i racconti di Milu
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Eccomi qui dunque, sugli spalti di questo campetto di periferia a guardare Luca e i suoi compagni giocare a calcetto. Ho portato con me Federico, così come aveva ordinato Luca. So che l'ha fatto per umiliarmi ancora una volta e umiliare lui. Luca è perfettamente consapevole del fatto che vorrei scopare con lui stasera (beh, anche le sere precedenti a dire il vero...) ma che la presenza del mio fidanzato mi costringerà ancora una volta a tenermi la voglia. Così come è consapevole che questo sia il modo migliore per mettere Federico alla berlina e mostrarlo ai suoi amici per quello che effettivamente è: un povero cornuto che ha la sfortuna di avere al suo fianco una come me.

Io invece so perfettamente che sono qui per inseguire una pazza speranza che già so che non si avvererà: quella di essere, non so come, presa da parte da Luca e fottuta come una cagna, di nascosto, mentre mi costringe a guardare il mio fidanzato che magari mi cerca, o mi aspetta. L'ha già fatto, gli è piaciuto. Ed è piaciuto anche a me. E lui lo sa. So che non accadrà, ma vorrei tanto che accadesse.

E' anche per questo che mi sono vestita, se non proprio come una zoccola, in modo provocante. Total black, autoreggenti e perizoma compresi. Il vestitino arriva a metà coscia, leggero. Se Luca volesse gli basterebbe infilarci una mano sotto e alzarlo. Il reggiseno che sostiene la mia terza è nero, di pizzo, minimo. Le mutandine, trasparenti, quasi non esistono. Le potrebbe scostare, abbassare, strappare con un solo gesto.

Sono una cagna in calore. Guardo Luca giocare, muovere il suo corpo atletico, e non posso fare a meno di pensare di essere posseduta da lui. Mi eccito, sento il primo caldo umido tra le cosce. Guardo Luca in pantaloncini e penso a come sarebbe bello inginocchiarmi tra le sue gambe muscolose e tirarglieli giù, succhiargli il cazzo fino a farglielo diventare duro come solo a lui diventa, fino a implorarlo di montarmi. Ho un brivido, Federico pensa che abbia freddo e mi abbraccia mentre nella mia mente cerco le parole con cui supplicare Luca di scoparmi. 

Guardo Luca giocare e ogni tanto il mio sguardo finisce su un suo compagno di squadra. Non l'ho mai visto prima ma appena è entrato in campo l'ho notato. Alto, non come Luca ma abbastanza alto. Spalle larghe, bicipiti tonici e petto ampio. Cosce sode, muscoli che guizzano. E soprattutto una somiglianza nemmeno tanto vaga con Brad Pitt. E' più bello di Luca, anche se probabilmente non ha quello sguardo da predatore, quel carattere da capobranco che Luca mette in mostra naturalmente, senza ostentarlo.

La sua presenza all'inizio quasi mi infastidisce perché mi distrae da Luca. Ma con il passare dei minuti i miei sguardi e le mie voglie volteggiano ora sull'uno ora sull'altro. Immagino di finire sotto la doccia con questo ragazzo, cui voglio dare il nome di Angelo, sia per il suo aspetto sia perché mi ricorda un mio ex alunno sul quale ho fatto gli stessi pensieri che ora faccio su di lui: essere stritolata tra le sue braccia, penetrata in ogni buco, ridotta a giocattolo per il suo piacere.

Ma sono pensieri cui manca qualcosa: Luca. E non perché senta il rimorso di pensare a un altro uomo, ma perché so di essere la sua puttana, la sua schiava. E non potrei fare altro che seguire e assecondare ogni sua volontà.

Ecco allora che nella fantasia, mentre nella realtà sono stretta dall'abbraccio di Federico, inizio a rimettere le cose a posto. Luca mi conduce nello spogliatoio dei maschi dove c'è solo Angelo. Completamente nudo, fresco di doccia. Non chiedetemi dove siano gli altri e dove sia Federico in questo momento, è un sogno, il mio sogno. E va avanti come voglio io.

- Lui è Angelo - dice Luca. 

Il mio sguardo corre immediatamente tra le sue gambe aperte, sul suo affare poggiato sulla panca. Non posso sapere delle sue dimensioni equine, quindi immagino che abbia un cazzo più o meno come quello di Luca. Del quale certo non mi posso lamentare.

- Lei è la tua troia? - chiede Angelo facendomi arrossire.

- Diglielo tu - mi incoraggia Luca.

- Sì, io sono Francesca, la sua troia - rispondo con un filo di voce.

- Che sei una troia si vede, la prima cosa che hai fatto è stata guardarmi il pisello... ti piace?

- Sì... - rispondo confusa - mi piace molto.

- Quel cornuto del suo fidanzato dov'è? Questa è quella troia che ti sei inculato a scuola mentre lei guardava il ragazzo giù dalla finestra, vero?

