i racconti di Milu
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Ti amo papà
Alzi la mano chi almeno una volta nella vita non è stata innamorata del proprio padre. Mi chiamo Sabrina, detta Nina e all’epoca dei fatti avevo 18 anni, ma già da prima, mio padre Mario era il mio idolo. Sono cresciuta insieme a lui, un ingegnere che lavorava presso la sala controllo di una grossa centrale elettrica. Per poterci accudire a me e mio fratello Luca, di tre anni più grade di me, papà lavorava di notte mentre Laura nostra madre caposala del reparto ortopedico dell’ospedale cittadino lavorava di giorno. Quando tornava lei dal lavoro generalmente partiva lui, e viceversa. Quando tornava al mattino ci accompagnava all’asilo oppure a scuola, e poi andava a riposare, ci veniva a prendere all’ora di pranzo e insieme passavamo il pomeriggio che era per me il momento più bello della giornata. Di lui mi ricordo tutto, era presente quando feci i primi passi, mi ha insegnato a scrivere, e ad apprezzare tante belle cose, in quanto è una persona colta e molto curiosa. Giocava spesso con noi, anche se mio fratello preferiva di più sdraiarsi sul divano ad ascoltare la musica nelle cuffie, io invece ero affascinata dalle sue mani dal suo splendido fisico. Alto 1 m e 85, spalle larghe, mani forti, capelli neri, occhi neri come i miei, mi affascinava la sua voce suo modo di tenermi fra le braccia che mi faceva sentire sicura e protetta. Non ricordo con precisione quando cominciai a spiare mio padre e mia madre quelle rare volte in cui riuscivano a passare una notte insieme e ovviamente facevano sesso. La mia cameretta era stata ricavata dividendo quello di mio fratello, e immediatamente dietro il muro che ci separava c’era la camera dei miei genitori. Era diventato per me un gioco sentire i loro strani rumori, mossa dalla curiosità avevo imparato specie in estate ad uscire sul piccolo terrazzo e a spiarli attraverso la persiana lasciata semplicemente accostata. Vedere quello che mia madre faceva a mio padre mi faceva sentire molto strana, sentivo uno strano languore al basso ventre e poi col tempo ho imparato masturbarmi. Li ho spiati tante volte che alla fine tecnicamente avevo l’esperienza di una puttana, ma in realtà ero vergine, perché mio fratello era del tipo geloso è molto protettivo e non lasciava che nessun maschio si avvicinasse troppo. Ad eccezione di qualche limonata con qualche compagno di scuola tutta la mia esperienza sessuale era compresa nel fatto che a malapena avevo sentito un membro maschile attraverso la stoffa dei pantaloni. Fisicamente non sono molto alta, ma ho un viso tondo e bello occhi scuri come quelli di mio padre una bocca ampia e larga con labbra carnose, capelli neri corti, e un bel culetto a mandolino ben posizionato sulle mie gambe non troppo lunghe ma perfettamente lisce e tornite. Quando decido di mettermi in tiro faccio la mia porca figura, anche se il mio seno non supera la seconda misura riesco sempre in ogni caso a calamitare lo sguardo di un maschio. L’estate del mio 18º compleanno eravamo in vacanza in Sardegna. Il giorno seguente il nostro arrivo si verificò nel centro Italia un violento terremoto, e mia madre, e mio fratello Luca, presero l’auto e tornarono a casa essendo entrambi volontari della Croce Rossa, lei come infermiere professionista e lui come volontario che stava facendo il corso di autista. Appena partiti ci siamo dati un’occhiata in un silenzio surreale ho guardato mio padre quasi a chiederli:
“Adesso cosa si fa?”
Lui si guardò un attimo intorno, mi sorrise e disse:
“Purtroppo non è colpa nostra, se siamo rimasti qui io e te, ma loro sono specialisti invece la nostra presenza sarebbe solo un intralcio quindi visto che è andata così, andiamo a noleggiare un grosso scooterone e godiamoci questa vacanza.”
