i racconti di Milu
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Note dell'autore:
Primo racconto. Fatemi sapere che ne pensate.
donjuanracconti@outlook.it
Michele estrasse un pacchetto di sigarette dalla tasca posteriore dei pantaloni e dopo essersene portata una tra le labbra, la accese sbuffando immediatamente una nuvola di fumo cercando di calmarsi. Non era usuale per lui agitarsi così tanto in una situazione del genere, ma stavolta era decisamente diverso. Non si aspettava potesse succedere quel che stava accadendo. Inghiottì un’altra boccata di fumo per poi prendere il cellulare dalla tasca. Lo sbloccò e visualizzò nuovamente il messaggio arrivato su whatsapp poche ore prima.
-Ti aspetto alle 22 da me, a dopo, un bacio!-
Era vero o stava sognando? No, non era un sogno. Era Veramente il messaggio che gli aveva mandato Alessandra. Ma era successo tutto così velocemente che non aveva avuto il tempo nemmeno di dirlo ai suoi amici per comunicare con qualcuno la gioia. Solo due giorni prima aveva rincontrato Alessandra in un locale del posto. La stessa Alessandra che dai tempi del liceo non aveva mai smesso di eccitarlo. Ovviamente in classe non era l’unico che avrebbe volentieri passato la notte nel suo letto. Alessandra fin dal primo giorno era stata considerata almeno nella top five delle migliori ragazze della classe date le sue ottime credenziali. Era una ragazza bionda dagli occhi color nocciola, con un fisico modellato e curato da costante attività fisica. Aveva sicuramente una terza di seno abbondantemente gonfia, piazzata su un corpicino snello e magro con due gambe comunque ben proporzionate che sorreggevano i glutei tonici e alti. Nonostante Michele avesse da sempre questo impulso nei confronti di Alessandra, non si era mai sbilanciato in un flirt diretto. Michele era più il tipo da colpo sicuro; puntava una ragazza che gli avrebbe garantito una vittoria sicura, oppure puntava la ragazza per la quale era follemente innamorato, altrimenti lasciava perdere. Era insomma dotato di una straordinaria sensibilità innata per fiutare la giusta occasione ma innocentemente non se ne rendeva nemmeno conto. Un suo amico una volta, gli aveva suggerito di provarci con Alessandra in un momento in cui fosse stata single, dato che secondo lui tra loro c’era adeguata carica erotica. Per anni quel pensiero gli era girovagato per le mente senza trovare effettivo sfogo poiché lei era da sempre stata fidanzata, ma ora, le carte in tavola erano decisamente cambiate. Alessandra si era lasciata e Michele ne aveva immediatamente approfittato. Così, solo un paio di sere prima, l’aveva rincontrata in quel locale e ci aveva provato spudoratamente, rimediando solo qualche segno di rossetto sul viso e la garanzia che si sarebbero rivisti dopo un paio di giorni.
E ora era lì, fuori da casa sua, con un quarto d’ora di anticipo, l’immagine di Alessandra fissa nella mente e il cazzo durissimo nelle mutande che non accennava a sgonfiarsi. Nella mente, ripercorreva tutti i momenti passati insieme, normalmente, da amici o da compagni di classe nei quali mai si sarebbe aspettato di finire in quella situazione. Ripensò a tutte le porcate che le aveva sentito dire mentre gli riferiva quello che faceva con i propri ragazzi e che ora, probabilmente, avrebbe fatto con lui. Michele accese una seconda sigaretta , poi cercò nelle tasche un pacchetto di preservativi. Provò in quella destra, poi in quella sinistra. Non c’erano. Per un attimo fu colto dal panico, salì la paura di poter compromettere la serata ma poi si tranquillizzò. Si poteva fidare di Alessandra e poi, nemmeno lei li usava solitamente. Lo sapeva perché una volta, durante il secondo anno di liceo, lei gli aveva confessato di farlo senza perché in quel modo avrebbe goduto di più. La pressione sanguigna concentrò altro sangue nel cervello di Michele. Ora veramente nulla avrebbe potuto sgonfiare la sua erezione.
Il ragazzo guardò l’orologio. Era l’ora. Suonò al citofono e una voce seguita dal rumore dell’apertura del cancelletto gli rispose.
“Vieni.”
