i racconti di Milu
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La Mia Vita Da Trav, e stata fortemente influenzata da Mia Mamma. dal momento in cui mi confessai a lei, e lei mi ha accettata per quella che ero, Tutto per me è Cambiato in Meglio. ce chi la Mamma la sogna come Amante, e nei figli e molto ricorrente il sogno di poterla possedere e scopare, nel mio caso, il rapporto che ho sempre sognato era di pura complicità e null'altro. Una complicità però molto particolare com era una Madre Attenta e Apprensiva, e una Figlia Troia ed Esibizionista. Ecco com'Era il Nostro Rapporto, per Nulla Incestuoso direi. Mamma dal momento che aveva accettato di Accettarmi come Figlia e non Figlio, accettò purtroppo anche a tutte le disavventure a cui la Rendevo Partecipe anche se in modo marginale. Ad essere Sincera pero' non tutte le volte che facevo una scopata riuscivo a coinvolgere Mamma, Vivevamo in due Citta' Opposte, io a Milano, Lei in Veneto, e l'unica cosa a tenerci sempre aggiornate sulle mie ultime porcate, era ovviamente il Telefono. Tranne quelle poche e rare volte in cui lei veniva a trovarmi, o ero io ad andare a trovare Lei in Veneto. Vi dico questo perché è Fondamentale per la storia che vi vado a Raccontare in questo frangente. Dicevo che i Viaggi che potevamo fare per incontrarci qualche volta l'anno, erano rari, e ci azzardavamo a muoverci solo in belle stagioni come la primavera o l'estate. fu proprio in una di quelle rare occasioni, che presi il treno per andarla a trovare una mattina di luglio. non avendo patente ne auto, mi sono sempre spostata come potevo, e arrivare fino a Jesolo in veneto dove sta mia Mamma, non È cosa facile con il treno, si deve poi cambiare a Vicenza, e prendere l'autobus che porta fino a Jesolo. Ancora oggi non hanno fatto un treno diretto che viaggi su tutta la tratta fino li. io prendevo il treno di rado per spostarmi, a quel tempo lavoravo part time e in zona, motivo per cui se usavo i mezzi come il treno, erano casi rari come questo. dicevo, quella mattina che decisi di andare da Mia Mamma, presi il treno prestissimo, volevo evitare la ressa del weekend, dove la gente andava già in vacanza e preferivo sedermi sui vecchi scompartimenti chiusa da sola senza avare rompiscatole davanti o accanto, come invece accade oggi con i vagoni unici aperti, a poltroncine affiancate o una difronte all'altra. preferivo di gran lunga quei vecchi treni a scomparto e ne scelsi uno vicino alla coda del treno, di solito vuoti dato che la gente, preferisce salire sulle carrozze o in testa o nel mezzo del treno. assicurandomi cosi' un viaggio tranquillo. faceva caldo gi'e0 alle 8:00 di mattina, e dato il mese estivo, non mi ero messa molto di coprente addosso. son sempre stata esibizionista, avendo un bel fisico femminile, cosa assai rara nelle Travestite piu' vicine ad una donna vera, preferivo mostrarmi invece che nascondermi. cosi' mi ero messa addosso solo una T-shirt nera a V, scollacciata senza maniche con un cuore colorato di rosso al centro, degli Shorts in Jeans sgambatissimi che facevano risaltare ancor di piu' le mie belle coscie liscie e morbide,dei sandali a zeppa con i lacci sulle caviglie stile schiava, ben truccata, i lunghi capelli naturali neri con le frangie davanti bionde, sciolti che mi coprivano il visino da troietta, un paio di occhiali da sole scuri, e l'immancabile zainetto con all'interno il necessario per il viaggio tra cui, portafoglio, walkman con cuffie, cellulare, ritocchi per il trucco, preservativi e altre cosette che mi sarebbero servite. mi misi dentro al vagone vuoto, (il