i racconti di Milu
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Premessa: oramai sapete che tipo di racconti scrivo, se non lo sapete ve lo dico, non tratto di incesto, non credo nel finale felice e scrivo ciò che voglio senza curarmi di ciò che preferite, accetto consigli e critiche, ma scriverò sempre e solo quello che mi diverte, se non vi piace il genere siete liberi di leggere altro. I miei racconti sono tutti puramente di fantasia. (Nomi e fatti sono altrettanto di fantasia e non hanno alcun riferimento a persone realmente esistenti)

Ero fuori con il mio amico Giacomo e uscì il solito discorso su mia madre mentre passeggiavamo:
-Beh, cosa si prova ad essere suo figlio? Voglio dire, figa com'è non ti da fastidio sapere che la guardano tutti?
-Penso che tu stia esagerando, non penso la guardino così tanto, poi anche se fosse non ti deve interessare, è pur sempre mia madre e non dovresti rivolgerti così a lei.
-Vabbe, non ci credere se vuoi, ma ti dico che tutti a scuola parlano di lei, ti sei chiesto come faccia a vendere vestiti da vecchi a ragazzi della nostra età? Vanno tutti nel negozio giusto per passare un po' di tempo con lei.
-La gente compra i suoi vestiti perchè sono di grande qualità, il resto sono solo tue fantasie.
-Se lo dici te, comunque, a proposito di fantasie Felice, tu non ci pensi mai a tua madre? Voglio dire, se mi dici di no saresti la prima persona che conosco che non se la scoperebbe.
-Sei serio? Di certo non mi faccio fantasie su mia madre, poi anche se fosse, potete pensarci quanto volete lei è fedele a mio padre e si concede solo a lui.
-Sisi, certo Felice caro, sono sicuro sia una santa. Disse Roberto e scoppiò a ridere in mezzo al marciapiede, al che io lo interuppi con volto serissimo e gli dissi:
-Mia madre è una Santa, non tradirebbe mai mio padre.
-Ah, si? Beh, io penso di avere la chiave per aprire tua madre.
Detto ciò con aria arrogante mi trascinò per un braccio in un vicolo li vicino, si guardò intorno e dopo essersi accertato che nessuno ci potesse vedere iniziò a sbottonarsi i pantaloni.
-Cosa stai facendo? Rimettiti i pantaloni.
Dissi io coprendomi la faccia con una mano per non vedere Roberto mezzo nudo.
-Ti mostro la mia chiava Felice mio.
Abbassò i pantaloni e mise in mostra il suo cazzo, non era in erezione, ma penzolava mantenendo comunque dimensioni invidiabili.
-E' con questa chiave che potrei aprire tua madre come e quando voglio se mi girasse.
-Dici solo cazzate, avrai anche il cazzo grosso, ma mia madre non è il tipo di persona che cade per certe trappole.
-Beh sai cosa, facciamo una scommessa, 50 euro che riesco a sedurre tua madre nel giro di 10 minuti.
-Va bene, se hai voglia di buttare via 50 euro così non ti fermerò di certo io.
Discutemmo e arrivammo ad un piano, domani Roberto sarebbe andato da mia madre ad ordinare un completo fatto a mano e nel giro di 10 minuti sarebbe riuscito a scoparsi mia madre, io di nascosto mi sarei messo dentro uno degli armadietti presenti nel negozio.
Il giorno arrivò e senza che mia madre se ne accorse entrai di nascosto nell'armadio nella stanza dove mia madre prendeva le misure ai clienti per i vestiti fatti su misura, dovetti attendere un paio di ore, perchè Roberto si presentò in ritardo e in quel lasso di tempo vedetti mia madre prendere le misure di altri due clienti, un uomo sui 60 anni e un ragazzo che avrà avuto la mia età, nessuno dei due fece nulla di strano, pensai che gli affari andavano benone per mia madre e cominciavo a pensare come spendere i soldi della scommessa, finchè al cellulare non mi arrivò un messaggio: "Spero tu sia pronto, sto per entrare e ho delle belle sorprese per voi due". Era da Roberto ovviamente, io avrei voluto deridere la sua eccessiva sicureza, ma non potevo rischiare di far saltare la mia copertura, anche se mia madre era tornata alla cassa del negozio e mi aveva lasciato solo nella stanza dentro l'armadio.