Immediatamente nella mia mente prese forma un’idea che stavo accarezzando da tempo, è fatto di restare sola con mio padre mi fece realizzare che forse potevo osare di più. Ci siamo cambiati, siamo andati in paese ed abbiamo noleggiato un grosso scooter, con il quale tenendo l’ombrellone tra le gambe abbiamo deciso di andare ad esplorare alcune spiagge possibilmente deserte. La mia famiglia in questo è molto diversa, a mia madre piacciono estremamente tutte le comodità che una spiaggia può offrire, ombrellone sdraie, bar a portata di mano e possibilmente una vicina con la quale chiacchierare molto. Mio fratello invece non ha molte preferenze per lui va bene tutto, purché lo si lasci in pace ad ascoltare la sua musica ed estraniandosi dal mondo immerso nelle sue cuffie. Per me e mio padre, invece è vacanza quando riusciamo a trovare una spiaggia dove c’è poca gente, in maniera da poterci rilassare senza troppi seccatori intorno. Dopo aver percorso circa 20 minuti di strada abbiamo notato una piccola caletta che si raggiungeva percorrendo un piccolo sentiero sterrato che si poteva fare con lo scooter. Arrivati sul posto abbiamo notato che non vi era anima viva in un vasto raggio, piantato l’ombrellone abbiamo steso i nostri teli e ci siamo messi a prendere il sole. A questo punto ho deciso di giocare le mie carte, mentre lui era voltato di spalle, mi sono tolta la parte sopra del costume rimanendo in topless.
“Nina che fai?”
“Non lo vedi, non c’è anima viva e quindi ho deciso di prendere il sole in topless, tu sei mio padre, di te mi fido e non vedo in giro malintenzionati, quindi potrei anche azzardare a fare di più.”
Senza aggiungere altro ho sfilato anche la parte sotto del costume mettendomi nuda, mentre lui con gli occhi sbarrati mi guardava senza riuscire a proferire parola mentre da dietro i miei occhiali osservavo il tessuto del suo costume all’altezza del sesso e si stava gonfiando in maniera esponenziale. Consapevole di cosa c’era lì sotto per averlo visto tante volte fra le mani e la bocca di mia madre ho sentito dentro di me un grande languore sciogliermi le gambe mentre la mia micetta ha cominciato inumidirsi senza nemmeno che io la toccassi. Mi sono girata di schiena è sdraiata sul telo ha preso la crema:
“Me la spalmi addosso non vorrei bruciarmi.”
Così dicendo, senza voltarmi guardandolo sopra gli occhiali gli ho passato il flacone della crema. Lui rosso in viso con il sesso sempre più gonfio ha preso il flacone e dopo averne fatta schizzare un po’ sulla mia schiena ha cominciato a spalmarla con calma. Sentire le sue mani sul mio corpo, mi ha procurato dei brividi bellissimi mentre sentivo sempre più umido fra le mie gambe. Dopo averla spalmata abbondantemente sulla schiena quando è stato vicino al mio meraviglioso culetto lui ne ha messa un po’ sulla mano e anziché spalmarla sulle natiche ha cominciato dalle caviglie a risalire lungo le cosce. Dopo un attimo di esitazione ho iniziato a divaricare un po’ le gambe, facendogli vedere la mia micetta già abbondantemente bagnata. Ha indugiato un po’, e poi visto che non si decideva l’ho pregato di spalmarmela anche sulle natiche. All’inizio erano movimenti un po’ bruschi poi lentamente quello che era uno spalmare di crema è diventato un vero e proprio massaggio fin quando con un dito non si è insinuato nel solco delle mie natiche scivolando fino in basso ed arrivando a sfiorare le labbra della mia micetta che ormai era fradicia di umori. Ho emesso un breve gemito e questo è bastato lui per staccarsi di colpo da me. Mi sono sollevata di scatto, e dopo avergli tolto il flacone di crema dalle mani l’ho guardato dritto negli occhi.