treno era quasi in partenza, e fortunatamente non vi erano molti passeggeri), Tirai le tendine mi sistemai sul sedile vicino al vetrone a gambe accavallate, indossai le mie cuffie e avviai la musica del mio Walkman, attendendo di partire. Mentre il treno iniziava a chiudere le porte e a muoversi lentamente dalla banchina della stazione centrale di Milano, notai molta gente attendere altri treni su altre postazioni distanti dalla mia. era evidente che almeno a quell'ora, poche persone andavano in Veneto. meglio cosi', mi sarei fatta un bel viaggetto senza il fastidio, di avere nello scoparto altre persone. Mi stavo già rilassando ai raggi solari che filtravano dalla grande finestra del mio scomparto, quando ad un tratto, la porta si apri', qualcuno scost'f2 le tendine che avevo chiuso, e mi trovai davanti Quattro Ragazzoni alti e magri di colore. Dovevano esser Africani o senegalesi credo, erano neri come il carbone, o almeno due di loro erano neri, gli altri due Mulatti piu' chiari. mi tolsi le cuffie, mentre uno di loro uno nero nero, chiese in italiano stentato se erano liberi i posti, a malincuore accennai un 'Si' quasi sibillato. potevo dire addio al mio viaggio tranquillo e solitario. i quattro presero subito posto con i loro ingombranti zainoni, chiss'e0 che si portavano dietro. due si sedettero davanti a me, i due piu' Neri, gli altri due mulatti, invece posarono i loro culi vicino a me a poca distanza. iniziarono subito a vociferare ad alta voce nella loro lingua che non comprendevo, e notai che piu' volte tutti e quattro a turno, mi lanciavano delle strane occhiate. Forse per com'ero Vestita, o forse erano dei ladri che aspettavano solo il momento di derubarmi. allertata da quest'ultima ipotesi, mi son presa vicino il mio zainetto tenendolo ben stretto. non volevo certo iniziare un viaggio con un furto. continuai a far finta di nulla con la testa rivolta fuori dal finestrone, ma tenendoli d'occhio da sotto le lenti scure da un lato. se qualcuno avesse fatto o tentato di rubarmi qualcosa avrei gridato aiuto, a chi non saprei, dato che come ho accennato, il vagone dove mi trovavo in coda al treno, era quasi deserto. con il passare dei minuti però quando il treno già percorreva le lunghe rotaie correndo veloce, iniziai a cambiare idea su quei quattro.non so cosa mi fece cambiare idea, forse i loro modi assai scherzosi, o forse la loro troppa aria tranquilla e bonacciona, insomma, sembravano tutto fuori che ladri o malintenzionati. li osservavo da sotto gli occhiali scuri, e loro osservavano me fissandomi molte volte. iniziai ad immaginare che fosse per il mio aspetto fisico, molti di questi Ragazzoni vengono da lontano e senza una donna con cui fare del sesso,immaginai che avessero visto in me un'occasione buona per farsi una bella scopata. se fosse stato cosi', non avevo timore di loro, perché ero senza dubbio consenziente al 1000%. ma per saperlo dovevo provocarli, dato che nessuno di loro sembrava farsi avanti, forse per rispetto o per educazione. li avevo mal giudicati, ed ero pronta a scusarmi a modo mio Ovviamente. iniziai a fare dei movimenti sensuali accarezzandomi una coscia, come se lo facessi senza malizia cosi', vidi che quelli che avevo vicino al mio fianco sinistro, i due Mulatti, erano molto attenti a ciò che facevo, e anche i due Neri difronte ora si erano zittiti. mi scostai i lunghi capelli da un lato ed ecco il primo gesto che mi aspettavo, uno dei due Mulatti seduti vicino, azzardò di sfiorarmi la coscia nuda accavallata. Ovviamente lo lasciai fare, fingendo di non aver sentito, aspettai che il tizio ci