- Sì è lei - risponde Luca - il cornuto non lo so dov'è, deve stare qui in giro da qualche parte ad aspettare che si sbattano la sua donna, cosa che gli capita spesso, vero prof?

- Sì - faccio io a voce sempre più bassa e arrossendo violentemente.

- Una bella puttana di prof... - commenta Angela ridendo - comunque è carina.

- La vuoi vedere meglio? Dai, mignottona, spogliati.

Sento una contrazione al basso ventre, un calore irresistibile che mi sale dal punto in cui sono femmina. Mi vergogno immensamente e mi eccito, ho voglia di spogliarmi e di darmi a loro e allo stesso tempo ho voglia di scappare.

- Ma... Luca, io...

- Ho detto spogliati prof.

- Posso tenere le calze? - chiedo timida e ormai soggiogata.

- Che cazzo ci devi fare con le calze? - chiede ironico Luca.

- Ma sì, fagliele tenere - interviene Angelo - la fanno più troia ancora.

Mi inizio a togliere il vestito. Sono molto intimidita dalla presenza di Angelo, ma nonostante questo improvviso anche un piccolo spogliarello lasciando scivolare di dosso l'abito. Sono entrambi davanti a me e sorridono. Io ancheggio e sollevo le braccia verso l'alto, i capezzoli sporgono dal reggiseno.

- Brava prof, sembra che tu lo faccia di mestiere - ghigna Luca.

- Magari lo fa di mestiere, è un secondo lavoro - gli ribatte Angelo - l'indole da troia ce l'ha.

- Non sai nemmeno quanto, non hai visto nulla - dice Luca - questa ha sbagliato a fare la professoressa...

I loro sguardi e le loro parole mi eccitano, ma la presenza di Angelo e il pensiero del mio fidanzato lì fuori che mi cerca non mi fanno andare avanti.

- Daje prof, te l'ho detto che puoi tenere le calze, ma il reggiseno e quelle mutande da zoccola te le devi togliere...

- Luca no, ti prego - provo a piagnucolare. Ma mentre lo faccio mi levo anche il reggiseno ed il perizomino.

- Questa la fregna non se la depila - commenta Angelo.

- Se voglio una fregna depilata c'ho Jessica - replica Luca.

- Già, quella troietta, vorrei tanto provarla un giorno...

- Vacci piano, Angelo, è la mia ragazza. Però ti posso dare questa mignottona qua, che ne dici prof?

La domanda è accompagnata da una forte pacca sul culo. Mi inarco sporgendo ancora di più le natiche verso Luca, come se attendessi un secondo sculaccione, come se lo implorassi. Chiudo gli occhi e le labbra mi si aprono da sole per fare uscire il mio gemito di piacere. La sola idea che lui mi stia offrendo al suo amico come si offre una puttana mi fa schiudere le labbra della fica.

- Inizia a fargli una pompa, prof. Faccio la doccia e arrivo subito...

Avvampo di voglia e di vergogna, ma senza rispondere vado dritta da Angelo, mi inginocchio tra le sue gambe ed inizio a fargli un pompino. Mi metto a pecora sul pavimento e gusto quel cazzo lentamente, senza usare le mani. Mi piace, mi eccita... Nonostante il bagnoschiuma appena usato si sente benissimo il sapore di maschio. Lo inumidisco costantemente con la saliva per farmelo scivolare ancora più in fondo, lo voglio tutto dentro, lo voglio in gola. Quando Luca chiude l'acqua della doccia e il rumore cessa è già diventato completamente duro.

- Ammazza che pompinara la tua prof... - commenta Angelo, chiaramente in estasi. Poi mi afferra la nuca e la spinge verso di sé. Sento l'asta entrarmi tutta quanta in bocca, soffocarmi. I miei gorgoglii e i miei risucchi riempiono lo spogliatoio.

Luca viene dietro di me. Mi bacia il collo e scende lungo la schiena. Poi è la volta del sedere: inizia a leccarmi il buchino e qui mi sciolgo completamente. Sento la fica squagliarsi nel piacere. Mi lascio andare ed inizio a segare Angelo più che posso mentre Luca mi sditalina la fica e il culo. Impazzisco, gemo di piacere, è bellissimo.

- Che bel cazzo - piagnucolo di voglia guardando il bastone duro di Angelo mentre continuo a segarlo - Luca ti prego di' al tuo amico di chiavarmi... voglio essere scopata come una troia...

Angelo mi afferra per i capelli e mi tira su la testa mentre Luca continua a riempire i miei buchi con le dita. Lancio un grido che è di sorpresa, dolore, voglia.

- Non vorrai mica tradire il tuo ragazzo qui fuori, prof. No? - chiede Angelo con sprezzante ironia.