“Sdraiati che te ne spalmo un po’ anche a te sulla schiena altrimenti rischi di bruciarti.”
Lui si è sdraiato sollevando le braccia sopra la testa rimanendo immobile io allora in maniera alquanto provocatoria mi sono inginocchiata davanti alla sua testa divaricando le gambe in modo tale che il mio sesso si trovasse davanti al suo viso, e le sue braccia si ritrovassero fra le mie cosce. Mi sono distesa su di lui spalmandogli la crema dalle spalle fin verso il fondoschiena ancora ricoperto dal suo costume. Sentivo il suo respiro caldo e affannato, era piacevole sentire che stava ansimando per la lenta carezza e gli facevo sulla schiena fin quando allungandomi ulteriormente ho appoggiato il mio ventre direttamente sulla sua testa infilando entrambe le mani sotto il costume per afferrargli splendidi glutei per qualche secondo. Di colpo mi sono alzata, e rigirandomi dietro di lui sono andata a posizionarmi ai suoi piedi e prima ancora che lui potesse dire o fare qualche cosa ho afferrato il costume tirandolo fino alle caviglie. Per un attimo ha opposto resistenza poi sollevato il bacino si è lasciato spogliare. Gli ho aperto le cosce mi si sono inginocchiata in mezzo. In questa posizione oltre ad ammirare il suo splendido culo ha potuto vedere lo scroto, bello gonfio e pieno, con due palle che sembravano due uova grandi. Dopo un momento di puro piacere ho iniziato a spalmare la crema sul suo meraviglioso fondoschiena scivolando lungo le cosce fino alle caviglie per poi risalire all’interno ed arrivare ad accarezzare le due meravigliose sfere piene dure che aspettavano solo di essere svuotate e spremute. A stento sono riuscita a non saltagli letteralmente addosso, anzi, di colpo sono tornato seduta sul mio telo, ed ha iniziato a spalmarmi la crema sul mio davanti fra le mie tette e il mio corpo.
“Dai girati e mettila anche davanti altrimenti ti bruci.”
Lui si è sollevato fatica, e quando si è messo seduto ho potuto ammirare quella splendida colonna di carne che si ergeva dura, maestosa, che svettava verso l’alto fino a superare l’ombelico. Lui mi ha preso flacone e dopo essersene messo una buona dose sulla mano ha iniziato a spalmarla sul suo petto, io ne ho messa una buona quantità sulla mano e poi mi sono avvicinata a lui e guardandolo fisso negli occhi ogni colpo ho afferrato quel meraviglioso palo con entrambe le mani.
“Nina fermati!!!!!..... che fai è una pazzia !!!!!....”
La sua voce era roca flebile mentre con le dita cercavo di cingere senza riuscirvi quel palo di carne viva che pulsava fra le mie mani. Nonostante avessi stretto entrambe le mani una sull’altra ve ne era un altrettanto che spuntava da sopra le mie dita ed io senza esitare mi sono tuffata infilandomelo direttamente in bocca.
……….. No!!!!.... ti prego fermati!!!!!..... Nina non possiamo………..
Io per tutta risposta ha continuato a succhiarlo avidamente cercando di imitare quello che avevo visto fare da mia madre, poi ho sollevato lo sguardo, il suo viso era una maschera di piacere. Mi sono sollevata un po’ staccandomi da lui, e i miei seni erano lì a portata di mano, lui li ha afferrati entrambi stringendoli con le sue mani forti procurandomi subito una ondata di piacere. Non gli ho dato il tempo di riflettere e senza esitare ho portato le mie labbra sulle sue e l’ho baciato con forza infilando la mia lingua dentro la sua bocca andando cercare la sua con la quale ha intrecciato una danza erotica meravigliosa. Limonavo con lui mentre con le mani continuavo a segarlo, lui intanto impastava i miei seni fra le sue dita stringendo i capezzoli fra l’indice pollice procurandomi un misto di dolore/piacere sconvolgente.