riprovasse, e infatti un paio di secondi dopo, la sua mano adesso era proprio sulla mia coscia che mi accarezzava avanti e indietro. mi voltai verso di lui, che mi mand un bacio sussurrandomi: 'BELA... BELISIMA...' Gli accennai un sorriso di approvazione, mentre la sua mano ora scendeva dietro per tastarmi il culo, mentre la sua faccia si avvicinava alla mia. sentivo il suo fiato ora sul mio collo mentre continuava a palparmi tutta. ben presto anche gli altri si fecero sotto, dato che sembravo consenziente, si permisero di toccarmi e palparmi tutti e quattro. era fatta il ghiaccio era rotto, mi levai la T-shirt con un solo gesto, restando con il reggiseno del costume da mare che avevo sotto, un Bikini Rosso scuro luccicante, appena la T-Shirt fini' a terra, era come se avessi dato lo start ad una gara. ben presto mi sfilarono via anche gli Shorts restando solo con il bikini addosso oltre che alle loro mani che mi tastavano ovunque. Iniziai a sospirare di piacere mentre uno di loro, mi afferr'f2 il cazzo già duro dentro lo slip del Bikini, me lo estrasse e iniziò a masturbarmi piano piano, iniziai a godere davvero, mentre anche gli altri si preparavano a prendermi, si abbassarono i calzoni tirando fuori delle sberle di cazzo mai viste, neri e lunghi come pali. ne ho presi in bocca due alla volta iniziando a succhiarli con passione e voglia,mentre il treno correva veloce, e il sole illuminava lo scompartimento dal finestrone. Ero la solita Puttanella in cerca di cazzo, lo sapevo bene, ma questa volta era per un'opera di carità un gesto generoso per quei quattro Ragazzotti giovani che magari non scopavano da tempo, mentre io scopavo si pu'f2 dire quasi ogni giorno. Mamma di certo non avrebbe approvato, ma lei ora non c'era li con me, e quindi nessuno poteva vietarmi di farmi sfondare da quei quattro neri vogliosi. per la prima volta mi sentivo una specie di sammaritana del sesso, ero una crocerossina che aiutava quei poveretti a svuotarsi le palle su di me. era un'opera buona mi dissi, come buoni erono i loro grossi cazzi neri, che mi stavo succhiando con avidit'e0. uno di loro mi colpi' con un gesto che fece, si sedette accanto a me, tirandomi per un braccio su di lui abbracciandomi e stringendomi le sue lunghe braccia intorno alla mia vita sottile. prima che il suo bel cazzo duro e lungo si infilasse dritto dentro al mio culetto, mi disse: 'SCUSA.. NON FARE TE MALE..' Che Tenero, si stava preoccupando di non farmi male. una cosa che mi emoziono' piu' della scopata che mi stavo preparando a fare. gli sorrisi e gli risposi teneramente: ' NON TI PREOCCUPARE... SCOPAMI COME PUOI.' Le parole mi uscirono dal cuore, non dalla gola ad esser sincera, e subito mi trovai sulle sue ginocchia a sprofondare nel suo bel cazzo che si intrufolava piano nel mio bel culetto liscio e morbido. gettai gli occhiali scuri sullo zainetto e mi lasciai andare ad un gemito di piacere strozzato, mentre il ragazzo mi abbracciava forte stringendomi forse un po troppo, mentre mi faceva saltellare su e giu' dal suo bel palo nero, con gli slip del costume scostati da un lato ma non tolti. gli altri tre per il momento non intervennero, aspettando forse il loro turno, mentre li segavo con le mani libere godendo insieme a loro. Non temevamo che entrasse nessuno, il vagone era quasi isolato, negli scompartimenti davanti al nostro non vi era nessuno, e sapevamo che il controllore non sarebbe passato tanto presto, quindi avevamo tutto il campo libero, e il tempo che volevamo. Guardai lo zainetto, e pensai a Mamma.. perché non condividere quel piacere anche con lei? non avrebbe approvato lo sapevo, ma chi se ne fregava. chiesi ad uno di loro, il piu' vicino allo zainetto di prendermi per favore, il telefonino, credendo che volessi fare un filmino o delle foto, il Ragazzo scosse la testa, dicendo: 'NO.. NO FOTO.. NO VIDEO..'