i racconti di Milu
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Alice è una lettrice dei miei racconti e mi ha scritto per raccontarmi cosa le è successo la scorsa settimana. E’ una bella ragazza mora di 28 anni, alta circa 1,60 cm, con una terza di seno e un bel culetto sodo, gambe tornite da ore di palestra
Ha perso il lavoro d qualche mese ed è alla ricerca di un nuovo impiego, ha letto un annuncio sul internet e h contattato la ditta telefonicamente.
Le ha risposto il titolare che dalla voce sembrava piuttosto giovane e la ha fissato l’appuntamento per il pomeriggio successivo.
Alice si è preparata con cura, vestita con una camicetta bianca lasciata un po’ sbottonata per far esaltare il suo seno sostenuto da un reggiseno a balconcino, tanga nero di seta, autoreggenti, una mini plissettata e scarpe con tacco alto, magari se il titolare era veramente giovane poteva colpirlo con l’abbigliamento sexy.
Al pomeriggio ha preso l’autobus per recarsi all’appuntamento, la ditta si trovava periferia e dalla fermata dell’autobus era a circa 300 metri a piedi.
Giunta a destinazione si presentò al colloquio durante il quale non fece nulla per non esibire la scollatura, accavallare le gambe scoprendole sino all’attaccatura delle autoreggenti ma nello stesso tempo rispose a tutte le domande con precisione professionalità Il titolare rimase chiaramente colpito sia dall’aspetto e non smise di osservarla con attenzione sia dalla capacità di espressione e le fece intendere che il giorno successivo le avrebbe fatto sapere l’esito che molto probabilmente sarebbe stato positivo. .
Alice uscì raggiante e si avviò verso la fermata, dopo pochi passi vide un ragazzo di colore che esponeva su una coperta alcune borse taroccate decisamente belle.
“Quanto vuoi per quella borsetta?
“Ciao bella signora, per una come te solo trenta euro.”
La ragazza osservò le borse, ma ne cercava una un po’ più grande.
“Hai solo queste?”
“Qui si ma nel magazzino ne ho molte altre, se vieni con me è qui vicino, in quel capannone”.
Alice rimase un po’ perplessa, ma la gentilezza dei modi del ragazzo e il suo aspetto la rassicurarono.
“Va bene , ho ancora qualche minuto libero, andiamo”.
“Bene io mio chiamo Paul e tu?”
“Alice”
“Sei sposata Alice? Io sono sposato ma mia moglie è rimasta in Senegal”
“No sono fidanzata”
Attraversarono la strada, Paul apri la porta del magazzino e la invitò ad entrare prima di lui, il locale era in penombra e si notavano alcune coperte per terra ma nessuna borsa.
“Ma dove sono le borse”
“Purtroppo sono finite, ma ho una sorpresa per te”, e cos’ dicendo Paul estrasse dalla tasca un coltello a serramanico e lo puntò alla gola della ragazza.
“Non urlare altrimenti ti sgozzo”
“Non farmi del male, cosa vuoi, ti do tutti i miei soldi, ho solo 70 euro m puoi prenderli tutti.”
“Non sono i soldi che mi interessano, ma tu, se vuoi uscire senza che ti sfregi quella bella faccina comincia a spogliarti.”
“Non ci penso proprio, adesso urlo e vediamo cosa succede”
Prima che avesse tempo di continuare l’uomo le tappò la bocca con la mano e le puntò il coltello alla gola facendola sanguinare un po’ “Se ci porvi ti troverai sfigurata , capito , adesso tolgo la mano e tu ti spogli, fammi .un cenno con il capo.”
Alice annui, sentì la. mano lasciarle la bocca, si allontanò di un passo si sbottonò la camicetta.
“Via il reggiseno, ma che belle tette hai, adesso la gonna, mmm mutandine da troia, via anche quelle. Alice si trovò nuda e tremante davanti a Paul, che si avvicinò e le cinse la vita, appoggiò le labbra sulle sue e le insinuò la lingua in bocca, Alice cercò di resistere ma poi si rilassò sperando che si limitasse quello e ricambiò il bacio.
“Sei brava a baciare, fammi toccare un po’ le tette, e leccare i capezzoli”
Alle parole seguirono i fatti, prima l’uomo le accarezzò le tette, le strinse non troppo forte, la pastrugnò per un po’,poi dedicò ai capezzoli , stringendoli tra le dita e poi succhiandoli.
Nonostante la paura il corpo di Alice reagì a quel trattamento e i capezzoli si inturgidirono, la ragazza si accorse che anche contro la sua volontà si stava eccitando. Paul la lasciò un attimo, si tolse velocemente tutti gli abiti e rimase nuda davanti a lei che non pote’fare a meno di ammirare un corpo muscoloso e un membro di proporzioni decisamente rilevanti.