“Nina fermati, ti prego non possiamo farlo, sei mia figlia……”
La sua voce roca era ancora più eccitante l’ho guardato e ho tirato verso di me.
“Ti voglio, sono vergine, non so niente del sesso se non quello che ho visto spiando te e la mamma, e adesso ti voglio. Devi essere tu il primo a farmi diventare donna, ti prego papà sarà il nostro segreto, ma ti prego prendimi.”
Lui è rimasto un attimo perplesso, poi mi ha sollevato di peso e siamo andati insieme verso il mare, entrandoci dentro in un bagno che per un attimo mi ha lasciato perplessa, poi mi ha preso per mano e siamo usciti. Ha preso i teli e li a spostati un po’ più in là, al riparo di due grosse rocce che impedivano di vedere quello che sarebbe successo. Mi ha fatto sdraiare supina poi guardandomi dritto negli occhi mi ha baciato sulla bocca tenendomi la testa con entrambe le mani. Sentivo le sue labbra mordere le mie, leccare i succhiare la mia lingua, poi lentamente ha cominciato a scendere in basso a preso i miei seni in bocca uno dopo l’altro succhiandoli e mordendoli facendomi provare sensazioni bellissime, poi è sceso e quando è arrivato fra le mie cosce io ero già un lago e stavo fremendo in attesa di sentire la sua meravigliosa lingua dischiudere le mie labbra della mia conchiglia fradicia di umori.
……uhuummuhmummummhmmmmmmmmmmm…….
Un lunghissimo gemito uscito dalla mia bocca quando le sue labbra hanno stretto il mio bottoncino procurandomi il primo orgasmo
. Papà vengo!!!!..bellissimo!!!!.... godo… Ora oORAAAAaaa!!!!!! ora … ora!!!
Sentivo il mio corpo tremare scosso da brividi meravigliosi come se una scarica elettrica lo avesse attraversato dalla testa ai piedi. Ero tesa inarcando il mio busto, mentre con le mani sono andata cercare la sua testa schiacciandola contro il mio sesso da cui sgorgava un inarrestabile orgasmo. Lui ha continuato imperterrito a leccarmi facendomi godere altre due volte poi all’improvviso l’ho afferrato per i capelli e l’ho tirato su di me.
…… Scopami!!!!!SCOPAMIIIIIiiiiiiiiiiiiii……… Ti prego non ce la faccio più!!!!..
Lui lentamente è risalito, ho sentito la sua bollente cappella farsi strada fra le pieghe della mia micetta fradicia, pronta per essere penetrata. Ho inarcato le gambe cercando di spingere il bacino verso l’alto.
“Stai ferma! Lasciami fare! Rilassati, non pensare a nulla, respira lentamente non irrigidirti se all’inizio sentirai un po’ di dolore poi sarà tutto piacere.”
Ho sollevato le braccia e le ho strette intorno al collo. Ho chiuso gli occhi e ho fatto un profondo respiro mentre sentivo lui che stava iniziando a entrare dentro di me. Ho sentito la sua cappella premere contro il mio imene ho trattenuto un po’ il fiato, lui è rimasto un attimo immobile poi di colpo l’ha spinto tutto dentro.
…………….hhhhhhhhhaaaaaaa………………….
Ho sentito che qualcosa si stavano lacerando mentre lui lentamente scivolava dentro di me. Sentivo il suo splendido arnese aprirsi la strada dentro la mia vagina, fin quando battendo con forza sul fondo mi ha procurato il primo di una lunga serie di orgasmi.
….aaaaaaaaaaaaaaahhhhh….vengoooooooooooo!!!!!