- Sì... sì... vi prego... voglio i vostri cazzi - rispondo ormai completamente partita accarezzandogli i testicoli - mmm... senti che coglioni gonfi... oddio vi prego... quello è solo un cornuto...

- Saligli sopra, prof - mi ordina Luca assestandomi una pesante manata sul sedere. E' una delle sue, una di quelle che ti fanno male, che ti fanno godere.

- Ah... sì! - gemo. E non so dire se è per la prospettiva di prendere quel cazzo o se per la sculacciata.

Salgo a cavalcioni su Angelo, gli impugno l'uccello e me lo dirigo dentro. Scivola fino in fondo che è un piacere. Diritto, subito tanto sono bagnata.

- Ahhhhhhhh... mmm... che bel cazzo, impalami...

Ma è l'unica cosa che riesco a supplicare, perché subito dopo Luca mi riempie la bocca con il suo di cazzo. Riconosco il suo marmo caldo e il suo sapore, inizio a sbocchinarlo mentre l'altro mi afferra per le anche e mi impone il suo ritmo facendomi andare su e giù. Mi sfonda la fica e io gli sbrodolo sopra tutti i miei liquidi. I rumori dei miei risucchi sul cazzo di Luca e quelli del cazzo di Angelo che sciacquetta dentro la mia fica sono un'estasi.

Impazzisco per il piacere mentre Luca mi tiene saldamente per i capelli e mi scopa la testa. Cerco di concentrarmi su entrambi i cazzi per non perdermi nemmeno una briciola delle sensazioni che mi regalano.

- Che grandissima troia che hai rimediato... - dice Angelo rivolto a Luca.

- ....mmmmm... - mugolo in segno di approvazione con la bocca piena di cazzo.

- Stenditi sulla panca, che voglio vedere una cosa... - gli ribatte Luca.

Angelo si stende e io chino il busto sul suo petto. Mi afferra i capezzoli e li strizza forte, li torce, provocandomi forti gemiti di dolore e piacere mentre ora sono io che muovo il bacino per cercare di impalarmi più a fondo sul suo bastone.

Sento Luca che si mette a cavalcioni sopra di me e capisco subito cosa vuole fare. Mi ricordo dell'ultima volta che l'ho provato, a casa di Alessio con quel suo amico che si chiamava pure lui Luca. E che però non aveva la mazza di ferro di questo Luca, del mio Luca.

Sento la cappella forzare il buchino appena allargato dalle sue dita e poi spingere forte, con tutto il peso e tutta la potenza che ha. Con la fica ripiena del cazzo di Angelo, Luca fa fatica a farsi strada. Mi lacera, mi fa sentire incredibilmente gonfia, imbottita, sverginata per la seconda volta. I loro cazzi sfregano contro la sottile parete che divide l'ano dalla vagina e a un certo punto è difficile distinguere tra un canale e l'altro. Sono dilaniata dal loro fuoco, aperta in due.

- AAAAAAAAHHHHHHIIIIIII - strillo come una disperata - MI SPACCATEEEEE!!!

- Brava troiona, strilla, fallo sentire a tutti che stai prendendo due cazzi, fallo sentire a quel cornuto - ringhia Luca.

Sì, strillo. Strillo per la sensazione di lancinante piacere che sento dentro, per il bruciore che mi sta facendo impazzire. Impalata su quelle due mazze sbrocco completamente e non me ne frega più nulla. Le mie urla le stanno sentendo in tutto il quartiere, figuriamoci se non le sente Federico. E proprio il fatto che mi stia ascoltando mi fa uscire ancora di più fuori di testa.

All'inizio sembrano darsi un ritmo: uno affonda, l'altro si ritrae. Poi anche le loro spinte si fanno più convulse, selvagge.

- Oddio... oddio... mi state montando come due tori montano una vacca... - riesco a dire tra uno strillo e l'altro.

- Perché sei una vacca da monta, prof - mi rantola Luca da dietro afferrandomi i capelli e strattonandomi la testa verso l'alto - dillo che sei una vacca da monta, gridalo a tutti...

- Ah! Oddio sì, sono una vacca da monta... - piagnucolo.

- LO DEVI GRIDARE, TROIA! - mi ordina Luca sfilando per un attimo il cazzo per poi riaffondarlo dentro con violenza.

- AAAARRRRGH! AAAHI! Luca così mi spacchi il culo... SONO UNA VACCA DA MONTAAAAA! AAAAAHHH!

- Dillo che sei una mignotta, dai, dillo! Dillo che quell'altro è solo un cornuto che non ti soddisfa... - mi ordina Angelo a sua volta torcendomi i capezzoli ancora più forte.

- AAAAAAHHHH.... Sì.... Siiiiiì scopatemi... sono una troia... e quello è un grandissimo cornutooooo.... Ooooohhh.... Oddiooooo.... - urlo mentre è come se la mia fica e il mio retto fossero una cosa sola che si contrae su quei due pali di carne.