Michele percorse il vialetto, poi salì le scalette ed entrò nella seconda porta sulla destra, quella dell’appartamento di Alessandra. Dietro la porta, Alessandra era già pronta ad avvolgergli le braccia al collo per salutarlo con un bacio in bocca, caldo e leggero. Michele ricambiò appoggiando le mani sui fianchi della ragazza, accorgendosi solo dopo averlo fatto, di toccare la pelle nuda. Il ragazzo aprì gli occhi per constatare ciò che aveva già intuito. Alessandra aveva già proceduto a spogliarsi prima ancora che lui arrivasse, rimanendo solo con un reggiseno in pizzo nero e delle mutandine dello stesso colore. Michele scrutò tutto il corpo della ragazza rimanendo affascinato dalla sua bellezza. Un corpicino perfettamente armonioso, con quell’abbondante seno abbinato ad un ventre piatto che lo fece impazzire e infuocare di colpo. Senza proferire ulteriore parola, Michele trasformò quel dolce bacio in una pomiciata un po’ più goliardica, premendo le sue labbra contro quelle della ragazza che non si tirò indietro, dimostrando altrettanta focosità. Poi, Michele scorrette con la mani sui fianchi e la schiena della ragazza arrivando fino alle chiappe con lo scopo di strizzarle con forza. Erano anni che le ammirava da lontano, silente e paziente del proprio momento e finalmente poteva palparle. Ben poche volte nella sua vita, ne aveva sentite di così sode e lisce sotto le mani. Nel frattempo Alessandra si strinse ulteriormente addosso al corpo del suo nuovo amante, sfregando direttamente addosso alla patta dei pantaloni dove si nascondeva il pene turgido di Michele. Per un attimo pomiciarono con vemenza lì in piedi, come colti da una passione irrefrenabile che avevano dovuto, loro malgrado, sopprimere per anni. Fu poi Alessandra a staccarsi per condurre Michele verso il divano e farlo accomodare mentre gli sbottonava i pantaloni per liberare il suo membro. I due si scambiarono un’occhiata di complicità, poi Alessandra si sfilò un elastico dal polso per legarsi la folta chioma bionda in una coda che potesse essere più pratica per fare quel che stava per cominciare. La ragazza si adagiò tra le gambe di Michele.
“Era da tanto che volevo assaggiarlo.”
In quel preciso istante, si ficcò la cappella di Michele in bocca vorticando la lingua velocemente intorno ad essa. Michele Alzò lo sguardo al soffitto, colto da un’eccitazione senza pari, lasciandosi andare a mugolii di piacere e coinvolgimento. Alessandra era veramente brava a fare i pompini. Questo lo aveva sempre saputo dato che ne avevano sempre parlato apertamente, ma ora ne aveva la più palese conferma. La coda bionda si muoveva su e giù ritmicamente, seguendo l’ondeggiamento della testa. Le labbra serrate intorno al cazzo era ciò che rendeva il tutto così bello.
Dopo aver passato i primi minuti con la bocca farcita del pene di Michele, Alessandra decise di alzarsi per farsi una cavalcata su quello stesso cazzo. Mentre si metteva comoda, Michele non poté non notare anche i favolosi piedi di Alessandra, smaltati di rosso e ben tenuti. Ma in quel momento, c’era altro da fare. Michele tenne il proprio fallo dritto mentre pian piano, la ragazza scendeva su di lui cominciando a muoversi compiendo ampli movimenti concentrici. Finalmente era dentro di lei. Le afferrò i fianchi coadiuvando il suo movimento e amplificando la goduria, poi volle cambiare, spingendo da sotto per farla letteralmente saltare sopra di lui. Alessandra, con entrambe le braccia poggiate sulle spalle di Michele, e i muscoli delle gambe ben tesi, saltava sopra il suo cazzo emettendo dei piccoli gemiti di piacere ogni volta che quel palo di carne la penetrava. Michele, da sotto, aveva il seno della ragazza ancora chiuso nel reggiseno, così, decise di levarglielo di dosso. Con le mani, sganciò i gancetti dietro la schiena e Alessandra velocemente , se lo sfilò definitivamente. Ora il seno della ragazza sballonzolava davanti al suo viso ad ogni colpo. Ogni tanto, Michele allungava la bocca per leccarne e baciarne i capezzoli.
Dopo qualche minuto però, Michele non fu più soddisfatto e volle cambiare posizione. Alessandra intuì subito le intenzioni e si sfilò velocemente, posizionandosi a pecorina sul divano. Michele, con un colpo secco si rinfilò dentro di lei mentre con una mano le strizzava una chiappa e con l’altra le afferrava la coda dei capelli, tirandoli leggermente. Da quella posizione, si sentiva molto più dominante, quindi cominciò a pompare con più forza possibile sbattendo con energia addosso le chiappe della ragazza provocando ad ogni colpo, il classico suono del sesso, come di una bottiglia che viene stappata levando il tappo di sughero. Alessandra assunse una posizione inarcata per favorire ulteriormente la penetrazione, lasciandosi andare addirittura ad alcune parole di goduria.