“Vediamo se oltre a baciare sei anche brava a succhiare, prendimi il cazzo” Alice lo prese in mano, il menò per ’qualche istante poi inizi a leccare la cappella, la succhio’ percorse con la lingua tutto il membro, lo infilò’ in bocca e iniziò a spompinarlo. Sapeva di essere brava in questo, anche il suo fidanzato apprezzava i suoi pompini e spesso non riusciva a trattenersi e le sborrava in bocca e lei ingoiava senza problemi. Il cazzo di Paul diventò ben presto di marmo, le teneva la testa con le mani e la faceva andare avanti e indietro scopandole la bocca.
“Adesso tocca a te, leccami la figa” Il giovane senegalese pose la testa tra le sue gambe e inizi a leccare la a leccarle la figa, succhiava il clitoride e infilava due dita dentro e fuori facendola bagnare e impazzire di voglia e di piacere.
Poi la buttò su un materasso e lei si mise a pecorina e lui la penetrò da dietro molto facilmente vista la notevole eccitazione che colava giù sulle cosce dalla vagina aperta e vogliosa. Lei emise un verso animalesco quando si sentì riempita dal fallo del ragazzo e con uno sguardo voglioso guardò il ragazzo che la scopava violentemente e gli disse:
“dai porco sfondami la fica! Sono la tua zoccola e puoi farmi quello che vuoi! ” Il ragazzo si fermò e la donna ci rimase male lì per lì, ma quando capì che stava puntando la sua cappella al buchino dietro allora lo incoraggiò aprendosi con le mani le natiche e dicendo
“Sììì dai anche il culo! Sfondamelo.” A quel punto sentirono una vociona che disse:
“Mmmmm che bella scena!!! Guarda Paul come si sta divertendo con una scrofa bianca! ” Alice si girò e rimase paralizzata dalla paura perché non si era accorta, presa come era dall’inculata, che nella stanza erano entrati 5 senegalesi di cui 2 enormi ed uno vecchio, di età comprese tra i 20 ed i 65 anni. Paulo ridacchiando spiegò che loro erano i suoi compagni di stanza e con loro aveva sempre diviso tutto, ma proprio tutto tutto! Alice terrorizzata cercò allora di alzarsi dal materasso lurido ma 5 paia di manone la ributtarono e la trattennero lì dove era. Il più vecchio che doveva essere il capo disse:
“Eh no bella! Adesso devi farci divertire tutti altrimenti di qua non te ne vai! ” Detto questo i cinque uomini si spogliarono ed lei vide che avevano degli uccelli di notevoli dimensioni anche se mezzi mosci, specialmente il senegalese più grosso, tutto rasato e con tatuaggi sparsi per tutto il corpo aveva tra le gambe una bestia veramente enorme. Subito lei si ritrovò i cinque cazzoni davanti alla bocca per essere spompinati e lei fu presa da conati di vomito per la puzza di sudore, urina e sudicio che emanavano quei membri neri. Intanto Paul aveva ripreso a incularla selvaggiamente e 5 paia di mani la toccavano ovunque e la spinsero senza pietà a ingoiare e leccare ogni cazzo. Alice ora non poteva resistere a lungo a quel trattamento e dopo un po’ l’eccitazione vinse lo schifo e la paura e cominciò a collaborare senza bisogno di essere forzata. Iniziò a leccare voracemente quei testicoli neri e grossi e fece un bidè di saliva ad ognuno di loro e nel frattempo con un grugnito Paul scaricò il suo seme caldo nel suo culo da favola che ebbe un orgasmo fortissimo. I neri la sfottevano pesantemente:
“guarda questa troia come ci ha preso gusto! Guarda che vacca! Scommetto che non ha mai goduto tanto! Dai scrofa che hai trovato dei veri uomini per farti godere come si deve! ” Uno di loro prese subito il posto di Paul nel suo culo ed inizio a pomparla violentemente, dandole anche degli schiaffi forti sulle natiche e mandandola ad ingoiare ancora di più il cazzo che aveva in bocca in quel momento, facendole aprire la bocca a dismisura e quasi affogandola. Mentre il più giovane la inculava un altro senegalese si piazzò sotto di lei e le infilò il suo pene grosso e nodoso nella sua fichetta aperta e bagnata. Alice non capiva più niente, si sentiva aperta in tutti i suoi buchi come non mai, si sentiva troia e le sensazioni erano talmente intense che aveva orgasmi molto frequenti. La sottile membrana che separava la sua vagina dall’ano le faceva sembrare come se avesse un unico buco aperto con 2 uccelloni dentro, muoveva il bacino per adattarsi alle spinte e per godere al massimo di quella doppia penetrazione. Dopo un po’ di questo trattamento i 2 senegalesi le riempirono fica e culo di sborra calda. Alice aveva il culo in fiamme per gli schiaffi e le inculate ma aveva goduto da matti. Il capo ebbe un’idea: fece mettere 2 ragazzi distesi in modo che avessero i loro cazzoni neri vicini ed attaccati ed a quel punto la sollevarono di peso e la calarono con la fica sui due cazzoni che, tenuti uniti, piano