Finalmente entrarono i due, il ragazzo indossava pantaloni della tuta neri molto larghi e una felpa, mia madre gli faceva strada vestita come soleva vestirsi per il lavoro, una gonna nera, alta poco sopra in ginocchio con uno spacco laterale, una camicia bianca leggermente scollata e coi soliti tacchi che usava per slanciarsi, essendo lei alta solo 1.60, però aveva un fisico snello, mantenuto sodo dalla palestra, decisamente una bella donna nonostante i 44 anni.
Mamma prese il metro da sarta e iniziò a prendere le misure della parte superiore del corpo del mio amico, lui si tolse la felpa poichè essendo piuttosto larga impediva di prendere le misure e la ripose su un tavolo li vicino, impiegando stranamente una trentina di secondi per riporla e lascio mia madre misurare il suo fisico, ben prestò mamma finì e annotò tutto su un foglio di carta.
Continuò a misurare la lunghezza della gamba di Roberto e tutto filò liscio finchè non dovette misurargli la coscia, infatti la tuta stessa, come la felpa impediva di avere una misura precisa.
-Scusa caro, però potresti toglierti i pantaloni un attimo, non riesco a misurarti la coscia, non vorrei farti dei pantaloni stretti, poi in quel punto sarebbe proprio fastidioso camminare, so che potrebbe essere imbarazzante, però mi servono solo due minutini.
-Certo Signora Rossi, però non si scandalizzi.
-Di cosa dovrei mai scandalizzarmi? Capita spesso di doverlo fare, è una parte del lavoro e se devo dirla tutta, quando si parla di ragazzi giovani come te è una parte che non mi dispiace affatto.
Disse mamma sorridendo
-Bene Signora, però non dica che non l'ho avvertita, sa, a farsi toccare da lei lungo le gambe si è alzata un po' la pressione.
Detto ciò il ragazzo si abbassò i pantaloni e quello che vedetti mi fece salire il cuore in gola, indossava dei boxer molto larghi e per niente aderenti e il suo cazzo usciva da sotto la biancheria, nonostante fosse in piena erezione il suo cazzo penzolava e più della metà era scoperta.
Mia madre fece un passo indietro e guardo Roberto negli occhi.
-Beh, si, mi sembra che tu sia piuttosto contento per il tuo nuovo completo nuovo, devo dire, non avevo mai visto un'arma del genere.
Detto questo abbassò lo sguardo verso l'arnese e con il metro da sarta in mano disse:
-Beh, già che ci siamo prendiamo queste misure.
Prese quindi il metro e misurò il pene eretto di Roberto ridendo.
-27 centimetri? Pensavo sopra i 20 centimetri fossero solo leggende.
-Signora, io sono una leggenda.
Esclamò Roberto allargando trionfalmente le braccia e muovendo il bacino per far oscillare l'impressionante palo che aveva tra le gambe.
Mia madre iniziò a sbottonare la camicia, oramai era deciso cosa sarebbe successo, il ragazzo, intuendolo si tolse i boxer e si mise in posizione di fronte alla sua signora.
Lei, oramai a petto nudo si mise in ginocchio e prese in mano il suo cazzo, lo guardò attentamente ed iniziò baciando l'enorme cappella violacea poi provò a metterla in bocca, le dimensioni mastodontiche rendevano ardua la pratica, ma con determinazione riuscì a prenderlo in bocca e con un po' di riscaldamento cominciò a calare in gola tutta la virilità di Roberto. Io ero shockato, non mi potevo aspettare succedesse qualcosa del genere, tutto stava filando liscio finchè mia madre non si trovò di fronte il pisello di quella che ormai era la mia nemesi, che fosse realmente così troia da semplicemente essere incapace di trattenersi? Mentre lei era in ginocchio con l'esofago pieno di cazzo io ero nell'armadio a riflettere su tutto ciò e mi resi conto che avrei potuto interrompere tutto questo, ma non riuscivo a trovare la forza, ero troppo scosso e in tutta questa confusione non mi resi conto di avere una delle erezioni più solide della mia vita, cominciai a strusciarmi attraverso le mutande.
L'azione non si fermò, ben presto Roberto tirò fuori il suo palo dalla gola di mia madre e le ordinò di girarsi, mia madre obbedì, si girò e si piegò a 90 gradi, il ragazzo le alzò la gonna e fu felicemente sorpreso di vedere che mamma non indossava biancheria, così sputò sopra il suo cazzo e iniziò toccando la figa di mia madre con 2 dita:
-Signora, lei non è bagnata, c'è un lago qua sotto.