Dopo dieci minuti di intenso sesso, i due scesero lentamente fino ad assumere una nuova posizione con Alessandra sdraiata a pancia in giù verso il divano e Michele che la pompava da dietro. Quella, era una delle posizioni preferite dal ragazzo che per godersela perfettamente, amava sdraiarsi quasi completamente sopra la donna spingendo il proprio cazzo fino in fondo, in modo tale da toccare con il basso ventre i glutei della ragazza con la quale stava facendo sesso. In quell’occasione poi, le chiappe sode e piene di Alessandra sembravano come due morbidissimi cuscini da penetrare. Michele poi, puntò le ginocchia sul divano per trapanarla ancora meglio, come un escavatore che cerca il petrolio sottoterra. Proprio in quel momento, Alessandra si irrigidì cominciando ad ansimare ancora più forte. Con le mani strinse un cuscino nel quale soffocò anche un gridolino di piacere. Tutto il corpo della ragazza si contrasse e vibrò. L’orgasmo per lei era arrivato, travolgente e irruento come raramente aveva provato nella propria vita.
“Mì… rallenta…” Sussurrò Alessandra colta dagli spasimi.
Michele Rallentò il ritmo, compensando con una penetrazione più profonda. Poi Alessandra si sfilò dalla posizione per fare una piccola pausa nella quale i due pomiciarono con passione toccandosi e palpandosi ovunque. Ad entrambi sembrava strano essere in una situazione del genere, dopo tanti anni in cui si conoscevano solo come amici e non come amanti, ma proprio questo conferiva a tutta l’esperienza un ulteriore brivido, un gusto speciale, come se si fossero finalmente levati una grossa soddisfazione.
Ricominciarono a scopare dalla posizione del missionario. Michele si assicurò di tenere le gambe di Alessandra alzate per favorire la penetrazione, mentre con il bacino spingeva per penetrarla il più possibile. Il ritmo era frenetico e i seni della ragazza si muovevano ad ogni colpo. Quel movimento, fece venire voglia a Michele di afferrarli ed impastarli sotto i polpastrelli della mano. Tutti questi fattori, portarono Michele quasi all’orgasmo. Il ragazzo rallentò il ritmo cercando di evitare di eiaculare proprio in quel momento, in modo tale da prolungarsi il piacere. Alessandra lo capì, ma non volle reggere il gioco, anzi, voleva regalare a Michele un orgasmo che non si sarebbe mai dimenticato. Così si sfilò spingendo l’amante con i piedi e facendolo sdraiare sul divano, esattamente davanti a lei. In quella posizione, i due erano distesi l’uno davanti all’altra e Alessia aveva le proprie gambe sopra il ventre di Michele. Il ragazzo troppo eccitato per reagire, lasciò fare la donna davanti a lui. Alessandra con straordinaria coordinazione, afferrò il cazzo di Michele con i piedi stringendolo e segandolo con determinazione. Michele sentì l’orgasmo fermentare dal profondo dei testicoli, in più, guardare Alessandra davanti a lui che gli faceva una sega con i piedi lo fomentava incredibilmente. Era stato durante il quarto anno di liceo, che lei aveva confessato di fare le seghe con i piedi al proprio ragazzo e da quel momento nella mente di Michele quell’immagine era diventato un chiodo fisso. Ora stava veramente accadendo, Alessandra gli stava facendo una sega con quei piedi perfetti, smaltati di rosso e ben curati, lisci e levigati ed era bravissima. Nel frattempo, anche Alessandra si toccava il clitoride, massaggiandoselo delicatamente mentre masturbava Michele con i piedi. Bastarono pochi altri secondi e poi, finalmente, il cazzo cominciò ad eruttare sborra incessantemente, colando e schizzando sui piedi di Alessandra, ricoprendoli di caldo e denso sperma. Ma Alessandra non si fermò, continuando delicatamente a stuzzicare e massaggiare il pene di Michele che pian piano perdeva vigore, sgonfiandosi tra quei meravigliosi piedi.

Circa una mezz’ora dopo, Michele era già rivestito e sull’uscio della porta. Si sistemò i capelli e si guardò allo specchio per verificare se fosse tutto in ordine, poi si girò per salutare Alessandra.
“Allora, ci sentiamo.” Fece avvicinandosi per baciarla.
“Ti chiamo io. Ah, la prossima volta anale, va bene?” Fece Alessandra con un grosso sorriso in faccia mentre salutava il suo nuovo amante.