piano si infilarono centimetro per centimetro nella vagina aperta oscenamente. Alice urlò dal dolore ma ciò non fermò questo trattamento ed anzi la spinsero ancora di più a squartarsi su quel doppio palo di carne. Alice piangeva per il dolore ma poi i testicoli dei due negri arrivarono a sbattere sulle grandi labbra, da ciò lei capì che inspiegabilmente la sua vagina era riuscita a prendere tutta quella massa di carne calda e pulsante. Lasciarono che lei si abituasse internamente a quella massiccia intrusione e lei piano piano iniziò a muoversi su e giù e gradualmente un lieve piacere si andò a sostituire al dolore lancinante. Man mano che cavalcava le sensazioni iniziarono a farsi eccitanti, mai provate e la portarono all’ennesimo orgasmo che la fece urlare come una bestia ferita. Quando si tolsero da dentro di lei aveva la fica rossa, aperta come un tunnel e sentiva tutti i muscoli doloranti ed indolenziti e colava una quantità notevole di sborra e umori ficali. Il vecchio le mise la cappellona sudicia e puzzolente davanti alla sua bocca e lei come in trance iniziò a leccarla tutta, facendo scorrere la lingua lungo l’asta, ma senza riuscire a prenderla in bocca perché era troppo grossa e leccando le palle nere. Alice si eccitò di nuovo nel leccare quella bestia di carne perché si sentiva troia, sudicia e le sembrava di stare facendo un pompino ad un animale e quella sensazione era resa ancora più vera dal fatto che quel cazzo e tutto il corpo puzzava molto. A quel punto il vecchio la fece mettere nuovamente a pecorina e lei obbedì meccanicamente. Il vecchio le puntò la cappella sul buchino dietro precedentemente dilatato dalle inculate varie. Alice cercò di liberarsi ma fu tenuta ferma dagli uomini presenti e il vecchio con un colpo ben assestato le entrò tutto in culo, facendola urlare in maniera disumana per il dolore tremendo sentendosi squartata da quel palo enorme di carne. Tra l’altro un rivolo di sangue cominciò a colarle lungo le cosce ma ciò non fermò e non rallentò la furia dell’inculatore che anzi proseguì con maggiore foga, le tirava anche degli schiaffi nelle natiche facendola violentemente sussultare ad ogni colpo ricevuto e la insultava dicendo:
“dai puttana prendi un vero cazzo in quel tuo culetto da donna bianca viziata! Dai troia guardati come sei vacca! è insaziabile!!! Voglio arrivarti in gola! ” Alice piangeva ma anche stavolta, come era avvenuto, per il doppio cazzo nella fica, la sua natura di zoccola prese il sopravvento e piano piano iniziò a provare piacere ed inizio a dire frasi oscene:
“Sii maiali sono la vostra troia in calore! Potete farmi quello che volete! Dai maiale nero spaccami per sempre il culo! Non ti fermare! Sono la tua cagna! ” Dopo di che ebbe con un orgasmo devastante che la lasciò senza fiato e senza forze. Il negrone allora tolse il suo cazzo dal buco di culo che rimase aperto oscenamente e che sembrava una caverna immensa e glielo mise davanti alla bocca obbligandola a leccare tutto il sapore degli intestini e dopo essersi masturbato le sborrò come un cavallo nella bocca aperta della donna obbligandola a bere tutto. Lei ebbe dei conati di vomito che suscitarono le risa degli uomini presenti e le costarono degli schiaffi molto forti che annullarono completamente quel briciolo di volontà e dignità che ancora le era rimasta. Alla fine, a turno, tutti e sei gli uomini sborrarono sul corpo di Alice riducendola ad un ammasso di sperma caldo che lei leccò avidamente come un’invasata. Poi per completare l’opera, dopo altri schiaffi violenti sul culo, tutti e sei gli uomini presero a pisciare addosso e dentro tutti i buchi aperti di Alice usandola come cesso e dicendole:
“Dai troia adesso ti ripuliamo con la nostra piscia! ”
“Sei una lurida scrofa e ti affoghiamo con la nostra piscia”
“Dai cagna lecca tutto e bevi tutto il nostro nettare”
“Guarda in che stato ti rimandiamo a casa dal tuo fidanzatino cornuto.”
“Sei degna solo di bere la nostra urina. Alice ubbidientemente tenne la bocca aperta bevendo avidamente tutta quell’urina che le veniva somministrata e li guardava grata per quel trattamento così porco. Alice aveva ormai la pancia piena di sborra e piscia e si addormentò per lo sfinimento. Quando si risvegliò si trovò nuda e sola in quel capannone, coperta di sborra e piscio. Trovò in fondo al magazzino un lavandino e si lavò alla belle meglio, poi si rivestì e uscì per tornare a casa, aveva perso la nozione del tempo, non sapeva per quanto era rimasta in balia dei senegalesi, tutto il corpo le doleva, ma poi ripensò a quanto aveva goduto e un sorriso le increspò le labbra.
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