- Sta troia gode - commenta Angelo. E ha ragione, sento i brividi e l'annuncio di una scossa che sta per partire e che tra poco mi travolgerà.

Ma come se tra loro ci fosse un accordo i due ragazzi si sfilano dai miei orifizi e mi mettono in piedi. Le gambe mi tremano e solo il loro sostegno mi impedisce di cadere come un sacco. Si inginocchiano uno davanti e uno dietro di me e mi fanno venire leccandomi uno il culo l'altro la fica.

- VENGOOOO... ODDIO VENGOOOOOO! - urlo mentre le loro lingue si infilano nei buchi che i loro stessi cazzi hanno spalancato. Tremo tutta e le gambe mi cedono. A tenermi in piedi sono le loro mani che stringono e impastano la carne del mio sedere e delle mie tette indurite.

Quando si rialzano sono scossa da una serie infinita di brividi ma non ho il tempo ti riprendermi, perché è la mia volta di mettermi in ginocchio.

- Vai giù, troia, fatti una bevuta - dice Luca mettendomi una mano sopra la testa e spingendomi in giù. I loro cazzi sono ora all'altezza del mio viso, li sego velocemente guardando ora l'uno e poi l'altro.

- Datemela... datemi la vostra sborra - ansimo - la voglio tutta...

Gli schizzi caldi colpiscono il mio viso e si infilano nella mia bocca aperta, si depositano sulla lingua spinta all'infuori. Rido di pura gioia mentre i due ragazzi mi innaffiano e mi fanno assaggiare i sapori, allo stesso tempo uguali e diversi, delle loro creme.

Mentre li ripulisco la loro sborra scende sul mio viso, cola lungho il collo, goccia dal mento alle mie mammelle.

- Quel cornuto del tuo ragazzo non ti sfonda mai così, eh? non ti affoga di sborra... - mi chiede Angelo con disprezzo.

Non rispondo. Sono troppo impegnata a leccare via lo sperma dal suo cazzo per riportarlo a lucido. E poi la risposta già la sanno.

- Il mio amico ti ha fatto una domanda, professoressa -  dice Luca mettendomi un dito sotto il mento e sollevandomelo.

I nostri sguardi si incrociano. Il suo è quello autoritario e deciso che mi fa sentire sottomessa al suo volere. A ogni suo volere. Qualcosa che Federico non saprà mai farmi provare, povero caro.

- E' vero - rispondo chinando la testa verso il pavimento e mettendomi a quattro zampe in mezzo a loro - è vero, non mi tratta mai così, lui mi tratta come una regina... Non ha idea di come va usata una maiala come me...

Mi sento allo stesso tempo felice e umiliata. Provo una grande vergogna per essere lì a pecora su un pavimento, con la loro sborra che continua a colarmi giù dal volto e adesso si deposita a goccioline sulle piastrelle. La fregna e il culo mi bruciano in modo assurdo, sono così aperti che sento l'aria entrare. I loro corpi atletici mi sovrastano, avverto la presenza dei loro cazzi lucidi della mia saliva e un po' in disarmo ma pronti a tornare subito duri. Il pensiero di quei coglioni ancora gonfi mi sturba, li vorrei leccare e accarezzare per ore. Mi sono fatta scopare come la peggiore delle troie, il mio amor proprio è ancora una volta sconfitto. Ma vorrei che tutto ricominciasse. Ora, subito.

- Vi imploro, ancora... scopatemi ancora come una troia... - sto per dire. Quando un piccolo boato mi blocca.

"Goool!" sento urlare da una piccola folla intorno a me. E mi scuoto, torno alla realtà, mi guardo intorno. Mi rendo conto di essere abbracciata a Federico e di avere strusciato fino a quel momento le cosce l'una contro l'altra per accompagnare il piacere che quel sogno ad occhi aperti mi stavo dando.

Ma Luca ha segnato, e ora il mio sguardo è puntato su di lui che riceve l'abbraccio dei suoi compagni.

- E' bravo il tuo alunno - commenta Federico.

Luca intanto passa sotto la tribunetta e mi manda un bacio... Mi squaglio. Quel gesto è il tocco finale che mi spinge dentro un orgasmo liquido, caldo e soffuso. Un lungo brivido mi scuote.

- Stai tremando tesoro, sei sicura di stare bene? - domanda Federico con un tono carico di premura.

- Benissimo - sussurro.

Note finali:

 

ecco il proseguio della storia.. spero che vi piaccia, come sempre sono graditissimi complimenti, critiche, e suggerimenti al mio indirizzo francylamaiala@virgilio.it

quello che non sono graditi sono quelli che chiedono numeri di telefono foto video incontri ecc. ecc.