i racconti di Milu
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La mattina sveglia presto, più del solito: lo zio “burbero” doveva fare il giro per distribuire verdure e frutta ai clienti abituali, quindi aiutammo anche io e Gino a caricare il camion e quando fu bello carico ,colazione veloce per tutti.
Zio Burbero partì per il suo giro, zio Tore al lavoro nell’orto e Gino a studiare nella camera da letto.
La giornata era caldissima ed io allontanatomi dalla casa fuori dalla portata della vecchia zia, mi misi subito nudo camminando verso la casa del vino.
Guardavo zio Tore lavorare a petto nudo e pantaloni lunghi, e sinceramente sarei andato li a spogliarlo perché sudasse meno.
Lui quasi mi avesse sentito,si mise a guardarmi e vedendo il mio corpo nudo, si toccò un po' tra le braghe quasi a segarsi un po'; dopo un po' vidi che poggiava la zappa e lentamente venirmi incontro guardandosi intorno furtivamente.
Mi raggiunse e mi disse di seguirlo: mi condusse alla casa del vino ma entrammo dentro; c’era un letto con materasso non proprio pulitissimo, mi fece segno di poggiarvi sopra il telo da bagno che portavo con me e poi mi abbracciò forte.
Mi palpava il culo con le sue mani callose e possenti e mi baciò in bocca con la lingua; io ero un po' a disagio a baciarlo in bocca, ma l’eccitazione saliva e mi lasciai andare a quei baci quasi morbosi intrecciando la mia lingua alla sua.
Il suo cazzo pulsava fortissimo sotto i calzoni e senza staccare la bocca dalla sua, cominciai a sbottonarlo facendo cadere a terra quell’ingombro, entrai la mano tra le sue enormi mutande e mi impossessai dell’oggetto dei miei desideri, il gran cazzo di zio Tore,ormai mio amante ufficiale.
Tolse del tutto le mutande e rimase nudo come me; mi accompagnò sul letto facendomi sdraiare a pancia in giù e cominciò a leccarmi il buco del culo insalivandolo abbondantemente e palpandomi a dovere le chiappe tonde; era tutto talmente fantastico e proibito che prima che mi infilasse il suo enorme cazzo nel culo già pronto e voglioso, gli chiesi di farmelo succhiare un po'.
Lo presi in bocca e leccandogli per bene tutta la testa lo lasciai scomparire nella mia gola scopandomi da solo andando con la testa su e giù; era bellissimo spompinare quel cazzo,gustai già alcune gocce dense della sua goduria,asprigne e buonissime.
Avrei continuato a succhiare e leccare quel bellissimo gelato, ma lui forse per la paura di venire me lo tolse di bocca, mi baciò ancora un po' e poi lasciando che mi sdraiassi nuovamente ma questa volta a faccia in su, mi venne sopra, mi carezzò tutto e poi rialzandosi mi tirò deciso per i piedi portandomi sino all’orlo del letto: mi sollevò le gambe facendole poggiare quasi sulle sue grosse spalle e tenendo con la mano destra il suo arnese grosso e duro me lo poggiò sul buco del culo cominciando a spingere , entrando lento ma costante in me.
Non ero mai stato inculato in quella posizione, mi faceva più male del solito nonostante la mia apertura anale fosse ormai bella considerevole ed allenata: soffrii un po' sentendolo entrare e cominciarmi a pompare ma per fortuna ebbe la meglio il piacere e così collaborando coi miei movimenti,lasciai che quel cazzo adorato mi entrasse totalmente dentro possedendomi.
Non so se mi stessi innamorando di zio Tore, ma stare con lui mi piaceva da morire; già nelle fantasie erotiche lo desideravo più di Gino, ma nella realtà diventavo pazzo di piacere quando mi scopava lui,con quel cazzo smisurato; adoravo segarlo,succhiarlo e averlo in culo poi non se ne parli.
Si muoveva dentro di me con colpi decisi,andava su e giù con tutta la lunghezza di quel bellissimo cazzo bollente; mi sentivo aperto in maniera indicibile e gli dicevo di chiavarmi più forte,di sbarrarmi ancora di più, di non avere pietà e lui ubbidendo mi stantuffava sempre più forte colpendomi le chiappe coi suoi coglioni pieni di sborra.
Credo di essere venuto quattro o cinque volte col mio culo spanato e froscio prima che zio Tore raggiungesse l’orgasmo e quando sentii gli schizzi potenti inondarmi dentro l’intestino,urlai di gioia, forte , fortissimo: avrei voluto che quegli schizzi non finissero mai di quanto mi piaceva sentire le pulsazioni del cazzo ingrossato dentro di me .
