i racconti di Milu
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L’estate a Firenze è un momento tremendo per me. Bellissimo girare per la città e buttare l’occhio nelle scollature delle turiste, ma il caldo diventa a tratti insopportabile.
Per questo motivo non vedo l’ora di partire per la Liguria, dove insieme a mia moglie Lorella ed ai nostri tre bambini, trascorriamo il mese di agosto.
Sono fortunato, perché i nonni di Lorella hanno lasciato ai suoi genitori una casetta abbastanza grande da ospitare quattro famiglie e con un piccolo parco in cui mio suocero, alcuni anni orsono, ha fatto costruire una piscina. Adesso siamo gli unici ad usarla poiché i miei suoceri non affrontano più il viaggio dalla Toscana e cerchiamo di godercela il più possibile insieme agli amici più cari.
In primis Mirco ed Angela, che conosciamo da molti anni e con i quali siamo sempre stati molto affini. Un aspetto che si estende ai nostri bambini, che si trovano molto bene a giocare con i loro. Per questo motivo, cerchiamo di organizzare sempre un week end da trascorrere insieme.
Negli ultimi anni si sono aggiunti anche Fabiano e Mara: simpatici, gioviali, anche loro, con la loro prole, sono sempre i benvenuti a casa nostra.

Avevamo trovato una data che andasse bene a tutti ed eravamo molto contenti di poterli avere con noi. Purtroppo all’ultimo momento un problema di lavoro bloccò Mirco a casa; Angela, per non fare dispiacere ai bambini, decise di portarli ugualmente da noi.
Devo dire che pur non essendo una modella, Angela è sempre piacevole da vedere, soprattutto in costume. 35 anni, alta, capelli lunghi neri, occhi azzurri, una terza taglia di seno ed un fianco largo che devo confessare mi ispira moltissimo facendomi immaginare di afferrarla e sbatterla da dietro.
Una fantasia come tante altre, destinata a rimanere tale e che mi sono sempre tenuto per me. Altrettanto non fa Fabiano. Mara è una bella donna longilinea con un bel culetto che nei suoi 38 anni deve essere stato palpato parecchio, una bella bocca da pompino e lo sguardo di una che la sa lunga, ma lui, come ho capito nel tempo, è abbastanza viscido da questo punto di vista e pur potendosi scopare quando vuole una bella figa è sempre alla ricerca, come dice lui stesso, di “buchi in cui infilarlo”. Soprattutto se si tratta di buchi più giovani rispetto ai suoi 48 anni.
“Io non la manderei in giro da sola”, mi disse sottovoce mentre sorseggiavamo del vino a bordo piscina e riferendosi ad Angela che, chinata a 90 gradi, tirava fuori il figlio più piccolo dall’acqua.
“Ci rimarrei male se Mirco non si fidasse di noi”, replicai con convinzione, forte del senso di amicizia che mi legava a lui da tanto tempo.
La conversazione finì lì, ma mi resi conto che Fabiano era bello carico e sinceramente temevo potesse fare qualche stronzata. Non volevo che una piccola vacanza a casa mia potesse far scoppiare un gran casino.
Trascorremmo tutto il pomeriggio in piscina, riparandoci dal sole grazie alla frescura dell’acqua.
Cenammo in maniera molto leggera con del pesce e della frutta, ovviamente insieme all’immancabile vino bianco portato da Fabiano che ne produceva piccole quantità.
Verso le 21 i bambini erano cotti, ma l’agitazione di essere insieme generava un mix di stanchezza ed eccitazione che facevano presagire che sarebbe stata dura farli dormire.
Come sempre, noi uomini ci mettemmo a chiacchierare, mentre le donne portarono i bambini nelle rispettive stanze per farli addormentare, per poi raggiungerci e fare un bagno in piscina.
Rimasti soli, Fabiano non perse tempo a spostare la conversazione su Angela.
“Quindi mi dici che per amicizia con Mirco non te la faresti?”, mi chiese.
“Dai, che domande… chiaro che ci penserei, non mi verrebbe da provarci”.
“Io dico che ti perderesti un bel po’ di divertimento - aggiunse - è un bel pezzo di femmina”.
“Ma non ti basta la tua?”, chiesi. “Voglio dire, Mara è una ragazza che si nota!”
