i racconti di Milu
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L’estate stava finendo e le serate erano ancora piacevoli, insieme al mio amico d’infanzia con il quale usciamo spesso a divertirci decidiamo per il sabato di farci una pizza in un locale con un bel dehor all’aperto e di portarci le nostre fidanzate.
La mia è una bella ragazza mora, 5 di seno e formosa al punto giusto, la ragazza del mio amico anche .lei mora di capelli, le tette un po’ più piccole, ma un po’più slanciata.
Noi eravamo in maglietta e jeans, la mia ragazza con un top, reggiseno a balconcino ,pantalone leggero e sotto un perizoma a filo bianco., l’altra ragazza con camicetta e pantalone, sotto reggiseno ricamato e tanga nero.
Insieme alla pizza ci siamo scolati una birra grande a testa e tra scherzi e battute la serata si avviava ad una tranquilla conclusione quando il mio amico approfittando del fatto che le ragazze si erano recate in bagno mi dice che si scoperebbe volentieri la mia ragazza, alche io risposi che anche a me piacerebbe fare la stessa cosa con la sua.
“perchè non ci proviamo? Quando escono vi invito a visitare la mia ditta e vi porta nel mio ufficio dove ho un bel divano e forse riusciamo a realizzare la cosa:”
Usciti dal locale e saliti in macchina ci dirigiamo verso l’ufficio, il mio amico seduto sul sedile posteriore comincia ad accarezzarle le tette aprendole la camicetta e io metto la mano tra le gambe della mia ragazza e le accarezzo la figa sopra i pantaloni.
“Cosa vi prende, siete ubriachi?”
“Veramente avevamo pensato di fare qualche giochino erotico in ufficio da me , magari uno scambio di coppia”
“Vi siete bevuti il cervello” esclama la mia ma non toglie la mia mano dalla sua figa che mi accorgo si sta bagnando.
L’altra ragazza non può parlare perché il mio amico le ha messo la lingua in bocca e la sta baciando con foga mentre le accarezza e strizza le tette.
Appena giunti in ufficio ci avvicinammo alle ragazze io alla sua e lui alla mia, iniziammo ad accarezzarle, toccale il culo, poi tutti e due tirammo fuori i nostri cazzi già duri, le facemmo velocemente togliere camicette e reggiseno, ci avventammo sulle lette leccandole e pastrugnandole.
Io infilai il mio cazzo tra le sue tette e mi feci fare una spagnola mentre il mio amico si faceva spompinare dalla mia ragazza che è una vera artista con la bocca.
Ci spogliammo anche noi, tutti e due gli uomini si dedicarono a leccare le fighe facendole bagnare copiosamente, poi il mio amico fece sedere la mia ragazza sul divano le aprì le gambe e la penetrò con un colpo e iniziò a scoparla.
La scopava con colpi veloci e profondi, lei mugolava e lo incitava. “Dai sbattimi bene, fai vedere al mio ragazzo come si scopa una donna, magari imparerà anche lui a farlo meglio.”
Quelle parole mi eccitarono ancora di più, feci appoggiare l’altra ragazza con le mani sul muro, mi posizionai dietro e le infilai il cazzo nella figa pompandola con foga.
“Sii, sei proprio un vero toro da monta, mi fai godere come una troia, spingimelo tutto dentro”
Eravamo tutti e quattro in preda alla libidine, continuammo a scopare per parecchi minuti, poi al momento di venire io mi sfilai, feci girare e inchinare, poi le infilai il cazzo in bocca e le sborrai in gola mentre lei ingoiava senza problemi.
Anche il mio amico era sul punto di venire e sfilandosi le sborrò sulle tette.
“Adesso voi avete goduto ma noi siamo ancora vogliose, vediamo se riuscirete a soddisfarci.”
Ci lasciarono riposare qualche istante poi afferrarono i nostri cazzi e iniziarono a segarli, se li portarono in bocca, leccando le palle e l’asta, succhiando la cappella come professioniste del pompino.
Quando i nostri cazzi tornarono in tiro si sedettero sul divano, una di fianco all’altra con le cosce spalancate e noi le penetrammo nuovamente scopandole sino a farle godere, la mia ragazza dopo pochi istanti, l’altra mi costrinse ad un lavoro supplementare ma alla fine anche lei raggiunse l’orgasmo ansimando. Quando fu il nostro turno di godere tirammo fuori i nostri cazzi e li infilammo nelle loro bocche vogliose riempiendole di sborra.
“Se ripeteremo questa bella esperienza la prossima volta sarà meglio farlo in un letto comodo” fu il commento della ragazza del mio amico.
“Certamente, quando vorrete ci troveremo a casa mia e magari ci concederete anche i vostri magnifici culetti” risposi io.
Le ragazze si guardarono un attimo, poi sorridendo annuirono e il mio pensiero corse al momento in cui ci saremmo ritrovati.
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