È rimasto immobile per qualche secondo mentre il mio corpo veniva scosso da brividi incredibili e ondate di piacere che partivano dalla mia mente per scaricarsi fra le mie cosce. Dopo un tempo che a me è sembrato eterno lui ha iniziato a muoversi lentamente sfilandosi un po’ poi riaffondare sempre con più decisione. Ogni volta che spingeva dentro quel suo meraviglioso organo lo sentivo entrare ancora di più fin quando con un ultimo colpo deciso ho sentito il suo corpo aderire perfettamente al mio. Era tutto dentro di me! Ho sollevato le gambe e le ho annodate dietro di lui poggiando i talloni sopra i suoi glutei in maniera da assecondare il suo lento è sconvolgente va e vieni. Ho riaperto gli occhi non so cosa volevo dire ma dalla mia bocca spalancata è uscita nessuna parola mentre il mio corpo continuava a tremare scossa da brividi meravigliosi. Stringevo le mie braccia intorno al collo mentre lui ha portato le sue mani sotto le mie natiche tenendomi ferma. Mi scopava con una metodica lentezza che mi faceva impazzire. Ad un tratto credo di essere svenuta dal piacere perché quando riaperto gli occhi lui era fermo sopra di me e mi guardava preoccupato, l’ho stretto di nuovo e l’ho baciato.
“Bellissimo! Meraviglioso! Stupendo incredibile fantastico! Credevo che il piacere fosse così sconvolgente.” Lui mi ha sorriso rincuorato poi dopo avermi afferrato si è girato sdraiandosi sotto di me facendomi salire su di lui e quando ho inarcato la schiena ho sentito il suo meraviglioso palo arriva fino in gola. Buttata la testa all’indietro, mio corpo si è appoggiato sulle sue ginocchia inarcate mentre lentamente cominciavo a muovermi avanti e indietro su di lui. Era una meravigliosa cavalcata che mi stava portando all’estasi. Dopo altri orgasmi mi sono sdraiata su di lui sfinita, con il mio respiro corto mentre le sue mani continuavo ad accarezzarmi.
“Papà è meraviglioso, io ti amo!”
Quando ho pronunciato queste parole lui mi ha sollevato il volto, mi ha guardato dritto in faccia.
“Piccola così non va bene, io sono tuo padre non mi puoi amare, se non con l’amore che una figlia può avere nei confronti del padre, sei giovane e bella un giorno dovrai farti una famiglia.”
L’ho guardato mi sono stretta lui poi ci siamo sdraiati di lato e mi ha sollevato la mia gamba e l’ha portata sopra di lui, ha ripreso a pomparmi con rinnovato vigore. Lo sentivo forte possente sfondarmi il sesso fino a raggiungere il fondo. Ogni volta che entrava dentro di me mi procurava sensazioni meravigliose. Dopo l’ennesimo orgasmo mi ha guardato dritto negli occhi sentivo che anche lui era prossimo al piacere.
“Dai vieni! Riempimi! Inondami col tuo seme! Ti prego, ti voglio sentirti venire dentro di me, e non aver paura, lo sai che sono protetta.”
Appena pronunciato queste parole lui ha iniziato a muoversi più velocemente fin quando dopo il mio ennesimo orgasmo, è rimasto piantato dentro e un’ondata di calore ha invaso la mia vagina procurandomi l’ennesimo piacere.
…. Piccola vengooooooooooooo!!!!!...........
Al suo grido di piacere ha fatto eco il mio.
….. Anch’io godo….. Siiiiiiiiiiiii……. Ti sento tutto riempimiiiiii……
I nostri corpi erano scossi dal piacere, mentre continuavamo a tenerci abbracciati nostre bocche si sono unite di nuovo in un bacio carico di passione. Dopo qualche minuto ci siamo alzati siamo andati al mare, ci siamo lavati il sudore e tutto il seme che mi stava colando da dentro, lui ha dato un’occhiata e detto che non vi erano problemi, tornati sull’asciugamano siamo distesi e abbracciati null’altro. Tutto il resto della giornata lo abbiamo passato a scambiarsi baci e coccole fin quando è tramontato il sole e siamo tornati alla nostra abitazione.