. Gli spiegai che volevo solo telefonare a Mia Mamma, non fare delle foto o dei video, Il Ragazzo si decise, e mi passò il telefonino, composi il numero di mamma, sempre a ritmo altissimo, il ragazzo che mi stava scopando era a secco da un bel pezzo, data la foga che ci metteve a rompermi il culo. attesi gli squilli, Uno.. Due..Tre..quattro..Cinque.. Sei.. al settimo squillo mamma rispose. Iniziai la conversazione sospirando forte dato che il Nero non mi dava tregua stantuffandomi come un Pazzo, 'AHHHHHHUM' Feci subito, e Mamma già capi' la situazione... mi rispose cosi': ' Dove sei, e cosa stai combinando..' cercai di parlare piu' normalmente possibile, ma era un'impresa.. il ragazzo mi stringeva troppo le braccia intorno la vita, facendomi quasi mancare il fiato, e in piu' mi scopava cosi' forte da farmi urlare ogni istante. 'Siamo alle solite vero?' disse poi mamma, 'Ma Quando la smetteri di fare queste porcate in giro? quando bla bla bla bla...' ascoltai Mamma farmi il solito inutile Cazziatone, mentre io le godevo all'orecchio urlando e sospirando di piacere. Quando cercai di parlarle per la seconda volta per spiegargli cosa stava accadendo, il buio cal'f2 su tutto lo scomparto, la linea rimase muta, e io continuai a godere con il cellulare appoggiato all'orecchio. eravamo semplicemente entrati in una galleria, dove non c'e8 campo ovviamente per telefonare. ne uscimmo quasi subito, ma la linea era stata interrotta, cercai di richiamarla ma uno dei Ragazzi mi tolse di mano il telefonino, infilandomi il suo cazzone in gola. 'BASTA TELEFONO.. SCOPA ADESSO..' Mi ha detto.ho dovuto arrendermi, avrei spiegato a mamma tutto dopo. finalmente il ragazzo nero mi lasciò andare, anche se non sentivo sperma dentro al mio culo. mi tolse dalle sue ginocchia piano, sempre con modi assai gentili, per mettermi nelle mani degli altri tre compari. adesso toccava anche a loro, mi misero piegata a novanta, a gambe larghe con le braccia tese in avanti sul finestrone dove il sole batteva, e in fila indiana, mi hanno sfondata a turno, il primo cazzo che ripresi dentro, fu quello del Mulatto che mi aveva tolto il telefonino. mi diede un po di stantuffate poi lasciò spazio al suo amico sempre mulatto. altro paio di stantuffate avanti e indietro e fuori anche lui... iniziavo ad avere male al culo, ma cercai di rilassarmi e sopportare, l'ultimo fu L'altro nero che dur'f2 piu' di tutti e mi stantuffò a lungo prima di allagarmi l'intestino di calda sborra, mentre venivo anchio, masturbata da quello che mi aveva scopata poco prima. si era messo sotto di me, e aveva iniziato a segarmi velocemente, gli venni sulla mano in pochi secondi. prima che potessi avere il tempo di godere di nuovo, venni riempita ancora nel culo da un'altro, e ben presto tutto lo sperma, ha iniziato a colarmi giu' per le Gambe e a terra. ho cercato di prendere con la mano la sperma che mi colava, e succhiarla mentre con l'altra mi reggevo in piedi attaccata alla finestrona dello scompartimento. il treno ha iniziato a rallentare, e i quattro si sono sistemati in tutta fretta, uscendo come ladri in fuga dal mio scompartimento, lasciandomi li mezza nuda, con addosso solo il bikini e colante di sperma. ho richiuso le tendine, chiudendo la porta scomparto, e ho cercato velocemente di pulirmi e risistemarmi, prima che il treno si fermasse e