i racconti di Milu
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Stavano in auto, lei distesa sul sediolino abbassato, con la gonna alzata e le coscie aperte.
- Dai, Nando, mettimelo. Spingimelo dentro.
Sandra stava in eccitazion. Nando la stava chiavando a braccia tese per darle lo spazio per masturbarsi il clito.
- Così, bravo, così, continua finchè non vengo.
Ma anche Nando era ecitatissimo e le venne nella fica prima che lei venisse.
- Stronzo, non potevi trattenerti? E adesso io come vengo?
Mentre tornavano, in auto, lei disse:
- Non mi basta, non cela faccio a non venire ed a masturbarmi da sola. E' la seconda volta. Tu lo sai, io ti voglio bene, ma ho le mie esigenze, voglio sfogarmi anch'io. Troviamo un modo.
- E quale modo, Sandra?
- Io ne voglio di più, molto di più. Quando sei uscito avrei voluto che un altro continuasse dopo di te. Ma è solo un desiderio, tu non me lo faresti mai fare anche con un altro insieme a noi. Dai, Nando, perchè non proviamo? in fondo un altro ci servirebbe solo per finire quello che tu cominci, non c'entrerebbe noente con noi due.
- Sandra, ma sei impazzita?
- Se continuo a non venire impazzisco sul serio. Nando, troviamo un modo o ti lascio. Non reggo.

E infatti Sandra lo lasciò. E conobbe Antonio. Non era bellissimo, ma simpatico. Uscirono insieme la prima sera e lui le fece fare un pompino e si meravigliò che lei si lasciò venire in bocca ed ingoiò.
- Sei brava - le disse . dai molto piacere.
- E tu sei un egoista. Anche a me piace venire.
Si rividero due sere dopo.
- Sandra, ci ho pensato. Verresti con me in un posto?
- Dove.....mi vergogno.
- No, tu rimani in auto e scendi solo davanti alla porta, faccio tutto io.
- Perchè vuoi andare lì?
- Voglio darti l'amore che vuoi.
Lei voleva rifiutare, ma la eccitò il pensiero di spogliarsi, di farlo come aveva sempre desiderato.

Era una casa in un palazzo all'ultimo piano, sulla terrazza. Non persero molto tempo; quando lui la baciò le gli accarezzò il cazzo sulla patta. Si spogliarono in fretta e lei, sul letto gli aprì le cosce.
- Chiavami forte - gli disse - fammi sentire tutta la tua forza. Ma lasciami lo spazio per toccarmi, così è più bello.
Lui le venne dentro, chiavandola di forza ma anche stavolta lei era rimasta senza orgasmo. Mandò al diavolo anche Antonio.

Sandra andò in città a rovare i suoi zii. Ci andava spesso sia perchè le volevano bene, sia perchè erano abbastanza ricchi. Andò in autobus e l'autobus fece sosta ad una stazione di rifornimento di benzina. Lei andò al bar della stazione per mangiare un cornetto, era partita presto e non aveva fatto colazione.
E al bancone del bar un tipo si mise accanto a lei ordinando caffè. Lei lo guardò sott'occhio, un uomo sui 40, ma bello, alto e robusto con un bel viso.
- Tu stai col bus? - le chiese - dove vai?
- In città - rispose - perchè le interessa?
- Non mi interessa dove vai, mi interessi tu - le disse l'uomo disilvoltamente. - Posso portarti io in città, se vuoi, così ci conosciamo.
Sandra lo lasciò lì e tornò al bus che stava ripartendo.
Quella sera, intornoi alle 19, andò alla stazione dei bus per tornare a casa e lì vide di nuovo quell'uomo. A lei piaceva molto, la eccitavano i suoi modi, il timbro della sua voce, il suo corpo alto ed asciutto. Anche lui la vide.
- Posso riaccompagnarti in macchina se vuoi. Dai, dì di si.
Lei non lo disse ma lui si avviò verso l'auto, mise in moto e si accostò a lei, aprì la porta e Sandra si decise e salì.
- Brava - le disse lui - sei una ragazza coraggiosa. Ma hai pensato ai rischi? e se ti violento?
- Vorrei proprio vedere se sei capace.
Lui non perse tempo, le mise una mano sulla coscia e lei non si mosse. Poi lui le prese la mano e se la mise sulla patta e lei sentì il suo cazzo già duro sotto la patta. Dopo una decina di kilometri lui si fermò ad un motel.
- Ci vieni conme? - le disse
- Si, ci sto, ma devi essere gentile, non voglio violenze.
- Certo che no. Aspettami, mi faccio dare la chiave.