“Sì, si nota - ammise - ma non credere che a letto sia chissà cosa”.
Era la prima volta che mi mettevo a parlare così nel dettagli della vita privata di un mio amico e la cosa inizialmente mi mise in imbarazzo, ma poco dopo iniziò ad eccitarmi.
“Negli ultimi tempi ha iniziato a succhiarlo bene, ma ce ne ha messo di tempo… - riprese - senza contare che non mi fa usare il culo quanto vorrei”.
“Ti capisco”, mi sfuggì spontaneamente.
“Vedi che non sei così puro?”, mi incalzò subito sottintendendo di aver colto l’apprezzamento nei confronti del culo di sua moglie.
“Ma no, che hai capito non intendevo…”, cercai di ribattere imbarazzato, ma lui mi bloccò subito: “Tranquillo. Se posso permettermi Mara ha sicuramente un culo più bello di quello di Lorella, ti credo che te la vorresti fare”.
Parlava con grande sicurezza, tanto che non osai replicare né a quella che pensavo essere una gaffe, né al riferimento spudorato al culo di mia moglie.
“Quello di Angela invece… è proprio da monta!”. Sentenziò, prima di dedicarsi alla lettura di un quotidiano.
Poco dopo il mio cellulare vibrò. Lorella mi avvisava che i bambini sembravano non riuscire ad addormentarsi e si scusava con gli altri perché preferiva rimanere in camera ed andare a dormire non appena fossero riusciti a farlo anche i bambini.
Io e Fabiano decidemmo comunque di metterci in piscina, recuperando i costumi usati nel pomeriggio e lasciati a bordo vasca ad asciugare.
Mentre ci godevamo il relax del getto di idromassaggio spuntò Mara. I suoi occhi assonnati la dicevano lunga su quello che era successo.
“Sono riuscita a farli addormentare - disse - ma mi hanno sfiancata e sono crollata pure io. scusatemi, ma rinuncio al bagno”.
Ci salutò e mentre tornava verso la sua camera non potei fare a meno di osservarle il sedere.
Fu fabiano a ridestarmi dai pensieri che quell’ancheggiare mi aveva fatto venire. “Adesso, se siamo fortunati, ci divertiamo”, mi disse facendomi l’occhiolino.
“Non fare il cretino, per favore”, feci appena in tempo a dirgli mentre saltellando Angela ci raggiunse già in costume.
“E le altre?”, chiese delusa.
“Volevano mettere a dormire i bambini, ma è successo il contrario…”, commentò ridendo Fabiano. “Dai, vieni che ti stavamo aspettando”, aggiunse malizioso.
“Mi aspettavate?”, chiese lei.
“Ma sì, perché sennò qui da soli ci saremmo annoiati tra uomini”, dissi per cercare di evitare ogni malizia da parte del mio amico ma mi accorsi subito di aver fatto peggio.
“Quindi devo farvi divertire?”, chiese Angela scherzando.
“Sarebbe davvero fantastico”, le replicò Fabiano facendole cenno di entrare in acqua.
Lei ci pensò un attimo, poi ci raggiunse.
Ci mettemmo a chiacchierare del più e del meno e notavo che Fabiano cercava ogni scusa per avvicinarsi a lei. Mi chiedevo se lei si rendesse conto di ciò che stava avvenendo, della tensione che c’era nell’aria.
Non sapevo cosa fare, sapevo che non potevo fidarmi di lui e non avevo idea di come fermarlo. Temevo che se lui ci avesse provato lei avrebbe potuto reagire male, ma se anche lo avesse lasciato fare c’era sempre il rischio che arrivasse qualcuno e io avrei avuto dei problemi a spiegare che non c’entravo nulla.
Decisi che dovevo comunque cercare di cautelarmi. Uscii dall’acqua, mi asciugai rapidamente i piedi ed andai a chiudere la porta dalla quale sarebbero potute eventualmente arrivare Mara o Lorella. Era una vecchia porta a vetri antisfondamento, i cui cardini, sotto il suo peso, si erano rovinati col tempo rendendola cigolante e facendo in modo che per aprirla necessitasse di una bella spinta. Qualora fosse arrivato qualcuno, il rumore ci avrebbe avvisati ed avremmo avuto qualche secondo per rimetterci a posto.