-Sai, non capita tutti i giorni di incontrare una leggenda come te.
Disse lei in riferimento alla battuta che fece Roberto qualche minuto prima.
Dopo qualche toccata alla quale mia madre ansimava decise finalmente di entrare in azione e la penetrò, all'inizio mia madre fece un passo avanti, tentando di allontanarsi, probabilmente per il dolore, visto che non solo la lunghezza di quel cazzo era impressionante, ma anche il suo spessore era notevole essendo della circonferenza di un polso, ma dopo qualche minuto con quel palo dentro di se la vagina di mamma si adattò a sufficienza da prendere comodamente quel tronco di carne e da li Roberto partì trapanandola come una bestia feroce per una ventina di minuti, nonostante non fosse passato molto tempo mia madre ebbe innumerevoli orgasmi e ciò continuò fino a quanto il ragazzo non tratenne mia madre per i fianchi e con dei gemiti ci fece capire che era finalmente venuto, al che procedette estraendo il cazzo, ormai afflosciato coperto dai succhi vaginali di mia madre e il suo stesso sperma, fatto questo mia madre si girò e procedette, sempre in ginocchio, a ripulirlo per bene, colando dalla figa la copiosa sborrata che lo stallone le aveva spruzzato dentro.
Iniziarono a rivestirsi e Roberto mentre si rimetteva la felpa disse:
-Signora, lei avrà capito che non sono qui per nessun completo vero?
-Si beh, ho cominciato ad averne il sospetto quando mi sono trovata il tuo cazzo in gola in effetti, però è stato lo stesso un enorme piacere fare affari con te Roberto.
Si strinserò la mano sorridendo e il ragazzo si incamminò fuori dalla stanza, mentre mia madre rimanette ancora un po', d'altronde era ormai abbastanza tardi e dubitavo sarebbero arrivati altri clienti.
Si sedette sul tavolo, ancora nuda e aveva ancora dello sperma che le colava dalla figa e iniziò a masturbarsi, io ormai ero venuto già una volta strusciandomi il cazzo mentre la coppia stava scopando, ma otteni un'altra erezione vedendo mia madre a gambe spalancate che si toccava.
Dopo l'ennesimo orgasmo mamma si rivestì e tra se e se disse:
-Cazzo, spero che non mi abbia messo incinta, probabilmente il ragazzo pensava che fossi in menopausa, preghiamo che tutto vada bene, ora devo andare a casa a farmi una doccia.
Dopo questa sua riflessione uscì e chiuse pure il negozio, lasciandomi dentro. Io uscì da una finestra per evitare di passare li la notte e mentre passeggiavo per il centro mi arrivò un messaggio: "Mi devi 50 euro, cazzo che scopata, te eri nell'armadio vero? Ogni tanto ti si sentiva, per fortuna la troia non si è accorta di nulla"
Ero infastidito dal fatto che la chiamasse troia, però non potevo nemmeno dargli torto alla luce dei fatti, decisi di continuare la mia passeggiata di riflessione visualizzando il messaggio senza rispondere, non troppi minuti dopo però arrivò un'altra notifica: "Non so quanto ti convenga fare finta che io non esista, anzi forse dovresti dare un'occhiata qua" Parti il download su whatsapp di un video che mi stava inviando Roberto, il file pesava 60 megabyte e durava circa 32 minuti, appena vedetti la durata intuì subito di cosa si trattasse e quando finì di scaricarlo ne ebbi la conferma, era il video integrale dei fatti di questo pomeriggio, questo spiegò come mai Roberto avesse impiegato così tanto a riporre la felpa sul tavolo, aveva posizionato il suo cellulare in maniera da filmare tutta l'azione e ora aveva il video integrale dei fatti, gli telefonai immediatamente
-Che cazzo significa? Non ti bastava scopare mia madre? Anche i video fai?
-Sai caro, mi sono detto che filmarlo sarebbe stato molto più divertente, voglio dire, ora che ho il video posso fare molte altre cose, non sai nemmeno in cosa ti sei andato a cacciare.
Detto questo terminò la chiamata, io rimasi li, sul marciapiede, col cellulare ancora acceso in mano, fissando il vuoto, tentando di non impazzire all'idea che Roberto avesse in mano un'arma del genere.
Continua...