i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

| Sexy Video Chat | Gay Cam | Messenger - NEW |

[ - ] Stampante
Indice
- Text Size +
=Storia n. 1=
Loro sono giovani, briosi, scaltri e sbarazzini ma un po’ diversi, direi interessanti, ironici e stuzzicanti, dal momento che si conobbero tramite amicizie comuni. Lei aveva un viso angelico e delicato quasi d’un altro mondo, non tanto alta ma formosa, bionda, a volte un po’ ochetta, altre ancora cervellotica e contorta, una ragazza insomma diversa e inconsueta dalle solite. Lui forse più grande dell’età anagrafica, alto, si era appena lasciato con la ragazza, appassionato di fotografia e interessato di cucina, ai suoi occhi forse troppo grandi, viveva da solo da poco tempo in una casa dove lei accettò di venire a cena. Dopo, lui si prodigò di far bella figura, cercando e inventando nuovi sapori o proponendo e suggerendo piatti già sperimentati e gustosi.

Adesso gli elementi e gl’ingredienti c’erano tutti: una mansarda isolata dal mondo, un’atmosfera accogliente, musicale e piacevole, una comunanza di cibo, alcool ed erotismo celato, due ragazzi che s’attraevano invogliandosi profondamente seppur diversi. C’erano anche i vari piccoli segnali, le tracce che i due animali da sesso celati in loro si lasciavano vicendevolmente richiamare, fatte sennonché di piccoli contatti di dita sfiorate, di sguardi, di risolini e d’imbarazzi, di carezze sulle spalle e quant’altro. Il balletto era cominciato e i due danzanti avevano cominciato a girarsi intorno per studiarsi. Bisognava prestare attenzione al dopocena, far bene le mosse in maniera tale da non essere avventate né inaspettate, ma condotte da entrambi con la rispettiva complicità.

Il divano frattanto fungeva da silente testimone, considerato che li concepiva là seduti con ognuno un bicchiere dal gambo sottile riempito di spumante Berlucchi. Le ginocchia si toccavano, a dire il vero pure le mani. Lui s’avvicinò verso il suo viso, lei però no, malgrado ciò continuando a parlarsi leggermente finalmente si guardarono negli occhi, lui cercò di baciarla, lei scostò opportunamente il viso dall’altra parte. Forse era troppo presto? Bisognava aspettare ancora un qualcosa?

Lui non forzò le tappe né impose gli avvenimenti, continuò a predicare come se la faccenda non fosse avvenuta, cercando un agio e una comodità che sfortunatamente non c’era. Gli altri segnali invece c’erano eccome: lei era vicina, il contatto esisteva, le mani erano intrecciate. Quando i loro volti furono di nuovo vicini, lui cercò di baciarla un’altra volta, eppure lei si scostò nuovamente. Che cosa non funzionava? Lui l’abbracciò e con l’altra mano le carezzava la pancia, lei gli teneva la mano sopra, accarezzandola a sua volta. Un altro segnale forte. Adesso lei rimanendo sempre seduta sul divano, tirò su le gambe dal pavimento e appoggiò i piedi scalzi sul divano stesso e volutamente fece scivolare la gonna dalle ginocchia. La mano cominciò ad accarezzarle le ginocchia scoperte e mentre facevano larghi giri le sue gambe cominciarono ad aprirsi sempre di più. Un altro segnale molto forte, anche questa volta però lei rifiutò di baciarlo.

La mano arrivò alla sua intimità non trovando né slip né mutandine. Era venuta senza. Cominciò a carezzarla sentendo il suo desiderio, per il fatto che palpandola e sfiorandola lei arrivò all’orgasmo. Carezzandola ancora con le dita e tenendole l’orgasmo cercò di spogliarsi velocemente e la penetrò mentre lei ancora veniva, giacché il suo poderoso orgasmo continuò ancora. Cercò d’avvicinarsi alla sua bocca per baciarla, ma lei girava sempre il viso anche se stava venendo silenziosamente. Aveva la bocca chiusa ai suoni, al piacere e ai baci. Fu lei, con gesti eloquenti, a girarsi e a far capire di voler essere penetrata nell’altra sua intimità. Quando lui lo fece uscirono dalla sua bocca le uniche parole di quel rapporto chiedendogli di venirle dentro.