Feci tutto con grande attenzione, cercando di non fare rumore e mi presi il tempo per riflettere sulla situazione. Dovevo assolutamente fare in modo che Fabiano non superasse il limite.
Tornai in piscina e mi resi conto di essere arrivato troppo tardi.
Posizionato dietro di lei, sembrava che le stesse facendo il solletico dal modo in cui lei rideva mentre si agitava come per liberarsi dalla sua presa.
Lui sembrava divertirsi, non aveva l’aria del porco arrapato che avevo notato in tutta la giornata. Ma quando notai il suo costume buttato sull’erba fui preso dal nervosismo e dall’eccitazione.
Li osservai giocare, loro sembravano non essersi accorti di me. Continuavano a ridere. Finché dopo poco, gradualmente, le risate si affievolirono e l’espressione di lei cambiò. In pochi secondi passò dall’agitazione all’immobilità tra le sue braccia, sempre con la schiena contro il suo petto. Quando lui portò due dita alla sua bocca e lei, dopo un attimo di incertezza, le lasciò entrare per succhiarle, capii che il gioco era finito e che Fabiano aveva vinto.
Il cazzo mi si drizzò all’istante e quando lui si voltò verso di me e senza dir nulla, con il capo, mi fece cenno di raggiungerli, io mi tolsi il costume, entrai in acqua e mi avvicinai a lui.
Facendo un breve tratto sott’acqua, grazie alle luci della piscina vidi che lui non la stava penetrando, glielo stava strusciando tra le gambe. Quando emersi vidi anche che con l’altra mano aveva smesso di tenerla e le aveva sollevato il costume per palparle il seno. Lei, con le mani appoggiate al bordo della piscina, assecondava i suoi movimenti.
Istintivamente le infilai la mano sotto allo slip e mentre percepivo la presenza all’esterno della cappella di Fabiano le infilai due dita nella fica guardandola mordersi le labbra.
“Brava, brava - le disse - goditi due uomini insieme, perché tra poco dovrai essere tu a farci godere, puttanella”.
Lei incassò il “puttanella” senza fiatare e ciò non fece altro che farci eccitare ancora di più.
“Mettiti a sedere lì”, mi disse Fabiano indicando il bordo della piscina.
Io avevo capito che era lui a decidere i ruoli e se non altro desiderava coinvolgermi, anche se avevo il dubbio che lo facesse solo perché farlo il tre lo eccitava di più, gli dava più l’idea della sottomissione di Angela.
Eseguii ed in un attimo lui, con la mano aperta dietro la nuca di lei, la spinse ad ingoiarmelo.
Inizialmente lei lavorava solo di bocca usando le mani per aggrapparsi al bordo della piscina, succhiava davvero bene e non potevo non pensare al fatto che mi stavo scopando la bocca della moglie del mio amico.
Dopo poco lei fu issata di 30-40 cm da Fabiano e potè iniziare a lavorarmelo anche con le mani. Poi, da come si lamentò (senza peraltro cambiare la situazione), capii che lui la stava penetrando nel culo con le dita.
Questo gioco andò avanti per qualche minuto finché Faniano non la spinse letteralmente fuori dall’acqua fino al sedere e lei si trovò a seno nudo distesa con il sedere sulle piastrelle, la schiena nell’erba e le gambe in acqua. Fabiano le tolse anche gli slip ed iniziò a leccargliela mentre con le dita la penetrava senza alcuna delicatezza. Io non avevo ancora goduto e mi misi in ginocchio sopra la sua bocca per infilarglielo senza troppi complimenti. Iniziai a muoverlo con forza, ogni tanto la guardavo e capivo di aver affondato troppo il colpo dalla sua espressione. Ma il fatto che lei mi tenesse saldo per le cosce mi faceva andare avanti. Finché non le scaricai in bocca una sborrata che sembrava non dovesse mai finire.
Quando vide che mi ero scaricato, Fabiano chiese il cambio e ne fui ben felice.
Da dietro vedevo le sue palle sbattere sul petto di lei con violenza, mentre lui la scopava in bocca incitandola a succhiare.
“Fai la brava, troia, succhiami il cazzo, perché dopo questa sera dovrai farlo ogni volta che ci vedremo”.
Continuava ad incitarla anche se senza urlare (era eccitato ma non stupido) e questo non faceva che caricarmi ancora di più. Stavamo scopando la donna di un amico mentre le nostre mogli dormivano.