salissero altri eventuali passeggeri. in pochi minuti fui quasi apposto, e feci Giusto in tempo a risedermi al mio posto iniziale al finestrone, che il treno si ferm'f2 del tutto e fece scendere i quattro ragazzotti neri. li vidi camminare nella parte opposta a dove stavo io, mentre il treno riprese il suo cammino li salutai con la manina smaltata, sorridendogli, inutile dire che nemmeno mi guardarono. poco mi importava, avevano deciso di ignorarmi come spesso succede. dopo una scopata di quel tipo detta anche Sveltina, di solito tutti facevano cosi', loro da una parte, io dall'altra, nessuno conosce Nessuno. era meglio cosi' alla fine. presi in mano il telefonino, e chiamai Mamma per spiegargli l'accaduto, dato ero stata interrotta in galleria. Mamma rispose, e parlammo un po con toni non proprio simpatici, lei come sempre non era daccordo che facessi la Troia in quel modo con tutti quelli che incontravo, gli spiegai che lo avevo fatto per spirito caritatevole. chiss'e0 da quanto non scopavano quei quattro bei Negretti, e aggiunsi che erano stati gentili educati e nessuno mi aveva fatto del male. ma anche cosi' Mamma non si plac'f2, e mi fece la solita lavata di testa con le sue solite manfrine. Ormai le conoscevo a memoria, dopo che ebbe finito di rimproverarmi, gli dissi che sarei arrivata da lei verso mezzogiorno,chiusi la telefonata. mi dispiaceva non poco, che lei non capisse i miei sentimenti, e che non approvasse ci'f2 che facevo con gli altri. ero riuscita a farla diventare mia complice, ma non ero Purtroppo riuscita, a farle capire la gioia che provavo nel farmi scopare come una Puttana da tutti. il pezzo di viaggio che feci dal treno all'autobus fino ad arrivare da lei, non vide evendi degni di essere raccontati, e finalmente quando arrivai sotto il suo palazzo, estrassi il telefonino per chiamarla e annunciarle che ero in salita al suo appartamento. quando stavo per telefonarle, vidi un'uomo in ciabatte e calzoni corti con una canotta da spiaggia, che stava entrando nel palazzo, e gli chiesi gentilmente di tenermi aperto il portoncino dell'atrio. l'uomo mi squadr'f2 da testa a piedi, poi mi fece un sorriso ed entrammo insieme, rimisi nello zainetto il telefonino. inutile chiamarla, preferivo salire direttamente da lei al piano a quel punto. Arrivati all'ascensore, l'uomo azzard'f2 qualche domanda, premette il pulsante di richiamo dell'ascensore e intanto mi disse con un sorrisone: 'Abiti qui? non ti ho mai vista....' lo guardai bene, era alto circa 1,80 un po corpulento ma non grasso, pochi capelli in testa, Viso ben rasato, un po arrossato dal sole preso in spiaggia forse. occhiali scuri da sole sul naso, tornava dalla spiaggia, perch'e8 era vestito per l'occasione ed aveva ancora un po di sabbia sotto le ciabatte. avr'e0 avuto sui Cinquant'anni piu' o meno. gli risposi che andavo a trovare mia Mamma, la signora Maria all'ultimo piano. L'uomo sembr'f2 illuminarsi come una lampadina al nome di Mamma, 'Ah si, conosco la signora Maria, ma non sapevo avesse una figlia, credevo un figlio...' sorrisi nascondendomi dietro una mano per non farmi vedere. salimmo sulla cabina dell'ascensore, una cabina a spinta dal basso verso l'alto, senza finestrelle e chiusa a quattro mura, con le porte che si aprivano e chiudevano a scomparsa laterale. arrivati per'f2 al secondo piano, l'ascensore si blocc'f2 all'istante senza motivo. la luce interna rimase accesa, ma anche provando e riprovando a schiacciare la tastiera dei piani, non si mosse di un millimetro. un bel guaio dissi... provai ad estrarre il telefonino, ma avevo la batteria scarica, e