In sostanza praticarono sesso da vestiti, perché quando lei s’alzò dal divano, era alla maniera di quando era entrata e lui dovette solo tirarsi su i jeans. Nell’ascensore che scendeva per riportarli alla macchina, lui chiese un po’ divertito come mai avesse rifiutato di baciarlo, lei rispose semplicemente che non lo aveva baciato perché non gli voleva bene.

=Storia n. 2=
I due, amici erano affezionati e confidenti. Mario stava male, sua moglie lo aveva lasciato malamente e lui non si dava pace, non se ne faceva un fondamento e Luciano gli prestava volentieri la spalla per piangere. Mario confidò che non riusciva ad avere un’altra storia con nessuna, anche se ne aveva un bisogno incredibile, perché per troppo tempo era stato chiuso nella coppia e non si era mai guardato intorno. Adesso che si guardava intensamente intorno non riusciva a trovare nessuna donna con la quale almeno poter cominciare un dialogo, si sentiva solo. Mario confidò che una sera tornando verso casa con il solito umore depresso, con la smaniosa voglia di contatto d’una donna, una prostituta al bordo di una strada gli fece gli occhi dolci e si fermò. Era uscito con quelle donne solo da militare, tanti anni prima, una vita fa. La fece salire e andarono in un posto indicato da lei. Mario disse che non voleva fare sesso, voleva solo parlarle un po’, in seguito s’avvicinarono e lui dialogò con lei, risultando così disponibile finalmente a sentirlo. Lui cercò di baciarla, tuttavia lei si ritrasse e portò la mano alla cerniera dei pantaloni cercando di tirargli fuori il cazzo, eppure lui non voleva questo. Le chiese di stare ancora un poco lì, la pagò lo stesso, rimasero ancora e Mario la voleva baciare eppure lei si rifiutò. Fintanto che Mario raccontava questa storia chiese al suo amico il perché le prostitute non baciassero e Luciano gli riferì in modo convinto e intraprendente che loro non baciano mai, lo sanno tutti, non sbaciucchiano in nessun caso un cliente perché non lo amano.

=Storia n. 3=
Un letto, lei e lui sono abbracciati in maniera carnale e intima, sono al presente nudi dopo un’appassionata e intensa notte d’amore.

Lei: “Sai, che mi piace molto baciarti?”.

Lui: “Anche a me piace un casino, ti bacerei per ore e ore”.

Lei: “Per me è molto importante, sai? Te lo ricordi il nostro primo bacio?”.

Lui: “Certo che me lo ricordo, non ci siamo staccati per una buona mezz’ora”.

Lei: “Posso farti una confidenza?”.

Lui: “Certo, dimmi pure, ti ascolto”.

Lei: “Pensa, non ci crederai, io non ho baciato per anni”.

Lui: “Come mai non hai baciato per anni? Non eri sposata sino a poco tempo fa?”.

Lei: “Sì, è vero, ero sposata, ma dopo poco tempo dall’inizio del matrimonio non lo baciai più”.

Lui: “Hai avuto anche dei figli, sarete stati insieme come tutti?”.

Lei: “Sai, quando scoprii che mio marito m’aveva tradito, all’epoca gli avevo giurato che non lo avrei più baciato”.

Lui: “Avrete però continuato a stare insieme in tutto quel tempo? Ovverosia a fare l’amore intendo?”.

Lei: “Io mi sono concessa a lui e ho avuto anche dei figli. Non ho mai più però provato a baciarlo”.

Lui: “Mi sembra quasi impossibile e irrealizzabile fare l’amore senza baciarsi”.

Lei: “No, io non facevo l’amore, era lui che faceva sesso con me, non so se mi capisci?”.

Lui: “In altre parole non lo hai più baciato? In nessuna occasione?”.

Lei: “No, mai più, esatto. Non lo amavo”.

{Idraulico anno 1999}