocare nella piccola casa dalla conoscenza.

Il piacere per il capriccio non è dato per essenza né per semplicità d’intenzione, non di certo per mancanza di stimoli o di voglia, termini questi dei quali conoscevano perfettamente l’essenza. Dove guardano i tuoi occhi? Di che colore è la tua anima? Dove hai perduto il tempo e l’energia, riponendoli in pieghe di sessualità e promesse dubbie per provenienza e discutibile presenza? Io ho attribuito troppa importanza alle cose e alle persone, che hanno notevolmente approfittato di me e dei miei capelli biondi tanto lunghi quanto appassionati e ingenui Tu invece? In che cosa credi? In quale pezzo di cuore vorresti sederti e in silenzio vedermi camminare con il passo spedito verso di te. Come mi ameresti? Come mi prenderesti, per farmi godere in ultimo estasiandomi con il tuo tocco incantevole come il suono della tua voce? Rimbalzi attorno creando piacere che resterebbe poi fra le tue dita o sulla tua bocca, tenero e vizioso, eppure terribilmente passionale dalle carezze date e ricevute, per un sesso tutto da vivere e d’assaporare adagio come un vino abbondante e ricco.

Adesso prendimi, imprimi le tue impronte nell’anima, afferrami per mano e con regolarità, detta il ritmo del movimento che porta a gridare assieme l’orgasmo cercato e voluto, appagante e complice di notti fra le lenzuola di seta e i petali dei fiori. Le donne autentiche e vere non mettono la maschera né posizionano la posa camuffandosi, non insabbiano le loro movenze usando tessuti di scarsa qualità, poiché loro sanno che possono vivere tutto ciò in un delirio dalle tonalità calde, profonde e variopinte del blu della loro anima. Queste donne, in verità hanno un immenso rispetto verso quel conteso e discusso sentimento che è chiamato amore. Se tutto ciò sarà ritenuto possibile, a quelle donne autentiche e vere sarà regalata una lettera maiuscola, che loro sapranno anteporre alla parola che più le lega. Sta di fatto però, che ormai la cosa è contemplata e complice: lunghe attese, lunghe notti di piacere mescolato a naturalezza e a fisicità infinita, misteri da leggere con il codice del cuore in mano, in nessun caso stanche, mai realizzate, neanche una volta bugiarde.

Al presente però, il criterio e la dimostrazione per le quali avevano avvertito l’esigenza d’incontrarsi sul momento, stanno attualmente appese e mute per benedire loro stesse per il grandioso fenomeno e per la sorprendente meraviglia che hanno creato. In quel pomeriggio insignificante e svogliato sia nell’avanzare quanto nel procedere, ringrazierà con un inchino e un con sorriso quegli sguardi persi nella luce di quell’incredibile mese di gennaio giunto quasi alla metà del suo moto costante.

Dedicato, indirizzato e offerto semplicemente a tutti gli amanti, che ancora confidano e credono genuinamente nella forza del proprio destino. Naturalmente anche per te.

{Idraulico anno 1999}