Mi aiutò ad abbassare le mie gambe un po' indolenzite dalla posizione, mi carezzò il petto ed il viso e poi tolse piano il cazzo dal mio buco dilaniato:
sentii scendere un po' di sperma dal mio culo tanto ero pieno e zio Tore mi diede un telo per pulirmi un po'.
Mi toccai il buco del culo come ormai mia abitudine e ci infilai dentro quasi tutta la mano tanto ero largo e lubrificato da quella sborrata magistrale.
Zio Tore rivestendosi si intristì un poco e gliene chiesi il motivo; mi disse che in serata o al massimo l’indomani sarebbero scesi i cugini a portarci a Sassari, perché Gino due giorni dopo doveva dare degli esami e così mi confidò che sarebbe stato difficile rivederci e ne era dispiaciuto veramente.
La notizia dispiaceva anche a me; sapevo che prima o poi quel giorno sarebbe venuto,ma quello che non sapevo prima e’ che sarei diventato così amante del cazzo, del sesso con i maschi , dei pompini; cazzi ne avrei trovato altri, Gino abitava di fronte a me per esempio, ma uno zio Tore non sarebbe stato facile rimpiazzarlo e quasi mi venne da piangere.
Mi salutò con un sorriso e una palpata di culo e dopo aver chiuso la casa del vino, tornò al lavoro.
Andai a sdraiarmi al sole sul prato verde adiacente e ripensando a quell’inculata presi a sditalinarmi il buco del culo trovandone grande piacere, avevo anche il cazzo bagnato di umori ma preferivo masturbarmi il buco del culo, insaziabile e fu così che arrivando all’improvviso mi trovò Gino.
Che combini? mi chiese e si diede da solo la risposta: sempre voglia di cazzo eh? Che puttanona che sei diventato, scommetto che vuoi scopare,è così?
Si sdraiò al mio fianco dopo essersi spogliato e cominciò a toccarmi il culo infilandomi un dito nel buco: come mai così bagnato e largo? Cosa ti sei infilato?
Io temendo di essere sgamato dissi di essermi messo un po' di saliva per masturbarmi ma a lui sembrava troppa quella dilatazione e comunque continuava a infilare le sue dita nel mio buco,sempre di più e a chiavarmi con la mano dicendomi che ero troppo sbarrato e che bisognava lasciare un po' in pace il culo diversamente non sarei più piaciuto a nessuno perché ci si ballava dentro.
Rimasi male a quelle parole e come prima reazione mi tolsi da vicino a lui dicendogli di cominciare per primo a non entrarci quasi tutta la mano e che avrei preso di parola i suoi consigli: niente più scopate.
Lui mi disse che stava scherzando, che il buco si sarebbe stretto ,di non preocuparmi, che me la stavo prendendo per niente e così dicendo mi avvicinava il suo cazzo già in tira come per farmi capire che gli piacevo e che voleva incularmi.
Ero troppo adirato, ma credo fosse anche per la tristezza che mi aveva fatto venire poco prima zio Tore dandomi quasi l’addio, sta di fatto che presi l’asciugamano e tornai giù vicino alla casa e non parlai con Gino praticamente per tutto il giorno, nonostante i suoi continui corteggiamenti.
La notte a letto si avvicinò ancora a me bisbigliandomi nell’orecchio cose carine e dolci e decisi di lasciarlo fare , di non respingerlo anche perché quella sarebbe stata l’ultima notte li in quel giaciglio d’amore.
Mi bagnò un po' il buco e senza tanti preamboli mi infilò il suo cazzo duro,grosso e caldo dentro il buco del culo ,tutto, fino ai coglioni cominciando quindi a montarmi: mi piaceva,non posso negarlo, eppure godevo pensando che fosse Tore, zio Tore a fottermi a possedermi, ad amarmi.
Gino mi chiavò quasi un’ora prima di sborrarmi dentro tutto il suo sperma e io anche se in silenzio, dicevo di essere innamorato, senza specificare nomi; ero innamorato del cazzo, dei maschi montoni,della sborra del mio buco di culo spanato ma desiderato dai maschi e così quello che per me era uno sfogo per Gino fu motivo di orgoglio e piacere e si addormentò col suo cazzo dentro di me baciandomi sul collo con ardore.

L’indomani tornammo realmente a casa in città. Cazzi ne presi ancora e tanti, di tutte le misure ma non ebbi più modo di incontrare zio Tore , senza dubbio uno dei grandi amori della mia vita omosex,