Angela ebbe un lungo orgasmo che raccolsi con piacere con la mia lingua e poco dopo anche Fabiano ebbe la sua razione di godimento. O forse sarebbe meglio dire che lei ebbe la sua seconda razione di sperma.
Io uscii dall’acqua e mi lasciai andare sull’erba, ubriaco di eccitazione. Chiusi gli occhi per rilassarmi un attimo e dopo pochi secondi sentii Fabiano rientrare in acqua.
“Girati vacca”, facendola girare a pancia in giù. “Tienila per i polsi e passami quella bottiglia”, mi ordinò. Obbedii prontamente e mi trovai a sorreggere Angela, che era piegata a 90 gradi con le gambe completamente in acqua e d esposta dal culo in su.
Fabiano le si mise dietro, le divaricò le natiche con le mani ed iniziò a leccarle l’ano, causandomi una nuova e forte erezione nonostante avessi sborrato da poco. Lei si dimenava ma soprattutto ansimava. Fino a quando lui non smise di leccarla, le sputò un paio di volte sull’ano e vi puntò contro il collo della bottiglia. “Quanto ho sognato di farti questo!”, le disse piantandogliela nel culo fino a dove fu possibile. Lei lanciò un urlo che fui pronto a soffocare tappandole la bocca, ma dopo poco si abituò ed iniziò a gustarsi quella penetrazione.
Una scena… oscena che avrei voluto filmare per guardare centinaia di volte, convinto che non mi avrebbe mai stancato.
Dopo un tempo interminabile, Fabiano smise di sodomizzarla con la bottiglia ed uscì dall’acqua. Si sedette sulla poltroncina in vimini e con la mano le disse “Coraggio, vieni…”, indicando il suo cazzo nuovamente in erezione.
Angela reagì come se fosse priva di volontà. Gli si avvicinò, allargò le gambe per posizionarsi sopra di lui e poi fece un gesto che mostrò quanto lei se la stesse godendo: si mise in bocca due dita e poi se le passò sulla fica.
“Pensi di non essere già abbastanza bagnata?”, la prese in giro lui e senza attendere risposta la fece calare sul suo cazzo. Lei iniziò a cavalcarla mentre lui le stringeva le natiche tra le mani ed ogni tanto la sculacciava. Io osservavo e cercavo di capire come approfittare della situazione. Fu Fabiano a farmi cenno di sedermi accanto a lui sull’altra poltroncina.
“Adesso finisco di scoparmela e poi te la lasci, ‘sta troia, così andiamo a dormire”.
Così detto, la strinse per i fianchi ed iniziò a scoparla più forte, lasciando capire a me ed a lei che il suo unico scopo, adesso, era quello di venire.
“Non venirmi dentro, però!!!”, gli disse Angela spaventata.
“Va bene principessa del mio cazzo. Tanto un giro nel tuo culo lo avrei fatto comunque”.
“No aspetta, meglio di no!”, provò a protestare, ma era come una bambola di pezza nelle sue mani. Le sfilò il cazzo dalla fica, scivolò leggermente sotto di lei e glielo puntò al buco del culo iniziando a farla abbassare.
Lei capì che non poteva opporsi e dunque cercò di guidare le operazioni per limitare i danni. Cosa che, grazie anche al trattamento con la bottiglia, riuscì abbastanza agevolmente.
Lei gemeva sotto i colpi del cazzo che lui le affondava nelle viscere come se fosse stato un attore porno. Guardandolo mi convinsi di quante corna doveva avere Mara perché Fabiano sembrava davvero uno scopatore professionista.
E sadico.
Perché dopo averla fatta chinare il più possibile verso di lui, allargandole le natiche con le sue mani e continuando a sbatterla mi fece un cenno eloquente con la testa. Mi stava offrendo il suo culo.
Lo guardai come se fosse un pazzo, una doppia penetrazione nel culo era davvero una fantasia che non avrei sognato. Ma visto che non ero io a comandare in quella situazione, avvicinai un dito al suo culo e cercando di farlo scorrere insieme all’asta di Fabiano, notai che con una piccola spinta riuscii a farlo entrare.
“No, che fai???”, si voltò lei verso di me incazzata nera. Ma uno schiaffo di lui la fece tornare alla realtà.