li dentro non vi era campo. situazione davvero imbarazzante. L'uomo inizi'f2 ad imprecare contro quelli della manutenzione, mentre io ero quasi stupita della situazione in cui mi stavo trovando. che fosse un'altro colpo di fortuna come successo poche ore prima sul treno? mi chiesi tra me. chiesi: 'Non c'e8 nessuno che possa chiamare la manutenzione o che possa aiutarci a uscire da qui'?' L'uomo rispose abbassando la testa e fissandosi i piedi, 'Difficile sai, Oggi e Sabato, qui' a parte tua Mamma non c'e8 nessuno, il palazzo e vuoto da molto tempo.. sono andati quasi tutti via.. siamo rimasti in pochi.. e siamo pure a Luglio...' tutto sembrava assecondare una bella avventura, ma temevo che mia mamma prima o poi non vedendomi arrivare, uscisse o scendesse chiamando l'ascensore e cosi' ci avrebbe liberati troppo presto. ma cercai anche di vedere il lato positivo, forse se mi giocavo bene le carte qualcosa riuscivo a fare con quell'uomo. dovevo per'f2 studiarmelo un p'f2, non potevo buttarmi su di lui cosi'. c'era il rischio che facessi fiasco o che non interessassi affatto all'uomo. iniziai a rilassarmi, e consigliai all'uomo di fare altrettanto, per il momento nessuno ci avrebbe liberati, meglio sedersi e parlare per tenerci occupati. L'uomo parve capire il mio discorso, si sedette come me e iniziammo a conoscerci poco alla volta, parlando del piu' e del meno, scoprendo le carte con il tempo. raccontai all'uomo che ero una travestita, e subito lui si espresse' Ah ecco... mi pareva che la Signora avesse un figlio allora...', gli spiegai chi ero, e vidi con gioia, che l'uomo non era uno prevenuto, anzi apprezzava molto il mio aspetto femminile e il mio fisico, tanto che appena mi tolsi la T-shirt perch'e8 iniziava a fare davvero caldo li dentro, l'uomo piu' volte rimarc'f2 i complimenti al mio corpicino femmineo. anche lui volle togliersi la Canotta restando a Torso Nudo, con addosso solo ciabatte e bermuda. gli raccontai che Mamma sapeva di me ed eravamo diventate complici. notai anche che piu' raccontavo la mia storia, piu' l'uomo sembrava eccitarsi, e dimenticare il fatto che eravamo prigionieri di un'ascensore guasto. mi chiese senza vergogna a botta calda, se ne avevo gi'e0 presi, e quasi gli risi in faccia. gli spiegai che erano ormai anni che il mio bel culetto veniva sfondato da cazzi di ogni misura e grossezza. l'uomo sembr'f2 ancora piu' eccitato, affondai il colpo raccontandogli dell'avventura in treno di poco prima, e ne rimase davvero sorpreso. alla fine disse: 'posso dirti una cosa senza offesa ma in tutta franchezza? Che Gran Troia che sei'. lo ringraziai, perch'e8 per m'e8 era il piu bel complimento del mondo, sentirmi dare della Troia.in effetti lo ero proprio e quindi non mi aveva offesa affatto anzi... intanto, il tempo passava veloce li dentro, e anche il caldo si faceva sentire, erano ormai quasi le due del pomeriggio, e pensai che Mamma mi avesse cercata piu' volte al telefonino. tornai con lo sguardo all'uomo che mi fissava con una faccia da porco voglioso. gli buttai li la cosa, e gli chiesi senza vergogna: 'Senti, vuoi fare L'amore?' L'uomo era assai sudato come me del resto, avevo ormai i lunghi capelli appiccicati alla schiena e al viso, ma il mio trucco resisteva benissimo sul viso da Troia che avevo. mi rispose in un sussurro sibilato ma chiaro ed inequivocabile: 'Me Lo Chiedi Pure?' lo aiutai a togliersi i bermuda o Boxer che fossero, scoprendo che aveva anche un bel cazzo duro e grosso. non me lo feci scappare, e poco mi importava se Mamma non avrebbe ancora una volta capito... mi sarei presa un'altra strigliata ma me ne fregai proprio. in quel momento pensai solo alla situazione in cui mi trovavo, mi avvicinai all'uomo, mi chinai con la testa sul suo ventre, e prendendogli un pugno il grosso cazzo, me lo infilai tutto in gola. iniziai a succhiarglielo con la voglia di una Vaccona, mentre lui cercava con un po di fatica di levarmi gli Shorts, ma alla fine ci riusci', mi tiro' fuori il cazzo dagli slip del Bikini, e iniziò a segarmi piano, mentre io continuavo a ingoiargli il cazzo e farlo gemere di piacere. 