i racconti di Milu
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Sento i brividi, i fremiti nel mio corpo e del nostro nerboruto orgasmo, in quanto i sussulti scivolano sfuggendo lungo la schiena, giù lungo le gambe facendole tremare. Esitante e incerta è anche la mano che ho usato lentamente per spogliarmi, un bottone alla volta come soddisfa e piace a te per accarezzarmi, nel tempo in cui tu mi guardi osservando le smorfie del mio volto. Sì, tu, che con quella voce armoniosa e vellutata mi dici che esaminarmi è uno spettacolo divino.

La musica dei bellissimi e sognanti “notturni di Chopin” proviene frattanto in sottofondo dal salotto, io sono sul tavolo in giardino, al momento piegata. Solamente le scarpe coprono il mio corpo, perché il resto dei vestiti è volato di là per terra vicino ai fiori. Quegl’istanti sono puri baci di passione, di carezze e di gemiti, come in un’ingordigia infinita e un’incontentabilità smisurata per assaporare la tua pelle. Tu non vuoi ancora prendermi da dietro, lo so, in verità m’hai fatto notare che non ti senti pronto, al contrario io smanio enormemente dalla voglia d’abbandonarmi e di concedermi a te.

Tu mi spingi con la schiena nuda sul tavolo da pranzo del giardino, lasci scorrere il palmo della mano come una linea lungo il mio corpo, attualmente inarcato dal piacere della tua carezza. Sei chino su di me, mi lecchi in maniera ingorda i capezzoli ormai diventati duri, visibilmente irrigiditi dal piacere o dall’attesa di ciò che saprai darmi. Nel contempo m’attiri verso di te, io sento il tuo corpo premere contro il mio nel momento in cui un sorriso t’illumina il volto.

Tu sei furbo, malizioso e scaltro, perché vuoi giocare e ridere con me. Vorresti scoparmi, ma al contempo prendermi e razziarmi addirittura l’anima. Il tavolo al presente vacilla sotto i tuoi colpi, nel salotto la musica di Chopin è nel frattempo attutita dai miei veementi gemiti.

Ti voglio, bramo focosamente sentirti urlare dentro di me, voglio udire il tuo poderoso orgasmo mischiato e unito al mio. In quel velocissimo baleno io vengo in modo possente, anche tu esplodi intensamente sborrando e ricoprendomi il seno con il tuo denso e lattiginoso seme di vita che io osservo ammaliata e felice.

Attualmente sono disarmata, discinta e nuda davanti a te, eppure non sento freddo. Con le gambe aperte sono là per mostrarti la mia pelosissima fica bagnata, indecente e intrisa di desiderio, che ancora ribolle scrutandoti e squadrandoti decisamente appagata.

Il mio penetrante odore è impresso ovunque, nella tua bocca, sulle dita, ben fissato nella pelle e nei tuoi ricordi. Dappertutto. Incancellabile, perenne e in special modo vivo.

{Idraulico anno 1999}