Immobile, smettendo di chiavarla, la guardò in faccia: “Tu adesso non sei la mammina amorosa e la moglie modello. Sei una troia che si sta godendo due uomini che la chiavano in tutti i buchi. E stai anche godendo come una vacca. Le conosco le finte sante come te e so che non vedi l’ora di avere un altro orgasmo. Quindi a te la scelta - disse scostandola di poco da sé, tanto da far sgusciare il suo cazzo dall’ano per puntarlo contro la fica - o ci lasci fare in due nel tuo culo o giuro che adesso ti entro dentro e ti sborro in fica. E se non sei molto fortunata tra un anno avrai un bambino in più da portare qui”.
“Dai, aspetta, lascia che…”, provai ad intervenire, ma lui mi fulminò con lo sguardo, rimettendomi al mio posto.
Angela allungò la mano tra le sue gambe, afferrò il cazzo sempre duro di Fabiano e lo guidò nuovamente sul suo ano per poi impalarsi lentamente fino alle palle con un gemito di dolore. “Però vi guido io!”, aggiunse nel suo unico momento di autorità.
“Come desidera la nostra principessina del cazzo”, la assecondò con un ghigno Fabiano.
Angela tornò a chinarsi su di lui aiutò anche lei ad allargare bene le natiche e mi dettò i tempi della penetrazione, aggrappandosi alla poltrona nel momento in cui la mia cappella forzava l’ano già pieno del palo di Fabiano. Lui le tappò la bocca e dagli occhi lucidi di lei si capiva la sua sofferenza. Io, invece, cominciai a temere che arrivasse qualcuno e mi accorsi che la mia paura non era data dal fatto di essere scoperti quanto piuttosto dalla voglia di poter continuare quella cavalcata da fantascienza.
Alla fine, dopo tante piccole spinte, mi ritrovai dentro di lei. Fabiano riprese a stantuffarla e per la prima volta sentii un cazzo strusciarsi contro il mio. Mi suggerì il ritmo e piano piano iniziai a muovermi anch’io.
Fu incredibile e non passò molto tempo che Angela spalancò la bocca in un’espressione di intenso godimento sottolineato dai suoi gemiti.
“Sì, sì”, ripeteva ossessivamente, finché non ebbe un’orgasmo che non fece altro che lubrificare i nostri cazzi e farli scivolare dentro di lei ancora più velocemente.
“Usciamo un attimo”, mi disse e in un paio di secondi ci trovammo fuori dal suo culo.
“Adesso rientriamo”, ordinò e così facemmo. Ripetemmo l’operazione 3-4 volte ed ogni volta lo facemmo con una certa facilità.
“Corri a prendere il mio cellulare!”, mi disse indicando il tavolino dove avevamo appoggiato le nostre cose dopo cena e così dopo pochi secondi ci trovammo a fotografare il suo ano spanato accanto alle nostre cappelle.
Rientrammo dentro di lei e Fabiano decise di imprimere un ritmo decisamente alto alla penetrazione, voglioso di venire. Io mi associai a lui e tenendo Angela per le tette scaricai la mia seconda sborrata dentro di lei, poco prima che lo facesse anche lui.
Eravamo esausti. Io avevo le gambe che mi tremavano e non seppi far altro che buttarmi nuovamente in piscina. Fabiano la fece alzare, poi le diede una forte pacca sul sedere: “Sai che è stato proprio un piacere?”. Si mise a ridere, poi tornò serio: “Adesso vai a riposarti e lavarti, non vorrai far colare tutto nella piscina? Dormi bene che magari prima di ripartire mi viene voglia di darti una ripassatina”.
In tutta risposta lei lo baciò, cosa che non aveva fatto fino ad ora. Le loro lingue si intrecciarono per qualche secondo, poi fu il mio turno per il bacio della buonanotte”.
Poi, lentamente ed in una maniera che a me sembrò molto sensuale, si infilò il costume e camminando con qualche difficoltà per il trattamento ricevuto, rientrò in casa.
“Che ti dicevo? Io una così non la manderei mai in giro da sola”, commentò Fabiano dandomi una pacca sulla spalla e mettendosi a fare il morto in piscina con il cazzo moscio in bella vista.
Note finali:
Per commenti, suggerimenti o critiche potete scrivere a clamartinel78@gmail.com