'Sei una vaccona Greta, hai una bocca che e meglio di una Figa vera...' oso' dirmi il maiale, continuando a godere e gemere. lo stesso facevo io, con il suo bel cazzo in gola, chiss'e0 cosa direbbe tua Mamma se ci vedesse ora borbotto' poi L'uomo. 'Probabilmente farebbe una delle sue solite sceneggiate' risposi io, 'a lei non piace che faccia queste cose'. 'e un peccato che non capisca', ha ribattuto l'uomo. Mai cosa fu piu' vera, se Mamma avesse finalmente capito la mia voglia di cazzo, forse il nostro rapporto di complicita', sarebbe stato al 1000% invece che solo al 90%. mentre facevo queste riflessioni, l'uomo si era dato da fare cercando lui goffamente di ricambiarmi il favore succhiandomi il cazzo, ma mi faceva solo il solletico con la lingua e i denti.. non era certo cosa per lui. si vede non lo aveva mai fatto, anche se mi disse molte volte avrebbe voluto provarci... ora ne aveva avuto l'occasione con me. ma dato che mi faceva solo ridere invece che godere, lo fermai subito, l'uomo si scus'f2e con un sorriso gli ho offerto il mio bel culetto sudato e gi'e0 ben allargato dalla precedente scopata di poche ore prima. L'uomo in effetti si dimostr'f2 molto piu bravo a scopare che a succhiare, mi scost'f2 da un lato lo slip del Bikini, senza togliermelo del tutto, mi misi in ginocchio contro la parete dell'ascensore con il viso contro, lui dietro di me mi prese per i fianchi stretti e sudati, e prima di entrarmi dentro mi disse: 'Ti Fidi di me Ver'f2?' non capivo a cosa alludesse, e voltai la testa per capirlo meglio, poi capii che si riferiva all'uso del preservativo... ho anuito con la testa rispondendogli: 'Si... Mi Fido di te... e poi conosci Mia Mamma no? prendimi non farmi aspettare oltre.' detto questo, l'uomo procedette, punto' la sua grossa cappella dritta nel mio buco largo e spinse affondandomelo tutto d'un colpo solo dentro fino alle palle pelose. credo di aver sospirato e lui gemuto di piacere, ma non son sicura, le nostre voci si erano per un'attimo intrecciate, e ne era uscito un unico gemito. quando inizi'f2 a spingermelo dentro e fuori sempre piu veloce, ho iniziato sicuramente a sospirare e gemere sempre piu' forte di piacere. se era vero che nel palazzo non c'era anima viva oltre noi, potevamo lasciarci andare al paicere come volevamo. l'ultimo piano era distante e mamma anche se fosse uscita sul pianerottolo non ci avrebbe comunque sentiti. sospirai forte ad ogni suo colpo. sembrava infoiato, 'Ma... da... quanto non scopi..' gli chiesi in un sussurro... L'uomo sorrire e rispose ' Troppo Troppo Tempo cara'. caspita, sembrava che quel giorno, incontrassi solo uomini in astinenza da sesso, davvero una coincidenza assurda. prima i quattro negri sul treno, ora quell'uomo in ascensore... quella giornata si era trasformata in una giornata unica per me, e ho benedetto quel viaggio rimandato da troppo tempo, lo avessi fatto prima forse... intanto il caldo aumentava, e l'aria da respirare iniziava a farsi fetida, un puzzo di sudore misto tipo palestra nell'ora di punta degli allenamenti, si era impregnato dentro la cabina. a Vederci sembravamo appena usciti dal Mare o da una doccia. grondavamo sudore da ogni lato, ma continuavamo a fare le nostre porcate come nulla fosse. speravo solo che l'uomo non avesse problemi di cuore data l'et'e0, ci mancava solo che gli pigliasse un'infarto per le condizioni in cui eravamo, ed ero inguaiata bene. fortunatamente, quell'uomo non sembrava avere problemi di quel tipo, e continuava ad aprirmi il culo in due a colpi di cazzo senza mai stancarsi. e poi dicono che gli uomini di una certa et'e0 non sanno scopare... chi l'ha detta sta stronzata? quel porco mi stava facendo letteralmente morire dal piacere non mi dava respiro. sbrodolai poco dopo non riuscendo piu' a trattenermi sporcando la parete dell'ascensore, lui invece resistette ancora un paio di minuti, prima di allagarmi il culo e l'intestino di calda sborra. venne dentro di me con un gemito, tenendomi le mani sulle spalle allungate, mentre si svuotava con vero piacere. svuotatosi le palle dentro, non mi ha nemmeno tolto il cazzo, ha voluto che gli si ammosciasse dentro il mio culetto stralargo che grondava sperma sul pavimento e che raccolsi spalmandomela sul petto e assaporandone l'odore pungente, mi abbraccio' stringendomi le braccia sudate intorno alla vita, e baciandomi sul collo. mi confid che quella era la miglior scopata che avesse fatto dopo anni, e gli ho creduto sulla parola.quello che non sapevamo invece, o meglio che presi dalla foga dal caldo, dallo stordimento e tutto il resto, e che l'ascensore miracolosamente si era rimesso in movimento da solo. quando ce ne accorgemmo, era troppo tardi per realizzare di sistemarci e ricomporci, del resto chi poteva esserci oltre noi e Mamma nel palazzo a quell'ora? Proprio Lei, Mamma, che aveva chiamato dall'alto l'ascensore facendolo miracolosamente ripartire di botto. non realizzammo ancora la situazione, restammo imbambolati li come eravamo fino a che l'ascensore 'e8 arrivato al piano, le porte si sono aperte e la scena 'e8 stata mostrata in tutto il suo bel quadretto. alzammo gli occhi da terra quasi come in un sogno, e la realt'e0 dei fatti ci colpi' immediatamente, la figura di Mamma in piedi con le mani sui capelli che borbottava non so cosa, mi pare stesse dicendo un : NON POSSO CREDERCI.. NON POSSO CREDERCI... o almeno era quello che capimmo io e l'uomo ancora li a terra, in ginocchio io con il bikini addosso sudata che sembravo appena uscita da una dose di droga, stordita dal caldo della cabina, l'uomo nudo abbracciato a me con il suo cazzo ormai ridotto ad un salsicciotto moscio,acora dentro al mio culetto largo, a terra i nostri vestiti, il mio zainetto, sulla parete destra dov'ero io gocciolava la sperma che avevo da poco spruzzato, e a terra sotto di noi una grossa macchia era stata la sperma che l'uomo aveva fatto colare dal mio culo, e che io mi ero spalmata addosso. questa era la scena in cui mamma ci trovo' all'apertura dell'ascensore.non ci furono parole ne da parte mia, troppo stanca e sfatta per dire solo anche scusa, e nessuna parola da parte dell'uomo che si alz'f2 con il cazzo ciondolante senza vergogna coprendosi poi subito con i suoi bermuda alla meglio e schiacchiando il bottone che lo avrebbe riportato al suo piano. Ovviamente entrate in casa, corsi subito in bagno a sistemarmi chiudendomi a chiave, mentre mamma sbraitava tutta la sua incazzatura. e adesso chi la sentiva... scopata da un condomino del suo palazzo, era la fine del mondo almeno per lei, ma non per me, che come al solito vedevo le cose in modo opposto. par
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